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Il Caso firme false
Palermo, bufera M5S: I "Monaci" Nuti e Di Vita rompono il silenzio... ma sui social
02/12/2016 12:33:00
Entrambi sospesi dal Movimento Cinque Stelle a seguito dell'avviso di garanzia ricevuto dalla Procura del capoluogo siciliano

 

di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Rompono il silenzio dopo giorni di tensioni il deputato Riccardo Nuti e Giulia Di Vita entrambi sospesi dal Movimento Cinque Stelle a seguito dell'avviso di garanzia ricevuto dalla Procura del capoluogo siciliano in ambito dell'indagine relativa alle firme false delle Comunali del 2012.
 
Quattro pentastellati hanno ignorato l'invito ad autosospendersi contravvenendo ad una delle regole di base del movimento. Riccardo Nuti e Giulia Di Vita erano stati convocati per un interrogatorio al Palazzo di Giustizia di Palermo dal PM Claudia Ferrari e dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia ma nulla è emerso perchè i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, una scena muta seguita dalla rinuncia di sottoporsi al saggio grafico per comparare le firme.
 
I due deputati scelgono di rompere il silenzio ma non davanti ai PM ma sui social dove si difendono dalle accuse ritenute ingiuste e i due "Monaci" cosi come sono stati ironicamente chiamati hanno espresso i loro pareri lecitamente attraverso un mezzo diretto e veloce per arrivare a tutti: "E' mio diritto e dovere non rispondere, proverò a dimostrare che sono estraneo ai fatti" – ha scritto Riccardo Nuti – "Per il momento accetto il silenzio e con fatica quotidiana la gogna e gli insulti che mi piovono da settimane, convinto che le indagini della magistratura confermino la mia coerenza, il mio rigore morale e la mia affidabilità di uomo politico. Allora sarò lo stesso Riccardo Nuti di sempre, quello che non abbassa mai la testa".
 
A pioggia attestati di solidarietà da parte di utenti social vicini al movimento. Dello stesso tono la deputata Giulia Di Vita che ha scritto: "Un attacco pretestuoso nei nostri confronti; chi si è autosospeso, a quanto pare, è chi si è autoaccusato o ha confermato le accuse. Mi sembra un passaggio sacrosanto a cui fare seguire quanto prima le dovute dimissioni. Proprio per questo l'autosospensione di chi è stato accusato ingiustamente non sta nè in cielo e nè in terra". Delusi da coloro con cui hanno condiiviso lunghi periodi di militanza politca ma che oggi sembrano voltargli le spalle e pronti a battagliare, i due deputati cercano di difendersi in quello che sembra essere uno tsunami politico districato e complesso dal quale il movimento purtroppo ne uscirà seriamente danneggiato.   
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