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L'evento
Un record inatteso che gli oltre 35 espositori di tredici paesi internazionli diversi confermano anche con la loro soddisfazione
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Le cifre parlano chiaro. In soli 4 giorni l'affluenza dei cittadini palermitani e la quantità di cibo consumata sancisce il pieno successo e la precisa volontà di voler riappropriarsi delle bellezze della città. L'impressionante numero di bilgietti staccati per l'accesso allo Street Food Fest è di oltre 600mila, un record inatteso che gli oltre 35 espositori di tredici paesi internazionli diversi confermano anche con la loro soddisfazione nel riuscire appieno a tramandare, scambiare e condividere cultura e tradizioni. Strade del centro storico palermitano come Via Roma, Piazza San Domenico e molte altre sono divenute meta di passeggio e di ristoro grazie agli stand di cibo che con gli oltre 25mila chili di cibo hanno esaltato i palati dei palermitani notoriamente sensibili alle bellezze e bontà culinarie mediterranee e non solo. Numeri e cifre oltre ogni previsione; 3mila Hamburgher di Cinisara, 2500 arancine, 4mila panini con porchetta di Ariccia e più di 2600 con variazioni di Tonno; "Stigghiole" (budella di pecore, specialità storica siciliana); sfincione, milza e non solo cibo salato ma anche dolce con cannoli con ricotta, cassatelle e tant'altro estendendo leccornie oltre mediterraneo ad est come i dolci Kurtos ungheresi, Coxhine brasiliane, spaghetti thailandesi Pad thai, dalla Germania i Duncan Knox, i tipici Bratwurst, Kartoffel puffer etc. Cibo e cultura a braccetto per le vie del centro storico a suggellare una integrazione e una intesa culturale che rende Palermo e la Sicilia ancora una volta nella storia come un passaggio di culture del Mediterraneo. Presenti anche stand con computer per poter votare on line i piatti preferiti. Gli organizzatori sembra che si siano accorti pure della presenza di un piccolo giro di biglietti di ingresso falsi perfettamente identici agli originali. I numeri delle affluenze nazionali ed internazionali degli espositori e il riscontro dell'affluenza dei palermitani hanno dimostrato come lo Street Food Fest abbia tutte le carte per divenire un appuntamento da ripetere ogni anno.
Cronaca
Denunciato un 31enne
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PALERMO - Il fenomeno delle truffe on-line sta diventando un fenomeno che interessa gli internauti di ogni età. Ad ogni collegamento, infatti, l’utente è sempre più esposto alle numerose insidie provenienti da quelle che sono ormai definite frodi e truffe informatiche.
Il più classico degli inganni consiste nel proporre un qualsiasi oggetto in vendita a prezzi vantaggiosi ed attendere che un qualche utente sprovveduto, allettato dall’offerta, invii il denaro al venditore che, una volta intascata la somma, si rende irreperibile.
I Carabinieri della Stazione di Ustica sono riusciti ad identificare gli autori dell’odierna truffa. L’ultimo caso risale proprio a questi giorni.
Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata da un giovane dell’isola che, dopo aver effettuato il pagamento di 140 € per una consolle, non ha mai ricevuto nulla e non è più riuscito a mettersi in contatto con il venditore.
I militari, dopo accurati accertamenti, hanno denunciato C.g., 31enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per simili episodi ed al momento irreperibile.
E’ già il quarto episodio nel giro di un mese accertato dai Carabinieri ad Ustica.

Cronaca
Il terribile incidente è avvenuto intorno alle 12:30 al km 10+500 a Isnello in località Piano Torre.
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Inizia nel peggiore dei modi la competizione automobilistica legata all'edizione numero 101 della Targa Florio. La prima prova speciale rally del campionato italiano è iniziata stamane a Piano Battaglia. Durante le prime fasi della corsa la Bmw mini cooper Jcw per la scuderia Messina racing team del pilota messinese di 52 anni Mauro Amendolia è uscita improvvisamente di strada investendo fatalmente Giuseppe Laganà, un commissario di percorso, schiantandosi nel fianco della strada tortuosa. Non c'è stato niente da fare neanche per il pilota, anch'egli deceduto nell'impatto della sua vettura mentre al suo fianco, nel ruolo di copilota, la figlia Gemma di 26 anni ha riportato un grave trauma cranico ed è stata trasportata in elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo.

