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La recensione
A quattro anni dal lancio su WiiU, l'agente Chase Mc Cain torna su Pc, Xbox One, Ps4 e Switch
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di Francesco Pellegrino Lise


Nell’ormai lontano Marzo 2013: Nintendo lanciò la sua WiiU. In questo mese inoltre, fu rilasciata una delle poche esclusive esterne della console: Lego City Undercover. Il titolo, ben recepito dalla critica, è passato piuttosto in sordina, probabilmente anche a causa della sorte non proprio fortunatissima della console del colosso nipponico. Adesso, a quattro anni di distanza, il gioco, ovviamente non più esclusiva, è stato riproposto su Nintendo Switch, PS4, Xbox One e PC, e come quasi tutti i videogame targati Lego, il titolo in questione è un vero e proprio spasso. Il nuovo titolo di TT Games e Warner Bros. trasporta dunque i giocatori all'interno della vasta Lego City, ovvero la città composta da tutte le classiche costruzioni, abitata dagli storici omini gialli e percorsa dai mezzi che quasi tutti conoscono nelle loro versioni giocattolo. Dentro a questa ampia ambientazione strutturata come un vasto sandbox il giocatore vestirà i panni di un poliziotto di nome Chase McCain, disposto a tutto pur di dar la caccia ai criminali e che sarà catapultato in un turbine di avventure incredibili. Come di consueto nei prodotti targati Lego, il software ironizza e ridicolizza i canoni stilistici di ogni detective story che si rispeti, ricollegandosi, piuttosto, a fortunate serie comiche come Scuola di Polizia e Una Pallottola Spuntata, mettendo in scena comprimari goffi, un capo della polizia burbero e isterico al punto giusto, una love story che più che sul romanticismo, poggia su equivoci e simpatici siparietti. In questo porting per PlayStation 4, Nintendo Switch, PC e Xbox One, nulla è stato aggiunto o sottratto dal punto di vista narrativo. Chi ha già avuto modo di completare l'avventura su Wii U, difatti, saprà sin dall'inizio come procederà e si concluderà l'indagine di Chase McCain. Nemmeno dal punto di vista contenutistico, tuttavia, si segnalano modifiche o aggiunte. Escludendo l'ovvia assenza del Game Pad di Wii U, comodo all'epoca per visualizzare la mappa e richiamare al volo alcune funzioni, il titolo non ha subito alcun taglio, risultando persino più convincente sotto il profilo grafico, nonostante tempi di caricamento insospettabilmente prolungati e qualche magagna tecnica, come bug di ogni genere e frequenti casi di pop-up, che rovinano, ma solo in parte, l'esperienza di gioco.

 

 

Per quanto riguarda la giocabilità, essa non si discosta dalla formula classica che ha decretato il successo della serie Lego nel corso delle diverse generazioni di console. Si tratta, come al solito, di risolvere semplicissimi enigmi ambientali: a volte distruggendo e ricostruendo alcune strutture dello scenario, altre combattere sparuti gruppi di nemici, fino a scovare un numero sterminato di collezionabili, tra cui monete e pezzi lego con cui sbloccare e ottenere bonus di ogni genere. Inoltre è possibile sfruttare le abilità uniche che otterrà l’agente Chase grazie ai moltissimi abiti che potrà indossare in qualsiasi momento che gli permetteranno di affrontare diverse situazioni di gioco. Nonostante nelle missioni manchi la varietà di un free roaming vero e proprio, nonostante l'interazione con la città e le sue strutture sia tutto sommato limitata, Lego City Undercover riesce a tenere incollate le persone allo schermo, facendole entrare in un tunnel di assuefazione fatto di farming di monete, strutture da distruggere per ottenere nuovi pezzi, brevi missioni in cui abbattere ogni nemico a suon di manate gialle. La presenza di una mappa di discrete dimensioni liberamente esplorabile, inoltre, rende il tutto più eccitante ed appassionante. Proprio le dimensioni di questa, invogliano i giocatori a ficcare il naso ovunque a caccia di segreti e bonus soprattutto se si è soliti completare i videogames al 100 per 100. L'unica vera novità introdotta da questo porting è il comparto cooperativo che riesce nell'impresa di rendere la produzione ancora più divertente. Graficamente parlando, il gioco è stato ovviamente tirato a lucido e appare ora più consono agli standard di PC, PlayStation 4, Switch e Xbox One anche se la distanza dalla sua versione originale non è abissale. La risoluzione è stata portata a 1080p e l'arricchimento di elementi sullo schermo è visibile con un incremento generale dei dettagli e inquadrature di più ampio respiro che restituiscono un'immagine più vivace e movimentata di LEGO City. Il lavoro svolto per rendere attuale un gioco di quattro anni fa uscito su una console dalle caratteristiche più basse è visibile e Lego City Undercover risulta perfettamente godibile in queste nuove versioni, ma essendo rivenduto praticamente a prezzo pieno sarebbe stato apprezzabile un impegno aggiuntivo, volto magari alla soluzione di un paio di problemi che affliggevano già l'originale tra fluidità e tempi di caricamento. Ridotti, ma comunque ancora sensibilmente presenti, anche i lunghi caricamenti nei passaggi da esterni a interni e viceversa, anche se nel vasto sandbox all'aperto il gioco scorre senza interruzioni. Ottima la localizzazione in italiano, sia per quanto riguarda i testi che i dialoghi, particolare da tenere in considerazione visto che non tutti i giochi Lego ne sono provvisti. Tirando le somme: Undercover, nonostante l’età rappresenta uno dei migliori titoli del Brand. Naturalmente se si è già giocato alla versione originale non va presa in considerazione l’idea di acquistarlo a prezzo pieno, ma laddove invece non si siano mai vestiti i panni dell’agente McCain, allora la situazione è diversa e il titolo merita di essere spolpato fino all’osso.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8,5
Longevità: 8,5
Gameplay: 8,5


