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L'intervista
Intervista al presidente Nazionale dell’Associazione Penelope Italia Onlus
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
Il 25 febbraio si è tenuto a Cagliari, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello del Palazzo di Giustizia, un importante convegno denominato “Minori Scomparsi”, promosso dall’Associazione Penelope Sardegna.  “L’evento è stato ideato ed organizzato dall'Avv. Paola Pischedda e dalla mia commissione della quale fanno parte Antonio Serreli e Miriam Useli. E' stato fortemente voluto dall'Avv. La Scala perché il problema dei minori è un problema molto attuale anche perché, l’arrivo di minori non accompagnati nel nostro territorio con il fenomeno dell’immigrazione e la loro fuga dai centri di accoglienza ha fatto schizzare le statistiche italiane dei minori scomparsi” è quanto ci ha riferito pochi giorni fa l’Avv. Gianfranco Piscitelli  in merito al’iniziativa  che ha richiamato un copioso numero di esperti del settore e non, che hanno ascoltato attentamente le parole degli esperti in merito a questo delicato tema che tanto caratterizza e affligge il nostro paese. Dagli anni 70 ad oggi sono scomparsi nel nulla circa 18.300  minori, incognite che pesano come macigni sulle famiglie in cerca di risposta che vivono costantemente nel  dubbio che lentamente ha lacerato gli spiragli di quotidianità trasformandoli in dolore e angoscia. Voluminosi fascicoli d’indagine ancora aperti si trovano  ancora oggi nelle Procure di tutto lo stivale e l’obiettivo di Penelope Onlus è proprio quello di tenere alta l’attenzione sul fenomeno, valutando con parsimonia tutte le piste possibili in merito alla sparizione dei minori  che vanno dalle adozioni abusive al traffico d’organi, dai rapimenti allo sfruttamento fino all’allontanamento volontario consequenziale a fattori prettamente legati alla sfera emotiva e ai rapporti sociali che successivamente possono indurre il giovane ad intraprendere percorsi di vita ai margini della strada ed essere sfruttati per furti o essere indotti alla prostituzione. L’evento è stato presentato e moderato dall’Avvocato Gianfranco Piscitelli, Presidente dell’Associazione Penelope Sardegna nonché  avvocato ed esperto nelle investigazioni  e criminologia, Responsabile per la Sardegna dell’I.I.S.C.P.F. (Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologiche Forensi), Presidente il Distretto della Corte di Appello di Cagliari delle Associazioni “Centro Studi e Ricerche sul Diritto della famiglia e dei minori” e “Tutela dei Diritti” che nel corso di un’intervista che ci ha gentilmente concesso prima del convegno ci ha parlato del problema dei minori scomparsi precisandoci che “Purtroppo stiamo assistendo a suicidi di minori, abuso di alcool e droga in età minorili sempre più giovanili, microcriminalità, tutte facce di un grave disagio giovanile. Ecco perché entriamo sempre più nelle scuole a parlare con i ragazzi me il nostro messaggio vuole arrivare ai genitori per prevenire e capire. Una scomparsa anche in età adulta a volte è la punta terminale di un disagio che monta sin dall’adolescenza sino ad esplodere”.  Ci ha inoltre parlato di quelle che sono le iniziative di Penelope e di come opera “La nostra associazione, sia quella sarda che la nostra madre Penelope Italia, pur se orientata e sorta in favore ed aiuto dei familiari ed amici delle persone scomparse, è molto aperta e sensibile a problemi collaterali quali i minori e la violenza di genere e quindi, anche con la collaborazione di altre associazioni a noi strettamente collegate, studia e svolge attività preventive su fenomeni quali bullismo, cyber bullismo, rapimenti, sottrazione internazionale di minori, commercio di minori ecc”.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo intervistato l’Avvocato Antonio Maria La Scala, che dal 7 giugno 2014 è Presidente Nazionale dell’Associazione Penelope Italia Onlus. 
 
- Avete realizzato questo splendido evento sui minori scomparsi. Penelope come si muove in questo settore?
Io da tre anni sono il Presidente Nazionale quindi ho seguito questa linea; prima di tutto quella della sensibilizzazione che è un problema che purtroppo a cominciare dalla stampa non ne ha mai parlato per 80 anni. Siamo arrivati a 18.000 minori scomparsi e non abbiamo raggiunto tali cifre in un giorno ma in 40 anni e ogni anno sono aumentati sempre di più senza che nessuno ne abbia mai parlato se non da 6/7 anni grazie a Penelope ma mai come gli ultimi anni perché io ho messo al centro della mia attività i femminicidi e minori scomparsi. Femminicidi con donne scomparse, che poi scopriamo puntualmente essere state assassinate. Se non si sensibilizza non si va da nessuna parte e un risultato che abbiamo ottenuto è che per la prima volta nella storia del Vaticano, quest’anno il Papa  ha parlato di minori scomparsi. Si è sempre parlato di minori abbandonati, di minori maltrattati, minori violentati, minori rapiti ma la parola “minori scomparsi” non era mai stata pronunciata se non dal Papa nel maggio 2016. A fine anno il Papa ha parlato dei minori non accompagnati. Grasso, il Presidente del Senato, ha lanciato un allarme su questo fenomeno e sul traffico d’organi. Tant’è vero che a dicembre la commissione giustizia bicamerale ha approvato all’unanimità la riforma del reato di traffico d’organi portando la pena fino a 10 anni solo per chi traffica. L’assistenza giuridica, nel momento in cui i familiari di persone scomparse si rivolgono a noi, è gratuita e psicologica gratuita. Facciamo le nostre indagini difensive, coadiuviamo le procure e facciamo in modo che eventuali casi si possano riaprire.
 