Il terribile incidente è avvenuto intorno alle 12:30 al km 10+500 a Isnello in località Piano Torre. Da una prima analisi sembra che le cause vadano ricercate in strati di nevischio presenti nel percorso ma si ipotizza anche un malore improvviso del pilota. Aperta subito una inchiesta da parte della procura di Termini Imerese che ha disposto l'autopsia per i due corpi e una perizia tecnica sull'auto. Sembra che i documenti della gara indicavano come primo pilota la giovane Gemma mentre il padre era designato come secondo pilota e secondo indiscrezioni sembra che avrebbe dovuto partecipare alla corsa la sorella Valentina che all'ultimo momento avrebbe rinunciato cedendo il posto al padre. Il commissario di percorso della Targa Florio, appassionato di automobilismo, lavorava come escavatorista a Catania, originario di Lentini, lascia due figli nello strazio assoluto. Le indagini sono appena iniziate.
 
 
Il caso
Scaduto il termine della promessa di Crocetta, disabili sul piede di guerra
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Una vera e propria pioggia di azioni legali sono previste contro la Regione Sicilia da parte dei disabili che pochi giorni dalla manifestazione per le vie del capoluogo siciliano affermano di non aver visto ancora un euro dopo la scadenza del termine nella quale il presidente della Regione Rosario Crocetta si era impegnato in prima persona per risolvere l'emergenza. Da settimane infatti i disabili siciliani erano scesi sul piede di guerra per il mancato rispetto degli impegni presi dal governo regionale in termini di firma ai decreti per l'erogazione degli aiuti ai disabili. La questione spinosa e l'odiosa condizione di ulteriore disagio, aveva suscitato ovviamente una indignazione a livello nazionale ed erano scesi in campo anche professionisti della musica e del cinema per partecipare attivamente alla causa e per scuotere le coscienze cercando di dimostrare quanto certe priorità non debbano mai incappare in ritardi di carattere burocratico o slittare penosamente nei piani bassi delle liste degli ordini del giorno. L'attore e regista PIF, che ha fatto esplodere il caso, era andato personalmente a parlare faccia a faccia con Rosario Crocetta.
 
L'incontro-scontro farcito di urla del regista e risposte timide e vaghe del presidente, si era concluso con la promessa dell'erogazione degli aiuti per i disabili entro quindici giorni. Il termine è oramai scaduto e Il presidente Rosario Crocetta in una intervista aveva assicurato che entro aprile sarebbe stato erogato un ulteriore fondo di 34 milioni di euro. Sicuri di poter adempiere la promessa nei termini stabiliti dei quinidici giorni, sembra che qualcosa non torni e che si sia trattato ancora una volta della solita promessa azzardata. A peggiorare il quadro l'arrivo della nuova finanziaria all'Assemblea della Regione Sicilia con nuovi emendamenti votati che sembrano evidenziare quanto gli stanziamenti siano "virtuali" per motivi legati ad una apparente copertura necessaria per l'attuazione concreta. Di buon mattino la richiesta di dimissioni del governo estesa a tutti i parlamentari rappresenta un ulteriore passo che conferma, nel caso ce ne fosse bisogno, che la tensione della categori dei disabili è alta più che mai. Il primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando a tal proposito ha dichiarato: "Eprimiamo la nostra preoccupazione circa l'estemporaneità di alcune norme che imporrebbero altri vincoli nella destinazione delle risorse che i Comuni riservano alla spesa sociale. L'obiettivo deve essere quello di poter programmare, in una visione complessiva, tutte le risorse nazionali, regionali ed europee destinate a vario titolo ad interventi di natura sociale, contemperando le diverse esigenze delle tante categorie deboli ed evitando di innescare "guerre tra poveri". Un forte richiamo ad importanti responsabilità per una esigenza divenuta urgenza di una categoria che non merita assolutamente la frustrazione e l'ingarbugliamento in lungaggini burocratiche e tantomeno raggiri e giochetti della politica.
Ambiente & Territorio
Sabato 22 e domenica 23 aprile la 47esima edizione, l’Earth Day (“Giornata della Terra”)
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Red. Cronaca