VOTO FINALE: 8,5

Acquisti online
Il proprio account e-commerce si trasforma in un vero e proprio portafoglio
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di Francesco Pellegrino Lise


Grazie al connubio fra Internet e i dispositivi mobile, il sistema dei pagamenti sta mutando in maniera repentina. Il colosso di cupertino ha dato inizio a tale rivoluzione, e proprio dopo Apple Pay, arriva in Italia anche Amazon Pay. Con esso e il proprio account di e-commerce diventa un  vero e proprio portafoglio. In pratica, gli utenti di Amazon hanno la possibilità di pagare prodotti e servizi su siti terzi usando le informazioni del proprio profilo Amazon, "risparmiando così tempi di acquisto ed eliminando il bisogno di ricordare tutte le password", ha sottolineato la società di Seattle. "Con l'aumentare dei clienti che scelgono di effettuare i propri acquisti online con dispositivi mobili crescono le loro aspettative in termini di velocità, comodità e sicurezza nel pagamento di prodotti e servizi - spiega Giulio Montemagno, GM Amazon Pay EU - Amazon Pay semplifica la finalizzazione del processo d'acquisto per chi fa shopping online e permette ai venditori di raggiungere i milioni di clienti Amazon nel mondo". Ma come funziona Amazon Pay? Al momento della finalizzazione dell'acquisto, tutti i possessori di un account Amazon possono semplicemente inserire username e password sul sito del merchant e la transazione verrà così completata, in totale sicurezza, utilizzando le informazioni di pagamento e spedizione collegate automaticamente all'account del cliente. Semplice e sicuro quindi, il servizio si propone sul mercato come un ottimo modo per comprare online. Nel mondo più di 33 milioni di clienti hanno utilizzato Amazon Pay per fare acquisti, il 32% delle transazioni effettuate con Amazon Pay sono state realizzate da un dispositivo mobile. Tra i partner che aderiscono al progetto nel nostro paese figurano anche: la compagnia aerea Vueling e la compagnia assicurativa Europ Assistance Italia.

Instant messagging
Secondo le recenti voci di corridoio l'aggiornamento sarà scaricabile entro poche settimane
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di Francesco Pellegrino Lise


A breve WhatsApp si rinnoverà ancora e, a quanto si apprende dagli ultimi rumors del web, la novità in arrivo sarà una sorpresa molto gradita per tutti gli utenti. Tale feature, ovvero il "revoke", arriverà prima di quanto si possa pensare. Ad avvisare gli utenti è ancora una volta @WABetainfo, dando ulteriori dettagli sulla tempistica. Come riportato sulla piattaforma di micro blogging dall'esperto di WhatsApp che segue ogni aggiornamento delle versioni beta, la nuova funzione offrirà agli utenti ben cinque minuti di tempo per eliminare un messaggio inviato per sbaglio, sempre che nel frattempo il destinatario non visualizzi il contenuto. Lo stesso @WABetainfo in passato aveva informato i suoi follower che il tempo a disposizione per cancellare i messaggi inviati su WhatsApp era di due minuti ma con l'ultimo aggiornamento della beta il limite è stato esteso a cinque. Oltre alla possibilità di eliminare i messaggi il nuovo aggiornamento di WhatsApp consentirà anche di modificare i testi inviati. In attesa del rilascio ufficiale dell'update, scaricabile entro qualche settimana dall'App Store e dal Google Play Store, l'esperto fa sapere che l'aggiornamento introdurrà anche un'altra novità relativa alla formattazione del testo. Ma in cosa consiste? Nel dettaglio con la nuova versione di WhatsApp non sarà più necessario utilizzare i simboli attualmente richiesti per utilizzare il grassetto, corsivo e sottolineato, ma sarà sufficiente utilizzare un nuovo pulsante che semplificherà l'editing del testo. Al momento dagli sviluppatori al lavoro su WhatsApp Messenger non è giunta alcuna notizia circa la data di rilascio del nuovo update, ma stando alle più recenti voci di corridoio, la nuova versione della popolarissima app di instant messaging sarà rilasciata al massimo entro qualche settimana.

