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La commemorazione
Durante la cerimonia è stata ricordata la liberazione di Gabriele Del Grande, rinchiuso in Turchia per 15 giorni
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di Angelo Barraco
 
 
MARSALA (TP) – La città di Marsala ha celebrato il 72esimo anniversario della Liberazione con una cerimonia a cui ha partecipato il Sindaco Alberto Di Girolamo, il Presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano, il Capo di Gabinetto del Prefetto di Trapani Orietta Mongiovì, il Presidente dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) , Pino Nilo, diversi consiglieri comunali, i comandanti delle Forze Armate e paramilitari.
 
La manifestazione è iniziata alle ore 9,00 con un raduno in Piazza della Repubblica dove si è formato un corteo che ha percorso diverse zone della città come Via Garibaldi, Piazza Mameli, Via S, L’Africano, il Lungomare Boeo. Qui è avvenuta l’intitolazione del “Parco Partigiane Marsalesi”, ovvero Francesca Alongi, Bice Cere’ e Grazia Meningi, tre donne di Marsala che morirono da partigiane durante il secondo conflitto mondiale. Il corteo ha raggiunto largo San Gerolamo dove è stato posto un monumento in ricordo delle tre donne.
 
L’Assessore Angileri e la Vice Presidente dell’Anpi Passalacqua hanno ricordato le tre donne. E’ stata deposta inoltre una corona d’alloro sulla lapide che Padre Giuseppe Ponte ha benedetto. Infine si sono alternati gli interventi del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale, della rappresentante della Prefettura e della Presidente dell’Anpi.
 
Enzo Zerilli, presidente dell’Associazione “Amici del Terzo Mondo”, ha ricordato la liberazione di Gabriele Del Grande, rinchiuso in Turchia per 15 giorni. Tenere vivo il ricordo è un atto nobile poiché traccia un solco indelebile nella memoria e nel tempo, con la speranza che le azioni e gli errori che hanno messo in ginocchio lo stivale in un oscuro ventennio non si riverifichino più. “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri” disse Antonio Gramsci, e proprio dai mattoni della nostra cultura e del nostro passato dobbiamo iniziare a costruire le solide fondamenta per il nostro presente e per il nostro futuro. Oggi gli errori del passato sembrano quasi dimenticati, rimangono tracce e immagini sbiadite e sembra che il presente portari sulle spalle le scorie di lontani dogmi di una politica che lentamente sta inducendo il popolo ad una regressione culturale e sociale. “Non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, perbacco, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto” disse Sandro Pertini
Referendum
I lavoratori al referendum dicono NO al preaccordo per il salvataggio
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I lavoratori di Alitalia, chiamati ad esprimersi con il referendum, dicono NO al preaccordo per il salvataggio, aprendo così la strada al commissariamento della compagnia. Il "no" al preaccordo per il salvataggio di Alitalia vince nettamente, affermandosi con 6.816 voti, contro 3.206 sì, vale a dire con il 67%. Lo riferiscono i sindacati comunicando il dato finale della consultazione.

A Palazzo Chigi, intanto, il premier, Paolo Gentiloni ha incontrato i ministri per le Infrastrutture, Graziano Delrio, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. "Rammarico e sconcerto per l'esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia". E' quanto dichiarano in un comunicato congiunto i ministri dello Sviluppo Carlo Calenda, dei Trasporti Graziano Delrio e del Lavoro Giuliano Poletti. "A questo punto l'obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori".

La vittoria del No apre uno scenario complesso. Oggi si dovrebbe riunire il Cda, per deliberare la richiesta di amministrazione straordinaria speciale. Probabile la contestuale uscita dei soci per consegnare di fatto 'le chiavi' dell'azienda al governo.

Formalizzata la richiesta, il ministero dello Sviluppo Economico procederebbe con la nomina di uno o più commissari (fino a 3). Senza acquirenti o nuovi finanziatori al commissario non resterebbe infine che chiedere il fallimento della compagnia, con la conseguente dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale. Il curatore fallimentare inizierebbe la procedura liquidatoria, con 2 anni di cassa integrazione, Naspi e quindi disoccupazione per i lavoratori, contestualmente la cessione 'spezzatino' degli asset della compagnia.

