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La Recensione
Syberia 3, Kate Walker torna dopo 13 anni di attesa
09/05/2017 18:46:00
L'avventura abbandona le due dimensioni e approda per la prima volta in un universo tutto in 3D

 

di Francesco Pellegrino Lise


A distanza di 13 lunghi anni dall’ultimo capitolo della serie, arriva finalmente su Pc, Xbox One e PlayStation 4 il tanto agognato Syberia 3. Il titolo segna una decisa discontinuità rispetto ai suoi predecessori, portando la tipica anima enigmistica dell'avventura grafica in un ambiente tridimensionale dove tutta avviene in tempo reale. Ma veniamo al gioco: il titolo si apre con la protagonista, Kate Walker, svenuta in mezzo alla neve mentre viene salvata dalla tribù degli Youkol. L'avvocatessa, già protagonista del viaggio nel sogno di Hans Voralberg, raccontato nei primi due episodi, è in punto di morte e viene portata in una clinica dove, quando riprende conoscenza, si trova prigioniera di alcune persone poco raccomandabili il cui scopo non è ben chiaro. Da qui inizia il viaggio di Kate per la libertà, ma andando avanti ci sarà molto di più in gioco. Dal punto di vista narrativo Syberia 3 rappresenta davvero un gran bel prodotto. Sokal non ha perso la sua capacità di descrivere mondi affascinati e riccamente caratterizzati e ha diretto l'intero titolo con sapienza. Pur mantenendo i toni e la struttura del romanzo di avventura, Syberia 3 affronta quelli che sono i nodi cruciali dell'Europa contemporanea. Il razzismo individualista della popolazione della piccola cittadina dove si svolge l’avventura, non è in fondo diverso da quello delle periferie europee, dove il multiculturalismo mostra i suoi lati più problematici. Il rapporto tra l'uomo e la natura è forse il tema più forte ed evidente nella narrazione; inquinamento, riscaldamento globale, contaminazione nucleare, cementificazione selvaggia e colonialista. Insomma oltre al semplice gioco, vivono dietro le quinte anche alcune importanti tematiche che riguardano il mondo reale. Kate Walker, nonostante gli anni, resta ancora un personaggio affascinante, tormentata, forte ma allo stesso tempo capace di uscire dai guai usando la sua intelligenza nelle situazioni più difficili. Per quanto riguarda la giocabilità, i puzzle logici presenti in gioco, sono realizzati molto bene e, nonostante non siano i più cervellotici in circolazione, sicuramente i fan della saga saranno in grado di apprezzarli. In Syberia 3 sono presenti anche numerosi puzzle meccanici: ad esempio in una circostanza bisogna allineare una chiave con una serratura girando delle rotelle, mentre in un'altra bisogna manipolare delle chiuse per filtrare l'acqua di un fiume. Insomma, una buona storia, dei puzzle non difficili ma interessanti e una protagonista affascinante fanno sì che il titolo sia nel complesso molto interessante. Peccato, purtroppo, che quanto descritto fino ad adesso venga macchiato da una realizzazione complessiva non troppo curata. L'interfaccia risulta uno dei punti deboli di questo terzo capitolo. Nonostante s’intraveda una qualche forma di continuità stilistica rispetto a quello dei precedenti episodi, il sistema di selezione degli “hotspots” non funziona a dovere: gli oggetti con cui interagire non vengono sempre evidenziati automaticamente quando Kate si avvicina a un elemento attivo, e spesso ci si troverà a bisticciare con la telecamera per cercare la giusta distanza e la corretta angolazione. Per quel che riguarda la progressione, in ogni caso, molto spazio viene riservato alle conversazioni con gli NPC, dotati di un sistema che integra risposte a scelta multipla, le quali, tuttavia non hanno alcuna influenza sullo svolgimento della trama ma solo sul "mood" del personaggio con cui Kate si relaziona. Durante l'avanzamento, infine, si alternano sia sezioni di gioco più esplorative sia fasi dal ritmo più serrato, in cui Kate è chiamata a svolgere compiti specifici che si susseguono uno dopo l'altro senza molta verve. Syberia III soffre inoltre di altri problem, in particolare nelle rifiniture. Ad esempio il labiale è sincronizzato solo con il doppiaggio francese e non con quello inglese (l'italiano esiste solo nei sottotitoli).

 

 

Quelli elencati fino ad adesso sono piccoli problemi, magari ininfluenti per molti, ma che se messi tutti insieme danno un'impressione negativa specialmente a chi si avvicina per la prima volta alla saga. È vero che il lato narrativo, supportato dalla maestosa colonna sonora composta da Inon Zur aiuta a sorvolare sui difetti e che si viene comunque coinvolti al punto da voler arrivare alla fine a prescindere, ma questo in ogni caso non rappresenta una scusante per tutto il resto. Fortunatamente il punto forte della saga di Syberia 3 risiede nello stile visivo, caratterizzato da ambientazioni maestose, realizzate con una cura maniacale per i particolari, frutto di una minuziosa ricerca iconografica e una conoscenza profonda della storia dell'arte. Le scenografie, rese maestose dai ben costruiti giochi di inquadrature, sono colorate con tinte delicate e decorate con dettagli minuziosi. In ogni angolo emerge l’attenzione di di Sokal, uno stile caratteristico e inconfondibile dal forte impatto emozionale. Il passaggio dal 2D al 3D, c’è da dire, benché fortemente voluto sacrifica quello che era uno dei punti di forza della grafica dei precedenti episodi: la visione d'insieme della maestosa potenza degli scenari, fissi e bidimensionali, con un punto di vista unico e definito che ha permesso quindi al fumettista di giocare moltissimo con l'impatto delle prospettive sceniche. Per il giocatore, insomma, si tratta di fare un piccolo compromesso tra il piacere estetico e la fluidità dell'esperienza. Lo stile grafico è invece riuscito a superare indenne l’impatto del passaggio alla terza dimensione e a farsi perdonare una certa ruvidezza della modellazione, restituendo le stesse emozioni delle illustrazioni dei primi due episodi: nonostante le differenze significative rispetto a quanto visto in passato, si respira ancora a pieni polmoni l'atmosfera caratteristica della saga di Syberia. Tirando le somme, Nonostante i difetti tecnici evidenti e a volte fastidiosi,Syberia 3 si fa giocare con piacere grazie all’ampio respiro della narrazione e la fedeltà stilistica che resiste agli anni e al cambiamento. La suggestione onirica, esotica e avventurosa, affrontando temi forti come il razzismo, l’inquinamento e il rapporto con la tradizione sono poi tutti ingredienti che riescono a fare del prodotto qualcosa di davvero unico nel suo genere. Insomma, se quello che si cerca non è un gioco perfetto, ma che sappia lasciare dentro quel qualcosa in più, che manca a molti dei titoli odierni, Syberia 3 è un’ottima scelta.



GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 6,5
Longevità: 7

VOTO FINALE:7,5

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