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Il Commento
I Delrio, i vari Giro, Saviano, che amano tanto parlare di atto umanitario, non hanno mai pensato che l’atto umanitario non si esaurisce col dare un panino o un bicchiere d’acqua a un immigrato?
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di Emanuel Galea

Sono momenti molto difficili per l’Italia. Orfana di una classe dirigente, smarrita nel vuoto politico, preda di gruppi finanziari esteri ed invasa da una illusa generazione africana, che sogna di sbarcare nella terra del bengodi.  Paese prigioniero di meschine beghe tra gruppuscoli di politicanti che contendono la spartizione delle  poltrone di Montecitorio e Palazzo Madama, che  molto probabilmente si renderanno disponibili per la primavera del 2018.

I problemi del Paese sono ben altri. Si possono sintetizzare in un hashtag : #sicurezza-lavoro-pane  e  la legalizzazione della  cannabis, per citarne una,  non sta  certo in cima ai pensieri della gente. Dopo quattro anni di una politica fallimentare portata avanti dal  sodalizio Renzi-Boschi-Alfano, dopo estenuanti e petulanti raccomandazioni  parolaie dei diversi quaquaraqua mestieranti, habitué dei  salotti televisivi, dopo le numerose proteste di  piazza contro la malsana ed improvvida decisione di affidare ai prefetti l’emergenza immigrazione, dopo che finalmente si stacca dalla sinistra, il ministro Minniti,  convertendosi al  buon senso, lanciando  un tentativo per  arginare il fenomeno “invasione”, ecco che l’uomo Delrio dice no al codice per Ong. Si smarca  così dal Presidente Mattarella e dalla stessa Ue. Alla sua crociata si iscrivono i soliti “buonisti oltranzisti”. Qualche giornale  arriva addirittura a scrivere “Una linea cui plaude il mondo cattolico ma che non è quella del Viminale”.

Ma di quali cattolici si parla se oggi, persino al Vaticano, per trovarne uno autentico bisogna cercarlo con la lanterna!
Per cortesia smettiamola con questi luoghi comuni e parliamo di cittadini a favore e cittadini contro. Delrio e i tanti “Saviano” bisogna che escano dalla loro confusione. La devono smettere di evitare il problema. La questione del contendere non è “salvare si, salvare no la gente in mare”. Non è intellettualmente onesto porre il problema in questi termini. Non c’è  alcuno che vuole lasciare morire affogati gli immigrati. Falso sviare la discussione e indirizzarla su questa piega. La discussione è quella posta finalmente da Minniti:”L’accoglienza ha un limite”. L’equilibrio , la potenzialità, una possibilità di vera e decorosa accoglienza non è illimitata.

Un’emergenza che sconvolge attualmente l’equilibrio sociale del paese è senza meno il flusso incontrollato dell’immigrazione.
Dopo tante reticenze, finalmente si deve riconoscere al ministro Minniti fermezza e delle iniziative che anche se timidamente, iniziano a  dare i primi risultati.

Tutto ciò non va a genio  all’uomo Delrio , che ha detto NO e a lui si sono accodati i  buonisti ad oltranza della confraternita delle solite pietà pelose.
Insistono con il salvataggio, che nessuno nega, ma evitano di parlare di accoglienza.

Il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, oramai  in attrito con Minniti ha dichiarato: “Se c'è una nave di una Ong vicina a gente da soccorrere, non posso escluderla. E anche se non ha firmato il codice di autoregolamentazione, sono obbligato ad  usarla per salvare vite umane”. Invece quello che ci si domanda è se nell’accordo Triton ci sia qualche clausola che autorizzi anche le Ong, a portare gli emigranti direttamente nei porti italiani oppure trasbordarli su navi italiane e cosa  vieta ad ogni Ong di sbarcare i propri salvataggi nei porti della propria bandiera?

Mario Giro, vice ministro degli Esteri,  esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio si accoda a Graziano Delrio e sempre a sproposito e dribblando anche lui il problema dichiara: “Le nostre navi continueranno a raccogliere i migranti. Sarebbe auspicabile, anche quelli ospitati da imbarcazioni bloccate dalla Guardia costiera libica, quando le nostre imbarcazioni siano in condizione di poterlo fare. Perché riportarli in Libia, in questo momento, vuol dire riportarli all'inferno”. Stiamo con il buon senso di Minniti quando dice “L’accoglienza ha un limite”. Riportarli in Libia, dice Mario Giro, vuol dire riportarli all’inferno, invece abbandonarli in mano al racket, allo spaccio , costringerli a stanziare all’uscita di supermercati, parrocchie e ristoranti elemosinando un tanto per un caffè, un mezzo panino, per Giro sarebbe un paradiso. Farli vivere ammucchiati nei parchi, nelle stazioni, nei giardini, coperti di cartone e di stracci in mezzo all’immondizie, per Giro sarebbe quello che ogni immigrato sogna.

I  Delrio, i vari Giro in giro, i tanti Saviano che amano parlare di atto umanitario, non hanno mai pensato che l’atto umanitario  non si esaurisce col dare un panino o un bicchiere d’acqua a un immigrato?
Hanno mai pensato questi apostoli dell’ultima ora, che i baldi giovani che sbarcano sulle coste italiane, e non per caso che parlo di baldi giovani e non di donne e bambini che non vedo e di cui  sento solo parlare sui giornali, ripeto hanno mai pensato i nostri sammaritani ad orologeria, invece delle belle parole,  di aiutarli ad alzarsi in piedi,  ad insegnargli a  camminare con le loro gambe, e le comunità internazionali, anziché  imporgli i soliti contraccettivi come primi aiuti, perché non forniscono loro , sul posto, a casa loro,  una scolarizzazione gratuita e completa dalle  elementari all’università per formare una classe dirigente capace di prendere in mano il governo delle loro realtà e,  anziché affrontare la morte sulle onde del Mediterraneo, con coraggio sfidare  i poteri corrotti che stanno sfruttando uomini e risorse?

Le conquiste non si ottengono scappando. Le piazze del Venezuela dei giorni nostri, l’insurrezione ungherese del 1956, la rossa primavera di Tienanmen, protagonisti studenti e lavoratori cinesi, le proteste di piazza contro Erdogan, il conflitto fratricida della guerra spagnola 1936-39 ed altri esempi come lo stesso movimento partigiano, un appendice della guerra di liberazione, ed infine l’eroico esempio di Nelson Mandela, una vita a difesa dell’uguaglianza e della libertà del popolo sudafricano, sono tutti esempi  che testimoniano   che la libertà vale pur  una lotta.
 

Il commento
E intanto la "presidenta" sfoggia il suo bikini nella spiaggia presidenziale
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di Roberto Ragone
 
 
Come volevasi dimostrare. Una piccola punta di iceberg spunta all’orizzonte, su quel Mussai Zerai, prete eritreo ‘amico dei clandestini’, ‘numero verde’ delle ONG, amico di Laura Boldrini. La quale signora presidenta della Camera dei deputati si esibisce in due pezzi sulla spiaggia di Castelporziano, la spiaggia dei presidenti della Repubblica italiana: purchè non ci faccia l’abitudine e non sia un funesto presagio per tutti noi. Avere una Boldrini come un Napolitano 2 sarebbe una vera catastrofe. Non per le persone, in sé degnissime, ma per le idee e le alleanze che esse esprimono, che non sempre sono in linea – anzi, mai – con le vere esigenze di questa nazione vituperata, distrutta, tradita, calpestata, svenduta, insultata, inquinata, trivellata, bruciata, derubata, corrotta e corruttrice suo malgrado, sottoposta alle più indegne dittature, più o meno striscianti, in mano alla peggior classe politica della sua memoria.
 