Alta affluenza al voto, lavoratori chiamati ad accettare o respingere la preintesa
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Nessun'altra soluzione possibile, nessuna alternativa, nessuna possibilità di nazionalizzazione. A poche ore dal termine del referendum con il quale i lavoratori di Alitalia devono esprimersi sul verbale d'intesa tra azienda e sindacati per il futuro della compagnia, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio rinnova l'appello lanciato ieri dal presidente del Consiglio e sottolinea che "bisogna seguire con coraggio la strada iniziata".Il ministro interviene per mettere la parola fine alle speculazioni su un possibile intervento dello Stato per il salvataggio della compagnia nel caso di una vittoria del no all'accordo. Una soluzione invocata dai sindacati di base mentre a scendere in campo in prima persona a favore del sì al preaccordo ieri sono anche i leader di Cisl, Uil e dell'Ugl.
 
Intanto l'affluenza al voto è stata altissima, 12.500 i lavoratori aventi diritto. I nove seggi tra Roma e Milano saranno aperti fino alle 16, poi lo spoglio. In caso di vittoria del no, secondo quanto si apprende, un cda si terrebbe già domani, martedì 25, per avviare la procedura di amministrazione straordinaria. La prospettiva è quella del commissariamento e il rischio, "concretissimo", secondo il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda è quello di una liquidazione della compagnia. L'ipotesi che circola è quella di uno spezzatino. Nel caso della vittoria del sì è previsto un cda mercoledì per sbloccare la ricapitalizzazione, 2 miliardi di equity di cui 900 milioni di nuova cassa. Sul fronte dei tagli il preaccordo prevede un calo degli esuberi del personale a tempo indeterminato da 1.338 a 980, e un taglio degli stipendi del personale di volo dell'8%.
 
"Alitalia morirà se verrà bocciato il piano. I lavoratori di Alitalia hanno ora in mano il destino della loro azienda" afferma Annamaria Furlan, ricordando che "non c'è oggi una alternativa concreta al piano industriale di sviluppo e di ricapitalizzazione", facendo "appello al senso di responsabilità dei lavoratori di Alitalia". "Ora bisogna salvare il lavoro e non rendere vani i sacrifici fatti dai lavoratori", sostiene anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo che ricorda come poi "bisognerà puntare a un'effettiva discontinuità aziendale e a un sistema di partecipazione nelle scelte che dia un futuro certo all'Alitalia".
Cultura
“Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve” disse Umberto Eco
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di Angelo Barraco
 
 
Marsala (TP)“Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve” disse Umberto Eco. La città di Marsala dimostra di essere letteralmente  affamata di cultura e pronta a scoprire artisti fruitori del sapere e della conoscenza. Gli enti pubblici e privati si mobilitano attivamente affinché si possano creare delle situazioni di aggregazione e condivisione, coinvolgendo artisti del territorio e/o coinvolgendo i ragazzi. Un esempio forte che rappresenta la voglia e l’esigenza di far accrescere la cultura in città è il Baluardo Velasco, un’Associazione culturale che vuole tracciare un segnale forte all’interno di una società che rema contro una crescita che concretamente arranca ad avvenire. Il “Baluardo Velasco – Espacio teatral” non gode di alcun contributo pubblico ma nasce dall’impegno di quattro soci e dal contributo di sponsor privati. Il suo nome deriva da un antico bastione della città di Marsala edificato dagli spagnoli nel XVI secolo. Una roccaforte che per anni rimase coperta dall’oblio e dall’indifferenza e solo negli anni 90 vide una degna valorizzazione. L’Associazione ha scelto proprio questo nome e questa storia per lanciare un segnale forte alla città e voler comunicare ai cittadini che concretamente esiste una realtà che punta alla qualità e alla cultura. Baluardo Velasco è aperto alla musica, al teatro, alla fotografia, alle mostre, alla pittura, alla scultura e a qualsiasi forma d’arte che porta all’interazione e alla fruizione delle espressioni artistiche tra i cittadini. Oggi, 18 aprile, alle ore 18 verrà presentato al Baluardo Velasco “Scelgo di essere felice”, il nuovo libro dello scrittore marsalese Giovanni Di Girolamo. Lo scrittore ha dichiarato “Le cose non accadono mai a caso. Le novità sopraggiungono quando meno ce lo aspettiamo, quando siamo pronti a che esse accadano, quando abbiamo imparato a non vivere di aspettative e di rimorsi, ma ad osservare e ad assaporare il nostro presente nelle sue innumerevoli sfumature”. Non è solo un libro “Scelgo di essere felice” ma anche un messaggio da condividere, un piccolo strumento con cui sperimentare e arricchire la propria vita, incamminandosi lungo il sentiero della felicità” aggiungendo inoltre “Facendo tesoro delle piccole esperienze che vivo costantemente in ambito sociale, professionale e culturale – afferma Giovanni Di Girolamo -, con tutta umiltà ho scritto “Scelgo di essere felice” per provare a dare un riferimento a chi avrà il desiderio di leggere e comprendere sé stesso e gli altri, essendo consapevole del fatto che spesso la frenetica realtà attuale tende a deviare il nostro cammino, instillando stress, tristezza, insoddisfazione e rassegnazione, tutte componenti che ci tarpano le ali e la capacità di sognare e di volare. Una capacità che abbiamo e che dobbiamo solo imparare a riscoprire e a valorizzare, mettendo a frutto i nostri talenti ed educandoci a vivere con serenità”. 
 
