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L'intervento
Sicurezza Integrata e Urbana, Tagliente: "Evitare possibili conflitti negativi di competenza"
25/05/2017 09:01:00
Il già Questore di Roma e Prefetto di Pisa: "Il Comitato metropolitano non si si sovrapponga al Comitato per l’Ordine Pubblico"

 

ROMA -  "Con le nuove norme in materia di sicurezza delle città, introdotte con la legge 18 aprile 2017, n. 48, tutte le forze in campo sono chiamate ad agire in sinergia. Vengono attribuiti maggiori poteri e conseguenti responsabilità ai Sindaci. Si mira a un sistema unitario e integrato di sicurezza e si assegna un ruolo centrale alla prevenzione situazionale volta a limitare le opportunità di comportamenti criminali anche attraverso l’uso di sistemi di videosorveglianza. C’è piena consapevolezza che la strategia per il benessere delle comunità territoriali dipende dalla forza di tutte le maglie della rete istituzionale con la conseguenza che se si rompe o viene meno anche una sola maglia, tutta la rete si sfilaccia”.

Lo ha detto ieri Francesco Tagliente, ex Questore di Roma e prefetto di Pisa, in apertura dei lavori del convegno organizzato a Roma sul tema “Collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza urbana integrata”.
“Con la nuova legge sulla sicurezza, integrata ed urbana – ha proseguito Tagliente - i punti di forza sono proprio il lavoro di squadra, la pianificazione delle attività, la determinazione operativa e soprattutto la coesione interistituzionale”.
Invitato dal moderatore, il Cav. Franco Antonio Pinardi, a introdurre il dibattito sui i sistemi di videosorveglianza evoluti e la necessità del coordinamento tra i soggetti in campo, anche alla luce delle novità normative appena introdotte, Tagliente ha chiarito preliminarmente che “Le nuove disposizioni favoriscono la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale in vari settori d’intervento: dallo scambio informativo per gli aspetti di interesse e la interconnessione tra le sale operative, alla regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica”.
“La nuova legge – ha detto Tagliente- consente l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza per il controllo delle aree e delle attività soggette a rischio da parte del Comune e la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnicamente avanzati dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo da parte degli enti e soggetti privati. Con la stessa norma viene precisato che "per l'istallazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei Comuni è autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2017 e di 15 per ciascuno degli anni 2018 e 2019". Sarà un decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il Mef, a definire le modalità presentazione delle richieste da parte dei Comuni interessati e i criteri di ripartizione delle risorse.
“Nell’ambito della collaborazione interistituzionale - ha aggiunto l’ex Questore di Roma - i patti sulla sicurezza urbana e gli accordi per la promozione della sicurezza integrata, possono riguardare anche progetti per la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, con software di analisi video per il monitoraggio attivo e invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o istituti di vigilanza privata convenzionati. Per favorire la diffusione di telecamere di sorveglianza innovative la nuova legge prevede anche benefici fiscali per chi si fa carico dell'investimento, stabilendo che i Comuni possano deliberare detrazioni Imu o Tasi per categorie specifiche che si fanno carico dell'investimento. La categorie sono: enti gestori di edilizia residenziale, amministratori di condomini, imprese, anche individuali, dotate di almeno dieci impianti, nonché‚ associazioni di categoria ovvero consorzi o comitati costituiti fra imprese, professionisti o residenti. Il beneficio però non sarà per tutti i sistemi di sorveglianza, ma solo quelli tecnologicamente avanzati, cioè dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze dell’ordine o di istituti di vigilanza convenzionati”.