Insomma, quello che ipotizzavamo qualche giorno fa si è avverato, cioè un’indagine della magistratura italiana su di un personaggio che sulla carta dovrebbe godere di potenti protezioni, stanti le sue relazioni e la sua missione ‘umanitaria’. “Aiuto solo a salvare vite” si difende il sacerdote che collega i clandestini agli scafisti,  indagato dalla magistratura italiana; mentre si scopre che i poverissimi possono godere di un ‘prestito umanitario’ per racimolare il denaro che procuri loro un posto sul gommone di turno. Bisogna vedere quali sono i rapporti fra don Zerai e gli scafisti, o quelli che tali personaggi comandano e gestiscono. Lo scudo umanitario, sfruttato sia dalle ONG, che finalmente forse dovranno rispondere ad un regolamento, chiamato a discolpa ogni volta che si raccolgono ‘naufraghi’ nelle acque libiche, e che si sbarcano nei porti italiani, -  pur se la legge del mare parla dei porti più vicini,-  pare che sia tirato in ballo anche da questo prete intraprendente.
 
Angelo o diavolo? Purtroppo dietro tutta l’operazione esodo ci sono tanti, ma tanti soldi, per chiunque se ne voglia impicciare, a qualsiasi titolo, da Buzzi in su, o in giù, ed ogni sospetto è legittimo. ‘Rendere più della droga’, o degli appalti pubblici, prefigura una massa di decine, o centinaia di milioni di euro, che non si sa in che tasche vadano, visto che noi ne percepiamo solo un’ombra. Nel frattempo pare che il problema Tiziano Renzi, come previsto ampiamente, si avvii verso un’archiviazione, o qualcosa di simile, che comunque permetta l’impunità al papà di Renzi per le sue – presunte – mancanze. E questo riguarderà anche i danni collaterali, quelli che hanno coinvolto anche il generale Del Sette e il ministro dello Sport Lotti. Ma la notizia che riporta ‘Libero’ è decisamente contro ogni aspettativa: pare infatti che il libro ‘di Renzi’ sia un grande successo, di vendita, almeno, se non letterario, per cui abbiamo i nostri dubbi che sarà presentato al prossimo Premio Strega. Un libro che praticamente s’è scritto ‘da solo’, visto l’impegno che una tale impresa comporta, quando affrontata in prima persona, cosa di cui – ci perdoni don Matteo la franchezza – dubitiamo che abbia avuto il tempo, dati i suoi molteplici e quotidiani impegni predicatori, tutti tesi a creare in seno al ‘suo’ partito una controcorrente totalmente renziana, anche se ancora con la consistenza di un’ameba. Ancora più incomprensibile il consenso di pubblico che suscitano le ‘presentazioni’ di quel libro, che, un po’ come ‘Mein Kampf’, descrive, o dovrebbe farlo, l’ideologia renziana, posto che questo termine – ideologia -  non sia esagerato. Dopo un referendum perso 60 a 40, si presupponeva che gli Italiani tenessero conto della mancanza improvvisa di credibilità dell’ex premier: ma evidentemente ci meritiamo ciò che abbiamo. L’altra ipotesi è che i dati siano truccati, e che gli acquirenti del libro siano donne che tengono più alla dedica e al conseguente selfie, che al contenuto del libro stesso. Insomma, una maniera per conquistare un trofeo, seppur non proprio fresco e profumato, come un pesce dopo tre giorni. 
Il Commento
In Italia l’immigrazione tiene il banco da ormai diversi mesi e ognuno dice la sua...
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di Emanuel Galea


“Cosa cerchi?”, domandava Casanova. “Cerco un attimo che valga una vita”. Profonda riflessione! Ognuno di noi ha la vita che gli ha riservato il destino e rincorre il paradiso che sogna. La porta per il Paradiso in provincia di Hunan, in Cina, affascina molti, sfidando la estenuante prova dei 99 tornanti per poi affrontare a pieni polmoni la salita di 999 scalini. Consapevoli dell’immane fatica, l’affrontano ugualmente perché sanno di essere ripagati, una volta arrivati in cima, dallo spettacolo della natura che gli offre il monte Tianmen.

Tutt’altra Porta del Paradiso attende il turista in visita allo splendido Duomo di Santa Maria a Firenze.
Al fianco di questo vi si trova il Battistero di San Giovanni. E’ un insieme d’opere d’arte e le tre porte sono dei veri capolavori, soprattutto una,  conosciuta come  “la porta del paradiso”. La porta apre su  una vasta  dimensione del tempo, oltrepassa lo  spazio  e si perde nei grandi  volumi. Il turista acculturato è soddisfatto e torna a casa graziato.
 
Un’altra porta ed un altro paradiso rincorre un certo turismo di massa, secondo un’indagine presentata al Premio Italia a Tavola  svoltosi a Firenze. Dice l’indagine che  il 75% dei turisti stranieri che scelgono l’Italia come destinazione turistica, secondo una ricerca sugli arrivi da 11 Paesi, tra i quali Usa, Cina, Messico e India, vedono nella penisola oltre il Mare Nostrum, la porta per un altro paradiso e cioè il parco divertimenti Gardaland, con tre milioni di turisti l’anno e la cucina italiana, che sia in trattoria o da uno chef stellato o alla visita di una cantina. Gli Uffizi di Firenze, i Musei vaticani e il Colosseo vengono dopo. La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri, scriveva Oscar Wilde e la gioventù africana questo lo ha ben capito e sembra decidere di realizzare i sogni propri.  Anche nei loro sogni c’è  la porta del paradiso oltre Mare Nostrum. Passata quella porta “troveranno ad accoglierli  il nuovo klondike, ricco di pagliuzze d’oro ,  lavoro facile ben retribuito, benessere, facili opportunità e, perché no, tanto svago, divertimento e tanti di quegli  “altri diritti”. Sono bene informati  seguendo certe  reti televisive italiane  ed incoraggiati da “agenzie” che lucrano sul loro migrare.
 
In Italia l’immigrazione tiene il banco da ormai diversi mesi e ognuno dice la sua. Il buonismo ad oltranza non manca e voci come quella di Saviano oppure di Manconi pretendono di imporsi su ogni ragionevole argomentazione. Per fortuna c’è  sempre una voce equilibrata come quella del Foglietto che scrive: “Mettete da parte la fuffa e concentratevi sulla ciccia”. Mi sento di condividere in pieno quanto ha scritto Claudio Cerasa il 5/7/2017.
 
Chi sono questi giovani che attraversano il mediterraneo per venire in Italia? Da dove vengono? Cosa cercano? Cosa lasciano dietro di loro? Ha ragione il Foglietto, se non si conosce la ciccia,  si rischia di raccontare fuffa.Il continente africano è formato da 54 nazioni. Una trentina di queste hanno livelli di vita , più o meno, paragonabili a quelli occidentali. L’agricoltura è una dei settori economici  dell’Africa e impiega il 60% degli africani. Purtroppo le istituzioni finanziarie controllate dall'ONU non sono state impiegate per lo sviluppo e per questo non hanno dato i risultati sperati. Ci sono tante fattorie di piccola e media dimensione ma ci sono anche fattorie di larga dimensione molto spesso molto vaste, produttrici di  caffè, cotone, cacao, tè e gomma. Ultimamente si è visto un aumento nella produzione dei fiori.


Prima domanda: perché il giovane africano preferisce venire a raccogliere i pomodori in Italia e non contribuire a casa propria ad aumentare le produzioni locali? La produzione africana di minerali e petroli rappresenta la coefficiente più alta di ritorno finanziario per il paese. Il Continente africano è ricco di giacimenti
d’oro, rame, in grande quantità. Poi si trovano depositi di ferro,bauxite, carbone, titanio e ancora oro e rame, tutti ancora da sfruttare.
 
Seconda domanda. Le istituzioni internazionali cosa stanno facendo, oltre distribuire contraccettivi,  per consegnare tutta questa ricchezza agli africani, sottraendola da mani colonizzatrici? Quanti altri anni dovremo aspettare per sentire il giovane africano gridare: L’Africa è nostra, difendiamola!  Il Sud Africa è ricco di aziende con rilevanza mondiale. La  South African Brewery (SAB) è attualmente il primo produttore mondiale di birra, proprietaria di molti marchi in Europa Asia e le Americhe (in Italia controlla la Peroni). Mondi è un altro gruppo tra i più importanti produttori mondiali di cellulosa, carta patinata per riviste e imballaggi in carta. Anche in Africa esiste il settore finanziario e  certe valute come  il rand sudafricano è riconosciuto internazionalmente. Il settore terziario, parliamo in primo luogo del turismo, sarebbe in espansione se non fosse per l’instabilità di certe zone.
 
