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Eventi
Giovedì 2 marzo alle 18 un ricco parterre per la video diretta dal Black Jack di Grottaferrata (Rm)
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Redazione

 

Tutto pronto per la settima puntata di 'Officina Stampa', la trasmissione trasmessa in diretta video sul web, di giovedì 2 marzo alle 18. "Per seguire il programma - fanno sapere dalla produzione - basta collegarsi al sito www.officinastampa.tv oppure andare direttamente sulle nostre pagine social Facebook  o YouTube, dove tra l'altro - proseguono - si possono visionare le puntate precedenti"


Ancora ospiti d'eccezione per la giornalista Chiara Rai che conduce il programma: il Maestro Giorgio Battistelli, musicista di fama mondiale e attuale direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma e direttore Artistico dell’Orchestra della Toscana, che interverrà sulla annosa questione del precariato storico nei Conservatori di musica italiani. Argomento, questo, già affrontato lo scorso 23 febbraio insieme al Maestro Aldo Ragone, docente di Pianoforte Principale al Conservatorio Statale di Musica Lorenzo Perosi di Campobasso, al Maestro Carlo Pari docente di pianoforte principale presso il Conservatorio statale di musica Benedetto Marcello di Venezia e l’Istituto Musicale Corelli di Cesena e il Dottor Filippo Sica referente AFAM FLC CGIL per l’Istruzione Musicale in Campania. Un punto di vista, quello del Maestro Battistelli, che contribuirà a tenere alta l'attenzione su un fenomeno che appare a tutt'oggi ancora irrisolto e che rischia di restare nell'ombra trascurando quelle che sono a tutti gli effetti le eccellenze del nostro patrimonio culturale e musicale.


Continuerà ad essere affrontato il tema della criminalità.
In particolare il ritorno dell’eroina sul mercato illegale della droga. A parlarne insieme alla conduttrice Alfredo Iorio, candidato sindaco alle scorse comunali di Roma con Forza Nuova che ha messo in campo diverse iniziative per cercare di frenare questa vera e propria piaga sociale.


Ospite nell'angolo di Simone Carabella l’imprenditore agricolo e presidente Aspal Lazio Stefano Giammatteo. Verrà affrontato il tema ormai alla ribalta delle cronache inerente la direttiva Bolkestein.  


Ma la puntata non finisce qui, perché a calcare il salotto di Officina Stampa ci sarà anche il Cantagiro, la manifestazione canora che ha fatto la storia d'Italia: ospiti in studio il patron Enzo De Carlo e il direttore generale Elvio Echeoni. Con loro il vincitore dell'ultima edizione Flavio Capasso.

 

Previsto anche l'intervento del prorompente e simpaticissimo Antonio Delle Donne, cantante, autore e cabarettista, oggi speaker radiofonico di Radio Top 100rtv 96.6 FM con la trasmissione Top One. Non mancheranno poi i momenti di musica live con il pianista cantante romano Domenico D’Agostino detto “Mimmo”.

 

Come sempre a chiudere la puntata un momento di rassegna stampa della settimana con il giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.

 

Dalla produzione ricordano poi che la trasmissione può essere seguita anche direttamente in loco, presentandosi entro le 17:45  nel locale di Grottaferrata Black Jack Cafè di Lino Ventriglia.


Sembra quindi ormai consolidato l’obiettivo prefissato dagli ideatori di Officina Stampa: accrescere la rete di comunicazione e interlocuzione tra media locali e nazionali e i destinatari delle notizie: le persone che partecipano e interagiscono tutti giorni attraverso i social, i cittadini impegnati nel sociale, letterati, artisti, professionisti che pensano che informare sia un servizio che non prevede soltanto un comunicatore e un destinatario ma uno scambio di idee, immagini e suggerimenti. Il tutto condito da intrattenimento, curiosità e buonumore.
 

Errori e scivoloni
Nel segmento dedicato alla memoria degli artisti scomparsi la foto di una persona viva e vegeta è apparsa sotto il nome della costumista Janet Patterson
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Oscar 2017 con gaffe: a causa di una busta sbagliata consegnata a Warren Beatty, l'Oscar per il miglior film è stato assegnato a La La Land ma in realtà era stato vinto da Moonlight (VIDEO - IL MOMENTO DELL'ERRORE). I produttori di La La Land avevano anche iniziato il discorso di ringraziamento, poi la clamorosa smentita. Warren Beatty e Faye Dunaway dopo una lunga pausa e guardandosi negli occhi annunciano la vittoria di La La Land. I produttori del musical fanno il loro discorso ma vengono zittiti.

Ma il pasticciaccio dell'annuncio del film sbagliato per l'Oscar del miglior film non è stata l'unica gaffe della serata. Un altro errore sta provocando un ulteriore mal di pancia agli organizzatori dell'89/a edizione degli Oscar. Nel segmento dedicato alla memoria degli artisti scomparsi la foto di una persona viva e vegeta è apparsa sotto il nome della costumista Janet Patterson. Jan Chapman, produttrice cinematografica australiana ora si dice "devastata" per aver scoperto la sua immagine sotto il nome della collega scomparsa nell'ottobre del 2015.

PriceWaterhouseCooper - la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar - ha annunciato di aver aperto un'inchiesta su l'errore dell'annuncio del miglior film alla serata degli Oscar. "Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l'annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo".

"Ha vinto Moonlight - dice uno di loro, agitato e sconvolto - no non è uno scherzo. Ha proprio vinto Moonlight". Arriva Jimmy Kimmel, il presentatore e conferma la notizia, mostrando la busta. Ha vinto proprio Moonlight. Cosa è successo? Warren Beatty, cerca di spiegare: "Nella busta c'era scritto Emma Stone per La La Land". Jimmy Kimmel scherza: "E' colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più.

C'erano due biglietti nella busta. E' Berry Jenkins, il regista di Moonlight a spiegare cosa è successo alla fine della cerimonia degli Oscar quando La La Land è stato dato per vincente al posto di Moonlight. "Ho chiesto di vedere la busta non me l'hanno consegnata immediatamente. Quando ho avuto modo di leggere, ho visto che c'era chiaramente scritto Moonlight. Il fatto è che nella busta c'erano due biglietti". Nell'altro biglietto c'era scritto "Emma Stone per La La Land", era dunque una copia che annunciava la vittoria della Stone nella categoria migliore attrice protagonista e Warren Beatty ha letto quel biglietto, uscito per primo dalla busta. E' per questo che alla lettura è seguito un lungo silenzio e uno sguardo interrogativo scambiato con Faye Dunaway.

Dopo quel momento di incertezza Beatty ha annunciato la vittoria di La La Land, sul palco sono saliti i produttori del musical che hanno iniziato il discorso, interrotto poi da Jenkins che ha mostrato il giusto biglietto, sul quale c'era chiaramente scritto della vittoria di Moonlight. "Ho pensato che stava succedendo qualcosa di strano, ma non capivo cosa, è per questo che ho voluto vedere il biglietto… devo però dire che il momento di crisi è stato superato con molta grazia", ha concluso Berry Jenkins in sala stampa.

L'evento
In Molise i migliori ballerini di Danza Sportiva provenienti da ogni parte d’Italia
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di Simonetta D'Onofrio

 

CAMPOBASSO - Fine settimana importante per il Molise, protagonista assoluto di una competizione nazionale di altissimo livello nel campo della Danza Sportiva. Tutto pronto per la seconda edizione della manifestazione organizzata dalla A.S.D. Dancing Art Molise, scuola di danza sportiva di Campobasso, diretta dai maestri e tecnici federali Fids Luca Russo e Simona Trivisonno. Si terrà a Campobasso il 25 e 26 Febbraio 2017, la gara che assegnerà “La Dance Cup Molise” , con i migliori ballerini di Danza Sportiva provenienti da ogni parte d’Italia.

