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Cronaca
Ferrara: 16enne torna a casa e trova i genitori morti. E' giallo
11/01/2017 09:07:00
La causa della morte sarebbe da imputare a forti colpi ricevuti da entrambi i coniugi alla testa da un corpo contundente che non è ancora stato rinvenuto

 

di Andrea Barbi

FERRARA
- E' un ragazzino di 16 anni di nome Riccardo che ieri pomeriggio, al suo ritorno da scuola, ha trovato i corpi dei propri genitori privi di vita nella villetta di via Fronte Pontelangorino in provincia di Ferrara. Le vittime sono Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45 anni, titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio. 

 

Il cadavere dell'uomo era in garage, mentre quello della donna in cucina. Entrambi i corpi sono stati trovati con sacchetti di plastica in testa, ma non sarebbero morti per asfissia. Stando ai primi dati diffusi dal medico legale che ha effettuato le prime analisi, la causa della morte sarebbe infatti da imputare a forti colpi ricevuti da entrambi i coniugi alla testa da un corpo contundente che non è ancora stato rinvenuto. Talmente violenti da fracassare i rispetttivi cranii. Dunque, ufficialmente, gli inquirenti stanno indagando per cercare un assassino ed è stato proprio il giovane Riccardo ad essere stato interrogato fino a notte fonda dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal magistrato Silvia Marzocchi della procura minorile di Bologna. Sentiti dai carabinieri anche gli amici del giovane, in particolare P.R., il coetaneo che ha passato con lui la notte. Prima nella casa di via Fronte (nella piccola dependance che Riccardo aveva ricavato nel garage dell’abitazione dei suoi), poi a partire dalle 5 di mattina a casa sua, poco distante. Entrambi ieri mattina non si sono visti a scuola.


Gli inquirenti stanno ricostruendo il buco che va proprio dalle 5 di mattina alle 13, quando Riccardo scopre i genitori senza vita e dà l’allarme. Oltre agli interrogatori degli amici che erano con lui lunedì sera, sono stati scandagliaati anche i cellulari, tracciando telefonate e conversazioni via whatsapp.

Ad insospettire fin da subito gli investigatori è il fatto che sugli infissi delle entrate dell'abitazione non ci sono segni di effrazione né evidenti segni di una qualche collutazione con l'assassino. Scartata, dunque, l’ipotesi di un’irruzione in casa da parte di estranei, considerando anche che i vicini di casa hanno riferito di non aver sentito rumori sospetti e il cane della coppia (di taglia grande) non avrebbe avuto reazioni di difesa.

Tutto farebbe pensare a una ingenua messinscena organizzata per depistare le indagini.

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