MARSALA (TP)
- Marsala aderisce alla “Giornata della Terra” con alcune iniziative ambientali che si svilupperanno questo fine settimana, sabato 22 e domenica 23 aprile. Promossa dalle Nazioni Unite e giunta alla sua 47esima edizione, l’Earth Day (“Giornata della Terra”) unisce i cittadini del mondo per celebrare il pianeta Terra e promuoverne la salvaguardia. Il programma promosso dall'Amministrazione Di Girolamo vede coinvolti gli Assessorati all'Ambiente e alla Pubblica Istruzione, rispettivamente diretti da Agostino Licari e Annamaria Angileri. Alla realizzazione degli eventi collaborano anche Organismi associativi culturali e ambientalisti che, con il coordinamento del consigliere comunale Linda Licari, cureranno le diverse attività in calendario.

Gli appuntamenti di sabato 22 (giorno della ricorrenza), con il tema “Le mura e la terra”, iniziano alle 10 a Villa Gaia (Fossato Punico) con la riqualificazione dell’area e apertura dello spazio. A seguire, due momenti al Bastione Baluardo Velasco (ingresso via Bottino): alle ore 11.30, rigenerazione/apertura dello spazio verde e presentazione del progetto “Orto Urbano/Sociale”; alle ore 16.30 “Differenzio Giocando”. La giornata si conclude al Bastione San Francesco (Terrazza - Villa Cavallotti) dove, a partire dalle ore 18, si terrà il dibattito “Effetti dell’inquinamento nell’alimentazione”; quindi l'Apericena Mediterranea con prodotti a Km Zero e Biologici e, a seguire, il “Concerto per la Terra”.

Domenica 23, con il tema “Il mare e la terra”, la giornata si apre con la “Maratonina del Vino” (partenza ore 9,45 da Piazza Mameli). Nel pomeriggio, al Parco Giochi Lungomare Boeo (ore 16) “Dona un fiore per il parco”; mentre a Capo Boeo (ore 18 - “due rocche”) pulizia dell’area e dello spazio verde adiacente l'albero secolare.

Cronaca
Piera Maggio, mamma di Denise, ha scritto su facebook “Ingiustizia è stata fatta”
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di Angelo Barraco

Mazara del Vallo (TP) La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione per Jessica Pulizzi, da oggi definitivamente prosciolta dall’accusa di aver rapito la piccola Denise Pipitone. I Giudici della Quinta sezione penale hanno respinto il ricorso della procura della Corte d’Appello di Palermo contro Jessica emessa nell’ottobre 2015. Piera Maggio, mamma di Denise, ha scritto su facebook “Ingiustizia è stata fatta”.
 