La recensione
Cinquanta eroi da scegliere per scotri 3 contro 3 all'ultima combo
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di Francesco Pellegrino Lise

 

A volte ritornano, e in questo caso, è un ritorno davvero gradito dalla scorsa generazione di console. Stiamo parlando degli eroi dei fumetti Marvel e dei personaggi che hanno caratterizzato le saghe più importanti dei videogames di Capcom. Ancora una volta, questi due universi si danno battaglia su Pc, Ps4 ed Xbox One nel picchiaduro bidimensionale Ultimate Marvel vs Capcom 3. Per chi non lo sapesse, il titolo è un gioco di combattimento dove due squadre composte da tre combattenti l'una, si affrontano i duelli all'ultimo sangue. Per vincere l'incontro è necessario azzerare l'energia di ogni membro della squadra avversaria, facendo affidamento su combo lunghissime opportunamente estese tramite il corretto utilizzo dei comandi che creano delle vere catene di mosse con gli assist dei personaggi fuori dallo schermo. Rispetto agli altri picchiaduro in circolazione, Marvel Vs Capcom 3 è quello che premia maggiormente l'allenamento. Passando ore e ore ad allenarsi, si possono infatti scoprire sinergie incredibili tra i numerosi personaggi del cast, riuscendo a creare combo devastanti in grado di togliere tutta l'energia a un combattente nemico. Proprio per via della sua natura estrema, Marvel Vs Capcom 3 non è un gioco per tutti.

 

 

Se si fa parte della fascia di utenza cresciuta unicamente a pane, Street Fighter e Mortal kombat, si potrebbe avere qualche difficoltà ad adattarsi ai ritmi di gioco imposti dal titolo. Questo, però, non vuol dire che non ci sia spazio per migliorare. L'importante, come accade in tutti i videogames di questo genere, è dedicare un po' di tempo allo studio dei vari personaggi, in modo da trovare quelli più adatti al proprio stile e di scendere in campo ben preparati. Per quanto riguarda la rosa dei personaggi giocabili, essa è davvero molto ricca e propone ben 50 eroi da poter comandare. Messo in chiaro ciò, in Ultimate Marvel vs. Capcom 3 è possibile giocare in due modi diversi: normale e semplificato. Il primo sistema di controllo prevede le classiche mezzelune e intrecci vari di croci direzionali e pulsanti per attivare le combo più esaltanti. Con il sistema semplificato, invece, la maggior parte delle mosse possono essere attivate con la semplice pressione di un singolo tasto. Il compromesso è che un personaggio attiverà sempre e solo una mossa speciale. Ad esempio, Ryu scatenerà, sempre e solo, la sua “shinku hadoken” e nient’altro. Questo rende il gioco adatto a giocatori di ogni livello d’esperienza, e quindi anche a partite diverse. L’azione sullo schermo poi è un piacere per gli occhi. Il titolo è assolutamente frenetico e butta il giocatore in un turbine di effetti particellari, stage da fumetto, luci e suoni da cartoon. Il gioco è una vera gioia per i seguaci dei prodotti legati ai due marchi, ognuno dei combattenti ha un moveset dedicato con meccaniche esclusive, ed elementi estetici a tema col personaggio stesso. Phoenix Wright, ad esempio, ha una serie di mosse che riguardano la caccia agli indizi per potenziarsi; She Hulk ha alcune mosse di preparazione che possono sfociare in diverse altre mosse, Ryu ha il set di mosse tipico delle sue apparizioni nei vari Street Fighter e così via per tutti e 50 i protagonisti. Il combat system fa uso dei quattro tasti frontali, invece che dei sei pulsanti di Street Fighter. Gli attacchi dei personaggi si dividono in deboli, medi o forti, mentre l'ultimo tasto permette di eseguire un attacco speciale, che proietta in aria l'avversario. Su questa base si innesta poi un sistema di mosse speciali che fa largo uso di mezzelune e modificatori di direzione, per rimpolpare i moveset di tutti i combattenti. Il sistema, come dicevamo, permette anche ai meno esperti di destreggiarsi, esibendosi in prestazioni quanto meno dignitose anche solo per aver premuto qualche tasto al momento giusto. Tuttavia per padroneggiare al meglio i lottatori è necessario uno studio meticoloso della funzione e del range di ogni mossa. Il gioco è denso di attacchi ad area, esplosioni, proiettili e prese dalla distanza, e lo stile di ogni lottatore va interiorizzato al meglio se si vogliono ottenere buoni risultati.

 


