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Cupertino
Ecco come sarà il nuovo melafonino secondo gli ultimi rumors trapelati in rete
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Per celebrare il decimo anniversari dell’iPhone, lanciato il 29 giugno del 2007, secondo quanto trapelato in rete negli ultimi mesi la casa di Cupertino avrebbe già pronta l'ottava versione del suo smartphone delle meraviglie. Ma cosa c’è da aspettarsi dall'iPhone 8? Secondo il sito specializzato “MacRumors”, l’ultima versione del “melafonino” uscirà in tre modelli, uno dei quali con display OLED da 5.8" (più altri due standard), processore A11, batteria ricaricabile via wireless, schermo full front senza più tasto “Home” e quindi di conseguenza niente Touch ID, salvo che non venga integrato direttamente sul display, in favore della tecnologia del riconoscimento facciale. Per quello che concerne le dimensioni, almeno uno dei nuovi modelli di iPhone 8, secondo alcuni esperti Apple citati dallo stesso sito, avrà il corpo in vetro fissato attorno a un telaio in acciaio inossidabile lucido, simile al design dell'Apple Watch. Inoltre, come già è avvenuto per l'iPhone 7, anche l'8 dovrebbe essere resistente all’acqua e con dimensioni simili: altezza 13,75 centimetri per 6,75 di larghezza. Per quello che concerne la capacità di archiviazione dati, come per iPhone 7 e 7 Plus, anche i modelli 8 e 8 Plus dovrebbero essere suddivisi in tre categorie: 32, 128 e 256 GB di spazio e 3 GB di RAM. Il nuovo “melafonino”, inoltre, dovrebbe essere dotto anche di altoparlanti effetto stereo. Negli ultimi anni, Apple ha lanciato i suoi nuovi smartphone a settembre e proprio per questa ragione, ci si potrebbe aspettare che la nuova line up venga svelata verso fine estate. Per quanto riguarda il costo, secondo gran parte degli analisti, la cifra richiesta per acquistare il nuovo dispositivo di Cupertino si aggirerebbe intorno ai 1.000 dollari (circa 900 euro). In ogni caso, per avere informazioni sicure, bisognerà aspettare ancora un po’ e sperare che anche questa volta Apple sia in grado di convincere i suoi fan proponendo idee innovative, ma soprattutto un prodotto funzionale e all’avanguardia.

Innovazione
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington crea il primo rivoluzionario prototipo
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Addio filo, presa usb e caricabatterie, nel futuro della telefonia mobile presto potrebbe arrivare una novità che potrebbe rivoluzionare il funzionamento di tutti i dispositivi. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington ha infatti realizzato il primo prototipo di cellulare che non ha bisogno di batteria. Come pubblicato sulla rivista Proceedings of the Association for Computing Machinery on Interactive, Mobile, Wearable and Ubiquitous Technologies, il nuovo telefono funziona sfruttando un livello minimo di energia, ossia appena qualche microwatt di potenza catturato dalle onde radio e dalla luce. Nel progettarlo, il gruppo di scienziati ha ripensato del tutto il design degli attuali dispositivi. Per poter funzionare, il nuovo smartphone senza batteria, utilizza le impercettibili vibrazioni che si producono nel microfono o nelle “casse” che si generano quando si effettua o si riceve una telefonata. Un'antenna collegata a tali componenti converte questi movimenti in segnali radio. Mentre si parla, questo processo codifica le vibrazioni in sonde radio. Per trasmettere il discorso, invece, il telefono codifica le vibrazioni in suoni. Tramite un pulsante si passa dalla modalità “trasmissione” a quella “ascolto”. I ricercatori sono solamente allo stadio iniziale, ma sono del tutto intenzionati a perfezionare il funzionamento del telefono senza batteria, in maniera tale che presto questa tecnologia possa essere utilizzata dalle aziende produttrici. Insomma, nel futuro della telefonia mobile finalmente si potrà andare in giro senza doversi preoccupare della carica del proprio dispositivo, ma soprattutto si potrà evitare di dover avere sempre con sé cavi e caricabatterie portatili.