Il 1 settembre 2004 Mazara Del Vallo e tutta Italia apprende della scomparsa di una bambina che si chiama Denise Pipitone, ma sin da subito i contorni della vicenda sono opachi. Analizziamo la vicenda attimo per attimo; Denise viene affidata da Piera Maggio –madre di Denise- alla nonna materna intorno alle 8:30, poiché la signora Maggio in quel periodo frequentava un corso di formazione e necessitava di affidare i due figli alla madre. Piera Maggio quel terribile giorno riceve una telefonata alle 12:30, una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di tutte le persone che hanno seguito il caso; a Piera Maggio le viene detto al telefono che Denise era scomparsa e che le ricerche erano in corso da mezz’ora ma che non avevano portato ad alcun esito. Piera Maggio non appena giunge a casa vede Polizia e Carabinieri che cercano Denise, iniziano le perquisizioni anche all’interno degli appartamenti dei familiari e viene presa in considerazione l’idea che la bambina si sia allontanata da sola, ma Piera Maggio conosce bene la sua bambina, conosce bene le sue abitudini, sa di cosa ha paura la sua creatura e sa che non è autonoma negli spostamenti  e ha paura delle macchine. La nonna di Denise stava cucinando al momento della scomparsa, e la certezza di collocare Denise in un orario specifico all’interno del garage c’è, poiché la piccola si trovava, almeno fino alle 11.35, con la nonna. La casa in cui viveva Denise si trova in periferia, vicino ad un cimitero, e si trova in Via Domenico La Bruna. L’ultima persona a vedere Denise è stata la zia di Denise in Via Castagnola, proprio il cugino ha confermato di averla vista giocare quella mattina. Denise aveva mostrato il suo visino innocente dalla porta a specchio della zia, successivamente si avvia verso la casa della nonna, ovvero verso Via Domenico La Bruna, ed è da li che inizia il mistero della scomparsa di Denise, avvenuta in pochi istanti.
 
Piera Maggio sin da subito viene interrogata e gli viene chiesto se nella sua famiglia vi erano dei rapporti burrascosi, allora indica agli inquirenti immediatamente e sin da subito Jessica Pulizzi e la famiglia poichéquest'ultima è figlia del padre naturale di Denise, ma sull’aspetto investigativo ci torneremo più avanti, adesso ci soffermiamo su un avvenimento che è accaduto il 18 ottobre 2004, esattamente un mese e mezzo dopo la scomparsa di Denise. Siamo a Milano, una guardia giurata che prestava servizio ha notato dei nomadi costituito da un uomo, due donne e tre bimbi, ma nella guardia giurata c’è stato un sobbalzo poiché una di quelle bambine somigliava in modo evidente a Denise Pipitone. La piccola aveva la testa coperta da un cappuccio di colore scuro, ma quel giorno a Milano non pioveva.
 
L’uomo ha avvertito la Polizia ma il gruppo di persone si è allontanato prima dell’arrivo dei poliziotti. L’uomo aveva con se un telefonino e ha registrato di nascosto un video/audio in cui si sente chiaramente la bambina che somiglia a Denise che dice “Dove mi porti?” con una cadenza tipica del sud Italia, prima di questa frase vi è un’altra frase pronunciata dalla donna che fa pensare ancora e supporre che quella bimba sia effettivamente Denise, poiché una donna dice alla piccola “Danàs”, inoltre la guardia giurata aveva notato nel volto di quella piccola una cicatrice, anche Denise aveva una cicatrice sotto l’occhio.
 
Tante segnalazioni arrivano da tutta Italia, tanti credono di aver visto Denise in diversi luoghi d’Italia ma nulla di concreto, furono scandagliate tante piste, da quella del traffico di organi a quella che portava agli zingari come probabili responsabili. Ma la svolta investigativa arriva nel mese di maggio del 2005, quando le indagini si concentrano sulla pista familiare e su Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. L’astio di Jessica nei confronti di Piera Maggio è dovuto al fatto che il padre naturaledi Jessica, nonché anche padre naturale di Denise, avrebbe avuto una relazione con Piera Maggio, quindi il motivo sarebbe la gelosia. Jessica già in precedenza aveva manifestato a Piera Maggio il suo disprezzo mediante insulti e foratura di gomme, il rapimento della figlia sarebbe stato un ulteriore atto punitivo. L’accusa contro Jessica Pulizzi si incentra su una frase “ Io a casa c’à purtai” (io a casa gle la portai), catturata durante un’intercettazione ambientale. Jessica ha inoltre detto numerose bugie e ha negato di essere vicino la casa di Denise quel giorno, ma ciò è stato smentito dalle celle telefoniche di quella zona. Il colpo di scena arriva il 5 dicembre nel processo d’appello, dove si apprende in un’intercettazione ambientale risalente all’11 ottobre del 2004, dopo un’accurata ripulitura dei nastri, che Jessica ha detto alla sorella Alice la seguente frase: “Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise» (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise)”, il consulente della difesa dice però che quella frase non si sente.
 