Terza domanda: Perché il giovane africano anziché lasciarsi abbagliare dal miraggio di un paradiso oltre Mare Nostrum non focalizza le sue aspirazioni verso queste realtà del paese proprio?  Tentiamo noi una risposta  per il giovane africano. Siamo convinti che finché la maggior parte delle risorse minerarie, petrolio e materie prime non verranno sottratte alle grandi multinazionali estere, continuerà il mal contento per lo sfruttamento della forza lavoro indigena che a sua volta sfocia in forme violente di rivolta e guerriglia tra mafie locali  che poi, la nostra stampa ci descrive come teatri di guerra. E’ compito delle istituzioni internazionali provvedere a tutto ciò. Per l’amore dell’Africa auguriamo di  potere salutare  il giorno quando  la bella gioventù africana anziché fuggire, rimarrà  in campo decisa d’appropriarsi delle  conquiste sociali, politiche ed economiche che a lei  spettano di diritto.Se Macron può nazionalizzare i cantieri acquistati da Fincantieri con l’obiettivo, secondo  il  ministro dell’economia francese Bruno le Maire, di difendere gli interessi strategici del paese, non si capisce  perché le nazioni africane non possono nazionalizzare , per le stesse ragioni, le risorse minerarie, petrolio e materie prime detenute dalle  grandi multinazionali estere. Le tante sbandierate istituzioni internazionali se la sentono di sostenere, eventualmente, gli africani  in questa loro legittima rivendicazione? Anziché abbandonare la loro terra, scappando, questo dovrebbe essere l’obiettivo dei tanti migranti.

 

Il punto
La cosa certa e sicura è che per noi cittadini è in arrivo l’ennesima fregatura. Come, appunto, il Grande Diversivo orchestrato sui media, cioè la cosiddetta ‘invasione’ dei migranti
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di Roberto Ragone

 

Quest’anno ci si mette anche Lucifero. Non quello biblico, ma un anticiclone che a memoria d’uomo non ha mai causato in Italia temperature così alte: questa è la cornice. E mentre tutti boccheggiamo, trascinandoci da un ventilatore all'altro, ad un supermercato all'altro, reparto surgelati, dotato – e ci mancherebbe – di grandi climatizzatori; e mentre i volontari stagionali dei VV FF appiccano il fuoco insieme a piromani di ogni genere, per poterlo poi spegnere, intorno a noi si agita e freme tutto un mondo sotterraneo, del quale riusciamo a cogliere solo segnali come punte di iceberg.

La cosa certa e sicura è che per noi cittadini è in arrivo l’ennesima fregatura. Come, appunto, il  Grande Diversivo orchestrato sui media, cioè la cosiddetta ‘invasione’ dei migranti, di cui qualcuno ha fatto un grande business in Italia, e qualcun altro continua a fare grandi soldi all’estero, anche se la ‘Cupola’ è ben protetta, e, possiamo intuire, trasversale, fra Italia, Libia e chissà dove altro. Nessuno sì è preoccupato di andare a vedere dove gli scafisti - l'ultimo anello della catena criminale - acquistino i gommoni usa-e-getta, o i motori fuoribordo, quelli buoni ancora per più volte dato che se li fanno restituire. Questo per due motivi: o approfondire sarebbe pericoloso, o contro i patti stipulati - ma interesserebbe a noi cittadini - o le notizie sono già note a chi di dovere: propendiamo per la seconda ipotesi, per cui allora tutti sono coinvolti, da 'quelli delle ONG', fino ai politici che minacciano di cannoneggiare e bombardare.

E' certo, comunque, che intorno ai 'migranti' girano milioni di euro, elargiti con criminale generosità dall’UE; e che il travaso di popoli di colore nella nostra nazione fa parte di un piano che parte da lontano, sinergico a tante altre azioni tese a rendere l'Italia un paese in balia di chiunque se ne voglia impadronire. E' certo anche che tutto questo, insieme ad altre manovre politiche e finanziarie, -  in prima fila l'euro di Prodi, - sono state adottate per questo scopo: diceva John Adams, grande economista del secolo scorso, che le nazioni si conquistano in due modi: o con la guerra o con la povertà. A noi è capitata la seconda soluzione, inaugurata dal governo Monti, meno cruenta, ma certamente irreversibile e più comoda per chi l'ha messa in atto. Nessuno può negare che l'adozione della cosiddetta 'moneta unica', l'euro, - solo un accordo fra banche, come i soldi del Monopoli, - sia stato l'inizio della fine. Juncker, ex presidente dell'UE, non più tardi di qualche settimana fa, in un suo discorso ha affermato che "senza l'euro la Germania dovrebbe temere l'Italia, e non la Cina". Che staccarsi dall’euro faccia bene, ce lo dimostra la Brexit. In Inghilterra, come riferisce Milano Finanza, il tasso di disoccupazione è ai minimi storici dal 1975, nonostante l’aumento di popolazione attiva dovuto a chi ha scommesso sull’uscita dell’UK dall’euro. Proprio nel 2016 la Gran Bretagna è diventata la prima meta per i più giovani. Per quanto riguarda gli Italiani, secondo l’AIRE, gli espatri sono passati, dai circa 60.000 nel 2011, agli oltre 123.000 del 2016, con un aumento del 104%. Nonostante quindi l’aumento della popolazione attiva, - gli Italiani fra i 20 e i 40 anni - il tasso di disoccupazione è calato più del previsto, attestandosi attorno ad un 4,6%, valore più basso dal 1975, come riferisce l’Ufficio Nazionale di Statistica ONS. I dati parlano di 1.530.000 disoccupati, 145.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, prima della Brexit. L’ONS riferisce anche che insieme al calo della disoccupazione, si registra anche un aumento dei salari del 2,1%.

Nonostante le Cassandre e le previsioni disastrose di tutti i nostri media, stampati e in TV, l’uscita dall’euro pare che sia stata la mossa giusta per risanare l’economia di un grande paese come l’Inghilterra, cosa che noi non potremo mai più mettere in atto, stante la classe politica che abbiamo, legata, come noto, a carrettini internazionali interessati a mettere le mani sulla nostra nazione e sulle sue eccellenze. Ma ciò che accade in UK non si deve sapere. E infatti i media non ne parlano. È di questi giorni una notizia, poi smentita dalla May, del pagamento di 40 miliardi di euro dell’UK all’UE, come indennizzo per il divorzio. Una bufala, come sembra, fra le tante che circolano a proposito della Brexit.  E qui arriviamo alla percezione individuale. Se il termometro segna 35° e noi ne percepiamo 45, il problema è la percezione. Se le cifre ci indicano  in percentuale, sulla popolazione europea, lo 0,004% - o qualcosa di simile – di presenza di ‘risorse boldriniane’, il problema è la percezione, perché il nostro giardino ne è pieno – “not in my backyard”. L’Europa è fallita anche sotto questo profilo, e magari ci si aspettava che ciò accadesse, oppure qualcuno se ne è fregato. Finalmente qualcun’altro s’è reso conto che così non poteva continuare, e gli sbarchi operati dalle ONG senza freni e senza controllo – ma non senza denaro, per pura bontà d’animo: diceva Andreotti  che a pensar male si fa peccato, ma ci s’azzecca quasi sempre,  insomma, nulla per nulla -  sono diminuiti. La C-STAR, la nave paramilitare della organizzazione Defend Europe, subito ribattezzata la 'Nave Nera', noleggiata da un cittadino britannico, impegnata in passato in azioni di contrasto alla pirateria, pattuglia ora le acque in cui ONG e navi militari italiane raccolgono disperati provenienti dall’Africa, minacciando azioni a qualsiasi livello pur di fermare l’esodo. Tutto poi va a finire in politica, con la C-STAR  dichiarata ‘fascista’ e perseguibile dalle leggi dello Stato italiano qualora si affacciasse ai nostri porti, e con la controparte ‘umanitaria’ che si fa scudo dei ‘salvataggi’, operati in acqua libiche – e quindi più taxi service che salvataggi in mare. Soprattutto quando il mare è una tavola, e i fuggitivi – a cui non importa un beneamato se fuggono da guerre o da altro – non corrono alcun rischio. Mentre gli scafisti abbandonano il gommone, ma recuperano il motore fuoribordo.