“Ma attenzione - ha avvertito Tagliente - prima di fare nuovi investimenti si proceda al censimento e monitoraggio delle telecamere esistenti. Nel corso degli anni, enti pubblici e soggetti privati, hanno fatto e stanno continuando a fare investimenti economici importanti nel settore della sicurezza tecnologica del territorio. Oggi tutte le aree ritenute a rischio o più affollate (come ad esempio sedi istituzionali, aeroporti, stazioni, metropolitane, impianti sportivi, supermercati, centro storico) sono dotate di sistemi di video sorveglianza di proprietà enti pubblici e privati. Finora eccetto 4 o 5 realtà territoriali tra cui Pisa, Piacenza e Verona e non risulta avviato un censimento e un monitoraggio di tutte le telecamere presenti sul territorio”.
Per far comprendere l’importanza del censimento e monitoraraggio dei sistemi di videosorveglianza e come, senza un monitoraggio continuo, possono essere considerati inutili gli investimenti fatti per aumentare la sicurezza, il prefetto Tagliente ha citato i problemi registrati a seguito di due attentati avvenuti a Roma negli ultimi giorni. “La mattina dello 12 maggio scorso, al Testaccio è stato fatto esplodere un ordigno nel parcheggio dell'ufficio postale di via Marmorata, uno dei più importanti di Roma. E’ stato poi accertato che le telecamere di sorveglianza installate non erano funzionanti. La Polizia non ha potuto perciò visionare le immagini. Un mese fa, il 15 aprile, è stato incendiato il parco mezzi delle Poste Italiane in viale Ferdinando Santi ai Colli Aniene. Anche quelle telecamere installate non erano funzionanti”.
“Va aggiunto - ha proseguito Tagliente - che il censimento e il monitoraggio della funzionalità delle telecamere, soprattutto nelle ore serali e notturne e nei giorni festivi, consentendo l’immediata disponibilità delle immagini, è determinante anche per procedere all'arresto in flagranza differita, nei casi previsti dalla dall’art 6-ter della nuova legge del 18 aprile 2017.
Oggi, in assenza di una anagrafe delle telecamere, a seguito di un evento delittuoso, le forze di polizia sono costrette a disporre la verifica, porta a porta, strada per strada, con operatori di polizia sottratti al controllo del territorio, se in una determinata area ci sono telecamere, dove e quante sono, di chi sono, cosa riprendono, se funzionano, chi è il referente e chi è nelle condizioni di consentire la immediata disponibilità delle immagini.
Per far capire l’immediata operatività del progetto Tagliente a voluto precisare che “questa prima fase, di censimento e monitoraggio è realizzabile in pochi giorni e a costo zero per le amministrazioni come peraltro già fatto con successo in altre realtà territoriali come Pisa nel 2013 e Piacenza nel 2015”.
Prima di affrontare altri temi legati alla sicurezza delle città, Tagliente ha voluto sottolineare l’importanza delle telecamere intelligenti richiamati dal nuovo decreto sulla sicurezza delle città.
“D'altra parte – ha detto - per le esigenze emerse negli ultimi tempi con l’allarme terrorismo, i sistemi di videosorveglianza, se combinati con telecamere intelligenti dotati di video analisi, possono rivelarsi una risorsa straordinaria anche per identificare i volti dei potenziali malintenzionati. Gli investimenti sulla sicurezza con i sistemi di videosorveglianze evoluti e con un protocollo comune di trasmissione, possono consentire anche di individuare persone sospette sotto osservazione e seguirne così ogni movimento per identificarli, bloccarli e neutralizzarli” In pratica i sistemi di videosorveglianza intelligente, grazie all'impiego di telecamere ad alta risoluzione, adatte all’utilizzo di software di video-analisi possono consentire l’immediata identificazione per via telematica dei volti dei potenziali terroristi, che appaiono in una telecamera, se preventivamente ‘caricati’ in una banca dati internazionale”.
Sono poi intervenuti i criminologi Francesco Caccetta e Marco Strano; il dott. Stefano Manzelli, direttore del sito Poliziamunicipale.it; Danilo Rebecchi, Responsabile Cyber security Adyda srl e l’Avv. Luigi Vingiani, segretario generale della confederazione Giudici di Pace. Sono intervenuti anche l’Onorevole Alessandro Naccarato e la Senatrice Adele Gambino.
In chiusura del dibattito, Tagliente, rispondendo alle questioni poste dal pubblico presente in sala, ha voluto sottolineare che “il rispetto delle competenze e dei ruoli sono determinanti per la gestione del territorio. Vanno rispettati i confini delle proprie attribuzioni, senza cedere alla tentazione di sottrarre spazi di competenza a chi ne ha titolo. Bisogna evitare di alimentare un conflitto negativo di competenza”.


 

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