Il 27 giugno 2014 Jessica Pulizzi viene assolta dal Tribunale di Marsala con l’accusa di concorso nel sequestro di Denise, assolta per non aver commesso il fatto e per mancanza di prove. I Pm avevano chiesto una condanna a 15 anni poiché “Una serie di indizi chiari, univoci e convergenti inducono a ritenere che Jessica sia stata l'autrice del sequestro. E' colpevole senza alcun dubbio. Anche se non può aver agito da sola”, un processo di primo grado costituito da 44 udienze, lungo, torbido ma inconcludente. Intanto gli anni passano, le indagini vanno avanti e il pg della Corte d’Appello di Palermo ha chiesto pochi giorni fa per Jessica Pulizzi 15 anni di carcere durante il processo di secondo grado. Il sostituto procuratore Rosalba Scaduto ha dichiarato: “In appello sono emersi molti più indizi a carico di Jessica Pulizzi rispetto al processo di primo grado. Tutti indizi, univoci e concordanti, che portano a lei. Non è mai saltata fuori un'alternativa”. Si sono svolte il 22/05/2015 anche le arringhe di parte civile sul caso della scomparsa di Denise ed è stata richiesta la condanna di Jessica Pulizzi inquanto la sua colpevolezza era emersa durante il processo d’Appello.
 
Il 2 ottobre 2015, Jessica Pulizzi viene assolta dalla Corte d’Appello di Palermo. Per lei erano stati chiesti 15 anni di reclusione, era stata assolta anche in primo grado.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia, a seguito di questo esito processuale, intervistammo l’Avvocato Giacomo Frazzitta. Ecco alcuni stralci dell’intervista.
 
Jessica è stata assolta, vi aspettavate questa assoluzione?
“E’ chiaro che un giudizio particolarmente difficile non può avere un risultato scontato, la sensazione, e di sensazioni purtroppo in diritto non si può vivere ma si vive di certezze, da uomini era una sensazione interessante, avevamo una sensazione positiva. Vero è che ad un certo punto abbiamo notato l' umore da parte della Corte, tuttavia il procedimento aveva degli atti d’Appello ben precisi, ben determinati, che non avevano lacune, che evidenziavano deficit dell’utilizzo di primo grado. Questi erano ritenuti fondati alla riapertura del dibattimento e quindi è chiaro che non avevamo certezza me una buona idea di aver fatto un buon lavoro, il massimo che si poteva fare”.

In merito agli elementi contro Jessica?
“In merito agli elementi contro Jessica in particolare si era approfondito anche l’accesso nell’abitazione dopo due ore dalla scomparsa  della piccola Denise Pipitone nella casa di Anna Corona e che in realtà si è avuto modo di rilevare che è stato sviato questo accesso dalla Anna Corona stessa che li ha fatti entrare nella casa della vicina. In questa storia, mi spiace doverlo dire, c’è tanta gente che è a conoscenza, e ne abbiamo prova di fatti e di elementi, che possono far mutare il senso di questa tragica vicenda. Purtroppo queste persone o sono reticenti o comunque non raccontano la verità, tutto questo ha fatto male a questo processo indiziario e dunque oltre a nascere con grosse difficoltà genetiche, lo ha ulteriormente aggravato  con la reticenza e la non collaborazione di molti testi terzi per paura e tanti altri motivi. Sta di fatto che nonostante questo siamo riusciti ad avere un quadro abbastanza chiaro, un puzzle in cui mancano dei tasselli. Non c’è ombra di dubbio, non posso negarlo, ma abbiamo dei punti certi in questo puzzle”.  
 