L'evento che si svolgerà presso il Palaunimol di Campobasso, autorizzata dalla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) e patrocinata dalla Regione Molise e dal Comune e dalla Provincia di Campobasso, è riservata alle danze di coppia e alle danze artistiche e vedrà la partecipazione di quasi 1.000 atleti provenienti da tutte le regioni d’Italia.


Abbiamo intervistato il responsabile della manifestazione durante la conferenza stampa che si è tenuta nel capoluogo molisano, Luca Russo:  "Siamo estremamente soddisfatti, perché i dati dicono che la competizione è in crescita, con sempre più atleti che scelgono di venire a Campobasso per confrontarsi con altri atleti di livello nazionale e internazionale. Stiamo facendo di tutto per accogliere questo grande flusso di ballerini e di pubblico nel migliore dei modi. E tutto questo è possibile grazie al nostro fantastico staff di persone, tra genitori e ballerini della nostra associazione, che hanno dato un grande contributo nell'organizzare questo importante evento. Grazie anche alle tante aziende molisane che hanno aderito alla nostra iniziativa di offrire prodotti tipici molisani alle associazioni e ai ballerini più meritevoli".


Tanti gli sponsor che hanno dato un contributo al progetto per una valorizzazione che coinvolge l'intera regione, i quali hanno creduto fortemente alla qualità dell’evento, capace di rilanciare l’economia generale, anche in un'ottica di promozione turistica.
Tra questi ricordiamo una società molisane leader nel settore agro alimentare, DOLCEAMARO – PAPA CONFETTI E CIOCCOLATO, realtà che ha lo stabilimento operativo a Monteroduni, in provincia di Isernia. Si conferma per numero di riconoscimenti dei prodotti di qualità che produce, un’azienda leader nel settore dell’esportazione internazionale. Favorisce progetti, iniziative ed eventi per valorizzare il profondo rapporto esistente tra paesaggio, produzione tradizionale e identità culturale del territorio, nell’ottica di uno sviluppo capace di promuovere l’innovazione imprenditoriale.


Ecco il programma della manifestazione:

Sabato 25  a partire dalle ore 11.00, scenderanno in pista, per contendersi il trofeo della Dance Cup Molise, realizzato con la sagoma del Castello Monforte, le coppie di danze Standard e Latine di tutti i livelli dagli esordienti della classe D ai campioni della classe As, il livello più alto della danza sportiva, ossia quello internazionale.

Domenica 26 sempre a partire dalle 11.00, sarà il turno degli atleti delle Danze Caraibiche che con le loro combinate caraibiche, cubane e portoricane animeranno e rallegreranno il pubblico presente. A seguire, da ora di pranzo fino alla sera, scenderanno in pista tutti i ballerini delle Danze Artistiche, che si cimenteranno nelle varie discipline: Synchro Latin, Synchro Modern, Choreographic Dance, Show Dance, Latino Show e Hip Hop.
 

In scena
Il musical tratto dal film con Travolta conquista il pubbico e lo fa ballare
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di Silvio Rossi

Quando, quarant’anni fa approdò al grande schermo, La Febbre del Sabato Sera fu un fenomeno mediatico e sociale. Nel nostro paese ci furono ragazzi che andarono a rivedersi il film più di dieci volte, un fenomeno mai più ripetuto, e difficilmente ripetibile anche perché oggi le modalità di fruizione sono cambiate, la colonna sonora conteneva alcuni brani che sono diventati classici della discomusic degli anni settanta.
Dal film interpretato da un giovane John Travolta è stato tratto un musical teatrale, prodotto dal Teatro Nuovo di Milano, che è attualmente in programmazione al Teatro Olimpico di Roma, fino a tutta la prossima settimana.
Dal film, lo spettacolo ha ereditato la forza travolgente dei balletti, la simpatia di alcune battute, la musica che oggi riesce ancora ad appassionare i giovani, mentre a chi ha i capelli grigi ha un potere evocativo non indifferente.
In un cast ben amalgamato, composto da una ensemble di notevole livello, spiccano il protagonista, realmente credibile come emulo di Travolta, e Giovanna D'Angi, nel ruolo di Candy, la disk jockey e cantante del locale Odissey 2001, con una voce che colpisce l’attenzione del pubblico
Al termine dell’esibizione, tutto il teatro, praticamente pieno nonostante la concomitanza con Sanremo, ha iniziato a ballare sul posto alle note dei Bee Gees.

Protagonista nel ruolo di Tony Manero è Giuseppe Verzicco, stella di un cast ben equilibrato, che abbiamo intervistato prima dello spettacolo.

Lei non era ancora nato quando è stato realizzato il film. Come si è immedesimato nella storia?

È vero, io allora non ero nato, per cui conosco la storia del film per quello che ho letto. Ho saputo che ci sono stati ragazzi che sono andati dieci o quindici volte a vederlo. Non ho vissuto questo, per cui posso solo immaginarlo. Quando ero ragazzo, un fenomeno simile è stato Titanic. Ecco, io ho cercato di immaginare ciò che è successo all’uscita della “Febbre” facendo un parallelo col Titanic. Certamente questo non è per forza la stessa cosa, ma può aiutare a comprenderlo.

Posso assicurarle che, nonostante il successo di Titanic, il fenomeno esploso con la Febbre è stato decisamente superiore. Vorrei invece chiederle, come ha trovato i ragazzi degli anni settanta narrati nella storia? Sono uguali o diversi dai ragazzi di oggi?

Non mi sembrano molto diversi, credo che abbiano molte cose in comune. In particolare, vedo che i ragazzi, sia ieri che oggi, in genere, hanno poca curiosità. Così come Tony Manero, che era chiuso nel suo ambiente, e ha iniziato a cercare di migliorare solo dopo aver conosciuto Stephanie, anche oggi spesso vedo giovani che hanno bisogno di una scossa per incuriosirsi, per cercare qualcosa di nuovo.

Parliamo di te ora. Prima della Febbre, hai interpretato Grease e West Side Story, ti sei specializzato nei musical americani, sei diventato uno dei più apprezzati interpreti del genere. Come stai vivendo questo momento?

Sono molto contento di come vanno le cose. Devo ringraziare molte persone che mi hanno aiutato, che hanno creduto in me. Da parte mia ho lavorato molto, spero di poter essere sempre all’altezza.

Quali sono i tuoi maestri? Chi è il personaggio a cui ti sei ispirato?

In Italia il più grande di tutti, se vogliamo sommare insieme recitazione, canto e ballo, è certamente Massimo Ranieri. Lui è conosciuto principalmente come cantante, ma è stato il primo che ha dimostrato di saper cantare, ballare e recitare, sempre al massimo livello. Devo dire che una volta, quando durante uno spettacolo hanno paragonato la mia voce alla sua, sono stato molto orgoglioso, a parte il fatto che credo abbiano esagerato, ma comunque, sentirsi paragonare ai propri idoli non ha prezzo.

Ora sei in tournee con questo spettacolo. Stai già programmando qualcosa per il futuro, o attualmente sei concentrato tutto sulla Febbre?

Sono completamente concentrato sullo spettacolo, e su altre attività più piccole, che non riguardano direttamente le esibizioni, ma un’attività didattica.

Festival & Rassegne
L'operazione di "businness" nel legare insieme Rai e Mediaset è servita sicuramente per aggiornare il "parco artisti" con talenti nuovi in grado di fare la loro egregia figura
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
 
SANREMO – La 67esima edizione del Festival di Sanremo è stata vinta da Francesco Gabbani con il brano “Occidentali’s Karma” che si è aggiudicato inoltre il Premio Tim Music per il brano più scaricato; il secondo posto è stato conquistato da Fiorella Mannoia con il brano “Che sia benedetta” che ha portato a casa il premio per il miglior testo e il premio sala stampa; al terzo posto si è posizionato invece Ermal Meta, che conquistato anche il premio della critica. Un altro artista premiato e fragorosamente accolto dal Teatro Ariston è stato Al Bano Carrisin, premiato dall’orchestra per il miglior arrangiamento.  Al sedicesimo posto si è posizionato Clementino, al quindicesimo posto Alessio Bernabei, al quattordicesimo posto Chiara, al tredicesimo posto Marco Masini, al dodicesimo posto Lodovica Comello, all’undicesimo posto Michele Zarrillo, al decimo posto Samuel, al nono posto Bianca Atzei, all’ottavo posto Elodie, al settimo posto Fabrizio Moro, al sesto posto Sergio Sylvestre, al quinto posto Paola Turci, al quarto posto Michele Bravi. Numerose sono state le contestazioni  nel corso della nomina degli artisti e delle loro rispettive posizioni in classifica, non sono mancati i fischi e parole di diniego per alcune collocazioni in classifica rispetto che altre.
 
