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Cronaca
Omicidio Yara: Bossetti condannato all'ergastolo
17/07/2017 00:57:00
Legali del muratore annunciano ricorso in Cassazione. Parte civile: fatta giustizia

 

di Angelo Barraco

Brescia – Dopo oltre quindici ore di Camera di consiglio, la Corte d’Assise d’appello ha confermato la condanna all'ergastolo di Masimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Ricalcata in pieno la sentenza di primo grado.
  Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di 46 anni è stato già condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la bambina di tredici anni di Brembate che scomparve misteriosamente il 26 novembre 2010 e venne rinvenuta cadavere dopo tre mesi. Massimo Bossetti ha parlato davanti ai Giudici per circa mezz’ora, ribadendo a gran voce la propria innocenza e invocando giustizia e ulteriori verifiche ai fini di far luce sulla verità. Ha ripercorso la vicenda passo dopo passo, ribadendo la propria innocenza e sottolinenando di essere vittima “del più grande errore giudiziario di tutta la storia”. Ha ribadito la sua innocenza sottolinenando “non sono io l'assassino, mettetevelo in mente. La violenza non fa per me. Chi ha ucciso Yara è un pazzo, un sadico, e io non lo sono. Perché non è mai stata fatta una perizia psichiatrica su di me? Dimostrerebbe che non sono niente di tutto questo”.
Ha rivolto un pensiero a Yara, dicendo che quella ragazzina “poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi, neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà”. Si è inoltre scusato per il comportamento scorretto che ha tenuto nel corso della prima udienza a seguito delle affermazioni del sostituto pg “pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali”, ha dichiarato. Ha parlato inoltre delle modalità che hanno portato al suo arresto, precisando che nel preciso momento in cui fu fermato si è sentito come “una lepre che doveva essere sbranata da innumerevoli cacciatori”. Si è chiesto a gran voce il perché di tutto ciò, rivolgendosi ai presenti in aula, poi ha aggiunto “Io non sono un assassino”. Quello di Bosseti è il racconto di un padre che sente fortemente l’assenza dei figli che gli chiedono quando tornerà a casa: “Ai miei figli dico: non uscirò da un'altra porta: uscirò a testa alta dallo stesso, immenso portone da cui sono entrato”. Ha parlato delle accuse nei suoi riguardi: “Voi siete liberi di credere o non credere ma io vi ribadisco la mia innocenza. Se fossi stato io il colpevole non avrei resistito, avrei confessato, non sarei stato più in grado di gestire nessun aspetto della mia vita”. In merito al DNA ha detto invece che secondo lui “è sbagliato. E' un errore. Ecco spiegato quello che non è spiegabile in natura. Rifate la prova del Dna e vedrete che i risultati mi daranno ragione”.

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