L'evento
Dal 1906, il premio della Targa divenne presto un premio ambito che richiamò tutti i più grandi campioni di automobilismo che la storia di questo sport ricordi
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – La meravigliosa Piazza Politema del capoluogo siciliano sarà sede giovedi sera della cerimonia del via dell'edizione numero 101 della gara automobilistica legata al campionato italiano di Rally CIR. Parallelamente a questo consueto annuale evento verrà disputata anche una gara riservata alle auto storiche in una splendida prova spettacolo a Collesano a pochi chilometri da Palermo, luogo indissolubilmente legato alla storia della Targa Florio. La gara, tanto cara e preziosa per i siciliani non ha bisogno di presentazioni, nacque dalla passione di un grande e nobile uomo, l'armatore Vincenzo Florio che ebbe l'idea nel 1906 di organizzare una gara automobilistica di prestigio che avrebbe avuto per circuito le strade di campagna di oltre mezza Sicilia. Il premio della Targa divenne presto un premio ambito che richiamò tutti i più grandi campioni di automobilismo che la storia di questo sport ricordi. Una vittoria in una edizione della Targa Florio diventava cosi un primato e un trofeo unico di una intera vita dedita a questo sport. La gara chiamata dai sicliani "à cursa", conta edizioni fino al 1977, anno in cui a causa di molti incidenti e vittime, venne chiusa perchè ritenuta troppo pericolosa. Ad oggi la Targa Florio e la Mille Miglia possono essere ricordate come le gare più importanti della storia antica dell'automobilismo su strada. Ogni anno in occasione dell'appuntamento rallystico siciliano, diviene piacevole contesto imperdibile per gli appassionati di automobilismo per poter vedere con i propri occhi le vetture del campionato di Rally e le vetture storiche dei fortunati possessori da tutto il mondo che riconfermano puntualmente un appuntamento a cui sono legati e a cui i palermitani accorrono e partecipano con entusiasmo. Giovedi prossimo Piazza Politeama vedrà schierate decine e decine di vetture sport e vetture storiche dalle Bugatti alla Lancia Aprilia pronte per attraversare tutta l'isola da Giardini a Segesta. L'imponente macchina organizzativa dell'ACI e Automobil Club Italia ha creato un imponente programma dell'evento rallystico del campionato italiano in varie tappe sulle Madonie dove bolidi sfrecceranno nella gara siciliana del campionato italiano che vedrà fronteggiarsi nella sfida grandi nomi come Scandola, Andreucci e Campedelli. Come se non bastasse si svolgerà anche una piccola edizione del Ferrari Tribute che vedrà la presenza di spettacolari e storiche Ferrari in una gara-revival mozzafiato. Appena un anno fà, la celebrazione del centenario ha visto la partecipazioni di grandi nomi dell'automobilismo e in presenza delle massime autorità governative siciliane, si sono svolte una serie di iniziative, incontri, dibattiti  e gare che hanno dimostrato quanto i siciliani siano indissolubilemente legati alla gloria e al prestigio di questo sport. 
 
Cronaca
Raimondo Caputo detto “Tito” a processo per omicidio e abusi sessuali
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di Angelo Barraco
 
NAPOLI – Colpo di scena nel processo per il delitto della piccola Fortuna Loffredo, bimba di 6 anni lanciata dall’ottavo piano dell’isolato C di un terrazzo del Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014. L’udienza salta per sciopero della Camera Penale di Napoli e l’aula si svuota, ma inaspettatamente arriva il colpo di scena che fa raggelare il sangue ai presenti. Raimondo Caputo detto “Tito”, a processo per omicidio e abusi sessuali, dopo esserci consultato con il suo legale dichiara di essere disposto a parlare nell’udienza del 2 maggio e ad ammettere di aver abusato dell’amica del cuore della piccola Fortuna. La ragazza tirata in ballo da Tito ha oggi 11 anni ed è la figlia della sua ex convivente Marianna Fabozzi, imputata in concorso per violenza sessuale. Le parole di Tito, per la prima volta esposte in maniera del tutto informale e hanno rimbombato in quell’aula vuota, lasciando un solco nell’animo dei presenti che hanno ascoltato impassibili: “Dottò, ve lo ripeto. Sono un ladro, e qualche volta lo ammetto ho toccato l’amica del cuore di Fortuna” ha continuato poi “Lo facevo e lo sapevano in casa. Sia Marianna, la madre della bimba, che la nonna Angela Angelino” ha puntualizzato “Lo sapevano e non dicevano niente, dottò”. Fa inoltre delle precisazioni in merito a quanto accaduto “Quella mattina Marianna Fabozzi ha afferrato Fortuna per i piedi, graffiandola. L'ha sollevata e mentre la bambina cercava di liberarsi l’ha gettata via come un pezzo di carta sporca”. Tito sostiene inoltre che la Caputo “ha ucciso nel 2013 il suo figlio più piccolo Antonio Giglio, anche lui caduto nel vuoto, perché secondo lei impediva la nostra convivenza. E allo stesso modo ha fatto con Fortuna perché odiava sua madre Mimma Guardato e voleva farle un dispetto. Non ho detto niente sulla morte del bambino per paura che lei mi denunciasse per le cose che facevo con la figlia più grande. Ma ora mi accusate di essere l'assassino di Fortuna. E non è vero”. L’uomo si era sempre dichiarato innocente in merito alle pesanti accuse di pedofilia che gli erano state addebitate. 
 
