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Il Commento
Ius soli e Battesimo Cattolico: quella particolare analogia...
20/06/2017 19:34:00
Il PD va avanti per conquistare nuovi voti e nuovi volti alla politica, tutti a suo favore
di Roberto Ragone
 
C’è una particolare analogia fra la procedura della legge che il governo vuole approvare relativa al tanto deprecato ‘ius soli’, cioè il diritto di cittadinanza che deriva dall’esser nato in Italia, e il battesimo cattolico, fatto per aspersione dopo pochi giorni di vita.
 
Secondo i racconti evangelici, Gesù stesso si fece battezzare da suo cugino Giovanni nel Giordano – per immersione, perché ‘baptizo’ in greco vuol dire ‘immergo’ -  e aveva trent’anni. Il battesimo, infatti, biblicamente si pratica nell’età della ragione, dato che esso è il segno esteriore del patto che ognuno di noi fa con il Signore, e che segna l’inizio di una ‘nuova vita’: e voi m’insegnate che non si può fare un patto se non si è coscienti di ciò che si fa: un patto è un impegno,  gli impegni vanno mantenuti, e bisogna essere coscienti di ciò per cui ci si impegna. Condizione che non può essere osservata da chi ha pochi giorni di vita, nonostante i ‘padrini’ e le ‘madrine’ che s’impegnano fittiziamente al loro posto. Diversa è l’interpretazione della chiesa cattolica, secondo la quale – i miei ricordi catechistici sono un po’ sbiaditi, correggetemi se sbaglio, ma ai miei tempi era così – il battesimo toglie al nuovo nato il peccato originale, evitandogli, in caso di morte prematura, di essere confinato nel ‘limbo’. Che non è una danza sudamericana, ma un luogo senza nulla, soprattutto, penso io, senza la presenza di Dio, e che mi pare che uno dei papi più recenti abbia sconfessato. Per la Bibbia, al contrario, tutti i bambini sono salvati per grazia, in quanto innocenti. In più, se ammettiamo che essi possano essere salvati con il battesimo cattolico fatto per aspersione, dichiariamo inutile il sacrificio di Cristo. Ma questo è un contorno. Il piatto forte è il metodo, cioè il fatto che la chiesa cattolica, con il battesimo, acquisisce alla propria religione ogni piccolo nato, senza dargli possibilità di scelta. Per cui il bambino crescerà continuando un percorso che non ha avuto possibilità di valutare criticamente, continuando con la prima comunione, la cresima, eventualmente il matrimonio, come se fosse tutto scontato e non esistessero altre chiese cristiane non cattoliche. E così sia.
 
Lo stesso procedimento si vuole ora adottare per  dare la nazionalità italiana ‘a prescindere’ a tutti i fantolini che si affacciano alla vita sul molo dei nostri porti, o sul ponte delle nostre navi: infatti sono sempre state una quota consistente, ma ora è diventata preponderante, quella di donne incinte che partoriscono quasi ad orologeria sulle nostre banchine o nei nostri ospedali. Addirittura, con le doglie sul barcone di turno. Dato il tempo necessario per arrivare alle coste libiche, c’è da pensare che a metterle gravide siano stati quegli stessi trafficanti di esseri umani che le hanno poi fatte caricare sul barconi, come sconto sul prezzo del viaggio, e che magari lo stato interessante sia frutto di violenza carnale. Per cui in Italia ci verremo a popolare di tanti figli di delinquenti africani o nordafricani.

Ma tant’è, il nostro governo ha proclamato la legge sul diritto di cittadinanza un fatto di civiltà, e una questione prioritaria: infatti è per loro prioritaria, perché sanno che questo governo è a scadenza, e la sua approvazione, se non approvata prima della scadenza delle camere, slitterebbe di diversi anni. Come ad esempio slitterà di almeno quattro anni  il provvedimento -  che costerebbe molto poco, solo quattro milioni di euro, e sarebbe sacrosanto per gente che lavora senza futuro -  per rendere non più precari gli insegnanti di Conservatorio che già operano da almeno sei  anni, - ma qualcuno molti di più -  in attesa del ruolo. Ma di loro non frega niente a nessuno, non sono una forza elettorale, non sono un bacino di voti.
 
L’importante è ‘battezzare’ come italiani tutti i fantolini di nuova  italica nascita, che potranno essere un enorme bacino di voti per il partito, il PD, che riconosceranno come loro mentore, in essi comprendendo già almeno un milione di nuovi voti di adolescenti che tale diritto acquisirebbero immediatamente, e che potrebbero partecipare con pieno diritto alle prossime politiche. Le file dei richiedenti asilo ai gazebo PD per le primarie hanno fatto scuola, hanno tracciato la via. Fatalmente, tutto ciò che interessa al nostro governo è sospetto, e sospetta è anche la fretta con cui si vuole liquidare – con il ricorso alla fiducia – l’approvazione di una legge che langue da due anni in parlamento, e che è poco gradita alla maggioranza degli italiani. In altre nazioni, più civili della nostra, la cittadinanza si acquisisce a certe condizioni, e non è un fatto automatico. Parliamo tanto di ‘integrazione’, ma in realtà non tutti gli stranieri si vogliono integrare, soprattutto quelli che provengono da paesi islamici. Sappiamo che ciò che Gentiloni, Renzi & Co. ci vogliono ammannire come motivazioni, sono bugie. Nessuno di loro fa alcunché per pura filantropia, o per amore del prossimo.
 
Quindi, parlando di nuovo bacino elettorale di un milione di voti, non penso di sbagliare. Naturalmente, solo chi è addentro alle segrete cose conosce anche i risvolti di una tale operazione.  La priorità, in parlamento,  l’avrebbero altre iniziative, di cui nessuno parla, tutte a vantaggio di chi è davvero cittadino della nostra nazione, ma che è penalizzato proprio per questa sua condizione di non-privilegio. Mentre tutti i privilegi, nel nome di una pretesa carità cristiana, supportata dalla sponsorizzazione di Bergoglio e Galantino, spunta fuori quando meno te l’aspetti, trasformando tutti in tante Madri Teresa di Calcutta. Analogia, quindi, fra il battesimo cattolico e lo ‘ius soli’: acquisito il metodo, il PD va avanti per conquistare nuovi voti e nuovi volti alla politica, tutti a suo favore.

Ormai l’italiano vero, quello di Toto Cutugno, si è abituato alle fregature, e non ci fa più caso. Tutti noi, automaticamente, quando sentiamo dagli schermi TV qualcuno che pontifica per leggi ‘di civiltà’ o simili, pensa che sia la solita fregatura, ma purtroppo non ci fa più caso; convinto, come siamo tutti, che non si può far nulla contro questa classe politica, e che il voto non è sufficiente. Viviamo in un regime di falsa democrazia, in cui le decisioni sono prese da una Casta che fa tutto a proprio vantaggio, e che se ne frega dei cittadini. Fra poco aumenteranno le imposte, visto che Gentiloni e Renzi dichiarano che ‘non aumenteranno le tasse’. Quando fanno così, c’è da tremare. Mentre Equitalia, lungi dall’essere rottamata, ha cambiato nome ed è diventata ‘per legge’ molto più aggressiva, arrivando ad aggredire direttamente i nostri conti correnti senza passare dal tribunale, e violando uno dei principi fondamentali della nostra privatezza. Perciò, la conclusione è amara. La nostra condizione è colpa nostra, che ci beviamo tutto ciò che la controinformazione nazionale ci propina, e che disapproviamo le manifestazioni di piazza. Finchè arriverà l’uomo forte che metterà le cose a posto. Ma non sarà il rimedio peggiore del male?
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