La kermesse sanremese è iniziata  ufficialmente con Carlo Conti in mezzo alla platea che lo ha accolto con effimero entusiasmo la platea presentando un gruppo rock costituito da ragazzi affetti da sindrome down chiamati “I Ladri di Carrozzelle” che hanno eseguito un brano dal titolo “Stravedo per la vita”; un vero e proprio inno al non arrendersi mai dinnanzi alle difficoltà della vita e incitando il prossimo a non tirarsi mai indietro. Il brano è stato dedicato a Piero, un ragazzo che faceva parte del gruppo ma venuto a mancare poco tempo fa. Trapela con piacere e immenso stupore dei presenti la spiccata intelligenza e autoironia del cantante affetto di cecità che si è rivolto a Conti dicendo che non avrebbe fatto le scale ad “Occhi chiusi”. Vengono presentati i presidenti della giuria di qualità che sono stati: Rita Pavone, Linus, Violante Placido, Giorgio Moroder, Paolo Genovesi, Giorgia Surina, Andrea Morricone, Greta Menchi. La serata inizia ufficialmente quando le luci dell’imponente Teatro sono spente e dei fari sono puntati su di un uomo che al centro del palcoscenico canta pregevolmente un brano acustico dal titolo “ci si arrende”, si tratta di Zucchero Fornaciari che sale su quel palco dopo 30 anni. Tanta l’attesa per l’ingresso di Maria De Filippi che però non scende dalle rinomate scale dell’Ariston calcate negli anni passati da tante soubrette, preferisce un ingresso comodo e nettamente defilato dicendo a Conti di non saperlo fare. E’ sicuramente la prima presentatrice a non essere scesa dalle imponenti scale dell’Ariston e certamente ha sdoganato anche un simbolo associativo prettamente legato alla figura della presentatrice che attraversa senza indugi i tanti gradini per salutare il pubblico. 
 
E’ la volta dei cantanti in gara e la prima ad esibirsi è stata Elodie. Tutti i cantanti hanno ricevuto un in bocca al lupo da una persona a loro vicina e nel caso di Elodie si è trattato di Loredana Bertè. Da puntualizzare i piccoli errori di Maria nell’elencare gli autori ed esecutori del brano, segno di stanchezza? Chissà, sta di fatto che l’esecuzione avviene in modo fluido e lineare, senza troppe novità rispetto alle precedenti.  Il secondo ad esibirsi è stato Michele Zarrillo, che riceve un in bocca al lupo da parte di Riccardo Fogli; segue Sergio Sylvestre ma sin da subito emergono problemi tecnici e non si capisce come mai il cantante non è presente, motivo? La scala era rimasta alzata e per tale ragione l’ingresso degli artisti risultava bloccato, Maria commenta l’accaduto “abbassiamo la scala credo sia impossibile che lui possa entrare”. La scala viene comunque abbassata, riceve un in bocca al lupo da parte di Eros Ramazzotti e l’esecuzione è pregevole. E’ il turno di Fiorella Mannoia, accolta immediatamente dalla platea dell’Ariston con fragorosi applausi e un tifo quasi da stadio. Le fa il suo in bocca al lupo l’amico Enrico Ruggeri. Dopo la promozione della fiction Rai “Studio 1” segue Fabrizio Moro che riceve un in bocca al lupo da parte di Gianluca Grignani e tocca poi ad Alessio Bernabei che li riceve invece da Rudy Zerbi, giudice del programma Mediaset Amici. 
 
Segue il tanto atteso collegamento con Maurizio Crozza, che parla di Donald Trump e del fatto che sia l’unico politico del mondo a mantenere le promesse elettorali che fa. Si è poi messo in testa una parrucca, ha indossato un paio di occhiali e dei baffi imitando il Senatore Razzi, facendo a sorpresa il suo ingresso all’interno dell’Ariston. Numerosi gli argomenti trattati, uno su tutti ha riguardato coloro che timbravano il cartellino in mutande ma Conti ha arginato prontamente il tema caldo, definendolo un “caso isolato” e ha preferito pilotare la conversazione verso altri lidi certamente più malleabili come la musica e la politica internazionale. Successivamente esegue un brano e dopo aver chiesto a Maria di presentarlo, da alla stessa 10 euro come gesto simbolico dicendole che è “diseducativo per i bambini” e simula un bacio. Intanto sullo sfondo aleggia il volto di Donald Trump mentre Crozza canta a gran voce “Attaccati al Trump”, il pubblico accoglie positivamente.
 
Continua la kermesse con Marco Masini che riceve un in bocca al lupo da Gabriel Batistuta. L’ultima serata ha visto una copiosa presenza di ospiti e sul palco torna ancora una volta, dopo l’esibizione introduttiva, Zucchero Fornaciari che questa volta canta il suo ultimo successo “Partigiano Reggiano”, la platea entusiasta applaude il cantante che a fine esibizione presenta a tutti i prestigiosi musicisti che lo accompagnano durante il tour di Black Cat, suo ultimo album in studio. I toni si calano, si assopiscono e Maria si immedesima nelle atmosfere di C’è Posta Per Te in cui racconta la vita e il trascorso e introduce la storia che ha portato alla nascita del brano “Miserere”. Zucchero racconta l’aneddoto che lo ha spinto a chiedere la collaborazione di Luciano Pavarotti e le successive iniziative benefiche che si sono sussegite come il Pavarotti & Friends realizzato in 12 edizioni e che ha portato tanto bene a popolazioni meno fortunate.  Si è esibito in una maestosa e commovente versione di “Miserere” con la voce di Luciano Pavarotti e la sua immagine dietro che hanno fatto tremare e commuovere l’Ariston, creando un suggestione ed emozione che si è tramutata in un lungo e fragoroso applauso e Zucchero ha omaggiato il suo amico scomparso dicendo “per Luciano, per Luciano!”. Viene consegnato inoltre un premio.
 
Si è esibita poi la cantante Paola Turci che ha ricevuto un in bocca al lupo da parte di Nek, segue un’esecuzione senza sbavature con un pubblico che plaude la sua espressività e l’intensità del suo brano. Tocca a Bianca Atzei che riceve un in bocca al lupo da Checco dei Moda’, autore del brano. Esecuzione del brano magistrale che entusiasma un pubblico sempre più coinvolto dai brani preposti. E’ il turno dell’energico nonché vincitore del Festival Francesco Gabbani, che riceve un in bocca al lupo dalla Celentano e con una giacca luccicante fa ballare tutto l’Ariston con la sua “Occidentali’s Karma” con a fianco l’immancabile Scimmia; è la volta di Chiara che riceve l’augurio da parte di Francesco Renga; segue Clementino che riceve un in bocca al lupo da parte di Edoardo Bennato. 
 