La recensione
Si collega tramite un app a smartphone e tablet rendendo l'esperienza di gioco ancora più esilarante
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Sviluppato da Wish Studios, Dimmi chi sei! È un gioco in esclusiva per PlayStation 4, strutturato come un gioco da tavolo in cui l'obiettivo è quello di intercettare le opinioni degli altri utenti al fine di fornire le stesse risposte. La domanda attorno a cui ruota tutta l’esperienza e che viene posta ai giocatori è infatti "conosci davvero i tuoi amici?". Per dimostrare di sì bisognerà fare le scelte giuste e arrivare alla vittoris. Un esempio tipo? Viene mostrata sullo schermo una foto e ci viene chiesto a quale dei partecipanti potrebbe appartenere. Tutti quelli che risponderanno in modo uguale a uno o più utenti guadagneranno punti, eventualmente raddoppiabili tramite l'uso dei jolly, con l'obiettivo finale di superare gli altri e vincere così la partita. Insomma, l’intero gioco è un’esilarante combinazione di divertimento e intuito. Se vi state chiedendo, come fa un videogioco ad avere le foto dei partecipanti? Bene la risposta è molto semplice, infatti per iniziare a giocare con i propri amici basta lanciare il gioco e le relative app sugli smartphone o sui tablet, collegati alla stessa rete Wi-Fi, per vedere immediatamente sul televisore la lista dei partecipanti senza che sia necessario creare account “ospite” o effettuare procedure particolari. Una soluzione intelligente, che rende il prodotto per la piattaforma di Sony accessibile a tutti, senza limitazioni o perdite di tempo. A seconda del numero di persone coinvolte è possibile scegliere fra due diverse tipologie di gioco: una cooperativa per due o uno scontro a cui possono prendere parte da tre a sei giocatori. La prima opzione, è la meno entusiasmante: le regole sono fondamentalmente le stesse, al netto di qualche limitazione, ma è il concetto stesso di essere solo in due a penalizzare l’esperienza. Come ogni gioco da tavolo che si rispetti, infatti, il titolo PlayLink dà il meglio di sé quando viene giocato in compagnia, perché saranno proprio i partecipanti a renderlo più divertente. A livello di longevità, il titolo si difende molto bene, infatti il pacchetto include circa mille domande, ma è possibile aggiungerne altre via mobile, alla luce di tutto ciò capiterà quindi molto di rado di imbattersi in un quesito già precedentemente letto.

 

 

Dal punto di vista estetico, nonostante non sia un gioco che basa la sua forza sull’impatto grafico, Dimmi chi sei! Farà spostare i partecipanti all'interno di dieci ambientazioni, tutte molto ispirate dal punto di vista estetico, dettagliate e ben curate. Per quanto riguarda l’azione di gioco, per vincere è necessario rispondere in modo uguale ad almeno un altro utente per poter guadagnare punti, ma alcune prove risultano senza dubbio più divertenti di altre come ad esempio il gioco del mimo, ad esempio, in cui bisogna farsi un selfie per imitare l'espressione di una foto che viene mostrata sullo schermo, oppure il minigame in cui ogni partecipante si scatta una foto e gli altri a turno devono disegnarci sopra cercando di conferire alla figura i tratti indicati dal "master”, sono davvero esilaranti. Nonostante Dimmi chi sei! Possa vantare un aspetto curato, visuali suggestive, un buon accompagnamento sonoro e soprattutto, una straordinaria accessibilità, allo stesso tempo non tutti i giochi che compongono l'esperienza posseggono la stessa forza. L'ottima idea di utilizzare smartphone e tablet anche per disegnare sul touch screen si scontra infatti con la realtà di un disegno con le dita molto impreciso, che solitamente finisce con il garantire risultati demenziali, mentre le domande in cui bisogna completare delle frasi appaiono concettualmente più deboli rispetto al resto dell’esperienza. Allo stesso modo, è un vero peccato che la modalità cooperativa per due giocatori non faccia che imitare alla lontana il multiplayer competitivo di gruppo, ma come già detto la forza di questo tipo di giochi risiede nella quantità e nella qualità dei partecipanti, piuttosto che nel prodotto stesso. Quanto detto nella frase precedente è un fattore da tenere bene in considerazione qualora non si disponga di un abbonamento a PlayStation Plus e si debba dunque scegliere se acquistare o meno Dimmi chi sei! a prezzo pieno. Il titolo indubbiamente si presta ad essere giocato in compagnia di amici in carne ed ossa davanti alla TV, ma fortunatamente consente comunque di essere giocato con altre persone online. Si potrebbe forse rivelare un buon modo per fare nuove amicizie e forse anche qualcosa in più, ma a nostro parere, il titolo dà il massimo solo quando viene utilizzato in modalità multiplayer “locale”. Tirando le somme, è ben evidente che Sony con Playlink vuole lanciare i party games anche su Playstation 4. Questo primo titolo, Dimmi Chi Sei, è un prodotto piacevole ed interessante sotto molto versi ma apprezzabile se giocato almeno in compagnia di altre 3-4 persone. In questo caso vi regalerà molte ore divertimento con un buon mix di manche tipiche da quiz show televisivo e varianti social come disegni sul display del cellulare e selfie. Indubbiamente tale titolo è un prodotto lontano mille miglia dalle produzioni “hardcore” per pro gamer, a cui il pubblico dell’ammiraglia da gioco del colosso nipponico è abituato, ma potrebbe essere la giusta chiave di volta per far avvicinare nuovi utenti al mondo di Playstation 4. Insomma, se quello che cercste è un party game, intelligente, divertente e adatto a tutti, con Dimmi chi sei! Andate sul sicuro.

GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 7,5
Longevità: 8


VOTO FINALE: 8

Software
Sarà distribuito gratuitamente con l'aggiornamento Creators Update in autunno
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Paint non sarà mandato in pensione, parola di Microsoft. A confermarlo, dopo le voci di corridoio che si erano diffuse sul web il 24 luglio, è proprio il colosso di Redmond dal suo blog ufficiale. “Oggi abbiamo visto un incredibile sfogo di sostegno e nostalgia intorno a Paint - si legge nella pagina -. Se c'è qualcosa che abbiamo appreso è che dopo 32 anni Microsoft Paint ha ancora molti fan. È stato stupendo vedere tanto amore per la nostra vecchia e fidata applicazione. Tra i commenti di oggi intorno a MS Paint vogliamo sfruttare l'occasione per chiarire le confusioni e condividere alcune buone notizie”. Insomma Paint non va da nessuna parte, avrà semplicemente una nuova casa nel Windows Store e si chiamerà Paint 3D. A suggerire la scomparsa del software di editing per immagini un aggiornamento di Windows 10 previsto per l’autunno, il “Fall Creators Update”, nella cui nota si leggeva che Paint rientrava fra la lista di programmi che potevano essere cancellati. “Paint 3D - continua il post di Microsoft -, la nuova applicazione per la creatività, sarà disponibile gratuitamente anche con l’aggiornamento Windows 10 Creators Update, continuerà a ricevere nuovi aggiornamenti delle funzionalità. Oltre alle nuove funzionalità 3D, molte delle feature di Paint già conosciute e amate come l’editing foto, i vari tool e le creazioni 2D saranno anche in Paint 3D.

 

La storia
La singolare storia di un giovane di Viterbo che ha realizzato il suo sogno acquistando tutto online
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di Francesco Pellegrino Lise

 

