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Cronaca
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo
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Redazione

 

MILANO - Un uomo è morto e altre tre persone, una coppia e un bambino, risultano disperse a seguito di un incidente stradale avvenuto ieri sera sulla provinciale rivoltana, tra Milano e Cremona. L'allarme è stato dato intorno alle 20.30 dagli occupanti di un'altra automobile che hanno assistito alla scena: l'auto, una Peugeot 307, è uscita di strada all'imbocco di un cavalcavia, ha sfondato il guard rail ed è finita nel canale Muzza, in comune di Truccazzano (Milano).
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo prima che i soccorritori, subito accorsi sul posto, potessero localizzarli, 4 ore dopo. Secondo quanto riferito da un conoscente, alla guida dell'automobile c'era un cinquantenne di Pioltello, il cui corpo è stato recuperato dai sommozzatori dopo l'una di notte, e a bordo vi sarebbero state altre tre persone: una coppia di trentenni con un bambino di 8 anni, che al momento risultano dispersi. Le ricerche sono state sospese, e riprenderanno all'alba.

Lutto
Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''
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Redazione

 

ROMA - È morto ieri Gero Caldarelli, il mimo che dal 1990 animava il Gabibbo. Ne da' notizia un comunicato di Striscia la notizia. Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''.
Nato a Torino il 24 agosto 1942, Caldarelli, aveva frequentato la scuola di mimo del Piccolo Teatro. Dopo numerose parti sia in teatro che in TV, nel 1974 fondò, insieme a Maurizio Nichetti, la compagnia e scuola di mimo Quelli di Grock. Nel 1979 prese parte al film Ratataplan.
Collaborò con Antonio Ricci già in Drive In, nei panni di Gawronski e Pendulus, e nel 1990 venne scelto per interpretare il Gabibbo, il Pupazzo di Striscia la notizia che da allora ha sempre animato. Nel 2003 uscì il suo libro Una vita da ripieno - Cronache dall'interno del Gabibbo (Rizzoli) e nel maggio scorso ha pubblicato una raccolta di fiabe intitolata Belandi, che storie! Tre mega avventure nel mondo dei besughi (Mondadori).

L'estradizione
Il re delle Slot era stato arrestato a Saint Martin (Antille Olandesi) il 13 dicembre 2016
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Redazione

Rientra in Italia oggi presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, scortato da agenti dello SCIP - Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Francesco Corallo, arrestato a Saint Martin (Antille Olandesi) il 13 dicembre 2016, nell’ambito dell’operazione “Rouge et Noir”, insieme al suo braccio destro Baetsen Rudolf Theodoor Anna.

Corallo, a seguito delle indagini eseguite dallo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza di Roma con il coordinamento dello S.C.I.P., è stato ritenuto il promotore di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale specializzata nel riciclaggio di grosse somme di denaro ricavate dal mancato versamento delle imposte sugli introiti delle c.d. slot machine.

L’operazione “Rouge et noir”, guidata dalla D.D.A. di Roma, ha consentito agli investigatori di far luce sul sistematico riciclaggio dei proventi illeciti realizzato mediante numerosi trasferimenti di denaro all’estero al fine di eludere il pagamento dei tributi erariali.

Nello specifico, le operazioni fraudolente del sodalizio criminale hanno coinvolto personaggi noti del mondo politico ed economico italiano ed hanno fruttato all’organizzazione guadagni per oltre 200 milioni di euro. "I proventi illeciti conseguiti dall'associazione capeggiata da Francesco Corallo - secondo quanto riferisce la guardia di finanza - sono stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani". Da quanto emerso dalle indagini dei finanzieri questo "negozio giuridico, realizzato alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani, è stato deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni".

Dopo le formalità espletate presso gli Uffici della Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino, Corallo, per il quale sono nel frattempo decorsi i termini di custodia cautelare secondo la normativa italiana, sarà sottoposto alle misure alternative alla detenzione dell’obbligo di dimora, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e del divieto di espatrio.

Allo stesso Corallo saranno contestualmente notificati, ad opera di militari dello S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza di Roma, numerosi decreti di sequestro di denaro, conti correnti, quote societarie, beni mobili ed immobili, anche siti all’estero, per un importo pressoché equivalente agli illeciti guadagni dallo stesso ottenuti.