La serata si è aperta alle commemorazioni delle stelle musica italiana e viene chiamata sul Palco Rita Pavone che si trova nella giuria di qualità e le viene consegnato un prestigioso premio alla carriera. Carlo Conti la lascia sul palco a cantare un suo brano storico e l’esecuzione magistrale incanta tutti e si conclude con un fragoroso applauso dell’Ariston che si alza in piedi. La cantante, visibilmente commossa, esclama “71 anni me li porto bene” e con la palma d’oro in mano esclama “questo è vostro”. Commozione anche tra il pubblico presente. La gara intanto prosegue a ritmo veloce ed energico ed è il turno di Ermal Meta che riceve un in bocca al lupo da parte di Fiorello che fa dell’ironia dicendo “oggi tutto è truccato, anche il Festival è truccato, me lo ha detto Carlo Conti”. A parte qualche piccolo problema tecnico iniziale con la chitarra poi tutto fila liscio; segue Lodovica Comello che riceve un in bocca al lupo da Claudio Bisio.
 
E’ stato il turno di un altro prestigioso ospite sul palco dell’Ariston, Enrico Montesano. Il celebre attore non risparmia ironia e sarcasmo sulle problematiche politiche attuali, sulla mancanza di lavoro in Italia e non si risparmia nessun politico italiano, il pubblico accoglie positivamente la comicità che non tramonta mai e lo applaude con gusto. Prosegue la gara con Samuel che riceve un in bocca al lupo da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, segue Michele Bravi che riceve un in bocca al lupo da Fabio Rovazzi e poi è stato il turno di un’altra ospite, Geppi Gucciari che è scesa dalle scale dell’Ariston raccogliendo un grande applauso. Ha fatto una riflessione sull’attitudine che c’è in Italia nel dire le bugie, ha parlato di Giulio Regeni e l’assenza di verità in una vicenda tanto cara a noi quanto ingiusta, ha parlato del titolo sulla Raggi “patata bollente”. Segue un’altra ondata di ospiti come Alvaro Soler che ha cantato un medley e gli è stato inoltre consegnato un premio, poi è toccato ad Amara e Paolo Vallesi, Emanuele Fasano, lo Chef Carlo Cracco e Ubaldo Pantani che ha imitato Massimo Giletti.
 
Le considerazioni che si traggono alla conclusione di questa edizione sono positive in merito all'organizzazione complessiva. Impeccabile e precisa in ogni dettaglio, ha dato dimostrazione di essere al pari della grandi produzioni delle altre emittenti per quello che riguarda l'universo legato agli spettacoli. Tutto è stato coordinato con perizia grazie anche alla professionalità eccelsa e stagionata di Carlo Conti che alla sua terza prova di conduzione e gestione ha saputo riconfermare la sua enorme perizia e professionalità. Al suo fianco Maria De Filippi inizialmente forse un po troppo legata al suo modo pacato e lento di condurre una trasmissione, è riuscita non senza una certa fatica ad affiatarsi con Conti ma pur sempre in modo discontinuo.
 
L'operazione di "businness" nel legare insieme Rai e Mediaset è servita sicuramente per aggiornare il "parco artisti" con talenti nuovi in grado di fare la loro egregia figura. Le canzoni del 2017 complessivamente non sembrano siano state clamorose o meravigliose ma è pur vero che questa sensazione la si prova ogni anno perchè la musica è un po come il vino, per sentirne il suo sapore e la sua profondità, deve maturare nel tempo e deve diventare colonna sonora della vita degli italiani. Solo allora alcuni brani saranno destinati ad entrare nella storia della musica leggera italiana. E' stato importante mettere in risalto quanto di positivo c'è nel nostro paese in termine di attenzione e valorizzazione dei valori umani espressi nelle forze dell'arma e dell'ordine da sempre impegnati in interventi di assistenza non soltanto dinanzi a calamità naturali ma nel loro costante e quotidiano impegno che va sempre considerato. Da correggere forse l'eccessiva lunghezza dell'edizione.

Cinque serate appaiono un po una forzatura legata a motivi di pulsante ed ossessiva pubblicità ma alla lunga il tutto diventa stressante e forse anche controproducente. Quell'omino in giacca e cravattino che a ritmo del motivetto musicale cantato nientedimeno che dalla grande Mina, si dimena in quel balletto ritmato e sciolto diventa poi una presenza odiosa e stancante che già al terzo giorno si vorrebbe la presenza di un cecchino nelle vicinanze. Piacevole e divertente anche il contributo dalla sala stampa di Rocco Tanica, tastierista degli Elio e le Storie Tese che con la sua solita comicità "scabrosa" e irriverente fa da filtro per introdurre il Dopo Festival condotto anche quest'anno da Savino e coadiuvato dalla Gialappa's band. Divertente e godibile ma senza dubbio ben lontana dall'edizione condotta in toto da Elio e la sua band del 2008 fra le più divertenti in assoluto. La prossima edizione dovrà trovare un nuovo conduttore; più volte Conti ha affermato che questa del 2017 sarebbe stata l'ultima e quindi il "toto festival" avrà un intero anno per scommettere sul nuovo conduttore..Frizzi? Cucciaro?..vedremo. Intanto divertiamoci a ballare il tormentone del 34enne Gabbani che con il suo karma occidentale contribuirà a rendere la nostra vita quotidiana più ritmata e briosa. Buona la 67esima.
Lo spettacolo
Lele vince la categoria dei giovani
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di Paolino Canzoneri

 

SANREMO – La quarta serata, penultima della 67esima edizione del Festival di Sanremo, dopo la "pausa" con le cover interpretate dagli artisti in competizione, torna nel vivo della gara con i 20 big pronti a ruggire e a giocarsi l'ultima carta per accedere alla finalissima di sabato sera. C'è tensione palpabile perchè ogni performance deve essere il più possibile convincente ancor più di prima. Oramai le canzoni non appaiono più nuove e la giuria di Sanremo cosi come il pubblico votante da casa, comincia ad aver le idee sempre più chiare. Nella serata è prevista la proclamazione del vincitore della categoria Giovani e difatti la kermesse apre con l'ultima esibizione dei 4 giovani ragazzi in gara. Carlo Conti e Maria De Filippi aprono la serata introducendo i primi big sul palco: Ron. Chiara, Samuel e Al Bano. 
 
Una piccola ma tenera pausa prima di passare agli altri big la si rivolge ad una vittima della strage del lungomare di Nizza del 14 Luglio 2016 in cui persero la vita 84 persone, molti bambini, ad opera di un franco tunisimo affiliato jidhaista. Sul palco Carlo Conti scambia qualche parola con uno dei sopravvissuti presente con il nipotino scampato alla morte grazie alla pronta spinta del nonno accortosi della folle corsa a zig-zag del camion bianco intenta ad investire più gente possibile. 
 
Ritornano i big e risale sul palco l'artista vincitore con la miglior cover, Ermal Meta seguito da una divertente imitazione di Francesco Crozza dei sondaggi di Paglioncelli ma riferiti allo share ottenuto da Sanremo in termini di consenso del pubblico. 
 
Sale sul palco anche la bellissima e altissima moglie di Eros Ramazzotti Marica Pellegrini, un autentico schianto, ospite un po a sorpresa con un abito con uno spacco lungo,  décolleté e con una grande classe che racconterà le emozioni di Eros al Festival l'anno precedente quando nonostante in stato febbricitante, ha presenziato in prima fila. 
 
 
Riprende la kermesse con la big Fiorella Mannoia che media, giornali e rumors vari la danno come possibile vincitrice al Festival. Seguono Ron che stona leggermente in alcune parti del suo brano, Al Bano che invece interpreta la sua canzone con grande perizia canora nonostante la recente degenza ospedaliera. 
 
Torna nel palco a fare ridere la platea fino alle lacrime la grande e bravissima attrice comica Virginia Raffaele che lo scorso anno è stata la "reginetta" del Festival impersonando Carla Fracci, Belen Rodriguez, Sabrina Ferilli e Donatella Versace in performance indimenticabili che la storia del Festival ricorderà. Quest'anno la grande attrice regala l'imitazione spassosa ed estrema di un altro personaggio storico italiano, Sandra Milo. 
 
Si giunge cosi alla proclamazione del vincitore nella categoria dei Giovani vinta da Lele Esposito, artista proveniente dalla tramissione Amici condotta da Maria De Flippi. Il suo brano di Sanremo trova concorde il televoto con "Ora Mai".
 