Lo stesso Matteo Renzi, trasformato in predicatore, che ha fiutato l’aria, dichiara – a differenza di ciò che diceva qualche mese fa – che li possiamo salvare tutti, ma non li possiamo accogliere tutti: una chiara espressione di demagogia,  propedeutica ad una campagna elettorale sempre in piedi. Siamo in campagna elettorale permanente, in Italia, dopo il quarto governo non eletto, mentre Napolitano bada a tener basso il profilo,  lavorando sempre e comunque ad un mandato ‘europeista’ del quale si dice convinto, anche nella sua vacanza dorata a nostre spese, trasportato da un aereo di Stato e scortato da decine angeli custodi – sempre a spese dello Stato, cioè nostre. Cantone con l’ANAC – agenzia anticorruzione -  fa nuove scoperte a proposito della Consip, - o mostra di farle,-  che coinvolgerebbero Tiziano Renzi. È di questi giorni la notizia di appalti CONSIP truccati per circa 2 miliardi e 700 milioni, come riferiscono i TIGGI’.

Mentre la Madia, responsabile dell’irresponsabile smembramento della Guardia Forestale, una nostra eccellenza,  sbandiera nuove assunzioni anche in polizia: peccato che non coprano neanche il 50% dei pensionamenti, per cui l’organico per la nostra sicurezza rimane sempre insufficiente. Una polizia perseguitata anche a livello politico – tranne quando i nostri tutori dell’ordine devono proteggere ‘loro’, gli appartenenti alla ‘Casta’, chissà da quali pericoli: oppure ci sono cose che non conosciamo – ma perseguitata quando deve cercare di contenere le ‘esuberanze’ di una popolazione africana proiettata nel nostro mondo occidentale senza preparazione, e senza la benché minima volontà di integrazione. Questo per loro è il paese di Bengodi, dove puoi accoltellare un poliziotto, stuprare una ragazza in pieno centro, evacuare nel giardini pubblici, creare accampamenti abusivi, ubriacarsi, pedalare lungo l’autostrada, fare il bagno nudi in quelle fontane che sono il fiore all’occhiello dei nostri musei a cielo aperto: il tutto impunemente, date le protezioni dall’alto, mentre i puniti sono i poliziotti che fanno – o cercano di fare – rispettare le regole di una società sempre meno civile, minacciati dal nuovo reato di ‘Tortura’, creato apposta per loro, sicchè l’impotenza è totale. Al contrario, non molto tempo fa, fu multata una turista americana che voleva rievocare la ‘Dolce Vita’,nella parte di Anita Ekberg, con un pediluvio nel Fontanone: altri tempi, altre dolcezze, ormai l’Italia è tornata indietro di millenni. Sullo sfondo di uno stivale che brucia di centinaia di roghi – il che non può essere una coincidenza, ma un attacco premeditato alla nostra nazione, orchestrato a tutti i livelli a partire dall’euro di Prodi in poi, e anche prima, da quel Ciampi che disconnesse la Banca d’Italia dal Ministero delle Finanze – , continuato attraverso l’invasione di ‘migranti’ in un cul de sac italiano, persone che nessuno vuole accogliere, con le dimissioni forzate di Berlusconi e del suo governo, propiziate da Napolitano, con l’avvento del governo Monti, poi Letta, poi Renzi, poi Gentiloni, senza che una sola scheda elettorale sia stata riempita; con la svendita dei nostri gioielli, pubblici e privati, con il ‘gran rifiuto’  a proposito della STX di quel Macron che tutti hanno accolto con grida di giubilo, senza sapere esattamente che animale fosse – ma sapendo che proveniva da Goldman Sachs – pur di andare contro la Le Pen a tutti i costi; con una nave canadese – l’ultima in ordine di tempo – che sta scaricando nel nostro territorio 190.000 quintali di grano al glifosato, quel potente pesticida che fa seccare il grano prima della maturazione, permettendone la raccolta, un prodotto altamente  tossico e cancerogeno, assolutamente vietato in Italia, e la cui presenza è negata  da chi dovrebbe vigilare sulla nostra salute.

Forniture fortemente ‘raccomandate’ dall’UE, a vantaggio delle lobby a cui fanno capo. Ora ci si prospetta  un’altra notizia preoccupante: pare che Laura Boldrini abbia dichiarato che, dopo aver sufficientemente ‘dato’ alla nazione come terza carica dello Stato, si presenti alle elezioni, insomma, per ripetere una frase del Cavaliere, ‘scenda in campo’. Per cui le sue ‘esuberanze’ dichiarate e orientate, a volte molto originali,  assumeranno un colore politico ben preciso, e una diversa autorità. D’altra parte era chiaro che questa fosse la sua intenzione, quando, piuttosto che assumere una veste neutrale come avrebbe richiesto la sua posizione, ha partecipato a convegni e incontri politici, oltre che a bacchettare sonoramente in Parlamento parti politiche a lei poco gradite. Nel frattempo si scopre – così riporta ‘Il Giornale’ – che nelle chat degli scafisti sarebbe presente un prete eritreo amico della Boldrini che avrebbe messo in contatto  migranti e ONG. Complicità in qualche reato, per esempio di immigrazione clandestina, o connivenza con gli schiavisti mercati di uomini? Abbiamo i nostri dubbi che quelle chat vengano lette in questa direzione, per ovvi motivi. Mentre gli Italiani, quelli che hanno ancora qualche soldo nella scarsella, vanno al mare o ai monti, subito censiti con grande evidenza dai TIGGI’ di Stato: bollini rossi, blu, neri, verdi, gialli. Se milioni di Italiani vanno in vacanza, ridotti ogni anno di una percentuale trascurabile, vuol dire che dopo tutto non stiamo poi tanto male; anche se i pensionati continuano a raccattare frutta e verdura dagli scarti del mercato e le mense della Caritas sono piene, più d’Italiani, ormai, che di stranieri.  La ripresa è in atto, recitano i fogli di Stato compatti, anzi, supera le previsioni, secondo l’ISTAT, anche se la disoccupazione giovanile è a cifre da terzo mondo. E torniamo alla percezione. Guardandoci intorno, abbiamo la percezione del fatto che i dati dell’ISTAT non siano sempre sinceri: ma lo sanno, i suoi funzionari, che a dire le bugie si va all’inferno?

 

Il Commento
Minniti si arrende e cede all’illusione
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di Emanuel Galea


Un’aforisma attribuito a Gesualdo Bufalino, scrittore e poeta  italiano, spiega meglio il voltafaccia  del ministro Minniti. Il poeta diceva: ”Riconosco per mio, solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico”. Agli italiani, Minniti era rimasto impresso per la sua fermezza ed in ogni cuore aveva fatto nascere  un lume di speranza, sentendolo tuonare: "Il limite è raggiunto, noi non ululiamo alla luna, l’Europa faccia sul serio".