Cronaca
L'uomo è accusato di tentato omicidio
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Redazione


PALERMO - Ieri pomeriggio in via Nazionale, altezza del civico 229 di Misilmeri, pochi minuti prima delle 17.00 è scoppiata una lite in strada per questioni di parcheggio tra due condomini di un residence. Il 61enne palermitano Gianforti Giuseppe, armatosi di martello ha aggredito la vittima, un pensionato palermitano 59enne colpendolo ripetutamente alla testa. L’azione del Gianforti è proseguita nonostante il 59enne fosse caduto a terra, continuando a prendere a pugni la vittima, venendo fermato grazie all’intervento di alcuni condomini che avevano contattato il 112.

I Carabinieri della Stazione di Misilmeri supportati da quelli della Stazione di Villabate, giunti in pochissimi minuti sul posto, hanno immobilizzato l’aggressore e prestato i primi soccorsi alla vittima, che trasportata dal 118 presso il Policlinico di Palermo, è stata ricoverata non in pericolo di vita, nel reparto di neurochirurgia per aver riportato una “frattura con infossamento osseo parietale sx da trauma a seguito di aggressione”, con prognosi di 30 gg.

Gianforti Giuseppe su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio e tradotto presso la casa circondariale Pagliarelli di Palermo.

Cronaca
Il fatto è accaduto in pieno centro dove le urla della ragazza hanno richiamato l'attenzione dei passanti
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Red. Cronaca


BARI - Un 21enne cittadino del bangladesh, ospite del C.A.R.A. di Bari ha tentato di violentare una giovane turista francese. Fortunatamente la violenza non si è potuta consumare grazie all’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile avvisati dai passanti attirati dalle urla della vittima.

Il fatto è accaduto nelle prime ore dell’alba di oggi, per le strade della movida del centro di Bari in prossimità dell’affollata piazza Giulio Cesare. Il malfattore, dopo essersi offerto di accompagnare la ragazza presso la casa vacanza poiché disorientata, prima la immobilizzava e poi la trascinava in un vicino cespuglio. Alla vittima sono stati diagnosticati 15 giorni di riposo medico da parte degli operatori del pronto soccorso dell’ospedale di Venere di Carbonara, per traumi e contusioni.
Il giovane extracomunitario è stato quindi rinchiuso presso il carcere di Bari.
 

Cronaca
La ragazza, figlia di un conoscente di Emanato, frequentava il centro immersioni.
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Red. Cronaca


ISCHIA (NA) - Un subacqueo esperto e una ragazzina di 13 anni sono morti nelle acque di Ischia (Napoli). Il sub è stato il primo ad essere recuperato privo di vita, dalle squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera nello specchio d' acqua tra Ischia e l' isolotto di Vivara, sulla "secca delle Formiche". Poco dopo è stato individuato anche il cadavere della ragazza. Il sub deceduto era il titolare di un diving center, Antonio Emanato, di 44 anni. La ragazza, figlia di un conoscente di Emanato, frequentava il centro immersioni.

Si allunga così la scia di vittime in Campania per immersioni rivelatesi fatali. In tre persero la vita l'anno scorso a Palinuro (Salerno). Altri 4 nel 2012 sempre nella stessa località del Cilento. Insomma, 9 morti in cinque anni ed altri 7 dal 1984 al 1998. Il 19 agosto dell'anno scorso furono Mauro Cammardella, titolare di un centro diving, l'istruttore Mauro Trancredi ed il sub Silvio Anzola a morire durante un'immersione nella grotta della Saletta a Palinuro. Il corpo di Anzola fu recuperato diversi giorni dopo perché rimasto intrappolato in un cunicolo. I tre sub erano partiti con una barca a bordo della quale c'erano 12 persone ma una volta arrivati alla grotta si erano divisi in sottogruppi: Cammardella, Tancredi e Anzola erano andati in quello che era considerato il punto più pericoloso e profondo. Palinuro: grotte bellissime, angoli suggestivi di mare che ogni anno richiamano centinaia di sub nel mare della frazione del comune di Centola, in provincia di Salerno ma che però talvolta risultano pericolose anche per i più esperti.

