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L'approfondimento
Emergenza immigrazione? Ecco la verità
09/07/2017 10:56:00
E’ in dirittura d’arrivo in Parlamento il disegno di legge sulla finanza islamica


di Emanuel Galea

 

Dell’immigrazione si è detto di tutto e di più: povera gente che scappa dall’orrore delle guerre, popoli stremati dalla siccità che cercano asilo altrove, popolazioni perseguitate per la loro fede politica o religiosa, particolari gruppi etnici e sociali vittime di ostilità che fuggono in cerca di rifugi sicuri.
Tutto questo ce lo siamo sentiti raccontare, cucinato in mille salse, ma le vere ragioni che hanno causato lo stato emergenziale in cui ci troviamo oggi, anche se  si sospettavano da tempo, stanno uscendo fuori alla luce di nuove rivelazioni: clandestini, profughi, rifugiati e immigrati economici sono entrati tutti a far parte di un progetto, un mosaico, per tempo da molti negato ma che oggi davanti alla “tragedia che incombe” non possono più tacere.

Con la sua solita  precisione e competenza , Emma Bonino, già  ministro degli affari esteri nel Governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, intervenendo alla 69sima Assemblea generale di Confartigianato, ha svelato quelli che per noi sono i segreti di Pulcinella e cioè : “All’inizio non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli. Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino”. Proseguendo nel suo intervento la Bonino ha aggiunto : “E dal 2014-2016 che il coordinatore fosse a Roma, alla Guardia Costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia, lo abbiamo chiesto noi, l’accordo l’abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino. Disfare questo accordo adesso è piuttosto complicato.” Che questo accordo sia stato firmato e da chi, sarà materia per le discussioni di domani ed i giorni successivi. Intanto precisiamo che non è vero che “siamo stati noi”, noi chi? Siete stati voi, sono stati “loro”. Quello che desta sospetti, e le illazioni non mancano, è che ogni accordo implica un “do ut des”, e si vuole far intendere che la partita di scambio per questo accordo è stata la flessibilità sui nostri conti. Cioè a Bruxelles avrebbero chiuso un occhio sui nostri deficit di bilancio.
Ancora fresche in memoria le esaltazioni di Matteo Renzi che vantava di aver convinto Bruxelles ad approvare la manovra del Governo. Non ci siamo scordati “il successo di Renzi” per avere “strappato” dall'Unione europea, per il 2016 un 'bonus' flessibilità da 14 miliardi di euro, pari ad uno 0,85% del Pil. Oggi è tutto chiaro alla luce di quello che sta emergendo.

Finanza Islamica in Italia
Abbiamo iniziato questo discorso dicendo che l’immigrazione  è un progetto, un mosaico. A quello che in un certo modo ha rivelato la Bonino, aggiungiamo un altro tassello al mosaico. Un’altra pennellata e il quadro immigrazione assumerà un’altra valenza. E’ in dirittura d’arrivo in Parlamento il disegno di legge : “Disposizioni concernenti il trattamento fiscale delle operazioni di finanza islamica” presentato 18 mesi fa da Maurizio Bernardo, presidente della VI Commissione Finanze. La  missione che si è prefissato Bernardo è incentivare l’ingresso di investimenti dai Paesi del Golfo. A questo fine la proposta di legge prevede all’imposizione fiscale, l’applicazione degli strumenti finanziari tradizionali (mutuo, obbligazione) compatibile con la scienza giurisprudenziale islamica, sharia compliant dice la proposta di legge. Questo concetto è ben esposto all’articolo n.1 della proposta dove si legge testualmente: “regola il trattamento tributario delle operazioni finanziarie poste in essere osservando i principi della legge islamica, la shari’ah, al fine di assicurare un’imposizione fiscale equiparata a quella delle operazioni finanziarie convenzionali”.  