Molto spesso il carattere dei lottatori bilancia potenza d'attacco, resistenza ai colpi e mobilità, con molti combattenti che si rivelano agilissimi, veloci e capaci di contenere l'irruenza degli avversari grazie ad un numero eccezionale di spostamenti tattici, a terra o in aria. Proprio le dinamiche legate allo scaraventare in aria il nemico offrono una gran varietà di combinazioni: è possibile restare a terra e continuare a colpirlo, oppure (mantenendo la pressione del tasto d'attacco) saltare per far partire una lunga sequenza di attacchi aerei. Eseguendo un nuovo attacco speciale a mezz'aria è possibile eseguire una sostituzione al volo, così da costruire catene che coinvolgano tutti e tre i personaggi selezionati per il proprio Team di eroi. I tre combattenti, oltre ad alternarsi in battaglia, possono darsi supporto: i tasti dorsali servono per eseguire una sostituzione, ma un semplice tap coinvolge i compagni in una mossa rapida, selezionata a al momento della scelta del combattente. I più esperti, dunque, sceglieranno le mosse più utili alla causa, magari per prolungare una combo aerea o per arrestare, con un colpo rapido dalla distanza, gli assalti dell'avversario. Il sistema di parata è idealmente molto semplice, ma anche in questo caso un po' di pratica in più conduce direttamente alle parate speciali: prendendo due tasti d'attacco mentre siamo in posizione difensiva, è possibile spingere indietro l'avversario, per poi ripartire all'attacco approfittando dello spazio guadagnato. L'ultima possibilità tattica legata al gameplay riguarda l'opportunità di respingere un personaggio per "forzare" il cambio: in questa maniera è possibile costringere il nemico a schierare un eroe magari malmesso, nella speranza di poterlo mettere fuori combattimento prima che, allocato nelle retrovie, recuperi parte della sua energia vitale. Questa remastered infine include la pietra dello scandalo Jill, insieme al personaggio Shuma Gorath, e tutti i costumi alternativi usciti come DLC nel corso degli anni per tutti i personaggi. Oltre ad essere completa a livello contenutistico, Ultimate Marvel vs. Capcom 3 per PS4 e Xbox One è ovviamente all’avanguardia in termini tecnici. Il gioco scorre fluidissimo a 1080p nei 60 gloriosi frame per secondo, il che rappresenta un grande valore aggiunto per tutti gli amanti del genere. Il salto su un hardware più potente ha giovato molto alla pulizia grafica del gioco. Le animazioni sono rimaste le stesse viste su PS3 e Xbox 360, ma la qualità delle texture e degli effetti speciali è aumentata in modo evidente. Acquistando Ultimate Marvel Vs Capcom 3, con meno di 25 euro ci si potrà portare a casa un pacchetto ricco e completo, sia per il single player che per il multiplayer. Oltre alle classiche modalità versus (offline e online), è presente anche una convincente modalità arcade (con un epico scontro finale con Galactus) e la modalità Heroes and Heralds, caratterizzata da una piccola componente ruolistica nella quale si dovranno collezionare carte per potenziare i propri eroi. Sorprendentemente, andando online con questo gioco è possibile trovare diverse persone pronte a rcombattere. La community di Marvel è sempre stata molto attiva (purtroppo poco in Italia), quindi bisogna esser pronti ad affrontare giocatori molto preparati. Tirando le somme, questa edizione aggiornata di uno fra i picchia duro più frenetici di sempre, è un’occasione da cogliere al volo. Il prezzo appetitoso e la quantità di contenuti e di possibilità offerte garantiscono ore ed ore di divertimento sia per i veterani del genere che per i casual gamers. Lasciarselo sfuggire sarebbe davvero uno sbaglio.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameoplay: 8
Longevità: 9


VOTO FINALE: 8

Moda tech
In Giappone la Bandai Namco lancia una nuova versione ispirata all'originale del 1996
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di Francesco Pellegrino Lise

 

E' stato uno dei fenomeni di massa che ha caratterizzato la fine degli anni '90, e adesso si prepara a tornare in versione "rinnovata". Dopo 21 anni arriva infatti nei negozi il Tamagotchi originale, il portachiavi a forma d'uovo con all'interno un cucciolo virtuale da accudire che ha spopolato da oriente a occidente. A resuscitare il giochino elettronico, oggi racchiuso in un guscio di plastica più piccolo, è la stessa società che lo lanciò nel 1996, la Bandai Namco, che per ora lo ha portato solo sugli scaffali giapponesi all'equivalente di 16 euro, in linea con le 25mila lire che costava due decenni fa. Gioco di successo, nel corso degli anni il Tamagotchi è stato riproposto in una quarantina di versioni ed è diventato personaggio di videogiochi, di un'app, protagonista di film, di fumetti e di una serie animata. Al 2010 ammontavano a 76 milioni le unità vendute. La versione celebrativa del Tamagotchi ripropone i sei personaggi originali nel classico schermo Lcd, ma in un guscio più piccolo. Anche la modalità di gioco è la stessa: tre pulsanti per dargli da mangiare, curarlo, tenerlo pulito, metterlo a dormire, giocare con lui e sgridarlo alla bisogna, il tutto con l'obiettivo di renderlo felice ma soprattutto di non farlo morire. In questi 20 anni l’evoluzione del Tamagotchi non si è fermata. La versione più aggiornata è uscita a giugno 2016, si chiama Tamagotchi M!X, è a colori, e assegna ai cuccioli nati i tratti fisici di mamma e papà. Ma come è nato il Tamagotchi? Aki Maita, l’inventrice, aveva sempre voluto avere un animale domestico, un cucciolo da avere sempre vicino da amare e coccolare anche se non si ha un giardino o un ambiente adatto. Grazie a quest'idea venne alla luce il giochino elettronico in grado di simulare il dover crescere e accudire un animale. Semplice quanto geniale, a partire dal 1996, il Tamagotchi avrebbe conquistato fan di giovani e meno giovani grazie alla sua semplicità. Riuscirà a conquistare anche il cuore dei ragazzi di oggi? Oppure passerà inosservato? Per scoprirlo non resta altro che aspettare.