Ripartendo con i big, qualche fischio dalla platea si sente alla conclusione del brano ballato di Francesco Gabbani "Occidentali's Karma". Seguono successivamente Michele Zarrillo e Bianca Atzei commossa dopo la sua interpretazione. 
 
Ospite sul palco Luca Zingaretti per presentare nuovi episodi del "Commissario Montalbano" di prossima trasmissione alla Rai. Non sono mancati i ringraziamenti allo scrittore siciliano Andrea Camilleri autore del personaggio del Commissario presente in moltissimi libri scritti e letti in tutta Italia con un successo immenso. 
 
Altro personaggio italiano storico riconosciuto in tutto il mondo è il produttore di hit famosissime Giorgio Moroder, presente in platea a cui viene dedicato un numero musicale e di ballo in una coerografia piena di colori e luci al ritmo dance con il d-jy Robin Schulz, premiato poi con un disco d'oro, che ripercorre la sua carrierea con medley di brani dance come "Hot Staff" di Donna Summer, "Call me" dei Blondie e "What a Feeling" (Flashdance) veri capolavori legati al genere dance degli anni 80 indimenticabili e a cui viene consegnato un premio speciale. Carlo Conti giustamente lo presenta con una frase esaustiva e perfetta: "Un grande italiano che ha fatto grande l'Italia nel mondo". 
 
Riprendono il palco i big con Sergio Sylvestri, Elodie, Fabrizio Moro per poi spendere pochi minuti, forse troppo pochi e di fretta, per un ringraziamento alle forze dell'ordine e volontari e per ricordare le vittime dell'eccidio delle Foibe durante la seconda guerra mondiale per l'infame  mano dei fascisti. Dopo la pubblicità Carlo Conti ha voluto riprendere il discorso del massacro delle foibe proprio per dargli il giusto peso dovuto.
 
Proseguono gli ultimi big in gara: Giusy Ferreri e Alessio Bernabei. Si procede cosi allo "spoglio" delle votazioni della giuria del Festival e dei voti da casa e vengono eliminati nientedimeno che Giusy Ferreri, Ron, Gigi D'alessio e Al Bano. Clamorose eliminazioni contestate a gran voce e fischi da tutta la platea che segnano forse un punto di arrivo storico. Forse un cambiamento di tendenza teso a spazzare via il "vecchio stile", i vecchi artisti per introdurre nuovi e più giovani interpreti della musica italiana provenienti dai talent show che oramai sono considerati l'unico vero trampolino di lancio. Ad eccezione della Ferreri che ha cantato più volte e male un brano che non le sembrava ben cucito addosso. Sembra che ci sia sempre meno spazio per le glorie, forse ingiustamente "rottamate" da centinaia di Fan-base disseminate nel territorio italiano che hanno voluto far sentire la loro presenza con il televoto che quest'anno come non mai, ha assunto un valore fondamentale e del tutto inaspettato. Sabato sera si capirà se la tendenza di giudizio collettivo penderà verso una nuova concezione musicale più propensa a nuovi e giovani interpreti della musica leggera italiana o se verrà riconfermato il plauso verso interpreti "stagionati" e dotati ma anche "datati".
Cultura & spettacoli
La voce, così come era chiamata, morì in una stanza d'albergo
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di Silvio Rossi

 

Cinque anni fa, in una vasca da bagno, nella stanza del Beverly Hilton Hotel, è stata trovata senza vita Whitney Houston, una delle più grandi voci della storia della musica. Stroncata da un infarto, a causa dell’abuso di droghe e alcool, è stata trovata esanime l’11 febbraio del 2012.


Nata nel 1963 a Newark, fin da piccola ha dimostrato le sue immense doti canore, a soli 11 anni era solista nel coro della New Hope Baptiste Church. Nata in una famiglia di cantanti, specialmente nel ramo femminile, sua madre Cissy Houston ha cantato per Elvis Presley e Aretha Franklin, le cugine Dee Dee e Dionne Warwick hanno calcato le scene per molti anni, Whitney ha partecipato a 15 anni al singolo di Chaka Khan I’m Every Woman come voce di sottofondo.


Dopo una lunga gavetta, ha raggiunto il successo mondiale a metà degli anni ottanta, con l’albun di esordio, che si chiamava semplicemente col suo nome, che si è piazzato al primo posto della classifica di vendite americana alla prima settimana di pubblicazione, e ottenendo con tre estratti il primo posto nella Billbord hot 100 (la hit parade d’oltreoceano).


Sono stati anni d’oro per la Houston, che coniugava una voce con un’estensione di tutto rispetto e un vibrato naturale che ha reso inconfondibile il suo timbro. Gli album successivi hanno ripetuto il successo del primo, con alcune chicche, in particolare la colonna sonora del suo primo film “The bodyguard” del 1992, dove recita al fianco di Kevin Kostner, che ottiene 42 milioni di copie vendute, un record ancora imbattuto per una colonna sonora.


Forse l’interpretazione nel film è il punto di massimo splendore di Withney, era in un momento di forma, fisica e vocale, supremo. Le canzoni Run to you e soprattutto I will always love you, una cover di un brano di Patty Labelle, sono giudicate, assieme ai due brani del disco di esordio All at once e The greatest love of all, le interpretazioni in cui si può apprezzare meglio la voce della cantante.


Il declino inizia ad arrivare a metà anni novanta, per colpa del marito Bobby Brown, sposato qualche anno prima, un cantante R&B con diversi precedenti giudiziari e accuse di violenza. I familiari di Withney cercarono di ostacolare il matrimonio, ma nel 1992 Withney si legherà all’uomo che alla fine le ha rovinato la vita.


Dopo voci su una sua dipendenza dalla droga, e una serie di controversie, con violenze ripetute da parte di Bobby, nel 2006 ottiene il divorzio, ma non sarà più la stessa.


L’importanza di Whitney Houston per la musica “nera” ha superato la sua voce, il suo talento. Come solamente Michael Jackson tra gli uomini, la sua figura ha superato il cliché del cantante di colore, spesso con buone doti canore, ma limitato nei ruoli da assegnare. Anche i più grandi interpreti prima di lei, come Ray Charles o Aretha Franklin erano confinati, nei film musicali, a ruoli di caratteristi. Con Bodyguard, Whitney era la star, la donna bellissima, il modello che precedentemente erano riservati a uomini e donne dal colore della pelle chiaro.


La storia, anche quella musicale, non si costruisce con i se e i ma, però si può facilmente immaginare, se Whitney non avesse conosciuto Bobby Brown, quale sarebbe stato il suo ruolo oggi.
Con circa duecento milioni di album venduti, in una carriera troppo breve, è stata una delle donne di maggior successo nella storia della musica mondiale.

Musica
Vengono eliminate le due coppie costituite da Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi, invece Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri e Ron rientrano in gara
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di Angelo Barraco
 
SANREMO – Vince Ermal Meta con il brano “Amara terra mia” nella categoria “Miglior esibizione cover”. Nella terza serata della 67esima edizione del Festival di Sanremo gli artisti i "Big" in  gara hanno cantanto le cover, ovvero una rivisitazione personale di brani apparteneti a grandi artisti del panorama musicale italiano. La kermesse si è aperta con la gara delle quattro nuove proposte, uno scontro a quattro che ha portato alla vittoria di Maldestro con il brano "Canzone per Federica" e Lele con "Ora mai" ed entrambi passano direttamente alla finale dove vi sono già Francesco Guasti e Leonardo Lamacchia. Sono stati eliminati invece Valeria Farinacci con il brano "insieme" e Tommaso Pini con "Cose che danno ansia".
 