A volte, dietro i siti dedicati al commercio sul web si celano alcune storie di persone comuni che, attraverso questi fantastici nonché innovativi sistemi di acquisti online, riescono a realizzare i propri sogni. Emanuele è uno di questi singolari casi e lo strumento da lui utilizzato è il sito www.subito.it, portale specializzato nella compravendita di oggetti di seconda mano. Questo giovane nasce come tipografo part-time, ma da sempre dedica il suo tempo alla grande passione della sua vita, ovvero i cavalli. Proprio per comprare e vendere tali animali, Emanuele utilizza Subito fin dal 2007, e proprio grazie a questo portale della online è riuscito a realizzare un progetto molto importante che gli è valso anche un particolarissimo record. Il ragazzo avendo recentemente ereditato un terreno, senza nessuna costruzione e interamente dedicato alla coltivazione di nocciole, ha deciso di costruire la propria casa in campagna, ma per farlo ha deciso di acquistare ogni cosa via internet. Cercando fra le inserzioni di Subito è riuscito a trovare un fabbricato di 48 mq in legno appoggiato su un pianale di ferro per le ruote in vendita da un cittadino di Parma. Una volta concluso l’affare, Emanuele e il venditore hanno trasportato i pezzi della casa a Viterbo e l’hanno rimontata in appena 3 giorni. Anche tutto il resto dell’abitazione, dai mobili, alla cucina, al televisore è stato comprato su Subito. Morale della favola? In un paio di mesi Emanuele ha potuto costruire la sua dimora immersa nel verde, spendendo meno e comprando solo elementi di qualità. Così facendo il giovane è diventato proprietario della prima casa acquistata interamente online con oggetti di seconda mano.

Mobile
L'annuncio avverrà a New York nel corso dell'evento Unpacked
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di Francesco Pellegrino Lise

 

I recenti rumors diffusi sul web erano davvero giusti, il Galaxy Note 8 verrà annunciato al mondo intero da Samsung nel corso dell’evento Unpacked che si terrà a New York il 23 agosto. Il lancio del phablet avverrà circa una settimana prima dell’IFA 2017 di Berlino, ma i visitatori dell’importante manifestazione tedesca potranno trovare quasi di sicuro il device nello stand del colosso coreano. L’immagine mostraa nell’invito mostra le cornici superiore e inferiore del phablet, insieme alla scritta “Do bigger things“. Naturalmente non è indicato nessun nome, ma ci sono evidenti riferimenti al dispositivo e al suo Infinity Display che copre quasi per intero il davanti. Il post pubblicato sul sito ufficiale sottolinea che si tratta di uno strumento pensato per “chi vuole fare cose più grandi con il loro smartphone”, quindi il Galaxy Note 8 avrà uno schermo più grande se paragonato ai Galaxy S8/S8+ e sarà in grado di offrire una migliore esperienza multitasking, grazie anche alla S Pen in dotazione. In base alle informazioni che si possono trovare ormai da diverse settimane online, il Galaxy Note 8 dovrebbe avere uno schermo Super AMOLED da 6,3 pollici con rapporto d’aspetto 18.5:9, processore Snapdragon 835 o Exynos 8895, 6 GB di RAM, 64 GB di memoria flash, slot microSD, porta USB Type-C, lettore di impronte digitali e scanner dell’iride. La novità principale sarà però la presenza di una doppia fotocamera posteriore da 12 megapixel. La batteria avrà una capacità inferiore a quella del Galaxy Note 7 (3.300 contro 3.500 mAh). Sul lato sinistro sarà posizionato il pulsante dedicato per Bixby. Ricordiamo a tutti gli interessati chr l’evento Unpacked verrà trasmesso in diretta streaming sui siti Samsung a partire dalle 11, ossia le 17:00 in Italia, del 23 agosto.

Sicurezza 2.0
Compromette la durata nel tempo dello smartphone e può essere fonte d'incendi domestici
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Volete che il vostro smartphone abbia una vita più lunga? Il segreto è non metterlo in carica nelle ore notturne. Può sembrare strano, ma è proprio così. Questa è una pratica molto comune che in moltissimi utilizzano pensando che sia il momento migliore per ricaricare il telefonino sia quando si va a letto, in modo tale da trovare la batteria con il massimo della carica appena ci si sveglia. Ma, quello che in molti ignorno è che così facendo, non solo si danneggia la batteria del dispositivo, ma si rischia di provocare un incendio. Secondo quanto diffuso dal quotidiano britannico "Mirror", la ricarica notturna è dannosa perché il problema non è legato solo al fatto che il telefono resta in carica per ore, ma anche al luogo dove viene lasciato per effettuare la ricarica. Sono in molti, infatti, ad avere l'abitudine di addormentarsi con lo smartphone sotto il cuscino, o comunque vicinissimo al letto, il che aumenta in maniera esponenziale il rischio di un incendio perché le lenzuola potrebbero surriscaldarsi fino a scatenare le fiamme. In molti adesso si staranno chiedendo: "Come evitare il disastro?". Bene, sono necessari pochi e piccoli accorgimenti,come ad esempio mettere il telefono su un piattino, cosicché, surriscaldandosi non provochi danni. Lasciare il proprio dispositivoin carica tutta la notte, rischia anche di danneggiarne la batteria perché, ricaricandola continuamente fino al 100%, se ne riduce in maniera drastica, infatti, è ben noto che le cariche troppo lunghe non fanno bene a nessun dispositivo elettronico. Alla luce di quanto detto, è bene evitare di ricaricare il telefono di notte: i rischi sono maggiori dei vantaggi. Munirsi di un caricabatterie portatile o da auto resta la soluzione migliore per tutelare la vita di se stessi e dei propri cari, ma anche il metodo più sicuro per prolungare la durata nel tempo della batteria del proprio smartphone. 