Oltre alle lodevoli iniziative dei privati, l’Amministrazione comunale si sta mobilitando attivamente sul fronte culturale e la settimana scorsa si è tenuta una riunione incentrata su tale fronte a cui hanno partecipato gli assessori Angileri e Ruggieri. Il primo appuntamento coinvolge gli Istituti superori che sono chiamati ad un confronto sul tema “Cristo si è fermato ad Eboli”, Una conversazione condotta dal Prof. Gaspare Trapani, docente presso l’Università di Lisbona e l’Istituto di cultura in Portogallo e avrà luogo venerdì 21 aprile al Teatro Comunale alle ore 9,30. L’incontro è promosso dall’Amministrazione Di Girolamo e si avvale della collaborazione dell’ANPI di Marsala. La città è famelica di arte e cultura e il Comune, per incentivare ulteriormente le realtà locali, ha diramato un avviso rivolto a tutti gli artisti del territorio, invitandoli a presentare curriculum con relativa proposta progettuale “Siamo conseguenziali a quanto concordato con il direttore Moni Ovadia anche in occasione di incontri con gli stessi artisti -sottolinea l'assessore Clara Ruggieri-  Lo ritengo un ottimo metodo per avere una cognizione diretta di quello che il territorio esprime, utile altresì per una futura produzione artistica locale”. Un invito rivolto sia agli artisti marsalesi già affermati in ambito regionale/nazionale che ai talenti locali che vogliono cogliere questa opportunità per farsi conoscere. Marsala chiama, la città risponderà? Staremo a vedere…
Attualità
Nell’ambito dell’iniziativa che riguarda l’astensione dell’Unione Camere Penali Nazionali
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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – La Camera Penale di Marsala, nell’ambito dell’iniziativa che riguarda l’astensione dell’Unione Camere Penali Nazionali, ha organizzato un “flashmob” davanti al Tribunale di Marsala e con un copioso numero di Avvocati in toga, con lo scopo di informare i cittadini e i colleghi in merito a quelle che sono le motivazioni che hanno portato alla suddetta Camera Penale all’astensione. E’ stato distribuito inoltre un volantino che riportava il seguente testo:
 
1.L’uso dello strumento della fiducia ai fini della approvazione del DDL da parte del Governo sottrae al Parlamento ogni possibile confronto su di una riforma che incide in profondità sul processo e sull’intero ordinamento penale;
2. Nonostante le molteplici e convergenti critiche sollevate nei confronti di tale iniziativa, si è proceduto in Senato al voto di fiducia, impedendo che sul disegno di legge si sviluppasse la necessaria discussione sulle molteplici questioni tuttora controverse ed in particolare sulla riforma della prescrizione e sulla estensione dell’istituto del processo a distanza;
3. Di fronte a questa modalità autoritaria ed antidemocratica con la quale si è inteso chiudere ogni possibile spazio di confronto ed ogni pur necessaria interlocuzione politica con riferimento a riforme che incidono in maniera diretta e penetrante sulla natura stessa del processo penale, distorcendo gravemente il modello accusatorio del giusto ed equo processo, appare necessario adottare ogni opportuna iniziativa di contrasto;
4. tali riforme sono contrarie, non solo agli interessi e ai diritti dei singoli imputati, ma anche alle legittime aspettative delle persone offese e della intera collettività, che esige, in un Paese civile, moderno e democratico, che i procedimenti penali abbiano una ragionevole durata e che la fase dell’accertamento dibattimentale torni ad essere il baricentro del processo, sottraendo la fase delle indagini preliminari all’attuale enfatizzazione e mediatizzazione;
5. la norma che estende la applicazione del processo a distanza ad un numero elevatissimo di procedimenti con detenuti, lungi dal costituire un risparmio di risorse, rappresenta invece, come più volte stigmatizzato, la più evidente ed aperta violazione dei principi costituzionali e convenzionali del contraddittorio e della immediatezza, nonché della presunzione di innocenza;
6. il termine di un anno previsto ora dal DDL per l’effettiva entrata in vigore della nuova normativa sul processo a distanza, evidentemente necessario al fine di realizzare gli straordinari adeguamenti tecnici e strutturali che ne consentano l’operatività, non giustifica affatto una modificazione del radicale giudizio negativo formulato nei confronti di tale riforma, e rende evidente come la norma risulti contraria ad ogni criterio di economicità e razionalità;
7. La sentenza delle Sezioni Unite Sezioni Unite del 27 ottobre 2016, n. 8825/2017 pubblicata il 22.02.2017, sull’inammissibilità delle impugnazioni costituisce un vero e proprio attentato al diritto dell’imputato di appellare le sentenze che ritenga a lui sfavorevoli, e certifica che oramai i Giudici sono i “veri” legislatori. Non rimane che rivolgere un appello a tutti gli avvocati penalisti, ed in particolare a quelli iscritti alle Camere Penali, affinché si adoperino per far sì che questa sentenza non divenga “diritto vivente” (che equivale, come qualcuno dice, a legalità morente). Se queste sono le “prove di dialogo”, con la parte più illuminata della magistratura, c’è davvero poco da stare allegri.
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Marsala.
 