Fortuna Loffredo era una bambina di 6 anni che è stata lanciata dall’ottavo piano dell’isolato C di un terrazzo del Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014. Portava dentro di se i graffi di un’innocenza rubata da adulti che non hanno avuto pietà di una fragile anima che chiedeva aiuto, che era felice con i suoi amici e lontano dal Parco degli orrori. Per la sua molte è stato rinviato a giudizio Raimondo Caputo e la compagna Marianna Fabozzi. La compagna dell’uomo è finita a processo e deve rispondere di concorso nella violenza sessuale rispetto anche alle tre figlie. I Coniugi sono entrambi detenuti, Caputo è accusato di aver cagionato la morte di Fortuna, lanciando il suo corpicino nel vuoto del Parco Verde e causando alla piccole le lesioni che avrebbero poi determinato la morte. Su di lui pende anche la terribile accusa di aver esercitato violenza sessuale nei confronti della bambina, che ha cercato in tutti i modi di sottrarsi ad una pressione coercitiva più grande di lei. La moglie è accusata di aver costretto le sue bambine e la stessa Fortuna a subire le violenze sessuali esercitate dal marito.
 
Nel settembre 2016 abbiamo intervistato la Dott.ssa Sara Cordella, grafologa forense e criminalista. La Dott.ssa Cordella è consulente in materia grafologica della famiglia Loffredo e gentilmente ci ha spiegato il suo lavoro. Ci ha spiegato che “Fortuna viveva da solo 15 giorni al parco verde, nell'appartamento dei nonni. Prima viveva con la mamma e il suo ex compagno, e con i fratellini, uno maggiore e uno minore. Il papà era in carcere” e che il palazzo di Caivano “è abitato da molte famiglie. Certamente ci sono brave persone, ma anche persone problematiche, con precedenti penali e difficoltà di inserimento nel tessuto sociale”. Abbiamo chiesto alla Dott.ssa se attraverso i suoi disegni ha descritto i suoi aguzzini e ci ha risposto “Fortuna nei disegni manifestava un malessere in un contesto ambientale, non contro una figura specifica maschile”. I disegni di Fortuna parlavano del suo disagio e del suo malessere interiore che un animo così piccolo e fragile provava a contenere “Fortuna viveva la scuola come un ambiente sicuro. Ce lo dicono i suoi disegni. Probabilmente nel contesto scolastico non manifestava il suo malessere se non con un rendimento scolastico carente”
 