- Le casistiche di minori scomparsi sono aumentate negli ultimi anni?
Si. Per quanto riguarda i minori italiani, i dati ufficiali del ministro dell’Interno, che ogni sei mesi vengono aggiornati nel corso di una relazione semestrale, parlano dal 1974 al 30 giugno 2016 di 18.300 minori scomparsi sul solo territorio italiano. E’ chiaro che questo numero è aumentato di anno in anno, è chiaro che il 90% dei minori scomparsi sono stranieri quindi sbarcano sulle nostre coste, noi li accogliamo e li censiamo dopodiché alcuni raggiungono le famiglie di origine, altri invece formano il secondo problema cioè i bambini scomparsi in Europa che sono tra 10.000 tra Siriani e Iracheni. I bambini italiani scomparsi sono 1920 di cui non si è saputo più nulla. 
 
- Avvocato, voi con Penelope avete portato avanti delle battaglie importanti e avete ottenuto dei risultati lodevoli come l’introduzione del reato di omicidio stradale. Quali sono le battaglie che adesso Penelope sta portando avanti?
Abbiamo già ottenuto l’omicidio con occultamento di cadavere. Per i femminicidi abbiamo ottenuto la condanna sia per l’omicidio di Roberta Ragusa a Pisa, sia per l’omicidio di Guerrina Piscaglia con Padre Graziano che ha preso 27 anni per omicidio a Firenze. Questi due omicidi, senza che sono stati mai trovati i corpi, rappresentano una pietra miliare della giurisprudenza italiana cioè esiste il reato di omicidio anche quando non si trova il cadavere, il che fino ad oggi era riconosciuto soltanto per le lupare bianche, per reati di mafia. Nei reati tra le mura domestiche è difficile che senza il corpo si venga condannati, noi abbiamo ottenuto questi precedenti con tanto di sentenze confermate anche in Appello. La nostra battaglia principale è sui femminicidi e le proposte di legge a riguardo, poi continuare questa battaglia per i minori stranieri non accompagnati  perché vengono purtroppo indirizzati nella criminalità, adozioni illegali, traffico d’organi, prostituzione minorile, da questo punto di vista noi dobbiamo continuare a star dietro a tutte queste strutture perché spesso queste strutture di accoglienza sono un po’ in difficoltà a fare questa accoglienza;  la terza fondamentale battaglia è sui cadaveri non identificati, noi abbiamo negli obitori circa 1.500 cadaveri non identificati da anni che costano l’ira di Dio allo Stato italiano. 

L'Avvocato Antonio Maria La Scala nasce a Manfredonia (FG) l'8 settembre del 1968 e si laurea in Giurisprudenza nel 1993 presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" con il massimo dei voti con una tesi di Diritto Penale che dimostra palesemente una spiccata predisposizione per  le materie legate al Diritto. Fra il 1993 e il 1994 ricopre il ruolo di Ufficiale di Complemento presso la Scuola Allievi Sottufficiali dell'Aquila all'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo e proseguendo studi assidui tra cui Diritto penale, Diritto processuale penale, Diritto tributario e Diritto penale dell'impresa; consegue un Master di alta specializzazione in Diritto amministrativo militare presso la società Prisma di Roma. Dal 1997 ad oggi svolge con passione ed estrema perizia la libera professione di Avvocato occupandosi prevalentemente di reati militari, economici e reati contro la pubblica amministrazione. Nel febbraio del 2004 fonda l'Associazione culturale "Gens Nova" svolgendone il ruolo di Presidente Nazionale e coadiuvato da un suo consiglio direttivo, è promotore di iniziative ed eventi legati al volontariato sociale e culturale. Titolare e responsabile dell'ufficio dell'A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia) per le regioni Puglia e Basilicata; copre anche il ruolo di Consigliere A.N.F.I.  della sezione di Bari.    Patrocinante dal 2010 innanzi le Supreme Corti Giurisdizionali Ordinarie e Speciali (Consiglio di Stato – Corte di Cassazione), svolge l'attività forense quale titolare di studio legale specializzato in Diritto penale della P.A. e Diritto penale tributario avvalendosi di collaboratori professionisti esterni. Dal 7 giugno 2014 assume il ruolo di Presidente Nazionale dell'Associazione Penelope Italia Onlus, con sede a Roma,  nonchè coordinatore unico della rete legale gratuita italiana dell'Associazione Penelope che si occupa delle famiglie e parenti delle persone scomparse. 
Cultura
Si spegne all'età di 78 anni il cantante pugliese ormai simbolo di provocazione e idolo indiscusso del trash musicale
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di Angelo Barraco