Sicurezza mobile
Il software convinceva gli utenti a pagare per una versione di Flash player inesistente
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Androidiani di tutto il mondo, fate bene attenzione a ciò che avete scaricato, ma soprattutto non credete mai a tutto ciò che appare sul vostro display. Le minacce si nascondono sempre dove meno te lo aspetti. ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, ha infatti individuato una app fake su Google Play, chiamata F11, che tramite tecniche di ingegneria sociale induceva gli utenti Android a pagare 18€ per scaricare un aggiornamento di Flash Player inesistente. Già, perché Flash Player per Android è sempre stato disponibile gratuitamente ed è ormai obsoleto, essendo stato ritirato addirittura nel 2012. Eppure, secondo gli esperti di ESET, l’app è stata scaricata dalle 100.000 alle 500.000 volte. Questo probabilmente perché la truffa era ben realizzata dal punto di vista grafico ed i loghi che comparivano nell’app richiamavano esattamente quelli originali. Ma come funzionava l’app F11? Una volta scaricata l’app, si apriva un finto tutorial che spiegava all’utente come completare l’installazione di Flash Player sul dispositivo Android; si veniva poi indirizzati su una pagina PayPal sulla quale l’utente ignaro inseriva i dettagli della propria carta di credito per ottenere l’aggiornamento. Dopo il pagamento, appariva un link che invitava a scaricare un browser a scelta tra Firefox o Dolphin, due piattaforme che supportano di default i contenuti flash e che sono disponibili gratuitamente su Play Store senza dover pagare nessuna cifra. A seguito della segnalazione di ESET, l’app maligna è stata rimossa da Google Play. Gli esperti di ESET raccomandano di verificare sempre il numero di installazioni, il rating e soprattutto i commenti degli utenti che hanno già scaricato un’app. In ogni caso, l’utilizzo di un software di sicurezza affidabile e costantemente aggiornato eliminerà la possibilità di essere insidiati da ogni tipo di minaccia. Detto ciò, il consiglio più utile per non incappare in truffe o altri spiacevoli episodi è sempre lo stesso: scaricare solo software di cui non si hanno dubbi.

Social media
Secondo il sito Internet "The Ken", la compagnia punta a lanciare il servizio in India
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di Francesco Pellegrino Lise


L'inarrestabile impero di Mark Zuckerberg non si ferma mai, e come di consueto tende a uniformare i suoi servizi per "semplificare la vita" degli utenti. WhatsApp quindi si appresta a diventare sempre di più come Facebook Messenger, almeno stando alle ultime voci di corridoio. Infatti, secondo i recenti rumors, sulla chat potrebbe arrivare la possibilità di scambiarsi piccole somme di denaro. L'app, come anticipato dal sito indiano The Ken, sta pensando di lanciare questa funzione in India entro i prossimi sei mesi. WhatsApp, secondo quanto riportato dal portale, punta a utilizzare UPI, un sistema di pagamento bancario sostenuto dal governo, per permettere agli iscritti di poter effettuare pagamenti tra di loro con il semplice invio di un messaggio. Si tratterebbe di una novità non di poco conto visto che l'India con 200 milioni di iscritti è per WhatsApp il principale mercato. Realizzando tutto ciò, WhatsApp potrebbe dunque infliggere il colpo di grazia alle altre piattaforma già presenti nel territorio indiano come Truecaller che, con i suoi 150 milioni di utenti e la possibilità di effettuare dei pagamenti in tutta facilità, rappresenta un ostacolo negli obiettivi di 'dominio' di Zuckerberg. A febbraio, ricorda inoltre il sito TechCrunch, Brian Action, uno dei fondatori di WhatsApp, durante una visita in India aveva incontrato le autorità e ammesso che la compagnia stava cominciando a esplorare modi per integrare dei servizi di pagamento nella chat. Facebook ha già introdotto una funzione per scambiarsi soldi all'interno di Messenger, per adesso esclusivamente negli Stati Uniti. 

La guerra dei software
L'Os di Google scala la classifica grazie al mobile, ma Microsoft non ha ancora rivali sui computer
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di Francesco Pellegrino Lise


Attenzione, il re ha perso la corona. Per la prima volta dagli anni ottanta infatti Windows ha perso il primato di sistema operativo più utilizzato al mondo. A surclassarlo, come rivelato dalla società di ricerche StatCounter, è stato Android, che il mese scorso ha battuto la piattaforma Microsoft in relazione alla quantità di utenti che se ne servono per navigare su Internet. È la prima volta che il sistema operativo di Google raggiunge la vetta nelle graduatorie di StatCounter, e non è detto che le posizioni siano ormai stabilizzate. Considerati gli esigui margini del robottino verde su Windows è probabile che i due software si scambino la posizione già nel corso delle prossime settimane, in ogni caso il  dato è molto indicativo. Lle nuove statistiche riflettono infatti le condizioni del mercato degli ultimi anni, laddove l'uso tradizionale del sistema fisso sta sempre più lasciando spazio al mobile. StatCounter misura le quote di mercato sull'uso del web ponendo sotto analisi i dati aggregati provenienti da circa 15 miliardi di visualizzazioni di pagina al mese effettuate dalla sua rete di oltre 3 milioni di siti web. Considerate le enormi dimensioni del bacino d'utenza valutato possiamo considerare i risultati dello studio come una buona base di partenza per capire quali sono le piattaforme più utilizzate, che però di riflesso non possono offrire dati sul numero di utenti. Il motivo del sorpasso del sistema operativo Google sta nella sua netta preminenza nel settore mobile: si calcola che quattro smartphone su cinque funzionino con Android. Microsoft ha mantenuto il primato nel mercato dei sistemi operativi desktop, con una percentuale di computer Windows pari all'84 per cento, senza però riuscire a diventare competitivo sul versante smartphone. Insomma: siamo dinanzi a una nuova era? Oppure il sistema operativo del colosso di Redmond è destinato a restare sovrano ancora per molto? La sfida è apertissima ma è ormai sempre più chiaro a tutti che, se Microsoft non riuscirà a conquistare una corposa fetta di utenti anche nel settore mobile, il verdetto sembra ormai essere già scritto.