Conclusa questa prima parte del festival dedicato alle nuove proposte, la De Filippi si immedesima in quella che è la sua proverbiale e seriosa voglia di raccontare che tanto l'ha resa celebre sui grandi schermi televisivi Mediaset, ma certamente questo proselitismo riflessivo non sembra convogliarsi bene con la spigliata capacità comunicativa di Conti, che sembra essere l'antitesi perfetta di un binomio non perfettamente equiparato nè riuscito come enunciavano i pronostici. Il piccolo coro Mariele Ventre dell'Antoniano di Bologna compie 60 anni e festeggiano questo importante compleanno debuttando per la prima volta in assoluto sul palco dell'Ariston, proponendo inoltre un "medley" di brani dal sapore nostalgico che hanno indubbiamente raggiunto l'animo di tutti i presenti in sala; "Volevo un gatto nero", "il Valzer del moscerino", ma come dimenticare brani che hanno segnato la nostra infanzia come "44 gatti" e "il caffè della Peppina".  
 
La prima "Big" a calcare il palco dell'Ariston è stata Chiara, che ha cantato "Diamante" di Zucchero, accompagnata dal Maestro Mauro Pagani. Un brano intenso e senza ombra di dubbio un accompagnamento di prestigio, ma la resa finale risultava convincente; il secondo artista è Ermal Meta, che ha cantato in modo pregevole e con una delicatezza disarmante il brano "Amara terra mia". La sua esibizione è stata bene accolta e applaudita da tutto il Teatro Ariston. La terza artista ad esibirsi è stata Lodovica Comello che ha riproposto il brano "Le mille bolle blu" di Mina, una lettura eccessivamente pop di un brano che ha rappresentato un punto cardine nella storia della musica italiana; segue Al Bano Carrisi che ha cantato "Pregherò", una cover che ha certamente dato vigore all'artista di Cellino San Marco che visibilmente è ancora provato dai problemi fisici pregressi che lo hanno colpito. La prima ospite della serata è stata Maria Pollacci, una simpaticissima signora di 92 anni che di professione ha fatto –e fa ancora- l’ostetrica. La donna ha fatto nascere ben 7.642 bambini e ha ricordato inoltre il primo bambino che ha fatto nascere nel 1945 e che oggi ha ben 70 anni e l’ultimo che ha fatto venire al mondo il 13 gennaio scorso. Un altro momento di intensa emozione e di spessore culturale finalmente individuato e ben contestualizzato ha riguardato l’esibizione dell’Orquesta de Reciclados de Cateura, costituita da ragazzi provenienti da Cateura, località che si trova ad Asuncion, Paraguay. Questi ragazzi che apparentemente sembravano condannati ad una vita di stenti vissuta ai margini della società decidono di costruire strumenti musicali con materiali riciclati presi dalla discarica come bidoni, scatole di latta e come testimonial dell’Unicef hanno portato in giro per il mondo il messaggio che la musica fa cambiare il colore dell’anima e se qualcuno pensa che il colore si possa associare ad un concetto di superiorità e predominanza culturale allora l’uomo è destinato a regredire senza colori e senza musica. 
 
Segue l’esibizione di Fiorella Mannoia che ha cantato lo storico brano di Francesco De Gregori “Sempre e per sempre”. Quella della Mannoia sembra quasi una vittoria annunciata, il pubblico l’ha accolta in modo estremamente caloroso inoltre, in questo unico e specifico caso, Carlo Conti e Maria De Filippi hanno abbattuto la barriera dell’imparzialità che i presentatori debbono avere nei riguardi degli artisti e Conti ha presentato la Mannoia con le parole “Donna Straordinaria!” e dopo l’esaustiva esibizione la De Filippi ha esclamato “Brava!”. Vincerà? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava Battisti. Segue Crozza con il suo video in cui ironizza sul Superball travestito da Papa Francesco e prende in giro Keanu Reeves e la sua inutile esibizione con il basso in mano in cui ha dimostrato ai più di saper reggere appena quattro note di uno strumento tanto sacro quanto importante, tanto indispensabile quanto difficile e la figuraccia dinnanzi a chi ha maestria con la musica non se l’è di certo risparmiata, ma è un attore e in tv anche le figuracce sono ricoperte di zucchero. Ha parlato delle cover: “Stasera c'è la serata cover. Come spieghiamo cosa sono? Una specie di rifacimento... ad esempio, il governo Gentiloni è la cover del governo Renzi che a sua volta era la cover di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi”.  L’artista che ha calcato successivamente il palco è stato Alessio Bernabei, che imbracciando una chitarra ha cantato “Un giorno credi” di Bennato, una versione estremamente pop e soft per un brano che trasuda rock e rabbia; segue Paola Turci che con un look aggressivo e trasgressivo, scollatura appariscente e vestita di nero come soltanto le vere rocker sanno fare ha cantato una maestosa versione rock di “Un’emozione da poco” di Anna Oxa.  Tanti gli ospiti della terza serata e l’altra big star della serata era Mika, musicista e presentatore che si è esibito in medley dei suoi più grandi successi riuscendo ad incantare un teatro rimasto attonito ai suoi piedi. Ha inoltre reso omaggio al suo idolo George Michael, venuto a mancare pochi mesi fa, cantando una maestosa versione di “Jesus to a child”. Prosegue il Festival con l’intrattenimento e non manca l’improvvisa voglia di Carlo Conti di scherzare e intrattenere il pubblico, si reca infatti da una signora di 105 anni e le fa cantare “quel mazzolin di fiori…” il pubblico ad unisono risponde “che vien dalla montagna”, sotto previo suggerimento ed iniziativa di Conti. La kermesse continua con l’esibizione di Gigi D’Alessio e la cover de “L’immensità” di Don Backy, il pubblico accoglie positivamente; segue Francesco Gabbani che ormai è divenuto un motore di energia e forza motrice di puro divertimento con le sue simpaticissime e coloratissime felpe/maglioncini a colori. Gabbani ha cantato il brano si Celentano “Susanna”, ricordiamo inoltre che è autore di un brano presente nell’ultimo disco di Mina e Celentano.  Ancora ospiti all’Ariston e vengono annunciati come L’Ispettore Giuseppe Loiacono e il Vice questore Rocco Schiavone, arrivano Alessandro Gassmann e Marco Giallini per parlare del nuovo film. Continua la gara e sale sul palco Marco Masini che rivisita lo storico brano di Giorgio Faletti “Signor Tenente”, l’esibizione viene accolta positivamente dal pubblico in sala ma certamente da essa viene totalmente rimosso il pathos e l’intensità che Faletti dava, il tutto sostituito da un pop preconfezionato per far contenti i meno affabili; segue Michele Zarrillo con il brano “Se tu non torni”, con il classico approccio del cantante che da anni lo contraddistingue; poi tocca a Samuel del Subsonica con “Ho difeso il mio amore” dei Nomabi; Sergio Sylvestre accompagnato da Soul System con “La pelle nera”; Elodie con il brano “quando finisce un amore” di Cocciante; Fabrizio Moro canta il Brano di De Gregori “La leva calcistica della classe 68” e Michele Bravi “La stagione dell’amore” di Battiato. Tocca poi ai sei big in gara a rischio eliminazione: Clementino, Giusy Ferreri, Ron, Bianca Atzei, Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi.
 