Milano – Lutto nel mondo dello spettacolo. All’età di 78 anni è morto Leone Di Lernia, il cantante pugliese ormai simbolo di provocazione e idolo indiscusso del trash musicale, divenuto famoso negli anni 90 per le sue deliranti e scurrili reinterpretazioni di tormentoni stagionali stagionali correlate da simpatici e dissacranti videoclip. Caratteristica principale della sua musica i testi pungenti come “Ti si mangiate la banana (The rhythm of the night…)” che si apre con “Ti si mangiate la banana, con due salsicce e u'parmigian, e mo' te senti mal! se tu te fe 'na limonata con tre cucchiai di cidret surridi alla giurnat!!”. La notizia della sua morte è stata resa nota dal figlio Davide Di Lernia, che in un post su facebook ha scritto: “R.I.P. LEONE DI LERNIA Un male incurabile l'ha portato via, ma non ha portato via il suo spirito che rimarrà nei nostri cuori. La famiglia Di Lernia ringrazia tutte le persone che l'hanno amato e i suoi fans. Grazie di essere esistito. Ti amo Davide”. Leone di Lernia era un personaggio simbolo dello Zoo di 105 e alle spalle aveva avuto una carriera iniziata sotto lo pseudonimo di Cucciolo Di Lernia. La sua prima pubblicazione ufficiale risale al 1968 con il 45 giri Trenta chili/Andiamo nei cieli ma il successo vero e proprio arriva negli anni 90, quando partecipa al programma radiofonico Carlo Fausto Terenzi Show. Divenuto ormai un’icona decennale per i ragazzi dello Zoo di 105 che sulla pagina facebook hanno scritto il seguente messaggio: “Sembra uno scherzo, uno dei mille fatti dallo Zoo, ma con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina! Riposa in pace fratello”. Marco Mazzoli, voce dello Zoo di 105, ha ricordato il suo amico con un lungo messaggio sulla sua pagina facebook: “Quando io e Fabio siamo andati in ospedale a trovarlo, i medici e i famigliari ci avevano detto che il male era in stato avanzatissimo e che aveva pochi mesi!In quel momento, io e Fabio, siamo esplosi in un pianto infinito! L'unica speranza era che il suo corpo tenesse duro e potesse affrontare la chemio, ma come faceva a rimettersi?? Appena ha visto telecamere, tutta l'attenzione su di lui, ha tenuto botta e si è goduto gli ultimi giorni di notorietà! Lui era così, viveva per la tv e la radio, apparire era la sua gioia, essere riconosciuto, la sua aria! Sabato sera ha voluto che io e Wender andassimo a cena da lui, voleva stare con quelli con cui ha inizato Lo Zoo nel 1999, come se volesse chiudere il cerchio! Sembrava in forma, sembrava pieno di vita, ma la notte ha avuto un tracollo e la mattina successiva mi ha inviato (con fatica) un messaggio vocale in cui diceva che si sentiva debole e che forse sarebbe venuto in radio il giorno dopo, ma quello è stato l'ultimo messaggio da lucido! Mi mancherai tantissimo amico mio, lascerai un vuoto nella vita di tutto noi, eri un ragazzino, con una carica assurda! Eri sempre di buonumore e riuscivi a farci ridere anche in circostanze assurde!
Eri un amico, un fratello, un collega, un nonno e un vecchio di merda! Ora vai, sali in cielo e insegna al paradiso i tuoi "auz", "Addavadai", digli che "non succedeee nientttt"! Ti voglio bene! Tuo
Figliastro Mazzoli”. Tantissimi i commenti  dei fan sulla pagina dello Zoo di 105 che salutano con il cuore affranto e con una velata ironia che, senza ombra di dubbio, Leone apprezzerà.  La notizia in merito al malessere di Leone Di Lernia era emersa il 21 febbraio, quando Marco Mazzoli pubblicava sulla sua pagina facebook il seguente messaggio poi condiviso anche sulla pagina de Lo Zoo di 105: “Abbiamo iniziato questo lungo percorso radiofonico insieme! Per 18 lunghi anni, ci siamo insultati, augurati la qualsiasi. Ti ho fatto un milione di scherzi, abbiamo creato tormentoni indimenticabli e costruito il programma radiofonico più assurdo d'Italia! Hai 80 anni, ma non hai mai mollato un secondo! Quando andiamo in onda, siamo cane e gatto, ma nella vita reale, ti voglio un bene indescrivibile! Non mollare adesso, nessuna malattia potrà mai sconfiggere il guerriero che c'è in te! Tieni duro vecchiaccio, perché voglio poterti insultare per altri 20 anni! Ti voglio bene. Tuo figliastro Marco”. Parole che successivamente sono state confermate da una foto che vedeva Leone disteso su di un letto d’ospedale e i suoi amici al suo fianco. Innumerevoli i commenti che incitavano “il nonnino” (come lo chiamavano quelli de Lo Zoo) a rimettersi in piedi, tante le domande che hanno inondato le bacheche dei diretti interessati fino al 23 febbraio, quando Lo Zoo di 105 scrive sulla bacheca: “Buongiorno ragazzi, ringraziamo tutti quelli, che in queste ore, si sono preoccupati per le condizioni di Leone! La situazione è delicata e Facebook non è il posto più adatto per spiattellare questioni delicate! Attualmente, la cosa più importante è stare vicino a Leone e fargli sentire quanto è importante per noi! Appena avremo novità (speriamo positive), sarete i primi a saperlo. Grazie a chi ci sostiene e fanculo a chi usa ogni pretesto per romperci le palle...siete pietosi!” e le speranze di una ripresa si riaccendono a seguito di un divertente video in cui Leone scherza e ride con Marco e gli amici in ospedale. Ma alcuni soggetti non prendono sul serio la malattia di Leone di Lernia e insinuano che il tutto sia una farsa, così il 24 febbraio sulla pagina dello Zoo di 105 spunta questo messaggio “Stiamo superando l'assurdo e il cattivo gusto! Arrivare a scrivere e dichiarare in tv che la malattia di Leone è una farsa pubblicitaria, è davvero squallido!Ok, siamo lo Zoo, ok, facciamo scherzi da 18 anni, ok, ma arrivare a simulare una grave malattia per farci pubblicità, sarebbe una trovata a dir poco squallida! Leo era in gravi condizioni, sta reagendo e affrontando la malattia da grande guerriero....e questo è quello che conta! Che i giornali e la tv, smettessero di speculare sulla questione!”. Ma dietro quelle immagini e quei messaggi non vi era nessuno scherzo ma soltanto un uomo che ha lottato fino alla fine contro un male incurabile, portando impresso sul suo viso armonico la serenità di chi ha voluto circondarsi di allegria e gioie, ridendo e scherzando fino alla fine e senza mai abbattersi davanti a niente e nessuno. “Guarda Leo, tutti parlano di te! Ciao Leo”. 
(Zoo Staff)
Politica e polemiche
Speranza: "Il lavoro è nostro simbolo e programma"
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"C'è bisogno di un nuovo campo del centrosinistra". Con queste parole Vasco Errani, a Ravenna, ha annunciato il suo addio al Partito democratico. "Non voglio fare un nuovo partito e non lo farò", ha detto l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna. "Vado dentro a nuova avventura ma sono sicuro che non si tratta di un addio. Si tratta invece di provare a dare contributo per ritrovarci in un nuovo progetto diverso da Ulivo e Pd ma con quella ispirazione. Perché io ho solo quella ispirazione", conclude. Parlando alla platea del suo circolo di Ravenna, Errani ha chiarito di "non voler fare un nuovo partito e non lo farò. Voglio portare avanti queste idee ed è difficile farlo per me". "Sapete qual è la mia storia e non è facile - ha aggiunto - non è stata una scelta facile". Serve, ha argomentato ancora l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, un movimento che "in primo luogo proponga un cambio di idee. Un nuovo campo, abbiamo bisogno di un nuovo campo del centrosinistra".