Pochi giorni fa la Camera Penale di Marsala ha tenuto una conferenza stampa in occasione dello sciopero dei penalisti indetto dalla Unione Camere Penali Nazionali per i giorni che vanno dal 10 al 14 aprile. Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino e della sua libertà.  L’Avvocato Giacomo Frazzitta, Presidente della Camera Penale di Marsala, stimato principe del foro che con le sue numerose e delicate battaglie legali ha forgiato l’animo di un’intera nazione, ha motivato le ragioni che ha indotto i penalisti marsalesi nel fare questa scelta. Un primo punto riguarda l’allungamento della prescrizione, poi il processo a distanza e in fine la sentenza delle Sezioni Unite che ha deciso per inammissibilità dell’appello. Oltre all’Avvocato Frazzitta c’erano anche l’Avvocato Francesco Moceri e l’Avvocato Maurizio D’Amico. L’Avv. Moceri ha spiegato che la modifica della prescrizione porta all’allungamento  dell’iter processuale e c’è inoltre il rischio che un cittadino rimanga sotto processo anche per dieci anni, ma in alcuni casi si potrà arrivare anche a vent’anni di processi “bloccando la vita dei cittadini, non solo degli imputati, ma anche delle parti offese che hanno il diritto ad avere giustizia in tempi ragionevoli”.  Frazzitta e Moceri hanno voluto sottolineare che l’adesione all’astensione serve per tutelare i diritti dei cittadini. Si è parlato inoltre del processo a distanza, che attualmente riguarda in particolar modo il 41 bis ma con la riforma si punta all’estensione anche in altri procedimenti con imputato in videoconferenza. Gli Avvocati –in merito a ciò- hanno detto che si tratta di un fatto gravissimo poiché comporterà un aumento notevole della spesa pubblica poiché sarà necessario un adeguamento di strumenti appositi per consentire il giusto svolgimento del processo, tutto ciò porterà inoltre a dilatare i tempi tecnici. Gli Avvocati hanno precisato inoltre al Tribunale di Marsala c’è al momento una sola aula in cui si può fare il processo in videoconferenza. L’Avvocato Frazzitta si è inoltre mostrato preoccupato per la sentenza sull’inammissibilità dell’appello decisa dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione e a gran voce ha detto “E’ di una gravità assoluta e mette a rischio tutto il sistema giudiziario italiano”.  Preoccupazione dettata dalla decisione della Corte d’Appello di poter dichiarare d’ufficio l’inammissibilità e quindi una volta che un soggetto viene condannato in primo grado, la Corte d’Appello può emanare l’immediata carcerazione.
Il decreto Minniti-Orlando supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera
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Redazione

Una soluzione strutturale di lungo periodo secondo la maggioranza, un provvedimento autoritario che lede le garanzie giuridiche per l'opposizione. Il decreto Minniti-Orlando sul contrasto all'immigrazione irregolare, supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera e viene definitivamente approvato, dopo il sì dato dal Senato lo scorso 29 marzo. E a Montecitorio, come era avvenuto due settimane fa a palazzo Madama, il governo ha blindato il decreto ponendo la fiducia, per scongiurare incidenti di percorso, visto che l'effetto del provvedimento, emanato dal Cdm il 17 febbraio, sarebbe scaduto la prossima settimana.
 