Istruzione 2.0
Per chi vuol diventare Game Designer, Game Programmer e Artist & Animator 2D/3D
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di Francesco Pellegrino Lise


"Game Academy", il percorso di formazione post-diploma di Digital Bros per Game Designer, Game Programmer e Artist & Animator 2D/3D, chiude con successo il secondo anno accademico 2016-2017 e inaugura il terzo anno di attività. Proprio per questo l'Academy ha aperto le porte della propria sede milanese, in Via Labus 15/3, a 71 nuovi studenti provenienti da 14 Regioni Italiane, da San Marino e dalla Svizzera. I corsi formativi organizzati dalla società stanno crescendo costantemente, con nuovi studenti che quest'anno arriveranno anche dalla Svizzera. Il metodo usato per l'insegnamento è il "learning by doing", lo stesso usato dai celebri "boot camp" americani. Il terzo anno accademico introdurrà alcune importanti novità, tra cui l'arrivo della Realtà Virtuale e di specifiche sessioni dedicate all’Intelligenza Artificiale affidate a Michele Pirovano, ex Core Trainer del corso di Game Programmer, che si occuperà inoltre di ricoprire il ruolo di consulente didattico per la programmazione. Il Corso per Game Programmer, che conta 18 studenti, sarà affidato a Fabio Mosca. Sono stati confermati anche i Core Trainer Simone Magni e Riccardo Landi, che seguiranno i 36 studenti delle due classi del Corso per Game Designer e Massimo Ribattezzato, affiancato dallo Specialist Trainer Federico Ferrarese, che si occuperà della formazione dei 17 studenti del Corso Artist & Animator 2D/3D. Nonostante i corsi si svolgano a Milano, più della metà degli studenti arrivano da fuori la Lombardia e hanno un'età media di 25 anni. I numeri del nuovo anno accademico confermano la crescita costante di questa realtà italiana per imparare a sviluppare videogiochi sotto ogni aspetto. La Digital Bros Game Academy, per chi non lo sapesse, nasce dalla volontà del Gruppo Digital Bros di investire in iniziative volte a far crescere il mercato videoludico in Italia, sostenendo e valorizzando i giovani talenti. Proprio su questo principio si fonda il percorso formativo, come testimoniato anche dall’assegnazione delle 4 borse di studio a copertura totale per l’anno accademico 2017/2018 riservate ai candidati più meritevoli, due delle quali rivolte alle donne. Per tutte le informazioni sui corsi, si può consultare il sito ufficiale della Digital Bros Academy a questo link.

La recensione
La saga targata Ea e Bioware torna su Pc, Xbox One e PS4 con grande stile
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di Francesco Pellegrino Lise