La recensione
Il nuovo capitolo del noto franchise arriva su Pc, Xbox One e PS4
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Generazioni nate negli anni ’80 e nuovi videogiocatori preparatevi a un gran ritorno sulla scena del gaming. Codemasters e Koch Media scatenano il caos in miniatura in modalità multiplayer con l’arrivo di Micro Machines World Series su PlayStation 4, Xbox One e PC Steam. Questa iconica serie fa il suo ritorno trionfale con alcuni dei contenuti più apprezzati dai fan del brand e tante novità che conquisteranno i giocatori di tutte le età. Tornano sulla scena quindi le modalità Classica, Gara ed Eliminazione, che saranno completate da una nuova tipologia di gioco chiamata battaglia che rende gli scontri fra le automobiline virtuali ancora più emozionante. Supportando fino a 12 giocatori online e fino a quattro giocatori in locale, Micro Machines World Series offre 12 vetture completamente personalizzabili per la corsa e la battaglia costruiti in 25 ambienti della vita di tutti i giorni, come ad esempio: il tavolo della cucina, il giardino, il laboratorio e la sala giochi. Nello specifico, Micro Machines World Series ha poco a che spartire tranne il nome e alcune citazioni, come ad esempi i nomi degli avversari che sono gli stessi del primo titolo della serie, che i giocatori con qualche anno sulle spalle potranno sicuramente apprezzare. Come già detto, Codemaster ha optato per una offerta ludica attuale, incentrata esclusivamente su un'esperienza online che strizza l'occhio agli eSport e ai titoli competitivi, limitando il single player alla canonica Schermaglia. Quindi, salendo di livello e guadagnando la promozione alle divisioni superiori, si ricevono gli ormai noti forzieri in cui trovare le skin, suddivise in rare, epiche e leggendarie, per le auto, emote, oro spendibile, audio in linea con le caratteristiche dei piloti e timbri che compaiono sul tracciato quando si eliminanoo gli avversari. Dal punto di vista del gameplay, gran parte delle piste sono simili a quelle viste nei precedenti capitoli ma non manca qualche piacevole aggiunta. Si va dai tracciati più lineari ma pieni di ostacoli ambientali a quelli più articolati nei quali la precisione nelle manovre è essenziale. Non mancano neanche le mini scorciatoie per guadagnare qualche prezioso secondo sugli avversari. Le gare in questo divertentissimo titolo non sono mai scontate fino all’ultimo secondo, non è raro infatti arrivare primi alle ultime due curve per ritrovarsi nelle ultime posizioni nel giro di una manciata di secondi. Alle gare strutturate sui canonici 5 giri, si alternano Battaglie all'interno di arene chiuse, nelle quali ogni mezzo ha la possibilità di sfoderare le proprie armi personalizzate. Lo scopo in questo caso è eliminare il maggior numero possibile di nemici, facendo attenzione a schivare i colpi avversari mentre si è a corto di munizioni. In questa modalità di gioco il divertimento è assicurato grazie anche alla presenza di altre sotto-modalità come Deathmatch e cattura la bandiera che donano all’esperienza generale un pizzico di pepe in più.