Mai in questa legislatura una votazione sulla fiducia alla Camera aveva ottenuto un numero di consensi così ridotto.Composto da 23 articoli, la cui finalità principale, come hanno precisato il ministro dell'Interno e della Giustizia, è rendere più rapido l'esame delle domande di asilo, istituendo delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e asilo. Molto discussa e contestata dall'opposizione è stata un'altra norma-cardine del decreto: l'abolizione del secondo grado di giudizio nel caso la richiesta di protezione internazionale sia stata respinta dal tribunale competente.Contro i paragrafi F e G dell'articolo 6, si sono schierati infatti diversi giuristi (oltre che le associazioni di volontariato che assistono i migranti) dichiarando che la norma collide sia con gli articoli 24 e 111 della Costituzione (Giusto processo con i tre gradi di giudizio e diritto alla difesa), sia con l'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio).
 
Per la determinazione dell'accoglimento della domanda di asilo, le nuove disposizioni prevedono inoltre un rito camerale senza udienza, nel corso della quale il giudice si limiterà a prendere visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale. La legge attribuisce al Csm il compito di predisporre un piano straordinario di applicazioni di magistrati per coprire le esigenze delle nuove sezioni specializzate. In ciascun tribunale distrettuale potranno essere applicati al massimo 20 magistrati per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 6 mesi. Inoltre il ministero dell'Interno sarà autorizzato a assumere fino a 250 impiegati a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali o nazionale. Il ministero della Giustizia potrà a bandire concorsi per l'assunzione di 60 funzionari da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Sarà incrementato di 20 unità il personale per l'Africa delle sedi diplomatiche e consolari, per le accresciute esigenze connesse al potenziamento della rete nel continente africano, derivanti anche dall'emergenza migratoria. E' previsto inoltre un aumento di spesa per l'invio in Africa di personale dei Carabinieri per la sicurezza delle ambasciate.
Attualità
Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino
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di Angelo Barraco
 
 
MARSALA (TP) – La Camera Penale di Marsala ha tenuto una conferenza stampa in occasione dello sciopero dei penalisti indetto dalla Unione Camere Penali Nazionali per i giorni che vanno dal 10 al 14 aprile. Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino e della sua libertà.  L’Avvocato Giacomo Frazzitta, Presidente della Camera Penale di Marsala, stimato principe del foro che con le sue numerose e delicate battaglie legali ha forgiato l’animo di un’intera nazione, ha motivato le ragioni che ha indotto i penalisti marsalesi nel fare questa scelta. Un primo punto riguarda l’allungamento della prescrizione, poi il processo a distanza e in fine la sentenza delle Sezioni Unite che ha deciso per inammissibilità dell’appello. Oltre all’Avvocato Frazzitta c’erano anche l’Avvocato Francesco Moceri e l’Avvocato Maurizio D’Amico. L’Avv. Moceri ha spiegato che la modifica della prescrizione porta all’allungamento  dell’iter processuale e c’è inoltre il rischio che un cittadino rimanga sotto processo anche per dieci anni, ma in alcuni casi si potrà arrivare anche a vent’anni di processi “bloccando la vita dei cittadini, non solo degli imputati, ma anche delle parti offese che hanno il diritto ad avere giustizia in tempi ragionevoli”.  Frazzitta e Moceri hanno voluto sottolineare che l’adesione all’astensione serve per tutelare i diritti dei cittadini. Si è parlato inoltre del processo a distanza, che attualmente riguarda in particolar modo il 41 bis ma con la riforma si punta all’estensione anche in altri procedimenti con imputato in videoconferenza. Gli Avvocati –in merito a ciò- hanno detto che si tratta di un fatto gravissimo poiché comporterà un aumento notevole della spesa pubblica poiché sarà necessario un adeguamento di strumenti appositi per consentire il giusto svolgimento del processo, tutto ciò porterà inoltre a dilatare i tempi tecnici. Gli Avvocati hanno precisato inoltre al Tribunale di Marsala c’è al momento una sola aula in cui si può fare il processo in videoconferenza. L’Avvocato Frazzitta si è inoltre mostrato preoccupato per la sentenza sull’inammissibilità dell’appello decisa dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione e a gran voce ha detto “E’ di una gravità assoluta e mette a rischio tutto il sistema giudiziario italiano”.  Preoccupazione dettata dalla decisione della Corte d’Appello di poter dichiarare d’ufficio l’inammissibilità e quindi una volta che un soggetto viene condannato in primo grado, la Corte d’Appello può emanare l’immediata carcerazione. 
Politica
Gaspare Giacalone: "Io ho avuto la grande fortuna di avere una squadra meravigliosa al mio fianco"
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di Angelo Barraco
 