Signori e signore, Mass Effect è tornato. Ed è tornato con una galassia tutta nuova da esplorare, con innumerevoli pianeti tutti da scoprire, nuove storie tutte da vivere, temibili nemici da combattere e un carico colossale di personaggi con i quali tentare i fan della serie e chi approccia per la prima volta al titolo. Con questi presupposti non si può certo dire che quella di Bioware con Mass Effect: Andromeda sia una sfida da poco. Una sfida nata all'ombra di un'epopea giocata da milioni di utenti che, nel tempo, hanno elevato il Comandante Shepard e i suoi compagni di viaggio al rango di vere e proprie figure chiave della fantascienza videoludica. Cinque anni dopo, il team canadese dona al pubblico un nuovo universo narrativo che, a partire dall'incredibile bagaglio rappresentato dalla storia dell’opera di Bioware, punta a ridefinire gli standard della saga e a trovarle una nuova "casa" tra le stelle di Andromeda su Pc, Xbox One e PlayStation 4. Mass Effect: Andromeda porta i giocatori fino ad Andromeda, una galassia inesplorata dove una serie di nuovi personaggi, guidati dal pioniere, combatteranno per ottenere una nuova casa per gli abitanti della via Lattea. Vestendo i panni di uno dei gemelli Ryder nel ruolo di Pioniere, i giocatori guideranno una squadra di esploratori altamente addestrati alla ricerca e scoperta di nuovi mondi, razze aliene e pericoli. La storia di Mass Effect Andromeda ha inizio dopo un viaggio durato oltre 600 anni verso la galassia di Andromeda, proprio quando l’equipaggio si sveglia dal sonno criogenico e inizia la ricerca di una nuova casa per l’umanità. I sogni di una colonizzazione senza intoppi vengono velocemente infranti, dato che quei pianeti che dovevano essere dei paradisi si dimostrano essere invece terre desolate e inospitali. Inoltre, il Pioniere scoprirà che non tutti gli abitanti della galassia sono felici dell’arrivo degli Umani. Nemici terrificanti sfideranno i giocatori e le loro squadre, obbligandoli a sfruttare a loro vantaggio gli ambienti distruttibili, movimenti verticali tramite jetpack, armi personalizzabili, poteri Biotici e altri strumenti che rendono il sistema di combattimento e la progressione del personaggio emozionante e libera come mai prima. Insomma, gli ingredienti che hanno portato la saga ad ottenere un posto nell’Olimpo dei videogames ci sono ancora tutti. Archiviata l'estinzione su scala galattica incarnata dalla minaccia dei Razziatori, Andromeda si allontana dalla generale cupezza dell’impresa compiuta dal capitano Shepard in Mass Effect 3 per offrire al pubblico un'avventura con connotazioni meno grame, che punta sul desiderio di scoperta costruendo così una dimensione narrativa nuova, forte e articolata. Una prospettiva di cui il Pioniere è al tempo stesso simbolo e artefice, data la rilevanza, per molti versi inedita, delle scelte del protagonista sul tono generale dell'avventura. Accantonata la polarità del sistema EroeRinnegato, le opzioni dialogiche a disposizione dei giocatori rispondono a quattro archetipi caratteriali (Emotivo, Logico, Disinvolto, Professionale) le cui connotazioni morali non aderiscono a stereotipi d'allineamento, ma offrono invece una personalizzazione del proprio alter ego virtuale decisamente più ampio e credibile. Anche il rapporto scelta-conseguenza risulta contestualmente più sfumato, e la sensazione è quella di avere un controllo più profondo della caratterizzazione del protagonista, la cui eco è chiaramente identificabile tanto nelle scene scriptate, quanto nella percezione che gli altri personaggi hanno di Ryder stesso.

 

 

Dopo le prime ore di gioco, si scoprirà che l'equipaggio della Tempest è composto da un gruppo di avventurieri multispecie con cui si potranno stringere legami forti e duraturi, sebbene la definizione dei diversi personaggi spinge a sviluppare preferenze nette, che avranno conseguenze sugli sforzi romantici che si faranno. Inoltre rispetto al passato, le romance di questo Mass Effect sono particolarmente interessanti, principalmente perché le interazioni in questo senso sono basate su un percorso condiviso fatto di fiducia e sostegno reciproco. Parlando di Gameplay, Mass Effect Andromeda è un un gioco di ruolo incentrato sull'esplorazione, in questo caso di pianeti totalmente sconosciuti. Differentemente dalla trilogia originale, qui le superfici concretamente esplorabili non saranno moltissime, ma ognuna di esse merita assolutamente di essere visitata: paesaggi desertici, glaciali o tropicali faranno da sfondo alle varie quest e sub-quest disponibili che sono veramente tantissima. Si spazia dal classico "porta il pacco dal punto al A al punto B", fino a missioni molto più contestualizzate e che in qualche modo si intersecano con la trama principale o con quelle lealtà dei vari membri dell'equipaggio. La spinta all'esplorazione in Andromeda è preponderante rispetto qualsiasi altra attività: più sarete curiosi e determinati, più segreti e sfaccettature scoprirete. Ogni pianeta poi avrà un grado di vivibilità, che in base alle quest che si porteranno a termine, aumenterà: arrivare al 100% non sarà mai facile, ma superata la soglia del 40% sarà possibile stabilire una colonia umana, magari facendo amicizia o stringendo alleanza con gli esseri e le specie che ci abitavano prima. Senza contare che ogni attività fatta ci darà diritto ad acquisire determinati "punti vivibilità Andromeda", che potranno essere investiti sul Nexus (la nave/pianeta dell'Iniziativa Andromeda) per risvegliare particolari sezioni umane ancora bloccate in criostasi e che potranno aiutare in modi specifici, come per esempio fornire costantemente crediti extra oppure risorse minerarie. Insomma lo scopo è esplorare, conoscere e colonizzare nuovi pianeti. Le side quest sono nel complesso quasi sempre stimolanti e, se si avrà la pazienza di portarle a termine tutte, esse daranno una visione d'insieme più approfondita dell'universo di gioco, visto che alcune di esse si legano in qualche modo con gli avvenimenti principali. La scelta di BioWare di ridurre il numero di pianeti esplorabili ma di potenziarne le attività è sicuramente vincente: scorrazzare a destra o a manca con il Nomad non sarà quasi mai noioso, complice anche la sempre presente dose di curiosità nello scoprire nuovi paesaggi, strutture aliene o caverne segrete. Ovviamente in queste fasi di esplorazione non si è soli, al contrario, la specie nemica di Andromeda, i Kett, saranno sempre presenti e non si tireranno mai indietro da nessuno scontro a fuoco. Per quanto riguarda il sistema di combattimento, questo è votato molto all'action, complice anche il jetpack che permettere di compie balzi verticali e laterali costanti. Questa scelta ha spinto BioWare a creare scontri più attivi che sfruttano la verticalità e la diversità di un level design che nelle sezioni di combattimento diventa funzionale e obbliga lo studio rapido dello scenario. Le coperture saranno automatiche e non esiste pausa tattica. Veloce, letale e divertente, questo Combat System rinnovato spinge il giocatore al movimento continuo e suggerisce, senza troppi fronzoli, di stare sempre allerta per poter sopravvivere, anche perché l'IA sarà molto aggressiva e obbligherà i giocatori al continuo movimento e al cambio di posizione strategica. I punti esperienza ottenibili dalle varie attività faranno progredire di livello, e ogni qual volta che Ryder aumenterà le sue statistiche verranno assegnati anche alcuni punti abilità da investire nelle tre macro categorie: Biotica, Combattimento e Tecnologia. Ognuno di questi rami ha al suo interno diversi perks, e investire punti in una o nell'altra categoria sbloccherà piano piano tutti e sette i profili del protagonista: configurazioni differenti e preimpostate che modificheranno statistiche, bonus e malus di classe. Sarà possibile cambiare in qualsiasi momento dello scontro il proprio profilo. A fare da contorno all'esplorazione non poteva mancare il crafting, che ricalca una struttura classica per il genere: utilizzare lo scanner in dotazione di Ryder sarà utile per entrare in contatto con nuove cose, siano macchine, animali o piante: ogni qual volta si otterranno dati nuovi verranno attribuiti dei punti da investire nell'acquisto di determinati progetti per armi o corazze. Toccherà poi reperire i vari materiali prima di poter concretamente creare l'oggetto. Detto ciò, è bene dire che si potranno ottenere ottimi drop anche senza rivolgersi al crafting e anche nel caso in cui si decida di dedicarsi in modo serio alle quest e sub-quest.