Se la proposta diventasse legge, si introdurrebbe nella  legislazione della Repubblica “principi della legge islamica”, invertendo così il concetto di integrazione e cioè anziché essere  l’ospite che si integra nel paese ospitante diventerebbe tutto l’inverso: l’oste che si integra all’ospite. Il cittadino italiano sarebbe chiamato a familiarizzare con i sukuk -“certificati di investimento islamico” ed altri strumenti innovativi. Marcello Bernardo preme sull’acceleratore perché dopo la Brexit, molti capitali islamici si traslocherebbero da Londra ed emigrerebbero in altri lidi e così  spera di attirarli in Italia.
Inoltre, secondo uno studio di Bankitalia, la comunità islamica nel paese conta 1.6 milioni di persone e secondo alcune proiezioni potrebbe raddoppiare entro il 2030. Il proponente dell’iniziativa e per lui il governo, è convinto che il raddoppio potrebbe «garantire una maggiore raccolta di liquidità dalla comunità islamica».
Il bel discorso dell’accoglienza, dell’integrazione qui assumerebbe un’altra luce. Per il governo l’accoglienza non sarebbe altro che una opportunità di business, un flusso di denaro proveniente da Paesi arabi da intercettare. In questo stratagemma Bruxelles non dovrebbe essere estranea, quell’Europa che sbattendo le porte in faccia al Belpaese le ha fatto l’elemosina di una manciata di milioni, il prezzo dell’umiliazione. E’ il caso di dire che dopo la beffa l’insulto. Ora si spiegherebbe perché la via libera agli sbarchi incontrollati, la via libera ai centri di accoglienza, l’accondiscendenza ai sorrisi dei burocrati d’oltre alpi.
 Riprendendo il discorso della proposta dell’esponente centrista mi preme precisare che ci sono tre operazioni finanziarie non considerate nell’ordinamento italiano e che potrebbero esordire nel nostro Paese se fosse approvato il testo. Queste sono:   la Murabaha (la contrazione di un mutuo), l’Ijarah  e l’Istisna’ (la stipula di contratti di leasing finanziari e operativi) . All’obiezione che questi operazioni legate alla finanza islamica , come la zakat (la tassa per il culto) che gli intermediari islamici sono obbligati a versare, potrebbero in qualche modo, finire a finanziare il terrorismo religioso, il proponente replica che la vigilanza spetterà alla Banca d’Italia visto che si tratta del decreto istitutivo dell’Uif, (l’unità di informazione finanziaria). Dopo i precedente delle banche fallite con tutto quello che hanno comportato la figura di Bankitalia non è che abbia  brillato e la sua vigilanza in questi casi specifici non  rasserena certo gli italiani.

Lo stato di fatto delle cose Scrivevo all’inizio che nell’immigrazione non esisteva alcuna emergenza. Esiste solamente un piano, un progetto, in parte concordato con Bruxelles ed in parte studiato dai burocrati indigeni  ed è in corso di opera su tutto il territorio. Secondo Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Ucoii, grazie alla Qatar Charity sarebbero stati raccolti 25 milioni di euro in tre anni, poi utilizzati per la costruzione di 43 moschee, come quelle di Ravenna, Catania, Piacenza, Colle Val d’Elsa, Vicenza, Saronno e Mirandola.
La Qatar Charity ha il monopolio dei finanziamenti dell’Islam europeo, ma finanzia quasi esclusivamente la galassia della Fratellanza musulmana,
"Altro grande finanziatore dell'Islam italiano è l'Arabia Saudita     
Il governo turco, tramite il ministero degli affari religiosi, sostiene il Ditib: organizzazione ufficiale dei musulmani.
Il Marocco fornisce imam e finanzia le sue comunità in Italia, tramite la tesoreria di Stato marocchina .
Massimo Campanini, docente di Storia dei paesi islamici a Trento spiega che la Fratellanza ha un fine preciso cioè “quello di islamizzare la società e pervenire nel lungo periodo alla realizzazione di uno Stato islamico".Milioni di finanziamenti arrivano in Italia da Stati esteri per le moschee, scuole coraniche e centri di culto.

 

Chi controlla cosa? Oggi sentire dire “quote chiuse”, “rimandiamo indietro i non aventi diritto” sanno più di una presa in giro che gli italiani non meritano. E’ un’offesa grave e potrebbe essere lavata solamente prossimamente nella cabina elettorale.
 

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