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La recensione
Dishonored 2: azione, intrighi e misteri tornano su Pc e console
23/11/2016 16:10:00
Due protagonisti giocabili, area di gioco più vasta, trama profonda e tantissime novità

 

di Francesco Pellegrino Lise


A distanza di quattro anni dall’uscita di Dishonored, l’avventura in prima persona dalle forti linee Steampunk e dall’architettura futurista, la saga torna su Xbox One, PlayStation e Pc con un nuovo e innovativo capitolo. Bethesda e Arkane Studios hanno infatti lanciato Dishonored 2, episodio ambientato 15 anni dopo gli eventi narrati nel titolo originale, ricco di novità e denso di miglioramenti per quello che concerne la giocabilità complessiva. Per il regno di Dunwall la parola pace sembra non avere un gran significato. Questa volta il trono della legittima imperatrice viene messo a repentaglio da un colpo di stato. Tale mossa, organizzata dal Duca di Serkonos in combutta con la strega Delilah, che si autoproclama la sorella segreta della defunta Jessamine introduce i giocatori nel la realtà di gioco spiazzandolo subito. Al termine di questa sequenza il titolo farà scegliere al giocatore se impersonare Emily Kaldwin o Corvo Attano. Chi ha giocato ai due DLC del primo capitolo avrà certamente una visione d'insieme, mentre chi non ha avuto il piacere di farsi ammaliare dal capostipite della serie potrà comunque capire tutto ciò che è accaduto: nelle prime fasi di gioco la storia verrà ben raccontata attraverso un filmato e introdurrà i neofiti a questo interessante sequel. La stupefacente autonomia donata dagli autori degli Arkane Studios nella scelta del percorso narrativo da intraprendere per "scrivere" la storia di Dishonored 2 si riflette inevitabilmente sulle meccaniche di gioco e sulla libertà concessa agli utenti nell'evoluzione dinamica delle abilità e dei poteri dei due personaggi. Impersonando Corvo Attano ed Emily Kaldwin ci si potrà addentrare nei luoghi più segreti della città costiera di Karnaca e pianificare missioni di sabotaggio, di infiltrazione o di puro assassinio rese ancora più interessanti grazie anche all’aiuto di decine di gadget, di poteri e di abilità paranormali da acquisire attraverso l'esplorazione dello scenario e il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla campagna. La trama di Dishonored 2 compie dei decisi passi in avanti rispetto al passato, con il gameplay che ancora una volta veste un ruolo principe soprattutto in vista del finale. Il livello di caos e alcune scelte effettuate all'interno delle missioni avranno infatti conseguenze sul finale che proprio grazie a quest’espediente risulta più sfaccettato rispetto al precedente titolo.

 

 

Per quanto riguarda la giocabilità si può dire che la struttura su cui si fonda l’intera produzione è pressoché rimasta invariata: si ha infatti a disposizione un hub principale in cui discutere con gli alleati e dal quale avviare il livello in cui si svolgerà la missione da seguire. I livelli invece sono a tutti gli effetti delle grandi zone sandbox esplorabili in lungo e in largo e approcciabili come meglio si vuole, con la possibilità di muoversi costantemente nell'ombra e di evitare il più possibile il contatto con i nemici, ma anche di ingaggiare lo scontro diretto sfruttando gadget e poteri. Lo stealth rimane in ogni caso l'approccio più divertente da adottare e anche quello meglio implementato dal team di sviluppo. I Poteri sono ancora una volta un elemento fondamentale del gameplay ma potranno essere accantonati nelle prime battute dell’avventura. Ciò rappresenta un fattore molto interessante per tutti coloro che non apprezzano l'utilizzo di una serie di abilità soprannaturali o per chi vuole una sfida più realistica e ancora più impegnativa. Chi al contrario accetterà il Marchio dell'Esterno si troverà alle prese con meccaniche già conosciute, soprattutto utilizzando Corvo. Il misterioso protagonista maschile possiede gli stessi poteri del primo Dishonored, mentre l'Imperatrice può usufruire di alcune abilità molto interessanti e che sono in grado di dar vita ad approcci ancora più sperimentali e potenzialmente letali. In ogni caso, sia che si preferisca un approccio silenzioso o che si preferisca aggredire i nemici frontalmente, si avrà in ogni caso la possibilità di effettuare alcuni upgrade sfruttando un sistema di progressione delle abilità rivisitato e più articolato. Ogni singola abilità possiede uno “skill tree” dedicato che permette di sfruttare variazioni più o meno evidenti e di migliorare ulteriormente i poteri. Si tratta di un deciso passo in avanti rispetto alla precedente avventura in quel di Dunwall e di un ulteriore incentivo a dedicarsi all'esplorazione dei livelli. Non lasciare nulla al caso infatti permetterà ai giocatori più pazienti d'imbattersi in vie alternative, di raccogliere oggetti preziosi, rune, amuleti d'ossa, ma anche d'imbarcarsi in alcune missioni secondarie facoltative che però ripagheranno a dovere gli sforzi fatti.

 

 

Gli innumerevoli sfoerzi compiuti dal team di Studio Arkane per proporre il gioco sulle piattaforme attuali trovano una sintesi perfetta nel passaggio alla nuova ambientazione rappresentata da Karnaca, la città meridionale dell'Impero. Più calda, più luminosa, più lussureggiante, più colorata e decisamente più "viva" di Dunwall, tale località infatti si pone in netto contrasto con la capitale del regno vista nel primo capitolo. Nel complesso a livello visivo e soprattutto artistico si raggiungono delle vette d'eccellenza grazie al sapiente utilizzo del Void Engine, un motore che deriva dall'id Tech ma che è stato pesantemente modificato per l'occasione. Chi cerca il dettaglio o la grafica iper-realistica rimarrà inevitabilmente deluso ma Arkane ha nuovamente deciso di privilegiare lo stile più che un aspetto tecnico all'avanguardia per garantire un’avventura indimenticabile. Ottimo anche il comparto sonoro che offre innanzi tutto un doppiaggio in lingua italiana ben fatto e anche un magnifico mix di effetti sonori e musiche ben realizzate. Tirando le somme, questo Dishonored 2 rappresenta a tutti gli effetti il degno sequel di quel gioco che quattro anni fa conquistò milioni di giocatori in tutto il mondo. Le tante cose da fare, l’alto tasso di rigiocabilità nonostante non ci sia una componente multi giocatore, la presenza di due protagonisti e un ambiente di gioco curato e complesso fanno dell’intera produzione un vero e proprio diamante incastonato sulla corona dei videogames da non perdere. Lasciarselo sfuggire a nostro avviso sarebbe un vero errore. Se quello che si cerca è un’avventura in single player profonda, ben realizzata e divertente, allora questo è il titolo giusto.



GIUDIZIO GLOBALE


Grafica: 8,5
Sonoro: 9
Gameplay: 9,5
Longevità: 9


VOTO FINALE: 9

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