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Politica
Referendum, scontro e insulti Grillo-Renzi ma i cittadini ignorano "il bicameralismo paritario"
23/11/2016 12:20:00
A distanza i due si scherniscono e con toni un po "pecorecci" se ne dicono di tutti i colori, ignari del fatto che questi comportamenti creano distanzecon i cittadini

 

di Paolino Canzoneri

 

Ai ferri corti e senza mandarla a dire, si inaspriscono i toni già forti a pochi giorni dal referendum fra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grippo. A distanza i due si scherniscono e con toni un po "pecorecci" se ne dicono di tutti i colori, ignari forse, del fatto che questi comportamenti creano distanze sempre più evidenti con i cittadini che da sondaggi e interviste varie ancora non hanno neanche la minima idea del significato del "bicameralismo paritario" alla base del referendum oramai quasi alle porte.

Il quadro La situazione al momento vede 704 comitati per il NO che operano sul territorio italiano e 100 formati dagli studenti e 35 comitati per il NO all'estero e le nuove scintille riguardano proprio il voto degli italiani all'estero che a conti fatti giocherà un ruolo decisivo per la vittoria del SI ma l'altra campana, quella del NO, si è detta pronta a fare ricorso e impugnare il risultato.

Il NO all'attacco Il presidente  del comitato del NO Alessandro Pace non usa mezzi termini e in un incontro con la stampa estera parla di una "riforma eversiva" in grado di mandare all'aria tutta la Carta Costituzionale: "Avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale. Il voto è personale libero e segreto ma il modo con cui si vota all'estero non dà garanzia di sicurezza. Confermando la legge Boschi avremo un’altra Costituzione, verrebbe radicalmente modificata la forma di governo. Il Senato non darà più la fiducia e sarà bloccato. L’unica camera funzionante, grazie al porcellum, esprimerebbe 340 seggi a favore della maggioranza. E ancorché al presidente del Consiglio non vengano attribuiti maggiori poteri, avremo un uomo solo al comando. I poteri sono già tanti, ma quello che succede è che non ci saranno più contropoteri».

Beppe e la Renzimania Il leader Beppe Grillo che con il suo solito "charme" che contraddistingue il suo modo di replicare ha prontamente scritto nel suo Blog: "Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda." Matteo Renzi incassato l'insulto  ha risposto durante la sua maratona elettorale che lo ha visto ieri a Piombino: "Loro insultano? E noi sorridiamo. Ieri c’è stata l’ennesima polemica di Grillo che ci ha detto che siamo dei serial killer, oggi quelli del No dicono che se perdono faranno ricorso. Noi non faremo ricorsi e controricorsi. La nostra reazione è calma e gesso, sorrisi e tranquillità. Tentano di buttarla in rissa  ma noi invece entriamo nel merito e faremo campagna col sorriso sulle labbra. Loro hanno paura di parlare del merito perché se si capisce che la domanda è sul rendere il Paese più semplice, non ce n’è per nessuno".

Renzi e la paura del NO Renzi a Piombino ha provato a convincere la platea dell'importanza del voto per il SI: "Nel 2013, nonostante l’appello di Giorgio Napolitano in Parlamento per le riforme, non c’era una riforma che andava avanti, io ero l’ultima spiaggia, mi hanno dato come mandato quello di fare le riforme. Io me lo immagino il presidente della Repubblica e tutti gli altri che avranno fatto un ragionamento come per dire: “giù giù, proviamo anche questo"..In questa campagna mi sto divertendo. Rischio di andar via? Sì, se devo star qui per cambiare l’Italia lavoro anche 25 ore al giorno, ma se ritornano quelli di prima a contrattare inciuci e a non cambiare il Paese vengono loro e amici come prima, io non sono di quelli aggrappati alla seggiola".

Silvio e lo "spauracchio della deriva autoritaria" Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi pur ribadendo il suo fermo NO paventa il rischio di una deriva autoritaria e a seguito di interviste rilasciate da Fedele Confalonieri l'ex presidente del Consiglio è convinto che i vertici Mediaset voteranno SI per timori relativi a possibili ritorsioni del Governo. L'argomento non è affatto chiuso e nei prossimi giorni si assisterà a colpi e contraccolpi sempre più aspri da entrambe le parti del SI e del NO ma al momento sembra che sia più urgente una campagna televisiva informativa ancora più assidua,  efficace, chiara e semplice che spieghi alla stragrande percentuale dei cittadini che non vanno ad ascoltare i comizi di Renzi e che non si collegano con il blog di Grillo, quali sono i quesiti referendari e le conseguenze del proprio voto. 

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