PETROSINO (TP) “Devo dire che effettivamente sono molto emozionato. Ho provato a dirlo nelle ultime ore ma non mi ha creduto nessuno perché sono tutti convinti che sono un po’ una macchina da guerra, uno di quelli sfacciato abbastanza da affrontare qualunque situazione, qualunque pubblico”, con queste parole Gaspare Giacalone, Sindaco uscente di Petrosino, ha aperto il suo ai cittadini sancendo così ufficialmente la sua ricandidatura. L’incontro con la cittadinanza si è tenuto in Via Pietro Nenni 156, di fronte il Piazzale della posta alle ore 20.20. La sala era gremita e il Sindaco, visibilmente emozionato ma entusiasta di una così sentita risposta da parte della cittadinanza ha parlato al microfono delle ragioni della sua scelta: “Mi rendo conto che la mia decisione, con le ragioni di una scelta riguardano un mio percorso personale ma riguardano anche tanti altri. Soprattutto una bellissima cittadina come Petrosino, tutti quanti voi, la gente, il territorio”.
 
Il Sindaco ha parlato dei successi ottenuti in questi lunghi anni, attraverso un lavoro fatto di quotidianità che hanno portato poi alla concretezza soprattutto della forza e dell’importanza  di un lavoro di squadra. Ha raccontato delle soddisfazione accumulate in questi anni in cui l’Amministrazione ha dovuto ripartire da zero.  Precisando che cinque anni fa il Comune aveva strade, scuole, cimitero  che si trovavano in una situazione discutibile. Non vi erano progetti ma il lavoro è stato fatto passo dopo passo, una crescita esponenziale. Il Sindaco ricorda che il primo lavoro concreto fatta cinque anni fa è stato il parco giochi, evidenziando da questo esempio quanto è importante iniziare a costruire la comunità con i bambini che sono i veri protagonisti della comunità. Ha parlato dell’impegno concreto e oggettivo dell’Amministrazione che è partito dalle scuole per poi ampliarsi fino ai campetti di calcio, al palazzetto dello sport dove è stata individuata una società sportiva che lo gestisce e regala grandi soddisfazioni.  Nel corso della conferenza ha inoltre parlato dei risultati ottenuti nel settore del sociale. In merito ai suoi sfidanti ha detto: “Prima di venire qua ho inviato un messaggio ai miei sfidanti, a Vito Messina…almeno lui sono sicuro che sarà un mio sfidante e Vincenzo D’Alberti che forse, non lo so se è mio sfidante ancora. Ho inviato un messaggio per augurare in bocca al lupo e per dire che io sono pronto a fare una campagna elettorale all’insegna della correttezza e soprattutto al confronto. Io vorrei che fosse una campagna elettorale serena, dai toni pacati, dove non ci si insulta a vicenda e non si cerca di denigrare l’avversario. Parliamo, confrontiamoci sui progetti, sulle idee, quello è ciò che dobbiamo fare da persone serie che vogliono amministrare per cinque anni questo Comune. Noi ne abbiamo ed io invito già da adesso, come ho fatto in questo messaggio che ho inviato, ad un confronto pubblico”.
 
Gaspare Giacalone è determinato e precisa che “Noi andremo avanti per non fermare il cambiamento”.  Il Sindaco parla del Consiglio Comunale e dice che a giorni cercherà “di mettere insieme la squadra dei candidati al Consiglio Comunale, rimodulare anche la squadra assessoriale però qualcosa ve la voglio dire subito: ‘cavallo che vince non si cambia’. Io ho avuto la grande fortuna di avere una squadra meravigliosa al mio fianco e a loro ho chiesto di essere di nuovo nella partita quindi questa è la prima notizia che vi posso dare tranquillamente nel senso che cercherò di confermare coloro che ci hanno accompagnato in questo viaggio. Poi ci saranno delle caselle che saranno libere, sapere per altro che il numero dei consiglieri comunali si è ridotto da 15 a 12 e questa volta il Sindaco che vince ha la maggioranza fatta di 8 consiglieri comunali anziché 10. Queste caselle che abbiamo cercheremo di riempirle mettendo delle persone che siano rappresentative e che siano espressione di quella parte della comunità e che possono dare un contributo”.  Il Sindaco ha precisato ai presenti in sala quanto è importante continuare il cambiamento che è stato attuato in questi lunghi anni, sottolineando che la stima della cittadinanza è stato un monito per andare avanti malgrado tutto. 
Politica
Questa sera Gaspare Giacalone, Sindaco uscente incontrerà i cittadini alle ore 20:30
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di Angelo Barraco