 

 

Davvero originali quanto divertenti sono le sfide Eliminazione. In queste bisogna cercare di non rimanere troppo indietro fino a sparire dallo schermo e vince chi arriva alla fine facendo scomparire tutti gli altri. Le gare sono divise in varie manche e si parte ogni volta da un punto differente della pista, con una visuale più elevata rispetto a quella delle sfide tradizionali, inoltre man mano che il tempo passa lo schermo si restringe costringendo chi si trova dietro ad impegnarsi per guadagnare la prima posizione o soccombere miseramente. A rendere il quadro delle opzioni disponibili completo, ci sono gli Eventi Speciali, che Codemasters organizza con cadenza regolare. Questi avranno regole di volta in volta diverse e si alterneranno agli eventi standard inclusi nel gioco. Per quanto riguarda il profilo tecnico, il lavoro svolto dal team di sviluppo di Codemaster ha un indubbio merito: non cerca di strafare limitandosi a svolgere un ottimo lavoro nella caratterizzazione delle piste su cui sfrecciano i mini bolidi, anche questi dal design altrettanto accattivante. Tra queste spiccano il tavolo da biliardo, un classico della serie, la cucina imbandita per una colazione stracolma di zuccheri e l’arena Mangia Hippo che ripropone il classico gioco da tavolo dove gli ippopotami devono mangiare le biglie colorate. Nel corso dei match online non si riscontra alcun problema di lag, questo a conferma della stabilità dell'infrastruttura dei server. Ottimo il comparto audio, con musiche divertenti, effetti sonori in linea con la produzione e un esilarante doppiaggio in lingua italiana. Tirando le somme, questo Micro Machines World Series è un gioco dannatamente divertente e competitivo. Sicuramente una modalità single-player più ampia e strutturata sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma comunque la sua assenza non pesa così tanto sulla giocabilità generale. In passato alcuni vecchi capitoli offrivano anche mezzi come motoscafi o aeroplani che si sfidavano su piste a loro dedicate, purtroppo queste features sono totalmente assenti in questo episodio, ma chissà che in futuro non si presentino sotto forma di dlc? In ogni caso, se siete amanti delle sfide e volete un gioco divertente, diverso dal solito e con un pizzico di amore retrò, Micro Machines World Series è la scelta da fare.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8
Longevità: 8


VOTO FINALE: 8

La recensione
Arriva anche su Xbox One e Ps4 il survival game multiplayer che ha spopolato su Steam
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Amanti del genere horror, ma anche possessori di Xbox One e Ps4 il vostro momento è arrivato. Dopo aver dominato a lungo le posizioni più alte delle classifiche di vendita su Steam, Dead by Daylight è da poco sbarcato anche su console. L’opera del team di sviluppo di Behaviour Interactive è una formula ludica intrigante e intelligente, che nel tempo ha saputo guadagnarsi un gran numero di fan sulla piattaforma di Valve. Dal punto di vista della giocabilità Dead by Daylight è un titolo multiplayer asimmetrico, dove un giocatore controlla uno spietato assassino, mentre altre quattro persone vestono i panni delle sfortunate vittime finite nell'incubo dell'essere inseguite per venire sterminate in maniera cruenta dal terribile nemico. Insomma, questo titolo ricorda molto da vicino le pellicole della saga di Venerdì 13, Halloween e Non aprite quella porta. In questo avvincente videogame, proprio come accade nei grandi classici dell’horror, l'assassino è dotato di un'enorme forza e alcuni poteri paranormali, mentre i suoi avversari sono dotati solo dell’abilità di ostacolare il killer con gli oggetti presenti in game, divincolarsi una volta catturati i e riparare dei generatori utili per aprire la via di fuga dalla mappa. Insomma, i quattro malcapitati potranno solo cooperare per salvarsi la vita, infatti la loro vera unica arma è il gioco di squadra in quanto non potranno nemmeno attaccare l’implacabile aggressore. Insomma, il gioco è un’avvincente caccia al topo dove il gatto usa muscoli e abilità, mentre i poveri topi possono solo ingegnarsi per salvarsi la pelle. E’ importante sottolineare che Dead by Daylight è un titolo esclusivamente multiplayer e online, quindi se si è a caccia di qualcosa da giocare da soli, contro bot o in split-screen, questo titolo non è indicato. Detto ciò, una volta lanciato il gioco e scelto se prendere le parti del killer o dei sopravvissuti si passa alla caccia vera e propria.