E così il 30 giugno 2012 in una immersione, sempre nelle stesse acque, persero la vita quattro sub.
L'incidente avvenne nella zona della Grotta del Sangue. In quell'occasione altre quattro persone pero' riuscirono a salvarsi. Fu il fango che si sollevo' all'interno della grotta a far perdere l'orientamento dei quattro sub. Il 2 settembre 1998 morirono nei fondali della Grotta Azzurra di Palinuro due subacquei milanesi. Un altro incidente, invece, avvenne nel 1996 quando a perdere la vita furono tre cittadini polacchi durante una immersione nella zona nella grotta denominata "Scaletta" a Punta Iacco. Nel 1984, il 16 agosto, morirono due giovani speleologi subacquei friulani. Stavano esplorando una grotta sottomarina nelle acque della "Cala Fetente" a Palinuro, lo stesso luogo dove e' avvenuto l'incidente del 19 agosto dell'anno scorso.

Il provvedimento
Biondi / Imprudente: “Una prima risposta al degrado che aveva esasperato i residenti”
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Redazione


L’AQUILA
- A seguito delle numerose segnalazioni dei residenti e di sopralluoghi effettuati sul posto, il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e l'assessore alla Sicurezza urbana, Emanuele Imprudente, hanno disposto il divieto di ingresso nella zona delle case popolari in via Di Vincenzo. Gli operai del Comune hanno quindi provveduto a posizionare delle transenne in corrispondenza degli ingressi del complesso residenziale gravemente lesionato durante il terremoto del 2009 e a chiudere con dei pannelli le porte e le finestre degli alloggi che erano state divelte nel corso degli anni.

"La zona era diventata luogo di degrado e ritrovo di prostituzione, secondo le varie segnalazioni che abbiamo avuto  - hanno dichiarato il sindaco Biondi e l'assessore Imprudente - Il degrado dell'area aveva esasperato i residenti che a più riprese ci avevano chiesto di intervenire. Il provvedimento è una prima risposta in attesa di procedere al recupero e alla  ricostruzione delle case popolari di proprietà del Comune, ancora abbandonate come la mattina del sisma".
 

Cronaca
Due vittime avevano subito importanti lesioni
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Redazione


PATERNO' (CT) - Preso lo scippatore seriale di Paternò, in provincia di Catania, che lo scorso mese di marzo aveva messo a segno 4 furti con strappo (scippi)  in danno di donne anziane di cui due avevano subito importanti lesioni. Una signora di 82 anni a causa dello scippo, riportava un trauma contusivo con prognosi di 15 giorni salvo complicazioni e  un’altra signora di 68 anni riportava una diagnosi di “frattura collo-omero sinistro per una prognosi di 30 giorni salvo complicazioni. Entrambe le donne, a causa delle lesioni subite, erano state ricoverate presso l’ospedale SS. Salvatore di Paternò.

Si tratta del 21enne Salvatore Giuliano Cunsolo
, originario di Catania, arrestato nel pomeriggio dello scorso 9 Agosto dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò a seguito di ordinanza del GIP del Tribunale di Catania emessa su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini condotte dai Carabinieri prendevano avvio da quattro denunce presentate nel marzo 2017 per furti con strappo in danno di donne anziane, presentate presso la Stazione Carabinieri di Paternò. Le borse delle signore contenevano oltre ai documenti, bancomat e oggetti personali, anche somme in contanti fino a 200 euro. Grazie alle immagini acquisite immediatamente dagli inquirenti si risaliva alla vettura usata dal malvivente per darsi alla fuga, una Fiat Punto, auto che veniva prontamente rintracciata dai carabinieri di Paternò. A bordo del veicolo veniva quindi trovata  parte della refurtiva, successivamente restituita alle vittime.
I militari notavano inoltre all’interno della vettura anche un’ immagine e preghiera di “S Rita”, con relativa custodia di colore marrone, che una delle vittime aveva indicato presente nella propria borsa al momento dello scippo. A questo punto i militari perquisivano l’abitazione del Cunsolo trovavano anche l’abbigliamento utilizzato durante gli scippi.