"L'articolo 1 della Costituzione, "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", è il tratto identitario più bello della nostra comunità. Noi siamo questo, è il nostro simbolo, il nostro progetto per l'Italia". Lo ha detto Roberto Speranza presentando "Democratici e Progressisti", il nuovo partito che nasce a sinistra del Pd. "In questi anni abbiamo vissuto una frattura tra il popolo e la sua rappresentanza sul lavoro, la scuola e l'ambiente". Lo ha detto Roberto Speranza alla presentazione del Movimento Democratici e Popolari. Speranza ha indicato nel Jobs Act, nella Buona Scuola e nel referendum sulle trivelle i passaggi che "hanno creato una rottura tremenda". "Basta - ha esclamato - e' il momento di ricucire quella frattura", dando vita a "un Movimento largo che vuole connettere e unire anziché dividere". "Noi siamo qui perche' abbiamo un avversario, che e' la destra e la deriva populista, e la battiamo solo costruendo una sinistra". Lo ha detto Enrico Rossi, alla presentazione del Movimento Democratici e Progressisti, che nasce alla sinistra del Pd. "Non si vince - ha aggiunto - qualificandosi ne' di destra ne' di sinistra, o con politiche neo-reaganiane, o con un moderatismo ne' di destra ne' di sinistra".

Intanto, parte al veleno la campagna per le primarie Pd sull'onda dell'inchiesta Consip che coinvolge il ministro Lotti, il padre di Matteo Renzi e, come testimone, Michele Emiliano. 'La magistratura esamina i fatti liberamente. Ciascuno di noi è obbligato a collaborare. Ci mancherebbe che in una situazione in cui si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse come risultato anche quello di eliminare dal gioco un suo avversario politico', dice il governatore della Puglia sul suo ipotetico conflitto di interesse come candidato alla segreteria del Pd e testimone nell'inchiesta.

Attualità
Presidente Penelope Sardegna Avv. Piscitelli: "Purtroppo stiamo assistendo a suicidi di minori, abuso di alcool e droga in età minorili sempre più giovanili"
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
Cagliari – Oggi ,alle ore 09.00, è iniziato a Cagliari, nell’Aula Magna della Corte di Appello al piano terra del Palazzo di Giustizia,  il convegno denominato “Minori Scomparsi” promosso dall’Associazione Penelone Sardegna.  L’evento è presentato e moderato dall’Avvocato Gianfranco Piscitelli, Presidente dell’Associazione Penelope Sardegna nonché  avvocato ed esperto nelle investigazioni  e criminologia, Responsabile per la Sardegna dell’I.I.S.C.P.F. (Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologiche Forensi), Presidente il Distretto della Corte di Appello di Cagliari delle Associazioni “Centro Studi e Ricerche sul Diritto della famiglia e dei minori” e “Tutela dei Diritti”. Nel corso del convegno interverranno inoltre atri illustri professionisti come l’Avvocato Antonio Maria La Scala, Presidente dell’Associazione Penelope Italia Onlus, Presidente dell’Associazione Gens Nova Onlus nonché docente di diritto penale e procedurale presso l’Università Lum di Bari. Il tema che affronterà l’Avvocato La Scala ha come titolo “Minori scomparsi a causa di adescamenti online e cyber bullismo – i rischi della rete”. Interverrà inoltre l’Avv. Paola Pischedda, crimonologa e responsabile della sezione Minori dell’Associazione Penelope Sardegna nonché esperta in minori scomparsi. Il tema che affronterà l’Avv. Pischedda è denominato “Kidnapping – Bambini rubati”. Presenzierà anche Antonio Serreli, Sottoufficiale dell’Arma dei Carabinieri e delegato al Consiglio Nazionale di Penelope Italia che parlerà delle “Funzioni della Polizia Giudiziaria in caso di scomparsa di un minore”. Presenzierà inoltre la Dott.ssa Miriam Maura Useli, psicologa, criminologa che parlerà di “Come prevenire la scomparsa di un minore”. L'evento è stato ideato ed organizzato dall'Avv. Paola Pischedda  e dalla commissione della quale fanno parte Antonio Serreli e Miriam Useli. E' stato fortemente voluto dall'Avv. La Scala.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo parlato con l’Avvocato Gianfranco Piscitelli, Presidente dell’Associazione Penelope Sardegna
- Avvocato lei ha ideato l’evento “Minori Scomparsi” che si terrà il 25 febbraio, come nasce questa idea?
L’evento è stato ideato ed organizzato dall'Avv. Paola Pischedda e dalla mia commissione della quale fanno parte Antonio Serreli e Miriam Useli. E' stato fortemente voluto dall'Avv. La Scala" perché il problema dei minori è un problema molto attuale anche perché, l’arrivo di minori non accompagnati nel nostro territorio con il fenomeno dell’immigrazione e la loro fuga dai centri di accoglienza ha fatto schizzare le statistiche italiane dei minori scomparsi.

