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La recensione
Dead Rising 4, Frank West torna a Willamette
27/01/2017 19:31:00
Il quarto capitolo dell'horror-game di Capcom è su Xbox One e PC

 

di Francesco Pellegrino Lise


Sono passati più di tre anni dall'uscita dell'ultimo Dead Rising, il terzo per la precisione. Il titolo, arrivato come uno fra i giochi di lancio di Xbox One, aveva lasciato trasparire un cambiamento piuttosto evidente in termini di giocabilità: una brusca virata verso l'azione più spinta, che aveva messo in disparte la componente survival, elemento portante dei primi capitoli della saga. Con l'arrivo di Dead Rising 4 su Xbox One e PC il cambio di filosofia è ancora più marcato, e nonostante il gradito ritorno dello storico protagonista, Frank West, di ciò che la serie era un tempo non è rimasto praticamente nulla. In Dead Rising 4 il famoso fotoreporter di Capcom si ritroverà all’età di 52 anni alla ricerca di un nuovo scoop che possa renderlo famoso in tutto il mondo. Risvegliatosi da un incubo nel cuore della notte Frank, seppur riluttante, viene convinto dalla sua “allieva” Vick a tornare a Willamette (la stessa città teatro del primo episodio) per indagare su una base militare dove al suo interno si starebbero compiendo alcuni esperimenti sospetti. Il protagonista dopo sedici anni è ancora convinto di poter dimostrare che sotto all’esplosione delle ultime epidemie zombie ci sia il governo americano. In seguito ad alcune vicissitudini Frank viene abbandonato da Vick e si ritrova a tornare a Willamette per una terza volta grazie a qualcuno pronto a credergli e supportarlo nella sua caccia allo scoop di una vita. Nella cittadina del Colorado intanto l’epidemia infuria in strada da ben sei settimane ed è comparsa una nuova organizzazione chiamata “Obscuris”, interessata a qualcosa presente in città. All’interno dei sette casi che compongono il gioco si entrerà in contatto con altri sopravvissuti e a scoprire addirittura dei collegamenti con il primo Dead Rising.

 

 

Al di là degli antefatti narrativi, in Dead Rising 4 non è la storia a tenere i giocatori incollati allo schermo: come da tradizione gli eventi hanno solo il compito di guidare chi gioca attraverso la città invasa dai non morti, e la sceneggiatura non rappresenta in alcun modo uno dei punti salienti del titolo. Poco male, infatti se si ama la serie, quello che più interesserà ai gamers è massacrare nei modi più fantasiosi la più grande quantità di zombie che la storia videoludica ricordi. E da questo punto di vista questo nuovo episodio non delude affatto. Per rafforzare questo aspetto Capcom ha deciso di sorprendere tutti rimuovendo completamente il caratteristico timer che fino ad oggi scandiva i ritmi delle vostre attività all'interno del gioco. Il sistema a tempo del primo capitolo aveva già perso progressivamente importanza con l'avanzare dei capitoli, ma la sua completa rimozione dimostra la piena intenzione della software house di lanciarsi verso una prospettiva del tutto incentrata sull’azione. Svanita la necessità di studiare con attenzione i percorsi necessari a salvare il maggior numero di sopravvissuti e sopravvivere all'orrore dell'epidemia, e con tutto il tempo del mondo a disposizione, Dead Rising 4 si trasforma da serviva horror in una specie di tritacarne su scala cittadina. La città di Willamette è un grande e violento parco giochi in cui massacrare impunemente nemici vecchi e nuovi, traendo un sadico piacere nel vedere arti che si staccano e teste che volano, ed osservando una ferocia ed un'efferatezza difficilmente raggiungibile in altri zombie game. Fortunatamente la giocabilità in Dead Rising 4 è stata condita da alcune succulente novità: la principale è sicuramente rappresentata dalle EXO Suits, ovvero esoscheletri in grado di garantire a chi li indossa una forza sovraumana e una resistenza senza pari: si può scattare per chilometri, abbattere con facilità i nemici o prendere a calci i veicoli mandandoli verso gli sventurati zombie. La batteria di queste fantastiche “armature” ha però una durata limitata. Per questo motivo non bisogna mai perdere di vista le spie: quando iniziano a lampeggiare di rosso, l’energia è agli sgoccioli e bisogna correre ai ripari raggiungendo alcune specifiche torrette in grado di ricaricarla, trovando un potenziamento per garantire una durata maggiore della batteria e infondere nuove capacità al proprio EXO oppure preparandosi a ritornare a combattere da semplice essere umano. Sulla mappa le armi e gli oggetti EXO saranno contrassegnati dal colore viola. Un’altra novità è rappresentata dalla presenza di nuovi nemici. Oltre ai classici zombie e i superstiti ostili, bisognerà vedersela anche con i violentissimi zombie neomorti, quelli evoluti e con i soldati dell’organizzazione Obscuris. I primi non sono nient’altro che umani appena infettati e risultano forti, aggressivi e più veloci rispetto agli altri. Questi esseri attaccheranno West con artigliate e violente prese. Gli zombie evoluti sono invece infetti neomorti che sono stati in grado di resistere al parassita dentro di loro. Conservano in parte la loro intelligenza e allo stesso tempo acquisiscono forza e agilità sovraumane. Tendono ad attaccare dall’alto e dalla distanza, sono molto resistenti ed in grado di accrescere la ferocia degli zombie circostanti. Infine i soldati dell’organizzazione Obscuris ostacoleranno il reporter armati di asce, fucili e granate militari.