Chiedemmo anche alla Dott.ssa se le amiche erano a conoscenza di quanto stesse accadendo a Fortuna e ci rispose “La migliore amica di Fortuna ne ha parlato solo anni dopo e in un contesto protetto e lontano da casa. C'è la triste possibilità che altre bambine sappiano ma che non abbiano mai parlato”. In merito alla morte di Antonio Giglio e ad un possibile collegamento tra i due casi invece ci disse che “La dinamica della morte di Antonio è tragicamente simile a quella di Fortuna. Difficile pensare che siano analogie fortuite”. 
La protesta
Da settimane orsono i disabili siciliani sono sul piede di guerra per il mancato rispetto degli impegni presi dal governo regionale in termini di firma ai decreti per l'erogazione degli aiuti
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO - Potrebbe costare caro al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta inciampare metaforicamente in una rotella di una sedia occupata da disabili e sembra che questo stia accadendo nella realtà. Da settimane orsono i disabili siciliani sono sul piede di guerra per il mancato rispetto degli impegni presi dal governo regionale in termini di firma ai decreti per l'erogazione degli aiuti ai disabili.
 
La questione spinosa e l'odiosa condizione di ulteriore disagio, ha suscitato ovviamente una indignazione a livello nazionale ed ha spinto professionisti della musica e del cinema a partecipare attivamente per scuotere le coscienze e dimostrare quanto certe priorità non debbano mai incappare in ritardi di carattere burocratico o slittare penosamente nei piani bassi delle liste degli ordini del giorno. L'attore e regista PIF, che ha fatto esplodere il caso, era andato personalmente a parlare faccia a faccia con Rosario Crocetta. L'incontro-scontro farcito di urla del regista e risposte timide e vaghe del presidente, si era concluso con la promessa dell'erogazione degli aiuti per i disabili entro quindici giorni. A meno di una settimana dallo scadere del termine, sembra che il sostegno della categoria dei disabili non stia vedendo luce per la mancanza dell'erogazione promessa.
 
Ieri il musicista Jovanotti in un messaggio chiaro e diretto trasmesso all'interno di una puntata del programma di intrattenimento della paytv Edicola Fiore ha manifestato il suo sdegno parlando esplicitamente di "presa in giro del presidente". Anche i comici Ficarra e Picone al momento assenti dal capoluogo siciliano per impegni cinematografici, hanno scritto una lettera al presidente condividendo appieno lo sdegno e la preoccupazione per una manifesta inefficenza in ambito governativo. Il presidente Rosario Crocetta in una intervista ha assicurato che entro aprile sarà erogato un ulteriore fondo di 34 milioni di euro ed appare tranquillo e sicuro di poter adempiere la promessa nei termini stabiliti dei quinidici giorni. Al momento però, nonostante Rosario Crocetta assicuri di aver firmato i decreti per l'erogazione dei fondi per due province, sembra che nessuno li abbia incassati. I disabili siciliani passano alla forza e scendono in piazza a sfilare insieme a Pif e con i comitati guidati dall'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. La manifestazione partirà dalle 11 del mattino alla cattedrale di Palermo per spostarsi all'ARS per poi giungere fino al Palazzo D'Orleans sede del governo della Regione Sicilia. É indubbio che la manifestazione del tutto unica nel suo genere avrà una partecipazione cosi copiosa e avrà una grande efficacia in termini di riscontri mediatici. 
L'Operazione
Gli uomini del Nucleo Operativo a bordo di auto con targhe di copertura
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CATANIA - I Carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato nella flagranza il 46enne catanese Giovanni RANDO, poiché ritenuto responsabile di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
La scorsa notte, gli uomini del Nucleo Operativo a bordo di auto con targhe di copertura, percorrendo il lungomare del capoluogo etneo, hanno incrociato una Lancia Y condotta dall’uomo. Le circostanze di luogo e di tempo, insospettendoli, ha indotto i militari a seguirlo discretamente fino sotto casa ad Aci Catena luogo in cui, appena sceso dall’auto, è stato bloccato. I carabinieri, accompagnati dal reo, hanno avuto accesso all’abitazione laddove, previa perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati: Circa 200 grammi di “cocaina”, ancora da tagliare e dosare – valore al dettaglio vicino ai 20.000 euro - 2.000 euro in contanti, un bilancino elettronico di precisione nonché del materiale utilizzato per confezionare lo stupefacente.
L’arrestato, in attesa di giudizio, è stato relegato agli arresti domiciliari.
 

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