Finalmente è nata una stella! Altro che un Macron due. Qui vi è  un uomo che batte i pugni sul tavolo e sa far rispettare  i diritti dell’Italia. Partito poi per una missione in Africa le speranze aumentavano e la gente iniziava a pensare: “Quest’uomo passerà sicuramente agli annali della storia per aver risolto definitivamente l’emergenza immigrazione riscattando quella dignità che il Belpaese stava perdendo”. Si fa presto a parlare di immigrati. Per il “populista” non sono che numeri ingombranti. Invece come spiegava Minniti e tutto il suo seguito, quando si dice immigranti si dice povera gente che scappa dalle guerre, famiglie con tanti bambini, in fuga dalla fame, popolazioni costrette a migrare, minacciate dalla siccità  incombente  su di loro, giovani in cerca di migliori opportunità di vita, affrontando  le onde assassine  del mediterraneo, donne incinte in viaggio per congiungersi con i loro familiari. Migranti, è stato spiegato tante volte, vuol dire tutto questo e non solo. Ogni barcone trasporta tragedie umane, sofferenze, povertà e fame. E’ stato ribadito dal governo e non solo, che l’unica soluzione è l’accoglienza, l’integrazione.

Ahinoi tutto questo non è stato che sognare ad occhi aperti. Mentre il premier Paolo Gentiloni, in una dichiarazione al termine del Cdm annunciava la via libera alla delibera sulla missione di supporto alla guardia costiera libica, il suo ministro dell’Interno, innestava la retro marcia e riflettendo sul come risolvere il problema dell’emergenza immigrazione , gli veniva incontro un pensiero di Winston Churchill e cioè,  diceva lo statista inglese: “Il rimangiare le mie parole non mi ha mai dato l'indigestione”. Forte di questo assist il Minniti dichiarava : "è molto importante che si sia deciso un passo che va nella direzione dei rimpatri volontari assistiti". Chiariva più tardi  il Ministro : anziché “aiutarli a casa loro”, operazione che richiederebbe investimenti ingenti, sarebbe meglio “aiutarli a tornare a casa loro”., cioè l’idea sarebbe di pagare i migranti perché tornino a casa. Prima di fare delle considerazioni, è d’obbligo in questo caso, indignarmi per l’ingenuità dell’idea. Quanti sarebbero gli immigranti in questione?  Quanto vale il ritorno a casa di un eritreo, quello di un nigeriano oppure quello di un congolese? Cosa vieta a questi soggetti a ritornarci successivamente,  e cosa succederebbe  se lo facessero? Infine, quanto verrebbe  a costare questa follia ai contribuenti italiani?


Lasciamo questi ragionamenti a parte, non perché siano di minore gravità. La questione è anche  morale, è grave  e va urlata.  La coerenza e la credibilità vanno tutte e due a farsi benedire.
Come si fa a proporre del denaro per il ritorno in patria, quando questa fino a ieri era descritta come luogo di guerra, di fame, di siccità, di carestia e di minaccia di morte? Davvero Minniti, e per lui il governo, credono di soddisfare le aspirazioni di chi migra per congiungersi con i famigliari, allettandolo con un piccolo gruzzoletto di euro? Se questo non è menefreghismo, non si può spiegare che in altri due modi. O Minniti e per lui tutto il governo sono una “allegra compagnia di ingenui” oppure tutto il bel discorso che è stato raccontato fino ad ora sulle guerre-siccità-fame-accoglienza-integrazione , non è stato altro che un ingiurioso  sberleffo agli  italiani. Giudichi il Popolo.

L'Editoriale
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di Emanuel Galea


L’ultima campagna a sostegno della galassia arcobaleno, in corso d’opera per iniziativa della  passionaria di Montecitorio, emulazione mal riuscita della comunista spagnola Dolores Ibarruri Gòmez, quest’ultima vera rivoluzionaria,  mi fa venire in mente il simpaticissimo film commedia del 1969 strutturato  in  episodi per la regia di Dino Riso e protagonista Nino Manfredi.

Gli episodi sono divertentissimi ad iniziare da quello della diva Ornella e il segreto di Ercole  l’impiegato alle Poste; il Guardone, un uomo molto miope; l’ultima vergine di Spoleto e  l’episodio della relazione extra coniugale di Maurizio. Tutti godibilissimi. L’episodio dell’Udienza a porte chiuse  forse è quella più divertente. La vicenda di un contadino che aveva  abusato della gallina di un’anziana donna e gli argomenti a sua discolpa davanti al giudice Di Lorenzo.


Quello che a me fa venire in mente più che altro la campagna fobica della presidente,  è l’ultimo episodio di questo film, episodio che ha dato il nome al lungometraggio: “Vedo nudo” che racconta le vicende di un pubblicitario con il pallino del nudo.
Una fissazione? Un tic? Una fobia?


In uno dei miei ultimi articoli su questo giornale,
Montecitorio a.a.a. cercasi presidenza neutrale”, avevo scritto che  non si è mai immuni alle discutibili uscite della presidente Boldrini. Non ho dovuto aspettare mesi prima che la presidente, perseguendo la sua crociata  fobica, abbia istituito la “commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio”, lavori cui la Camera ha terminato proprio in questi giorni. Terminati i lavori la commissione ha rilasciato una relazione che appresso commento. Quello che preoccupa è la natura degli interventi che tormentano la terza carica dello Stato. La faccenda è seria perché come disse Crispi, la presidenza della Camera deve essere garanzia di una magistratura neutra nella quale si concentri tutta l’autorità del parlamento.
 
La passionaria di Montecitorio  è partita lancia in resta per silenziare chiunque si azzardi disapprovare la gendercrazia ovvero sia l’omosessismo,  il gender theory e sua invasività. Nelle cronache delle crociate,  per  esempio nella  spedizione  popolare condotta da Pietro l’Eremita, troviamo traccia di “donne pudiche ed impudiche “ come racconta il cronista ne “I Crociati” di Johannes Lehmann. Lo storico Bahà ad-Din, per citare fonte araba,  riportando  le vicende di Acri da parte di Riccardo Cuor di Leone (1919), ricorda “ una combattente, una donna vestita di un manto verde, che non cessò di saettare con un arco di legno, si da ferire molti di noi….”. Ai giorni nostri  la “donna vestita di un manto verde”, anziché saettare con l’arco di legno, saetta con il lancio di commissioni fobiche. Il segretario di Norandino e di Saladino Imad ad-Din, altra fonte araba,  racconta di donne cavalieri,  con corazze ed elmi che si buttavano in  mischia  in mezzo alla battaglia, specialmente durante la terza crociata. Oggi, la nostra “donna cavaliere”si butta in mischia nei convegni ed assemblee politiche, corazzata dall’alta carica istituzionale. Nulla è cambiato da quel lontano 1200. Sono cambiate le crociate, non sono cambiate per niente le fobie. Sono molto evidenti nella relazione rilasciata dalla commissione istituita dalla presidente Boldrini le tante fobie di cui è vittima la proponente della commissione. Scorre nel provvedimento una vena di paura delle opinioni diverse dalle proprie.  Viene subdolamente istituito il principio del pensiero unico. Se ben si esamina il provvedimento  ci si imbatte in evidenti tracce della paura della libertà. Il relatore di quel provvedimento mostra segni accentuati di piacere nel ricercare situazioni che lo spaventano. Non c'è niente di nuovo sotto il sole, scriveva, il Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme. Non si possono criticare le crociate di ieri e osannare  quelle di oggi, crociate fatte a rimorchio delle  lobby arcobaleno. Nella “Gerusalemme liberata”  Torquato Tasso ci propone un’affascinante ed ardimentosa guerriera pronta a gettarsi in battaglia:
“… in su la torre altissima angolare
sovra tutti Clorinda eccelsa appare.
A costei la faretra e ‘l grave incarco
de l’acute quadrella al tergo pende.
Ella già ne le mani ha preso l’arco,
e già lo stral v’ha su la corde e ‘l tende;
e desiosa di ferire, al varco
la bella arciera i suoi nemici attende”[
 
Sia le fonti dalla letteratura occidentale che quella araba riportano ai nostri occhi lo zelo della nostra presidente Boldrini nel seguire la sua crociata fobica.  La proposta di legge potrebbe essere condensata nella 4° raccomandazione della relazione e cioè , per coloro che non si adeguano al pensiero unico:” prevedere  l’istituzione di un giurì che garantisca la correttezza dell’informazione e sollecitare l’ordine professionale e il sindacato dei giornalisti sul controllo della deontologia professionale .  Scomodando la “Cena delle beffe”direi che  chi non beve con me peste lo colga. Una delle raccomandazioni in quella proposta di legge all’esame della Camera è sul contrasto dell’omofobia e della transfobia. L’altra raccomandazione invita a sanzionare penalmente la campagna d’odio, insulti pubblici, diffamazione o minacce contro persone o gruppi.