 

Petrosino (TP) – Il Comune di Petrosino sta affrontando un periodo di marasma oceanico elettorale in cui le onde che si infrangono quotidianamente sugli scogli del lungo mare biscione fanno da sottofondo alle prime e fragorose voci che si rincorrono tra i cittadini in merito alle prossime Amministrazioni comunali. Chi sarà il prossimo Sindaco?

Questa sera  Gaspare Giacalone, Sindaco uscente, incontrerà i cittadini alle ore 20:30, precisamente in Via Pietro Nenni 156, di fronte il piazzale della posta.  Un incontro con la cittadinanza che ascolterà “le ragioni di una scelta”, come dice il manifesto. Giacalone in questi anni è stato impegnato in prima linea nella lotta per la legalità, la trasparenza e il riuscitissimo intento di far diventare Petrosino un Comune prestigioso oltre manica, attraverso quelle iniziative di spessore artistico e culturale che hanno trasformato una piccola realtà locale in una vetrina nel mondo.  Il Presidente Francesco Zichittella ha recentemente scritto il seguente messaggio sulla sua pagina facebook:  “Se c'è una cosa che ho apprezzato più di ogni altra in questi anni di esperienza amministrativa è stato lo stile con cui abbiamo lavorato. Senza mai attaccare o insultare nessuno, in un clima di rispetto e grande armonia tra noi. Siamo stati e saremo una squadra unita che si impegna con serietà e credibilità per far crescere Petrosino. Mai scesi a volgarità. La differenza è sotto gli occhi di tutti”. Gaspare Giacalone in questi giorni è stato ospite presso l’Università La Sapienza di Roma, nella facoltà di Scienze della Comunicazione poiché è stato scelto come “testimonial di una comunicazione positiva fatta di speranza e fiducia. Ho parlato della mia Petrosino e della mia esperienza di Sindaco alla presenza di tanti dirigenti RAI, del rettore ed di altri esperti. La Sicilia è positiva!” come scrive lui stesso. E’ stato intervistato anche negli studi RAI di Saxa Rubra a Roma per un’intervista a Newsroom Italia con Paolo Poggio dove ha parlato di Petrosino, esempio di buona amministrazione e comune virtuoso.

Un altro papabile candidato Sindaco per il Comune di Petrosino è Vito Messina.  In una nota inviata agli organi di stampa dal Movimento civico Uniti per Petrosino  si legge “che trova il suo fondamento nel mettersi a disposizione della città in cui lavora da molto tempo, con impegno, civiltà e coerenza”. In una nota del papabile candidato Sindaco pubblicata da un quotidiano locale si legge “Rifiuti, immondizia, eternit, elettrodomestici e tanto altro. Non siamo a Napoli, bensì a Petrosino, una piccola cittadina sul mare circondata e riempita da tutto questo. Direi una discarica a cielo aperto. Passeggiando per le vie di Petrosino ( Via Regione Siciliana – passaggio a livello; Viale Torrazza; Via dello Sport; Via Trapani; Via Marsala – dietro cantina Petrosino; Via Olimpia) è questo il paesaggio che siamo costretti ad ammirare e che ci distoglie lo sguardo da quanto di più bello e interessante ci sarebbe da osservare. Segni, questi, di inciviltà e disinteresse per il territorio in cui viviamo. Per questo uno dei punti salienti del mio programma elettorale sarà la tutela e protezione dell’ambiente che ci circonda, cercando di far crescere la sensibilità ambientale dei nostri cittadini, puntando in particolare sul contenimento di un fenomeno fastidioso come l’abbandono dei rifiuti. Tra le azioni che si vorranno adottare vi rientrano anche maggiori controlli finalizzati alla repressione dei reati contro l’ambiente e, punire dunque chi adotta comportamenti incivili contro un patrimonio della collettività”. Vincenzo D’Alberti è un altro papabile candidato della coalizione alternativa allo schieramento di Gaspare Giacalone. Ha 37 anni, varie esperienze all’interno di istituti Nazionali come Palazzo Chigi ed Europee come l’European Economic and Social Committee di Bruxelles, laureato in ingegneria e questa è la sarebbe la sua prima esperienza politica.  Ha dichiarato “Stiamo valutando assieme a diversi gruppi per capire se ci sono le condizioni per un programma e una giunta di alto livello, capace di superare i confini di Petrosino”.