- Quali saranno i temi caldi di questo evento e gli esperti che interverranno?
La nostra associazione, sia quella sarda che la nostra madre Penelope Italia, pur se orientata e sorta in favore ed aiuto dei familiari ed amici delle persone scomparse, è molto aperta e sensibile a problemi collaterali quali i minori e la violenza di genere e quindi, anche con la collaborazione di altre associazioni a noi strettamente collegate, studia e svolge attività preventive su fenomeni quali bullismo, cyber bullismo, rapimenti, sottrazione internazionale di minori, commercio di minori ecc
 
- Quanto è importante per l’Associazione Penelope il tema dei Minori scomparsi? Qual è il messaggi sociale che l’Associazione Penelope vuole mandare ai cittadini?
Purtroppo stiamo assistendo a suicidi di minori, abuso di alcool e droga in età minorili sempre più giovanili, microcriminalità, tutte facce di un grave disagio giovanile. Ecco perché entriamo sempre più nelle scuole a parlare con i ragazzi me il nostro messaggio vuole arrivare ai genitori per prevenire e capire. Una scomparsa anche in età adulta a volte è la punta terminale di un disagio che monta sin dall’adolescenza sino ad esplodere. Non al caso il nostro Presidente Nazionale avv. Antonio La Scala parlerà di adescamento in rete e cyber bullismo, la nostra responsabile della Sezione Minori avv. Pischedda parlerà di rapimento di minori, Antonio Serreli  sottufficiale dei Carabinieri parlerà di come si muovono nell’immediatezza della scomparsa e la dr.ssa Miriam Useli psicologa e criminologa parlerà di prevenzione.  
 
L'Associazione Penelope è una importante iniziativa non lucrativa di utilità sociale, (Onlus), a livello nazionale che riunisce le famiglie e gli amici delle persone scomparse in attività e scambio di informazioni nonchè sviluppo e ricerca a 360° coadiuvato e presente in alcune regioni quali Piemonte, Trentino, Lombardia, Veneto, Marche, Lazio, Emilia, Umbria, Marche, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia e presto anche in Liguria. Tenere vivo il ricordo della persona scomparsa senza atteggiamenti rinunciatari, desistenti e  senza che la disperazione possa in qualche modo rappresentare un freno allo sforzo collettivo, rappresenta una priorità possibile grazie all'unione di forze e di volontà in grado fornire seri e incoraggianti risultati oggettivi per risolvere misteri e casi di persone di cui sembrano essersi perse le tracce e per avere una chiara ed esaustiva comprensione del problema in ogni suo minimo dettaglio. La costante e frenetica organizzazione di eventi che ruotano attorno all'Associazione contribuiscono a rendere vivo l'interesse di un numero di partecipanti in costante crescita. Nelle sedi d'ogni regione periodicamente riunioni, convegni e dibattiti offrono spunti cognitivi per una maggiore consapevolezza di importanti spunti di riflessione e piani di azione che sanciscono passi importanti e allargano il bacino di iniziative grazie anche al protocollo di intesa tra Penelope Italia e il Commissario straordinario di Governo per le persone scomparse, l'associazione internazionale di Polizia, Rangers d'Italia etc. 
Caos voli
Stop di 24 ore di piloti e assistenti Anpac, Anpav e Usb. Fermo di 4 ore indetto dai sindacati confederali del trasporto aereo
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Giornata difficile oggi negli aeroporti per una serie di agitazioni legate alla crisi dell' Alitalia. E' di 24 ore lo sciopero di piloti e assistenti di volo proclamato da Anpac e Anpav e dall'Usb Lavoro Privato. Per far fronte alla protesta, la compagnia ha cancellato il 60% dei voli programmati sia nazionali che internazionali, e attivato un piano straordinario che ha permesso di riproteggere oltre il 90% dei passeggeri coinvolti. Anche EasyJet ha fatto sapere di aver adottato una serie di misure operative per minimizzare l'impatto sui passeggeri.

Dalle 14 alle 18 si aggiungerà infatti lo sciopero proclamato dai sindacati confederali del trasporto aereo, che coinvolgerà anche il personale di terra e le compagnie straniere.

Dopo che i sindacati ieri hanno disertato l'incontro con Alitalia sul contratto, il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, in un momento "così delicato" per la compagnia, chiede di evitare "iniziative unilaterali" e auspica che si torni a "un modo di lavorare più armonico tra azienda e sindacato, e soprattutto a un confronto".

Il dialogo potrebbe riprendere venerdì, quando è in programma una nuova convocazione.

Raggiunto accordo tra Governo e tassisti
Le proteste dei tassisti non fermano la corsa del decreto milleproroghe che si avvia al voto di fiducia alla Camera oggi
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"Una riforma seria, senza cedere alla piazza". Così il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha definito la soluzione raggiunta ieri tra governo e tassisti. Intervistato dal TG1, il ministro ha sottolineato che "abbiamo ripristinato la regolarità del servizio e contestualmente abbiamo preso l'impegno di una riforma seria che non si può fare con delle proroghe". Per Delrio, "uno stato serio dà diritti a tutti, a quelli che hanno investito il loro denaro e ai cittadini che devono potersi muovere liberamente" anche utilizzando le innovazioni più recenti.

Dopo giorni di protesta in tutta Italia e l'odierna manifestazione a Roma sfociata in momenti di tensione, tafferugli, a tratti vera e propria guerriglia urbana, i tassisti ritornano al lavoro. E' la decisione condivisa con il governo, in un incontro che si è tenuto al ministero dei trasporti, sottoscritta da tutte le 21 sigle della categoria, secondo quanto ha resto noto il viceministro Riccardo Nencini.