 

 

Mass Effect Andromeda gode anche di una componente multi giocatore cooperativa fino a 4 giocatori. La formula e la stessa già vista nel terzo capitolo della saga, ma la velocità dei combattimenti apportate a questo nuovo capitolo innalzano gli scontri a un livello di frenesia davvero esaltante. Il PvE è costituito da una modalità orda che prevede per ogni player la possibilità di creare, personalizzare e potenziare una delle 25 classi disponibili, ottenibili tramite la riscossione dei vari pack che al loro interno contengono le ricompense disponibili. Tali oggetti si dividono fra armi, consumabili e, appunto, le classi stesse dei combattenti. Fortunatamente nel titolo di Bioware le possibilità di personalizzazione non finiscono qui e, in aggiunta al classico equipaggiamento, si potrà anche costruire una build di abilità del proprio personaggio il più utile possibile a superare le sfide. In questo senso ci saranno le diverse skill della classe in questione affiancata da una serie di slot che ne determinano il livello: investire i punti in una o nell'altra ne incrementerà ovviamente l'efficienza sul campo di battaglia. Come in Mass Effect 3 torna poi il sistema di combo, che permetterà di ottenere danni bonus sui nemici combinando le proprie abilità con quelle dei compagni: attenzione a sottovalutare la difficoltà della modalità, perchè al netto di un approccio che potrà sembrare casual e poco approfondito la modalità orda di Andromeda si rivelerà molto molto ostica se giocata a livelli di difficoltà più alta. Interessante anche il ponte di collegamento che unisce single player e multiplayer: durante il corso dell'avventura infatti potremo impiegare la milizia del Nexus in missioni speciali, nel caso in cui quest'ultime siano troppo complicate c'è la possibilità di svolgerle in prima persona. Questo vuol dire esser catapultati nel multigiocatore e, una volta portato a termine l'obbiettivo, ottenere reward per entrambe le modalità. Per quanto riguarda il comparto grafico, il titolo Bioware viaggia tra alti e bassi. Sebbene la qualità generale del comparto tecnico di Mass Effect: Andromeda si attesti su buoni livelli, questo rappresenta il punto debole dell'intera produzione. Il gioco se da un lato è più che capace di incantare lo sguardo dei giocatori con panorami planetari da sogno grazie a una direzione artistica di primo livello, dall’altro soffre di una quantità fin troppo consistente di glitch e problemi di vario genere, in grado di influire negativamente sulla qualità dell'esperienza. Il difetto più fastidioso di tutti però riguarda le animazioni dei volti, questo per fortuna è un problema evidente ma non sistematico, caratterizzato da fluttuazioni qualitative che, fortunatamente, non incidono con particolare brutalità sulla godibilità, ma che purtroppo intaccano la perfezione di un gioco davvero profondo e intrigante. Per quanto riguarda il comparto audio, le musiche e gli effetti sonori sono sempre ben calibrati e ben riprodotti. Peccato per il mancato doppiaggio in lingua italiana, ma per sopperire a questa mancanza fortunatamente sono stati inseriti i sottotitoli. Tirando le somme, questo nuovo Mass Effect Andromeda ha il grande merito di portare su Pc e rilanciare su Xbox One e PS4 una saga importante, capace di offrire centinaia di ore di gran divertimento e che è capace di coinvolgere sia fan di vecchia data che nuovi giocatori. Lasciarselo scappare sarebbe un vero peccato. Provare per credere.

 


GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8,5
Gameplay: 9
Longevità: 9,5


VOTO FINALE: 9

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