Politica
Orlando: "Quella di centrodestra è una coalizione a guida di un condannato per mafia"
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Appare già rovente lo scontro tra i contendenti alla poltrona di primo cittadino per le prossime elezioni comunali del prossimo giugno. In campo Leoluca Orlando cerca una riconferma al suo precedente mandato che appare un percorso impervio e complesso e sopratutto ostacolato da Fabrizio Ferrandelli, leader della corrente "I Coraggiosi" che nelle ultime ore ha sferrato un attacco diretto ad Orlando per il ruolo politico di Totò Cuffaro che dopo aver scontato la sua pena detentoria riemerge nella politica siciliana schierandosi apertamente dalla parte di Ferrandelli; le sue parole non lasciano dubbi: "Sì, lavoro per Ferrandelli. Nel senso che fornisco le mie riflessioni: gli ho parlato sulla questione del simbolo di Forza Italia. Non si può chiedere a un partito di rinunciare alla propria identità. Lui ha capito: è un ragazzo intelligente, la sua candidatura mi emoziona perché Fabrizio possiede un'empatia che è la stessa che avevo io 20 anni fa".
 
Leoluca Orlando non ci sta, e remore del fatto che Cuffaro è stato condannato, ha sollevato una questione morale: "Quella di centrodestra è una coalizione a guida di un condannato per mafia. Non posso tacere di fronte a un tentativo di tornare a un passato che ci ha fatto vergognare di essere palermitani e siciliani. Che Cuffaro cerchi di avere un ruolo politico ci sta, ognuno nella vita può fare quel che vuole, mi sembra singolare che tutti gli altri lo accettino, a cominciare dai candidati al Consiglio comunale e al candidato al ruolo di primo cittadino".
 
In un video postato sui social Ferrandelli non ha fatto attendere la sua risposta innescando prontamente uno scontro che sembra destinato ad inasprirsi ulteriormente: "Rimango sconcertato ma non sorpreso, perché riconosco la sua solita retorica e il suo stile. I palermitani però sono stanchi di questa antimafia di facciata e della tendenza a squalificare l’avversario buttando fango e ombre. Io non ho scheletri nell’armadio e, rispetto a chi ha 30 anni di amministrazione alle spalle, si può dire che non ho neanche un armadio". Rovente polemica e duro attacco anche da Ferrandelli che nel video dice di essere un uomo libero e respinge ogni ipotesi,  seppur ipotetica e illusoria, di covare interessi personali e tantomeno sentirsi condizionato dai consigli di Cuffaro e nel video sottolinea: "Quando mi sono dimesso dall'Ars e ho cominciato il mio percorso per la città ancora Salvatore Cuffaro era a Rebibbia a scontare la sua pena, ero condizionabile anche allora? Io ho costruito un programma partecipato, al quale hanno partecipato in tanti e non li nascondo come fai tu in liste senza appartenenza, io dico in maniera chiara chi è con me, perché io non ho la doppia morale di stabilire chi è buono e chi è cattivo." Ferrandelli non si limita alla collaborazione di Cuffaro ma inizia una pressante sfilza di interrogativi diretti e senza peli sulla lingua: "Quante volte hai provato anche tu a tirarmi la giacchetta e gestirmi, ma tu sai che io non sono gestibile e quante volte ti mandato a fare in culo.? Il mio unico interesse sono i palermitani, mi sono dimesso due anni fa voltando le spalle proprio a quell'antimafia parolaia che adesso sta insieme a te. Dov’eri quando io denunciavo tre anni fa le collusioni all’interno dall’aeroporto 'Falcone-Borsellino', quando convocavo continue commissioni trasporti e antimafia per fare chiarezza? Non eri forse impegnato a rinnovare con un anno di anticipo il contratto allo stesso dirigente che, oggi, è affidato alle patrie galere?". Sembra siano iniziate le strategie dei candidati che mirano all'annientamento politico degli avversari. Questo sembra solo un primo passo.
 
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