 

A sentire  questa proposta di legge, l’Italia dovrebbe essere un campo di battaglia , incubatoio di odio contro trans, omosessuali e abietta intolleranza, minacce ed insulti che sfociano in continui delitti contro queste persone. Secondo questa proposta, la cronaca non dovrebbe raccontare altro che omosessuali e trans, barbaramente assassinati per la loro scelta di vita, fra l’altro del tutto cosa privata.


La ragione è un'altra;
si vuole imporre la  teoria del gender. Lo dimostra la stessa 3° raccomandazione della relazione che invita il legislatore a : ”Rafforzare il mandato dell’UNAR”. Su quest’ultimo evito qualsiasi commento, ricordando solamente al lettore che il direttore dell'Ufficio nazionale antidiscriminazione razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ,Francesco Spano,  ha  dovuto dimettersi dal suo incarico, dopo la denuncia delle Iene ,che questo ufficio avrebbe finanziato un'associazione dietro la quale si sarebbe occultato il business del sesso a pagamento. Ancora fresco nella  memoria di tutti gli italiani , il disgusto per lo scandalo delle “camere buie”.  In questo frangente l’italiano chiede sicurezza, pane e lavoro e fa volentieri a meno di presidenti con la sindrome delle fobie.
 

Il Commento
Nulla di cui stupirsi visto il caos in cui versa il Paese e tutti i partiti.
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di Emanuel Galea

 

Incuriosito, volevo sapere se la parola “boero”, oltre al significato  che tutti conosciamo, relativo a una popolazione bianca dell'Africa meridionale,  avesse qualche altro significato. Quindi, consultando  un dizionario della lingua italiana, ho trovato un’altra definizione molto simpatica e saporosa. Boero si chiama anche quel tipo di cioccolatino con dentro del liquore e una ciliegina sotto spirito. A questo punto Boeri, ho pensato io, potrebbe significare dunque il plurale di tanti cioccolatini. Ben inteso, non per questo, riferendomi a Tito Boeri, voglio in alcun modo asserire che il presidente dell’Inps sia un cofanetto di cioccolatini. No, non lo dico.
Il bocconiano Boeri ogni tanto sfodera dal suo curriculum la ciliegina sotto spirito, molto alcolica, sperando di stupire, e forse di guadagnare qualche chiamata per occupare la poltrona da super ministro oppure che venga convocato a dirigere  qualche partito. Nulla di cui stupirsi visto il caos in cui versa il Paese e tutti i partiti.
Cosa c’è che scricchiola  nell’uscita allarmistica di Boeri? Se si vuole considerare anche questa uscita, come quelle sue precedenti, cioè un’invocazione alla luna, beh, consideriamola un cioccolatino fuoriuscito dal cofanetto del suo curriculum . Se al contrario si vuole parlare seriamente di quanto abbia voluto intendere, la dobbiamo considerare come la ciliegina sotto spirito ad alto grado alcolico, difficile da digerire.
 
Chiuso nel suo studio di via Amba Aradam il presidente Boeri si è messo a guardare le statistiche, a sfogliare le rimesse fatte all’estero, analizzando dati, numeri e cifre e scoprendo, per caso, che il 39,6% delle quattordicesime si ricevono in Europa contro il 36,1% dell’America meridionale. I numeri sono come l’alcool della ciliegina, da maneggiare con cautela, dopo un po’ fanno girare la testa. Facendo un giro di ragionamenti, Boeri si avvicina alla conclusione: che le prestazioni assistenziali pagate all’estero, rappresenterebbero "un'anomalia", visto che “non c'è un quadro di reciprocità” e  “stanno di fatto riducendo gli oneri per spesa assistenziale di altri paesi”. Forse questo è l’unico punto al quale non si può non convenire. Per tutto il resto ci sarebbe molto da obiettare

Boeri rafforza i suoi argomenti citando cifre e dati : "le pensioni pagate all’estero dall’Inps, su 160 Paesi, nel 2016 sono state oltre 373mila", per un valore "poco superiore a 1 miliardo di euro", precisando che : "più di un terzo delle pensioni pagate a giugno del 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni", quindi durate contributive "molto basse"

I ragionamenti del presidente difettano in quanto contemplano solamente un aspetto del problema. L’economista in questa sua analisi sta considerando unicamente le uscite e trascurando, ne siamo convinti in buona fede, le entrate. Intendo riferirmi ai dati del Ministero delle Finanze relative, sempre secondo questo ministero, ai 5 milioni di “nuovi italiani”, ossia immigrati tra cui si celano tre milioni e mezzo di contribuenti che dichiarando al fisco oltre 45 miliardi di euro l’anno lasciano ogni anno 6,8 miliardi di euro nelle casse dell’Agenzia delle entrate. Questi sono dati del Ministero delle Finanze e non si spiega come tutto questo potesse sfuggire al presidente.

Prima di procedere con la mia riflessione vorrei fare notare un dato che non è di secondaria importanza. Il ministero ci assicura che da dati in suo possesso risulta che gli immigrati regolari  dichiarano al fisco oltre 45 miliardi di euro l’anno. Prendiamo questo dato per buono. La domanda è questa: questi 45 miliardi ed oltre si spendono in consumi in Italia o vanno rimessi all’estero alle famiglie degli emigrati? Forse questa considerazione andava fatta  nell’analisi del presidente.

Come rileva l’Aire, Anagrafe dei residenti italiani all’estero, le rimesse dall’estero sono  da mettere in relazione con la parallela crescita delle partenze degli italiani e l’emigrazione può garantire alla bilancia dei pagamenti una risorsa ulteriore per la stabilità. Nel 2009 gli iscritti all’Aire (residenti italiani all’estero)  erano 4.028.370, nel 2011 erano passati a 4.208.977, un fenomeno sempre in crescita. Le loro rimesse influiscono sul Pil. A fare un esempio nel  2011 queste rimesse dall’estero hanno influito sul Pil per lo 0,03%. Anche questo dato, secondo chi scrive, doveva essere considerato nell’analisi di Boeri.

Cosa si voleva dimostrare con la presente  riflessione? Semplicemente che prima di lanciare allarmismi  che non portano da alcuna parte se non a qualche poltrona o carica importante, è buona norma , valida specialmente nel caso di chi occupa posizioni istituzionali, contare fino a dieci.

Parli chi sa. Chi non sa taccia.

L'Italia invivibile che scompare
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di Roberto Ragone

 

Alla fine, fra Boeri e Fornero, tutti sono stati costretti a riconoscere che il progetto di affidare al lavoro degli stranieri del barcone le pensioni degli Italiani, era fallimentare, basato sul fatto che tanti stranieri non raggiungono l'anzianità necessaria per maturare una pensione.  Anche perché, a sentire la Fornero, si sta studiando un sistema per conferire agli stranieri tornati in patria dopo avere versato parte dei contributi, quella parte di pensione che spetterebbe loro se rimanessero in Italia.

Tutto ciò senza voler guardare la luna, ma solo il dito, visto che le pensioni basse sono la reale causa dell’esodo degli anziani, costretti ad emigrare per sopravvivere, mentre i giovani vanno all’estero per trovare un lavoro degno di questo nome, magari in USA, dove vengono apprezzati molto di più che da noi, dove se non hai lo zio monsignore finisci a fare il lavapiatti in qualche ristorante – sempre che il posto non sia stato occupato da un ‘migrante’.  In questo momento, a scapito dei paradisi caraibici, la nazione che riscuote maggior successo è il Portogallo, dove i pensionati non pagano tasse, e dove la vita è tranquilla dal punto di vista sicurezza, oltre che a costare molto meno che in Italia. Tutto ciò ha allarmato chi di dovere, e allora l'Agenzia delle Entrate ha incominciato a fare due conti, ipotizzando un accordo fra l'Italia e la nazione di residenza del pensionato, per comunque succhiare altro denaro a chi è costretto a fuggire da una nazione con politiche dissennate e poco democratiche.