Vengono eliminate le due coppie costituite da Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi, invece Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri e Ron rientrano in gara. Per la categoria “Miglior esibizione cover” vince Ermal Meta con il brano “Amara terra mia”. Nel corso della serata vengono ospitate inoltre Annabelle Belmondo, nipote di Jean Paul e Anuchka Delon figlia di Alain, un ingresso che non viene immediatamente accolto da fragorosi applausi da parte del pubblico e Carlo Conti stesso incita l’Ariston ad applaudire le figlie delle star mondiali. Un altro ospite internazionale che ha calcato il palco è stato Lp, nome d’arte di Laura Pergolizzi, artista e musicista fuori dagli schemi che ha cantato i suoi grandi successi “Lost on you” e “Other People”. Carlo Conti e Maria De Filippi hanno mostrato grande professionalità e carisma ma sembra che viaggino su binari paralleli e troppo legati alle loro rispettive carriere artistiche e professionali che nulla hanno a che fare con il festival di Sanremo e quello che è il contesto dentro il quale i due dovrebbero creare l’amalgama unico ed esclusivo: è realmente una coppia? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava Lucio Battisti. 
Eventi
Complessivamente il secondo giorno di Sanremo ha evidenziato alcune lacune derivate dall'eccessiva compostezza di Maria De Filippi
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di Paolino Canzoneri

 
La seconda serata della 67ma edizione del Festival di Sanremo è apparsa da subito più sciolta e meno irrigidita della precedente. I visi dei due conduttori Carlo Conti e Maria De Filippi sono sembrati più sereni e più "carburati" rispetto la sera precedentedella precedente, galvanizzati dai risultati strabilianti di oltre 11milioni e 400mila ascoltatori, uno share pazzesco del 50% che non si era visto dagli ultimi dodici anni. La prima sera è sempre una insidia, una scommessa e un po tutto si gioca proprio lì. Le ottime critiche della stampa e l'egregio svolgimento dello spettacolo senza intoppi, ha premiato una organizzazione impeccabile e scrupolosa che ha smorzato la classica tensione dell'esordio. Anche in questa seconda serata, la passerella sanremese con gli undici big e ospiti vari hanno divertito la platea attenta e plaudente ma allo stesso modo ha portato alla luce alcune lacune.

Le prime esibizioni hanno riguardato le nuove proposte con "giovani di bella speranza" come Marianne Mirage, Braschi, Franscesco Guasti e Leonardo amacchia. Il televoto da casa sancisce la vittoria degli ultimi due che si scontreranno con gli altri big proseguendo la loro "kermesse".

Inizia cosi la gara dei big preceduta da una esibizione di un artista orientale, una via di mezzo fra il circense e il prestigiatore molto gradita dal pubblico. Arriva cosi il momento delle canzoni per Bianca Atzei con il suo brano "Ora esisti solo tu", brano condizionato da un canto a volte un po troppo "strillato" che non ha convinto infatti la giuria; Marco Masini con "Spostato di un secondo" che ha confermato il suo stile oramai consolidato e maturo; Nesli e Alice Paba con un brano leggero "Do retta a te" molto "sanremese" e Sergio Sylvestre, artista alto e fisicamente imponente proveniente dal programma condotto da Maria De Filippi "Amici" che con il brano "Con te" ha potuto dimostrare la sua forza canora.

Grande spazio ad un primo ospite di riguardo quale Francesco Totti, campione assoluto di calcio che rappresenta l'eccellenza calcistica a livello planetario. Totti è apparso emozionato con il suo viso oramai adulto e maturo, un quarantenne simpatico, disposto a scherzare anche su qualche piccolo strafalcione che gli tocca subire da una lettura imposta di nomi ed autori per introdurre altri big in gara. Divertente e forse fuori programma il lancio di palloni autografati nella vastissima sala dell'Ariston in mezzo al pubblico divertito.

La pausa dei big ha visto salire sul palco anche il signor Salvatore Nicotra, dipendente di un ente pubblico con un record di nessuna assenza dal lavoro in oltre 40 anni di lavoro. Carlo Conti, continua la sua scaletta di "eroi" che rappresentano il buono che c'è in Italia a dimostrazione che l'onestà e la professionalità non sono dettagli marginali.

Dopo solo l'esibizione di un big quale Gigi D'alessio con la sua "solita" canzone "La prima stella" è arrivato il collegamento tanto atteso con Maurizio Crozza che con grande maestria e competenza ha intrattenuto il pubblico con gag sulla politica e sull'annoso problema della carenza eccessive di nascite che condannano il nostro paese ad una popolazione con una presenza copiosa di anziani. Gradita moltissima l'imitazione brillante del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Altri big al microfono come Michele Bravi con "Il diario degli errori" e Paola Turci con "Tu fatti bella per te".

Primo dei due ospiti internazionali all'Ariston, Robbie Williams che ha proposto un piacevole "medley" composto da vari suoi successi. Artista di grande fama, ex componente dei Take That, in Italia ha conquistato un posto particolare nei cuori delle fan giovani e meno giovani grazie alla sua simpatia.

Storico il fuori programma, con la complicità di Carlo Conti, di un bacio in bocca improvviso di Wiliams a Maria De Filippi che ignara, aveva introdotto l'usuale abitudine del cantante inglese di chiamare una ragazza del pubblico dei suoi concerti per concederle un bacio in bocca appassionato.

Prosegue la kermesse con Francesco Gabbani e la sua canzone "Occidental's karma" seguita dal piacevolissimo ritorno sul palco dell'Ariston di Giorgia che ha confermato le sue doti canore con un piacevolissimo "medley" dei suoi brani che l'hanno portata al successo.

Michele Zarrillo ha cantato poi un suo brano in gara anch'egli dopo molti anni di assenza dalle scene.

Il secondo ospite internazionale è stato l'attore statunitense Keanu Reeves, che dopo qualche domanda di rito si è cimentato nel suonare il basso elettrico con l'orchestra in un brano rock di cui ne sfugge il senso effettivo. Da anni oramai si assiste all'abitudine di inserire a forza fra gli ospiti internazionali nomi eccellenti del panorama americano; attori hollywoodiani vengono "ingaggiati" con cachet "stellari" per presenziare a Sanremo invitandoli e costringedoli quasi a manifestare non quello che sono come persone ma quello che rappresentano come protagonisti dei loro film di successo planetario. Una sorta di ibrida presenza, una vera e propria pantomima senza senso della durata di pochi minuti che dovrebbe fare "rivivere" il personaggio cinematografico ma che nella realtà non è altro che una inutile spesa folle. Indimenticabile il nonsense ridicolo del balletto alla "Febbre del sabato sera" di John Travolta durante l'edizione di Sanremo del 2006 con la conduzione di Giorgio Panariello.

Ha ripreso cosi la gara con il brano di Chiara che ancora una volta è sembrata il clone di se stessa in un brano praticamente simile ai suoi precedenti. Chiudono la gara Raige e Giulia Luzi un duo nuovo che ha proposto un brano ritmato ed incalzante.

A chiudere la serata un numero divertentissimo di tre grandi cabarettisti e attori italiani fra i migliori che abbiamo: Enrico Brigano, Flavio Insinna e Gabriele Cirilli si sono cimentati in una spassosa e goliardica "medley" di classici brani di Sanremo con uno spiccato humor e una divertentissima teatralità che a distanza di oltre trent'anni li riporta quali amici ed ex colleghi a divertirsi con questo numero che eseguivano nei locali ai tempi della scuola di recitazione di Gigi Proietti, loro mentore.

Complessivamente il secondo giorno di Sanremo ha evidenziato alcune lacune derivate dall'eccessiva compostezza di Maria De Filippi in netto contrasto con lo spigliato carattere estroso di Carlo Conti che ne ha accentuato le profonde differenze facendo mancare quell'affiatamento che i due conduttori avrebbero dovuto dimostrare. La media degli undici brani in concorso in questa seconda serata è sembrata tiepida senza che si sia sentito qualche brano in netto risalto rispetto gli altri. La terza serata porterà la piacevole opportunità di vedere gli artisti cimentarsi in cover che daranno modo di mettere in risalto la capacità di interpretazione di un brano di altri artisti.
Musica
Passano il primo turno Alessio Berbabei, Samuel, Elodie, Ermal Meta, Lodovica Comello, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia e Al Bano
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di Angelo Barraco
 

SANREMO (IM) – E’ iniziata la 67esima edizione del Festival di Sanremo che anche  quest’anno vede come timoniere il carismatico e abbronzatissimo Carlo Conti, affiancato dalla regina dei salotti televisivi Mediaset Maria De Filippi. Tanta l’attesa che ha preceduto questa serata inaugurale e tante sono state le contestazioni che si sono innescate sui social network in merito alla remunerazione percepita dai conduttori, polemiche che sono state spazzate via dalla sincera voglia di trasformare quel palco che trasuda musica e spettacolo in uno specchio della società contemporanea che non dimentica i problemi che affliggono il paese.
 