Le proteste dei tassisti non fermano la corsa del decreto milleproroghe che si avvia al voto di fiducia alla Camera oggi. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, al termine di una lunga mediazione trova l'intesa proponendo due decreti, uno per il riordino del settore e l'altro per la lotta all'abusivismo. Una soluzione che superi quindi di fatto il contenuto dell'emendamento al Milleproproghe a firma di Linda Lanzillotta che ha scatenato la protesta. I decreti dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all'abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta. "L'impegno è a iniziare i lavori domani e a concluderli per presentare i testi entro un mese", spiega poi il ministero precisando che tutte e 21 le sigle hanno siglato il verbale che prevede un'immediata sospensione della protesta. Domani le assemblea delle diverse sigle. La soluzione arriva dopo una riunione fiume al ministero dei Trasporti con i tassisti rappresentanti delle auto bianche. Fuori dall'incontro i tassisti hanno asserragliato il ministero con fumogeni e bombe carta, decisi a contrastare con le buone o con le cattive l'emendamento che rimanda a fine anno la stretta sui noleggi con conducente come quelli dell'app Uber Black.

I dati
A preoccupare maggiormente gli esperti del Clusit è la crescita a quattro cifre degli attacchi con phishing e social engineering
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Il 2016 è stato "l'anno peggiore di sempre in termini di evoluzione delle minacce cyber e del relativo impatto". Aumento a quattro cifre per gli attacchi di phishing (+1.166%), cresce del 117% nell'ultimo anno la "guerra delle informazioni". Sono i dati del Rapporto Clusit presentato oggi a Milano, che mostra come la maggior crescita percentuale di attacchi gravi nel 2016 è avvenuta nel settore della sanità (+102%), seguito dalla Grande Distribuzione Organizzata (+70%) e dall'ambito Banking e Finance (+64%).
"Nella situazione attuale i rischi cyber non solo stanno crescendo sensibilmente ma continuano a non essere gestiti in modo efficace, ovvero sono fuori controllo. Siamo giunti ad una situazione da 'allarme rosso'", spiega Andrea Zapparoli Manzoni, tra gli autori del Rapporto.
A preoccupare maggiormente gli esperti del Clusit è la crescita a quattro cifre degli attacchi con phishing e social engineering, tecniche che sfruttano le debolezze degli utenti. E crescono a tre cifre (+117%) gli attacchi riferibili al 'cyber warfare', un vasto spettro di azioni volte a crescere la pressione in ambito geopolitico o dell'opinione pubblica. Come, ad esempio, gli attacchi alle mail di un partito o alle infrastrutture critiche come i servizi energetici. Nella lista degli attacchi più significativi del 2016 c'è anche quello alla Farnesina. Il rapporto da sei anni fornisce un quadro aggiornato della situazione mondiale, è frutto del lavoro di oltre un centinaio di professionisti del Clusit, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica

Il convegno
Moreno Rosati (CONI Umbria): "Necessario un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti preposti, ad iniziare dalle Istituzioni"
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Red. Interni

 

TERNI - Serve rigore giuridico verso chi resiste a rientrare nei binari della legalità. “Lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di mobbing, straining e stalking messi in atto contro le donne” Lo ha detto il prefetto Francesco Tagliente parlando a margine del suo intervento al convegno “Lo sport contro la violenza sulle donne: Per vincere insieme. Mobbing, Straining e stalking: prevenzione, strategie e soluzioni organizzato a Terni da Carmelo Mandalari presidente del Gs Flames Gold-Iaps in collaborazione con diverse istituzioni, enti, associazioni antiviolenza, sportive e culturali.

 

“Con il suo linguaggio universale - ha proseguito Tagliente - lo sport ha il potere di unire e comunicare messaggi positivi comprensibili da tutti, a prescindere dall’età, dalla nazionalità e dal livello di istruzione e bagaglio culturale. A unire sono soprattutto quei valori validi per tutti e gli ideali universali come l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, l’impegno, il coraggio, il miglioramento di sé”. “Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi - ha aggiunto Tagliente - la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c'è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c'è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi. L'area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco. Senza questa cultura condivisa non c'è alcuna possibilità di sviluppare la cultura della legalità, e, quindi attuare una efficace attività di contrasto ad ogni forma di violenza, tra cui quella del bullismo”. “Per sviluppare la cultura del dialogo nei giovani – ha proseguito - è fondamentale che anche ‘attori’ esterni alla formazione didattica e all'educazione familiare si interessino al problema. Ma è necessario che i progetti esterni di questi ‘attori’ anche se istituzionali, siano richiesti dal mondo scolastico per evitare che la scuola diventi un progettificio”. “Per quanto riguarda invece le strategie e le soluzioni per il contrasto dei fenomeni di mobbing, bossing, straining, stalking messi in atto da adulti – ha proseguito Tagliente - dallo sport mutuerei alcuni pilastri fondamentali per indurre i tifosi alla legalità. Penso al coinvolgimento attivo anche dei più riottosi per provare a farli sentire e diventare protagonisti del rispetto. Penso alla ricerca del dialogo a tutti i costi. Penso anche alla necessità di ricorrere al rigore giuridico nei confronti di chi resiste a rientrare nei binari della legalità”. “Penso ancora al lavoro di squadra. Ritengo necessario – ha concluso - agire in modo che ciascun componente del gruppo si senta protagonista attivo del progetto. E non basta avere una squadra, bisogna saperla tenere unita”.

 

I lavori, moderati da Manuela Valloscuro, sono stati aperti dal presidente Carmelo Mandalari organizzatore degli eventi che ha illustrato finalità e tappe del progetto. Dopo il prefetto Tagliente a preso la parola l'avvocato criminologo Luana Campa. “Dopo aver condotto un'analisi criminologica di questi comportamenti devianti – ha esordito la criminologa - mi sono accorta che essi hanno una base comune: sono tutti l'espressione di una società in cui sono dominanti i valori della prevaricazione e dell'arbitrio del più forte sul più debole, in cui i modelli vincenti sono quelli dell'arroganza e del non rispetto dell'altro. Il Mobbing – ha proseguito la criminologa - è essenzialmente un problema di comunicazione all'interno dell'ambiente di lavoro e come tale il suo trattamento preventivo e risolutivo è di pertinenza esclusiva della Psicologia del Lavoro e dell'Organizzazione. Formazione a tutti i livelli - ha aggiunto - è la parola chiave per risolvere o almeno limitare il problema del Mobbing e dello Straining. E' fondamentale che i vari professionisti esperti in materia (psicologi, avvocati, medici) lavorino in equipe per garantire la migliore tutela alla vittima. Si rendono indispensabili specifici interventi di sostegno psicoeducativo rivolti all'offender, nonché interventi trattamentali sulle dinamiche relazionali patologiche dell'offender. Sottolineo – ha concluso - la necessità di una sensibilità da parte delle Istituzioni verso questi argomenti. E 'importante arrivare a una legge nazionale per creare una cultura del rispetto”.