 

 

L'azione si svolge in arene generate casualmente, con diversi elementi ricorrenti: la presenza di un'uscita con cinque generatori posizionati casualmente da azionare per aprirla, ma anche numerosi ostacoli o rifugi come casette di legno con dentro armadi dove nascondersi, scatole esplosive, alberi, relitti o altri elementi inseriti in base all'ambientazione: foresta, palude, ospedale abbandonato ecc... Ciò che accomuna tutte le arene è la notte costante: del resto, che gioco horror sarebbe se non ci fossero anche le tenebre ad accompagnare la caccia di un maniaco psicopatico e la disperata fuga dei malcapitati? Il gameplay, nonostante appaia molto semplice, in realtà è assai più profondo di ciò che sembra. I quattro sopravvissuti possono infatti decidere di collaborare per raggiungere la via di fuga, ma anche essere egoisti e tradirsi tra loro per riuscire a salvarsi la pelle. Una volta che l’antagonista riesce a ferire mortalmente un giocatore, i sopravvissuti non vanno subito incontro alla loro ultima ora, ma vengono catturati per essere appesi su alcuni ganci da macellaio disseminati per la mappa. Mentre si viene trasportati o mentre si è sul gancio è possibile divincolarsi e cercare di scappare, ancora più facilmente e velocemente se un compagno rischia la propria vita per aiutare il poveretto. Quando si sopravvive a un incontro brutale con l'assassino o si scende dal gancio, si entra in stato ferito, questo vuol dire che la velocità di movimento diminuisce sensibilmente in quanto si zoppica e si fa molto più rumore diventando più facili da individuare. Questo stato permane finché non si viene guariti, tramite un medikit o con l'aiuto di un compagno. Esiste anche un terzo stato, ovvero quello di moribondo dove, essendo rimasti senza forze, si può solamente strisciare per terra finché non si muore dissanguati o non si viene salvati da un compagno. Il titolo è comunque ben bilanciato, infatti se giocare nei panni del killer apparentemente è molto più facile grazie alla forza sovrumana, la possibilità di posizionare trappole e altre capacità sovrannaturali per individuare i sopravvissuti e l'immortalità, vestire i panni dei survivors ha comunque i suoi vantaggi: i ragazzi sono più veloci del mostro e sono numericamente superiori, quindi l’antagonista dovrà usare l’astuzia e non entrare nel panico per vincere. All'inizio del gioco si può scegliere il mostro tra sei squilibrati come un umanoide dotato di motosega, uno spettro e un'infermiera assetata di sangue ognuno coi propri poteri e abilità. E’ bene evidenziare però che tutti i mostri possono alternare attacchi rapidi a corta distanza ad altri a lunga gittata che però danno una discreta penalità di movimento, quindi se si manca la preda è facile che poi questa riesca a fuggire. L'obiettivo dell'assassino è appendere i sopravvissuti sui ganci per sacrificarli a una forza maligna che li trafiggerà lentamente fino alla morte, naturalmente affinché la vittoria sia totale, nessuno dovrà scappare. Per quanto riguarda le abilità sbloccabili man mano che si prosegue nel gioco partita dopo partita, Dead by Daylight propone un sistema abbastanza profondo: a ogni fine match si guadagnano punti sangue utilizzabili sia per personalizzare il look di ogni personaggio con vestiti di ogni genere, sia che per prendere abilità e abilità specifiche. Nulla che stravolga il gameplay, ma queste, possono migliorare le statistiche, velocizzare certe azioni, rendere i giocatori più silenziosi e così via. Nel caso dei sopravvissuti, è anche possibile munirsi di alcuni utili oggetti come i già citati medikit, le scatole di attrezzi per velocizzare le riparazioni dei generazioni e altro ancora. Tali oggetti si perdono in caso di sconfitta e possono essere saccheggiati dagli altri giocatori, perciò attenzione a cosa si porta in battaglia perché se non se ne fa un buon uso andranno persi.