Le pensioni agli Italiani all’estero vengono erogate al lordo di detrazioni fiscali, dato che le tasse vanno pagate nel paese di residenza, e questo aumenta di un venti/trenta per cento la disponibilità di chi quel denaro riceve. Se poi, come in Portogallo, i pensionati non pagano tasse, ecco che una pensione di mille euro che in Italia è  assolutamente insufficiente a sopravvivere, diventa fattore di benessere in una nazione meno esosa.  Il tutto grazie ad una politica previdente e assennata, dobbiamo concludere, visto che sulla carta il Portogallo dovrebbe essere, in una scala di valori europea, sotto l’Italia. Un’Italia in cui le emergenze fanno comodo per tanti fattori; e infatti siamo sempre in emergenza, vuoi per gli incendi, vuoi per i terremoti, per gli allagamenti, per la mancanza d’acqua, per i vaccini, per il morbillo – che strano, le epidemie di morbillo divenute mortali! Ma non l’avranno portato con i barconi? - per le inquinanti trivellazioni selvagge in mare, per le inutili ma sponsorizzate TAV e TAP, per gli sbarchi quotidiani, per le aggressioni ai controllori dei treni e ai conducenti dei bus, dove nessuno paga il biglietto, e questo accade anche nelle metropolitane; l'Italia costretta ad importare prodotti agricoli dall'estero, come olio arance e frutta varia, distruggendo la nostra economia rurale, solo perchè “ce lo chiede l'Europa” per conto delle lobby e delle banche. Un'Italia in cui le nostre donne e le nostre ragazze hanno dovuto imparare a difendersi da chi  le considera facile preda alla mercè di chiunque voglia abusarne, di giorno, di notte, in città o nelle campagne, in branco o da soli: soltanto perchè da loro si fa così, con buona pace della signora Boldrini, femminista convinta ma non convincente: eccetera eccetera.

Salvo poi, le emergenze, a fare i conti con la burocrazia, vera spina dorsale dell’italica inefficienza, e, secondo alcuni, fonte ed effetto di corruzione e mala gestione, dove il vero potere è in mano ai burocrati, anonimi personaggi da scrivania e ‘cartellino’. I terremotati abruzzesi, per esempio, per la maggior parte, sono ancora baraccati, per motivi burocratici, nonostante le promesse di Renzi, secondo il quale ‘per Natale 2016 tutti avrebbero avuto una casa’. Già le promesse di Renzi… per chi ancora ci crede, ma ormai non ci credono più neanche quelli del Giglio Magico.

Città invivibili, soffocate dal traffico e dalle multe per fare cassa, e più di recente senz’acqua; quando si sa che il 40%, ma anche di più, dell’erogazione idrica viene dispersa per la cattiva manutenzione degli acquedotti: e questo è noto da almeno trent’anni, ma nessuno si è data la briga di riparare fosse pure una falla. Falla che, riportata nelle pensioni, si moltiplica. Infatti le perdite sono innumerevoli, e per perdite s’intendono pensioni pagate a che non ha sufficientemente versato. In prima fila i politici: Cicciolina-Ilona Staller, per esempio, dopo una legislatura, allo scoccare dei sessantacinque anni, ha maturato un vitalizio di 3000 euro al mese. Ma… i versamenti?

E come lei tanti, tutti, troppi; a fronte di chi ha realmente lavorato e  versato per oltre trenta o quarant’anni, e che si ritrova con una elemosina.  Intanto, nessuno parla delle pensioni che l’INOPS eroga a favore di 14mila sacerdoti. Il governo ha ammesso che, nonostante lo Stato italiano ogni anno versi nelle casse del Fondo Clero una somma pari a 7 milioni e 924mila euro, in quel fondo sopravvive un ‘buco’ di 2 miliardi, e non c’è volontà di intervenire. Tanto paga Pantalone, e il denaro dei nostri versamenti vanno a favore di chi versato non ha, almeno a sufficienza. Con il rischio che a carico del sistema ci siano pensioni d’oro versate ad alti prelati. Il ministro Poletti, ad una interrogazione specifica, ha risposto che il problema risiede nello squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate, con un rapporto, per il 2015, di tre a uno. Cioè, in pratica, una prestazione pensionistica ha avuto versamenti solo per il 30% del necessario.

Insomma, questa Italia sta andando a picco. Governi e partiti che badano solo al consenso politico, fosse pure solo in aula, come faceva Renzi quando era premier, mentre a far andar dritta la nazione non ci pensa nessuno. Un poliziotto della stradale sanzionato per aver detto ciò che tutti, o molti, pensano, a proposito degli stranieri e delle ‘risorse’, senza contare le proteste da parte dei ‘migranti’ [lo metto tra virgolette perché è un neologismo, coniato per fare in modo che non si usasse il termine, che sarebbe più appropriato, di ‘clandestini’, né si potrebbero chiamare ‘emigranti’, visto che per l’emigrazione esistono appositi uffici che rilasciano visti, senza dei quali ognuno rimare a casa sua] che un giorno sì e l’altro pure, avendo intuito il ventre molle della nostra nazione, scendono in piazza perché ‘cibo no buono, no pasta, carne scaduta, cibo scaduto, niente televisore, niente wi-fi, casa troppo piccola’.

Hanno anche imparato a distinguere fra cibo scaduto – il che non corrisponde a verità, tranne forse in alcuni casi – e cibo ‘buono’, che poi non si sa per loro quale sia. Nella realtà abitano in alberghi e sistemazioni molto più confortevoli di tanti nostri connazionali costretti a dormire con la famiglia in auto o in roulotte. Quindi le ‘risorse’, così le chiama la Presidenta Boldrini, non si toccano, pena sospensione e successiva sanzione. Ma lo sapete che questi uomini, i poliziotti, stanno tutto il giorno sulla strada per la nostra sicurezza, con stipendi a volte insufficienti per la famiglia, e che quella ‘risorsa’ su Graziella in autostrada era un pericolo per sé e per gli altri? L’Italia si svuota, come abbiamo detto, di Italiani, e l’Italia si riempie di ‘risorse’. Vanno via gli Italiani, laureati, e arrivano i ‘migranti’, bassa forza. Nessun italiano tende a sposarsi, dimostrando ancora una volta il fallimento della Chiesa cattolica, e nessuno fa più figli, ormai, non solo perché costano troppo, a fronte di nessuna politica seria che incentivi l’incremento demografico, come nelle nazioni più civili della nostra, ma perché le coppie non vogliono in futuro affidare un figlio a questa Italia che non promette nulla di buono. Fra poco nelle classi elementari saranno tutti stranieri, e i nostri nipoti saranno a parlare inglese da qualche altra parte. O portoghese. Svuotare e riempire, questa è la politica assurda che non tutela chi in questa nazione ha la sue radici. Massimo D’Azeglio pronunciò la famosa frase: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. Ormai, posto che li abbiamo fatti – e non è così -  li dovremo ‘rifare’, visto che di Italiani fra un po’ non ce ne saranno più. La Presidenta  Boldrini spinge per lo ‘ius soli’, e quando tanto si spinge, qualcosa accade. Magari non prima della fine della presente legislatura, ma subito dopo. Un’ultima domanda, rivolta al vento: ma se le pensioni sono una rendita derivante da somme versate in età di lavoro, perché devono essere tassate, e tassate come IRPEF?

Non è, la pensione, un reddito da lavoro, ma una sorta di assicurazione, di investimento a lungo termine, una rendita per cui s’è versato per anni, togliendo dal budget familiare cifre anche importanti: come si fa a tassarla come fosse un reddito tout-court?  In pratica, ho messo a frutto un risparmio, e ho già pagato: perché devo pagare ancora? Non si potrebbe, ad evitare l’esodo in età canuta, quando ognuno vorrebbe passare gli ultimi anni della sua vita fra gli affetti e le cose più care, eliminare l’iniquo balzello, e consentire ai pensionati di spendere il proprio denaro in Italia? Pare che così si eviterebbe l’esodo di circa tre miliardi di euro l’anno. Vi pare poco?