Il Teatro Ariston ha aperto i suoi tendoni e acceso i suoi fari, in questa 67esima edizione del festival della canzone italiana, nel ricordo di Luigi Tenco e dei 50 anni della tragica scomparsa avvenuta proprio a nella città dei fiori. Un ricordo affidato nelle mani di Tiziano Ferro che delicatamente ha raccolto e pregiato l’Ariston della sua voce che ha graffiato gli animi dei presenti e degli spettatori che hanno assistito ad un gioco di suoni e di luci dal sapore antico e che hanno rievocato tempi lontani, desueti, ma al contempo mai dimenticati per via dell’importanza storia e culturale che ha pregiato il nostro paese. Nel corso di questa prima serata si sono esibiti gli undici “Big” in gara e ad aprire la kermesse è stata Giusy Ferreri, con il suo brano dal titolo “Fa talmente male”.
 
Un brano che non si discosta molto dalle sue precedenti produzioni e che enfatizza quella che è la tua tipica timbrica vocale che però non è stata certamente delle migliori. Il brano risulta comunque orecchiabile e certamente avrà eco nelle radio. Il secondo ad esibirsi è stato Fabrizio Moro con il brano “Portami via”, una linea retta tra il passato e il presente con l’intensità che tanto piace ad un pubblico giovane e attento; la terza che ha calcato il prestigioso palco dell’Ariston è stata Elodie con il brano “Tutta colpa mia”, giovanissima e fresca di talent show ha esordito con un brano dal sapore antico che ha sicuramente entusiasmato molti; l’attrice e conduttrice televisiva Lodovica Comello ha cantato il brano “il cielo non mi basta”, una sorpresa per molti e una scoperta per altri; un fragoroso applauso ha accolto l’ingresso di Fiorella Mannoia che ha presentato il brano “Che sia benedetta”, mantenendo uno stile che ha fatto della sua carriera un marchio riconoscibile e non ha deluso di certo le aspettative dei numerosi fan; è arrivato poi il turno di Alessio Bernabei, ex voce e leader dei Dear Jack che per la seconda volta ha calcato il palco dell’Ariston senza il gruppo che lo ha reso celebre, proponendo un brano che si chiama “Nel mezzo di un applauso” dal sapore prettamente pop e radiofonico; è toccato poi ad Al Bano Carrisi, che nel periodo natalizio è stato colpito da un improvviso infarto. Ha calcato il palco dell’Ariston presentando il brano “Di rose e di spine”, ricco di suggestioni sonore che però non ha potuto ben evidenziare con la sua performance a causa di un’esibizione in cui sono emerse delle difficoltà vocali, nel momento in cui ha concluso ha però ammesso di non essere in forma e tale gesto è stato bene accolto dalla Sala Stampa del Festival e dal pubblico che ha comunque apprezzato e gradito.
 
Dopo Albano è toccato a Samuel, voce dei Subsonica che gi aveva calcato il palco dell’Ariston con la sua band tanti anni fa e che oggi si presenta solista con il brano “Vedrai”, che mantiene comunque il marchio tipicamente pop che lo ha contraddistinto anche in passato; Ron ha presentato un brano dal titolo “L’ottava meraviglia”, marchiato da un’impronta riconoscibile di classicismo pop non indifferente con un testo che trasuda sensibilità e ricerca interiore; e’ tornano sul palco dell’Ariston il rapper Clementino che ha presentato il brano “Ragazzi Fuori”, titolo che rievoca lo storico film del 1990 diretto da Marco Risi e scritto e sceneggiato insieme a Aurelio Grimaldi. Riferimento al film o pura casualità? Chissà, fatto sta’ che emerge un orecchiabile ritornello radiofonico con sfumature dialettali che piacciono tanto alle nuove generazioni; Ermal Meta ha concluso la kermesse con il brano “Vietato morire”, voce sopraffina e musica ricercata, se ne sentirà sicuramente parlare. I “Big” a rischio eliminazione sono: Ron, Giusy Ferreri e Clementino e la graduatoria che ha portato a tale risultato è stata stilata da un televoto che è per il 50% del pubblico e per il 50% della Sala Stampa.
 
Passano il primo turno Alessio Berbabei, Samuel, Elodie, Ermal Meta, Lodovica Comello, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia e Al Bano. E’ difficile fare pronostici a seguito della prima serata ma da indiscrezioni si apprende che i favoriti al momento sono Fiorella Mannoia, Albano e Samuel, vi è inoltre grande attesa e aspettativa per Gigi D’Alessio.  Le esibizioni di ieri sera non hanno entusiasmato gli attenti ascoltatori della Kermesse Sanremese e sembra che molti artisti non siano riusciti a reggere il palco con dovizia e austerità, ma l’emozione gioca spesso brutti scherzi e suonare dinnanzi ad una platea attenta e composta e ad un’orchestra di quel calibro può far tremare i polsi e l’ugola a chiunque. Un festival in cui non sono mancati gli ospiti, dal monologo di Crozza che ha ripercorso con lucida e intelligente analisi la storia dell’Italia odierna, mescolando problematiche sociali ad inefficienze di carattere politico in cui ha parlato di Salvini sottolineando che “Pagato dall'Europa per dire che dobbiamo uscire dall'Europa”, ha parlato della Raggi, di Renzi e di tutto uno scenario passato e presente a noi ben noto. Gradevole e bene accolto lo sketch della Cortellesi con Albanese che si sono presentati con il nome d’arte di “Nicola e Valeria” e hanno interpretato un medley dei migliori brani di Sanremo degli anni passati. Grande attesa per Raoul Bova che ha presentato la cantante Elodie e ha intrattenuto la platea con il suo carisma e la sua ironia. Uno dei momenti più alti del festival è stato indubbiamente Ricky Martin, che attraverso la sua energica esibizione in cui ha proposto in medley dei suoi più grandi successi ha fatto ballare i presenti.
 
La prima serata del festival non è stata soltanto musica ma anche sociale e attualità, dove si è reso omaggio agli eroi che hanno salvato la vita ai sopravvissuti nella tragedia di Rigopiano, si è parlato inoltre di bullismo con i ragazzi dell’associazione pugliese MaBasta!, acronimo di Movimento Anti Bullismo Animato Da Studenti Adolescenti, nata a seguito di un tentato suicidio da parte di una giovane vittima di bullismo. Carlo Conti e Maria De Filippi sono indubbiamente dotati di enormi capacità comunicative ed entrambi hanno fatto emergere in questa prima puntata le loro rispettive qualità professionali, la compostezza e serietà caratteristica di Maria e la spigliata e proverbiale disinvoltura di Conti anche se a tratti sembrava proprio che i due non fossero propriamente sciolti e disinvolti nella conduzione e nell’adempimento delle rispettive parti: la coppia che scoppia non è forse esplosa? Lo scopriremo sicuramente nel corso delle prossime puntate per capirne di più. Questa sera intanto ci sarà la seconda puntata del Festival di Sanremo e si esibiranno le nuove proposte: Marianne Mirage, Francesco Guasti, Braschi, Leonardo Lamacchia. Seguiranno i Big: Bianca Atzei, Marco Masini, Nesli e Alice Paba, Sergio Sylvestre, Gigi D'Alessio, Michele Bravi, Paola Turci, Francesco Gabbani, Michele Zarrillo, Chiara, Raige e Giulia Luzi. Gli ospiti tanto attesi di questa seconda serata saranno: Keanu Reeves, Robbie Williams, Giorgia, Francesco Totti, Biffy Clyro, il mago Hiroki Hara, il trio Enrico Brignano, Flavio Insinna, Gabriele Cirilli, Sveva Alviti protagonista della fiction su Dalida e l'impiegato "modello" Salvatore Nicotra.
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