 

 

Dal punto di vista dell’audio, il titolo si difende abbastanza bene proponendo musiche abbastanza inquietanti e un repertorio di effetti ben fatto. Dal punto di vista tecnico, invece, il gioco mostra il suo punto debole. Al netto di una palette cromatica estremamente piatta, tendente a un marrone verdastro non particolarmente spaventoso, il titolo mostra la sua debolezza maggiore con un comparto grafico datato, caratterizzato da texture in bassa risoluzione, shader poveri, animazioni legnose ed effetti non sempre stupefacenti. Il gioco è inoltre afflitto da una buona dose di bug e imprevedibili cali di frame rate. In definitiva, comunque, il porting su console sembra esser stato concepito in maniera frettolosa e poco curata. Sperando in patch che possano sopperire a questi difetti, è onesto dire che Dead by Daylight è un gioco assolutamente divertente e che dà il cento per cento se viene giocato con gli amici. Insomma, se la grafica non è un elemento fondamentale per voi, questo titolo non va assolutamente preso sotto gamba. L’edizione console può godere di tutti i contenuti fino a ora usciti su Pc, quindi mappe extra, nuovi mostri e personalizzazioni extra per killer e sopravvissuti. Peccato per la grande assenza di Michael Myers, protagonista del film Halloween, che compare fra gli assassini giocabili su computer e che non si capisce perché non sia stato inserito in questo porting per console. I fan sperano in un futuro dlc che possa inserire l’iconico personaggio anche su Xbox One e Ps4. Tirando le somme, Dead by Daylight è un gioco con un’ottima idea alla base, in grado di divertire e creare quello stato d’ansia tipico dei classici dell’horror. Peccato per la grafica scarna e la possibilità di giocare solo offline che mutilano un’opera di buon livello che avrebbe potuto anche far concorrenza ai survival horror tripla A. In ogni caso, visto il prezzo conveniente e la grande giocabilità, il nostro consiglio è di non lasciarlo sugli scaffali, ma anzi di dargli una possibilità.

GIUDIZIO GLOBALE


Grafica: 7
Sonoro: 9
Gameplay: 8
Longevità: 8


VOTO FINALE: 8

Tendenze 2.0
In 365 giorni è stato scaricato da 752 milioni di utenti
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Esattamente il 6 luglio 2016, Pokémon Go faceva la sua prima apparizione sugli smartphone Android e Apple. Il gioco è stato un successo senza precedenti e che, tra alti e bassi, ha raggiunto la bellezza di 752 milioni di utenti. Una quota davvero impressionante che tiene conto dei download globali del gioco sviluppato da Niantic. Anche se non più di tendenza come un anno fa, Pokémon Go può quindi vantare un fatturato che tocca gli 1,2 miliardi di dollari.Queste cifre da capogiro sono state ufficializzate dalla startup Apptopia, che si occupa di monitorare i dati relativi alle applicazioni presenti sugli store. Tolte le spese quindi, lo scorso anno Pokémon Go ha fruttato ben 950 milioni di dollari a Niantic. L'analisi svela inoltre che il 57,4% dei giocatori sia di sesso maschile e di età variabile fino a 34 anni. Nel corso dello scorso mese di giugno sono stati circa 60 milioni i giocatori che hanno eseguito il login nell'applicazione, con il 20% di loro che ha aperto il gioco quotidianamente. Ad agosto 2016 c'è stato invece il picco massimo: parliamo della bellezza di 100 milioni di utenti mensili attivi. Oltre al successo riscosso, negli ultimi 12 mesi, Pokémon Go è stato al centro delle cronache non solo come nuovo fenomeno di massa, ma anche per colpa di alcuni soggetti eccessivamente coinvolti dal gioco che si sono fatti male o hanno provocato danni a persobe o cose perché troppo distratti a guardare il proprio smartphone. Ciò nonostante, l'app di Niantic continua a essere una delle app più diffuse negli smartphone di tutto il mondo, ma anzi, grazie ai continui aggiornamenti, il numero degli utenti sembra proprio essere destinato a salire con il passare del tempo.

 

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