Allo scippatore, che si trova ora al carcere di Catania Lanza, sono contestati i reati di furto con strappo e lesioni, aggravati dall’aver approfittato di circostanze di persona, riferiti all’età delle vittime, tali da ostacolare la privata difesa, oltre alla recidiva specifica infra quinquennale.
 

Il caso
Ventuno i voti a favore della sfiducia, uno in più del quorum necessario
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LICATA - Angelo Cambiano, il sindaco anti-abusivi di Licata (Ag) che vive scortato perché minacciato più volte e contro cui ci sono state diverse intimidazioni compreso l'incendio di due case di famiglia, è stato sfiduciato ieri sera dal consiglio comunale. Ventuno i voti a favore della sfiducia, uno in più del quorum necessario. La mozione era stata presentata da 16 consiglieri comunali che gli contestano scelte sbagliate che avrebbero fatto arrivare meno risorse nelle casse comunali.

"Il vero motivo lo sanno tutti qual è, ma non hanno il coraggio di dirlo", replica Cambiano, pronto a tornare al suo mestiere quello di insegnante di matematica dopo essere diventato il simbolo della lotta contro l'abusivismo nella costa di Licata, dove sono in corso le demolizioni su ordine della magistratura in un clima di costante tensione. Cambiano, eletto meno di due anni fa, ha annunciato che impugnerà l'atto perché "le motivazioni riportate nella mozione sono solo bugie".

Critiche da ogni parte
Alfano strizza l'occhio al PD
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – La corsa a Palazzo D'Orleans per le prossime elezioni regionali previste per il 5 novembre offre già spunti interessanti e bagarre a mai finire. A pochi giorni dalla decisione del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micchichè di stabilire una intesa con Angelino Alfano che sembrava compiere un passo indietro sugli accordi con il centro sinistra, oggi invece si assiste ad un nuovo capitolo delle complesse strategie politiche messe in atto per raggiungere una certa stabilità necessaria per presentarsi forti e coesi all'elettore che dovrà rimescolare lo scacchiere nel comparto amministrativo della Regione Sicilia. Dopo la rottura di Forza Italia con il candidato Nello Musumeci adesso invece una riapertura sembra tenere banco tra le fila del centro destra: "La soluzione Nello Musumeci è in piedi ma c'è anche una ipotesi Armao". Il coordinatore Gianfranco Miccichè ammette di non essere riuscito a chiudere l'intesa nel centrodestra con Angelino Alfano che al momento invece sembra vicino ad un accordo con il centro sinistra e impegnato a convincere dissidenti di Area Popolare. Nel centro destra stesso anche Miccichè non è immune da critiche levate dal deputato della Lega Alessandro Pagano: "Lui sa che oramai Alfano si è accordato con la sinistra e che il loro candidato sarà Giovanni La Via. Per il PD si tratta di una gatta da pelare in meno dopo il "niet" di Grasso, dopo il fallimento di Rosario Crocetta e dopo che non hanno indetto primarie. A sinistra sono convinti di perdere ma con dignità e di questo si accontentano". Un quadro che non ha risparmiato critiche anche nelle fila dei pentastellati che nella voce di Alessandro Di Battista,  impegnato nel territorio a sostegno del candidato Giancarlo Cancellieri, esprime apertamente il suo dissenso: "Litigano i partiti fra loro, pensa a che livello di disperazione sono arrivati". Il candidato del movimento usa toni altrettanto forti ma prende di mira la "mala gestione" della Regione Sicilia: "Il deficit della regione è di 5,8 miliardi e l'ha fatto chi chiama il movimento 5 stelle inesperto. Se andremo al governo la prima cosa che farò sarà quella di rivolgermi alla Corte dei Conti e li porterò i libri". Cancellieri parla pure dell'annoso argomento degli sbarchi: "Chiederò di diventare commissario straordinario agli sbarchi: per i porti siciliani devono decidere i siciliani. Oggi la Sicilia è la porta di ingresso del flusso migratorio Piangiamo i morti ma la situazione è intollerabile e oggi non abbiamo voce in capitolo mente nella capitale i ministri litigano senza trovare soluzioni". 
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