 

 

Anche in questo nuovo episodio però restano alcuni elementi, grandi classici dell'amata serie, come un'ampia gamma di armi e veicoli che i giocatori potranno combinare per fronteggiare orde di non morti affamati. Per quanto riguarda la componente lotta corpo a corpo, gli attacchi caricano uno speciale contatore che, se portato al massimo, permette l’utilizzo di un particolare colpo in grado di sconfiggere più velocemente i nemici più forti. Ritorno assai gradito, poi, è quello della macchina fotografica, West potrà infatti scattare selfie e foto ironiche, uniche, sanguinose o tragiche. La macchina possiede anche un analizzatore di spetto che evidenzia elementi non percepibili a occhio nudo, un filtro notturno e una modalità indagine, utile in alcune missioni in cui sarà richiesto di trovare degli indizi per risolvere un mistero. Il tutto sarà utile anche per i punti, che vengono assegnati normalmente ogni qualvolta si sale di livello (fino a un massimo di 100) e che dovranno essere spesi per sbloccare nuove abilità nell’albero delle skills. Questo è suddiviso in quattro rami principali: Combattimento, Temperamento, Tiro e Sopravvivenza. Al solito, starà ai giocatori decidere se avere un Frank maggiormente orientato al combattimento con le armi da fuoco o da distanza ravvicinata, se dotarlo di maggiore energia o di resistenza allo sforzo fisico, se aumentare gli slot per gli oggetti o sfruttare al meglio le risorse trovate. Dal punto di vista estetico, il gioco si difende discretamente bene. I seri problemi di framerate visti nel terzo capitolo sono spariti, a fronte di un numero ancora più imponente di non morti presenti sullo schermo. Restano però alcuni problemi con le animazioni, diversi glitch e bug grafici sui costumi, e numerose compenetrazioni poligonali. Dead Rising 4 fa sfoggio però di un'ottima effettistica. Un ottimo lavoro è stato fatto anche sul sonoro. Il doppiaggio è altalenante e come sempre la differenza tra protagonisti e personaggi secondari è abissale, ma generalmente l'interpretazione è ben fatta. Ottimo il suono delle armi e soprattutto quello dei bassi, che fanno rimbombare ogni singolo colpo sparato gratificando il giocatore per ogni colpo in testa messo a segno. Oltre alla campagna single player, che porterà via non poco tempo se si è a caccia di collezionabili e obiettivi da sbloccare, il gioco offre anche una modalità multiplayer. Trattasi di una coop fino a quattro giocatori ambientata in stage casuali nei quali i protagonisti devono portare a termine una lista di obiettivi sfidandosi al tempo stesso a colpi di punteggi e combo. I personaggi del multigiocatore sono alcuni dei sopravvissuti della modalità single player e hanno un proprio set di abilità specifiche che possono essere potenziate nel corso delle sfide. Un'aggiunta simpatica e abbastanza divertente, che ricorda per certi versi quanto visto in Left 4 Dead. Tirando le somme, nonostante Dead Rising 4 non abbia praticamente quasi nulla di simile al capitolo originale, il divertimento è garantito. Attenzione però, nonostante il titolo sia uno zombi game a tutti gli effetti, esso non può essere inserito fra le fila del genere survival horror, ma si avvicina meglio a un genere action-musou dove l’obiettivo principale è massacrare senza pietà le orde dei non morti. Quindi, i puristi del genere sono avvertiti: se si cerca una sfida ardua basata sul ragionamento e sulla capacità di uscire vivi ricorrendo anche alla materia grigia, è meglio guardare oltre. Se quello che si cerca invece è un sano massacro in stile Rambo, allora questo è il gioco che fa per voi.


GIUDIZIO GLOBALE:


GRAFICA: 8
SONORO: 8
GAMEPLAY: 7,5
LONGEVITA’: 8,5


VOTO FINALE: 8,5

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