 

E’ intervenuta poi Cristiana Conti, psicologa dello Sport, membro del Consiglio Direttivo dell'AIPS (Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e dell'Esercizio) con una relazione dal titolo " I contributi della psicologia dello Sport". La psicologa dello sport ha chiarito che “sono due le direzioni principali della riflessione, relativamente al tema della violenza: lo Sport come spazio e strumento per l'educazione e la condivisione dei valori”. Ha poi sottolineato “l'importanza del coinvolgimento responsabile da parte di tecnici, Società e dirigenti per la creazione di contesti in cui l'esperienza sportiva possa essere un'esperienza positiva educativa”. La psicologa Cristina Conti ha poi affrontato un secondo tema. “Lo Sport come potente strumento di empowerment, inteso come opportunità di rafforzamento personale nei termini di percezione di competenza, consapevolezza e autostima"


Il vice presidente del CONI Umbria, Moreno Rosati, ha premesso al suo intervento il ringraziamento del CONI Umbria per aver organizzato a Terni un importante convegno sul delicato tema della violenza sulle donne, in ambiti e forme diverse, anche nel rapporto con il mondo dello sport. Ha poi sottolineato che “Il CONI, grazie al protocollo d'intesa siglato nel 2013 dal presidente Giovanni Malagò con il Ministro dello Sport, è in prima linea su questo versante consapevole inoltre che troppe atlete nell'età adolescenziale abbandonano l'attività sportiva, favorendo quindi forme di isolamento alla socializzazione”. “È necessario - ha aggiunto il rappresentante del CONI - un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti preposti, ad iniziare dalle Istituzioni, affinché anche le donne che operano nei diversi settori dello sport non subiscano più violenze e soprusi dai potentati di turno"

 

Sono poi interventi con interessanti relazioni tematiche: Luciana Crucitti, grafologa e criminologa, Jean Luc Bertoni presidente regionale del prestigioso Ente di promozione sportiva ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), Dario Naccari del Comitato Italiano Paraolimpico e Dariush Rahiminia esperto in Psicologia. Al convegno hanno partecipato anche le Ragazze dell’Umbria Rugby, Giampiero Micciani Vice Presidente del Comitato Regionale Umbria della LND e Giovanni Bonati Responsabile Calcio Femminile.

Politica
A Roma la manifestazione della minoranza Pd ha preso il via sulle note di Bandiera Rossa
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Red. Politica



Michele Emiliano dal palco della manifestazione della sinistra a Roma, che in un post su Facebook dice di aver convinto Renzi a votare nel 2018, chiede di non costringere con argomenti capziosi questa comunità (la minoranza, ndr) ad uscire dal Pd. "Noi speriamo di non dover dire cose drammatiche nelle prossime ore ma se dovesse essere necessario non avremo paura. Non costruiremo un soggetto avversario del Pd ma non aspetteremo altro che ricostruire questa comunità. Tutto questo, però, è evitabile, lo voglio dire ancora".

Dal palco, il governatore toscano e candidato alla segreteria Enrico Rossi ha chiarito che "se si pensa di fare un congresso in poche settimane, una una conta per riconsegnare la guida del partito al segretario noi non ci stiamo. Il Pd è per sua natura un partito plurale e di centrosinistra, se si pensa di abolire la sinistra o che finisca per non contare nulla la responsabilità della spaccatura ricade su chi non vuole capire".

Nel suo intervento, Roberto Speranza ha raccontato di aver avuto un colloquio con Matteo Renzi: 'Mi ha cercato e ho parlato con lui, come giusto sia perché è il segretario. Gli ho chiesto se la vediamo solo noi la scissione che c'è già stata in parte del nostro mondo?. Se non c'è una presa di consapevolezza sarà normale un nuovo inizio. Se il congresso non è il tentativo di rimettere insieme un mondo ma è solo rivincita o plebiscito a me non interessa entrare".

 E mentre Massimo D'Alema annuncia che domani non parteciperà all'assemblea del Pd", da Dario Franceschini arriva un appello per evitare la scissione: "I margini di trattativa ci sono sempre, dipende dalla volontà delle persone e sopratutto dobbiamo sapere che il Pd non è proprietà di alcuni capi che litigano tra di loro".
"Il Pd - ha aggiunto Franceschini - è proprietà di alcuni milioni di persone che ci hanno creduto, che ci credono e che non vogliono questa divisione".

E in attesa dell'assemblea PD di domani, il presidente della Puglia Michele Emiliano propone la sua 'ricetta': 'Adesso che abbiamo convinto Renzi a sostenere Gentiloni fino alla fine della legislatura senza fargli brutti scherzi, possiamo darci il tempo di riconciliarci e trovare le ragioni per stare ancora insieme".
Ribatte Bersani: "Questa cosa non l'ho mai sentita: dovrà dirla Renzi, non Emiliano. E' il nostro governo, non possiamo lasciargli la spada di Damocle sopra. Intanto, nel Pd, tre candidati della minoranza Dem, stanno dicendo che non si può fare un congresso così, perché se si forzano le regole non può candidarsi nessuno".