Ma forse è una soluzione troppo intelligente. Abbiamo la minaccia di una islamizzazione galoppante, con la creazione di un partito politico che sulla carta ha i numeri per ottenere una trentina di seggi in Parlamento. E abbiamo una frase pronunziata da un imam tempo fa: "Vi batteremo con la vostra libertà, vi conquisteremo con la vostra democrazia", previsione, il 2050. Tutto ciò si sta avverando. Ma abbiamo una illuminante previsione più vicina nel tempo, da parte del professor Roberto Orsi, un professore emigrato in UK presso la London School of Economics, secondo il quale nel 2025 l'Italia non esisterà più, distrutta dall'euro e dalla Unione Europea: “Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate di terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale.

Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà”. Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica, contro quella che lui chiama 'anomalia costituzionale', avendo la politica portato la nazione ai limiti del collasso nel 2011. Questo è avvenuto, secondo Orsi, da parte dei tecnocrati provenienti dall'ufficio dell'ex Presidente della Repubblica [Napolitano], dai burocrati di diversi ministeri chiave e la banca d'Italia, con l'unico compito di garantire la stabilità italiana nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari, a qualsiasi costo. Ricordiamo le iniziative prese dal prof. Monti, apparentemente tese a sanare una situazione economica della nazione, in realtà aventi l'unico scopo di distruggere la nostra economia: una per tutte, ricordiamo l'aumento sconsiderato delle rendite catastali che ha distrutto il mercato immobiliare e quello delle nuove costruzioni. Orsi prosegue condannando l'interventismo "onnipresente e costituzionalmente discutibile" dell'ex Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell'ordine repubblicano, imponendo le sue direttive nella creazione del governo Monti, e suscitando i due successivi governi non eletti, entrambi espressione diretta del Quirinale. " L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano" prosegue il prof. Orsi "è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che solo Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia”.

 

 

 

 

 

 

Il Commento
Non si è mai immuni alle discutibili uscite della presidente Boldrini
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di Emanuel Galea

 

Al Forum di Quaderni Costituzionali, facendo alcune riflessioni sull’imparzialità del Presidente di Assemblea, il 28giugno 2011, Alessandro Capelli aveva posto due interrogativi : “E’ legittimo che il presidente di un’Assemblea parlamentare intervenga nel dibattito politico? Esiste o dovrebbe esistere un istituto costituzionale atto ad  imporre le dimissioni ad un Presidente di Assemblea Parlamentare che perde l’appoggio della maggioranza che lo ha eletto o più in generale che viene meno ai suoi obblighi istituzionali?” Sono gli stessi quesiti che tanti stanno ponendo a riguardo del presidente della Camera Boldrini, dopo la sua ennesima esternazione. L’occasione le si è presentata alla cerimonia del Ventaglio. “Rimandare lo Ius soli sarebbe un torto che come tutti i torti non porta bene”.

 

L’esternazione più grave, del sapore di un monito al governo è seguita dopo dicendo: “La cittadinanza è lo strumento principe dell’integrazione per antonomasia. Impedire a chi nasce in un paese di essere cittadino italiano è impedire l’integrazione che è strumento di sicurezza” e rincarando la dose ha concluso con quello che a tanti suona come una minaccia : “Senza dare a queste persone di sentirsi parte di una società, alimentiamo rabbia, risentimento, sentimento di esclusione.”


Non si è mai immuni alle discutibili uscite della presidente Boldrini. Su alcune ci si passa sopra come si è fatto sulla non molto datata polemica a riguardo dei monumenti fascisti. Alcuni cittadini convinti che le istituzioni, oltreché di sostanza, si nutrono anche del rispetto delle forme, obiettano alla sua partecipazione, martedì 14 febbraio scorso a Milano, all'incontro in cui l'ex sindaco Pisapia, ha presentato il suo progetto politico di un "Campo progressista" nel centro sinistra. La gente  teme che tale militanza politica potrebbe fare velo alla Presidente della Camera nell'esercizio delle sue funzioni. Non si deve mai dimenticare che “le istituzioni si nutrono di rispetto delle forme oltre che di sostanza”. In Camera ancora echeggiano  le proteste del M5s sulla  presentazione del DDL anti-femminicidio,  quelle sulla legge sull'omofobia e poi quelle nel dibattito sul Decreto IMU-Bankitalia, la volta che la Boldrini  applicò  la “ghigliottina”, strumento esistente nel regolamento del Senato ma mai applicato prima in Camera.


Sembra che Laura Boldrini si diverta a creare polemiche. Non ha mancato di fare parlare di se persino in occasione  della Festa della Repubblica,  il 2 giugno 2017.  La  Presidente della Camera, non ha applaudito al passaggio della Brigata Folgore e cercando di scrollarsi di dosso gli addebiti che le sono stati  mossi dalla stampa, se l’è cavata dicendo : "Bufale dei giornali di centrodestra” Sulla dovuta imparzialità del presidente dell’assemblea non trovo  meglio che citare il discorso del Presidente del Consiglio dei ministri i del Regno d’Italia, 1887-1891, Francesco Crispi, che a riguardo, in un discorso tenuto dallo scranno della presidenza diceva   : “…la presidenza della Camera deve essere una magistratura neutra nella quale si concentri tutta l’autorità del parlamento. Bisogna che alla suprema direzione dell’assemblea sia un uomo (o donna ndr) il quale  non appartenga a verun partito”. Diceva Alessandro Capelli al Forum di Quaderni Costituzionali che il Presidente dell’Assemblea parlamentare  bisogna sia percepito imparziale rispetto ai giochi partitici, il suo compito  principale è rappresentare la Camera che lo ha eletto. La neutralità del presidente  a lungo andare è venuta a perdere parte della sua autonomia fino ai tempi nostri, ahinoi, che sovente  è espressione della maggioranza. E’ necessario introdurre qualche forma di revoca al suo mandato?,domanda Alessandro Capelli. Dopo i fatti recenti e i numerosi incidenti del passato forse sarebbe il caso di correre ai ripari, e per dirla con le parole di Crispi, studiare una forma a garanzia di una magistratura neutra nella quale si concentri tutta l’autorità del parlamento.
 

L'evento
Presentato il libro del senatore di Forza Italia a Largo Chigi
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ROMA - Presentazione, alle ore 18,00 del 20 luglio 2017, presso la libreria M. T. Cicerone, a Roma, sottopassaggio Largo Chigi, dell'ultimo libro del Senatore Domenico Scilipoti Isgrò, dal titolo "IL DIALOGO COME PROCESSO DI PACE NEL MONDO - per la libertà dei figli di Dio", edito da Hikia Italia. “Le  violenze a cui assistiamo termineranno solo se Cristianesimo, Ebraismo e Islam intensificheranno il loro dialogo" ha dichiarato l'on. Scilipoti Isgrò, fondatore del movimento Politico Unione Cristiana,. "E’ necessario che ciò si realizzi subito, altrimenti la sopravvivenza dell’umanità potrebbe essere compromessa per sempre”. 
“Le tre fedi – ha aggiunto – hanno in comune il credere in un unico Dio, fonte di pace e amore, che è via, verità e vita. Non possiamo dimenticare però che il Signore si è incarnato in Cristo, è morto sulla croce per donarci la salvezza ed è risorto per essere con noi sino alla fine del mondo. Gesù ci insegna, inoltre, a rispettare le opinioni diverse dalle nostre e ad attuare quei comportamenti nei confronti del prossimo che desideriamo ricevere dagli altri. Solo così potremo vivere – ha concluso Scilipoti Isgrò - in armonia, rispettando l’ambiente che ci circonda e porre fine alle ingiustizie che stanno travolgendo l’intera umanità”.   
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