Intanto il ministro Graziano Delrio stempera le polemiche dopo il fuorionda in cui lamentava che Renzi non avesse fatto neppure una telefonata per evitare la scissione.

"Sono per Matteo un fratello maggiore - dice a Repubblica - e come i fratelli maggiori ho il dovere di dirgli quello che ritengo serva", e gli ho detto: "'Devi togliere ogni alibi per evitare la rottura nel partito'" e gli ho "chiesto di essere flessibile, il più possibile in questa fase, in ballo c'è il futuro dell'Italia e del Pd". Poi la telefonata tra Renzi e Emiliano c'è stata: "Mi ha ascoltato. Infatti ci siamo sentiti a nostra volta". Secondo Delrio, la scissione "va evitata in ogni modo e stiamo lavorando per questo, ne vedremo l'esito". Intervistato dal Corriere della Sera aggiunge: "La scissione sarebbe la frattura nella diga, che oggi è ancora solida contro i populismi e la rabbia sociale. Ma io sono anche convinto che nessuno possa imputare a Renzi il minimo di responsabilità". Al segretario, Delrio non rimprovera niente nel merito: "Renzi ha fatto ogni sforzo possibile, si è mostrato sempre disponibile a seguire le indicazioni della minoranza. Lui voleva fare il congresso a dicembre, poi ha accettato di posticiparlo, quindi gli hanno chiesto che il partito fosse contendibile con primarie aperte. E infine dai candidati, Rossi, Speranza, Emiliano e anche Cuperlo, si è alzata la richiesta prepotente del congresso subito". Precisa quindi le parole nel video fuorionda sui 'posti' nelle liste: "Dico che in questo momento è meglio pensare ai destini del Pd e della nostra gente, più che ai calcoli di chi crede che, divisi, ci sarebbero più posti nelle liste. Non ascoltiamo i cattivi consiglieri, ma gli elettori che ci implorano di fare ogni sforzo".

Attualità
Putignano: "Noi professionisti abbiamo il dovere deontologico, morale e civile di informare"
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di Angelo Barraco

 
BARI “L’ospite- Uscire dal tunnel del Parkinson è possibile” è il nome del convegno  che si terrà in data 17 Febbraio, dalle 18.00 alle 20.00, presso lo studio di Psicoterapia e Consulenze in ambito psicologico e forense in Via Leone XII n.43 ad Acquaviva delle Fonti in cui presenzierà il Dott. Giuseppe Santoro, Medico specialista in cardiologia, dirigente c/o la u.o di Cardiologia d’Urgenza della Az. Osp. Policlinico di Bari. L’evento fa parte di un progetto sulle malattie croniche ideato e moderato dalla Dott.ssa Rossana Putignano, Psicologa Clinica- Psicoterapeuta Psicoanalitica. Gli incontri sono completamente gratuiti e hanno lo scopo di creare un amplio prospetto informativo in merito alle malattie croniche e quelli che sono i risvolti psicologici come la depressione che deve essere necessariamente monitorata. Si punta all’informazione e alla prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare gli specialisti del settore alla psicologia del malato cronico. La Dott.ssa Putignano ha spiegato: “ogni malattia cronica necessita di un sostegno psicologico, soprattutto nei reparti ospedalieri oppure a domicilio per i pazienti che non possono deambulare o che, ostacolati dalla malattia, sviluppano una depressione secondaria. La depressione può portare i malati cronici a chiudersi progressivamente al mondo, isolandoli dal contesto sanitario e aumentando, così, il rischio di complicazioni”. I primi due incontri di questo progetto erano incentrati sull’apparato respiratorio e in particolar modo sulla BPCO (Broncopatia Cronica Ostruttiva),con il Dott. Alberto Capozzolo e la Retinopatia Diabetica con il Dott. Massimo Zavatta. LA BPCO è una patologia frequente nei fumatori, il 70% dei pazienti risulta affetto da Broncopatia Cronica, patolgia che cova anche negli ex fumatori; il 10 febbraio si è tenuto un altro incontro chiamato ““Dolore e postura: quale rimedio alla cronicità” con la presenza del Dott. Giovanni Lorubbio, Osteopata.
 
Putignano precisa inoltre che: “noi professionisti abbiamo il dovere deontologico, morale e civile di informare; nella fattispecie degli psicologi, purtroppo non viene data grande possibilità nel pubblico tuttavia, noi giovani abbiamo abbastanza coraggio per trovare una soluzione e ovviare ai tempi e ai modi dispendiosi della burocrazia”. Il Dott. Giuseppe Santoro presenterà inoltre il suo libro dal titolo “L’Ospite”.
 
Putignano ha commentaTo così il libro del collega: “ho vissuto con l'autore le sue tribolazioni ma anche la sua rinascita. Letto tutto d'un fiato. Il Dott. Giuseppe Santoro riavvolge il nastro della sua vita e ci racconta dei dolori, delle "ambasce", della negazione iniziale legate alla diagnosi nefasta di Parkinson, sopraggiunto in un età in cui uno ha tutto da dare, ai figli, alla moglie e nel lavoro. L'ospite indesiderato ti divora lentamente, prende il sopravvento non solo sul tuo corpo ma anche sulla tua vita psichica; fuggi dalla macabra visione di un corpo che non risponde più ai tuoi comandi e ti rifugi in un miraggio di benessere dato solo dalla esclusiva soddisfazione delle tue pulsioni primordiali. Si soffre tanto e tanti soffrono accanto a te, a partire dai tuoi cari. Poi finalmente ti avvicini a Dio e dai un senso alla tua esistenza, qualsiasi essa sia; non vai in chiesa tutti i giorni, semplicemente riscopri i valori dell'amore e di quello che di più' puro ci può essere: la solidarietà disinteressata di cui tu per primo diventi fautore. Una doppia visione, quella di medico e quella di paziente: imperdibile opera che tocca implacabile le corde del "cuore". 
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