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European Hill Climb Road Race Championship
Sabato 24 e domenica 25 i più forti centauri della specialità
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Redazione


Il conto alla rovescia per l’edizione numero tredici della “Poggio-Vallefredda” sta arrivando ai numeri piccoli. Praticamente è già tutto pronto per la gara motociclistica su strada più importante del centrosud Italia e tra le più importanti d’Europa, che porterà sabato 24 e domenica 25 i più forti centauri della specialità a contendersi la gara valida per l’European Hill Climb Road Race Championship ed il Campionato Italiano Velocità in Salita. Chi in questi giorni transita sui luoghi della gara potrà vedere che il tracciato è stato già sistemato con protezioni di sicurezza e transennature delle zone destinate al pubblico, mentre anche i lavori per il “Villaggio piloti” stanno per concludersi. La kermesse motociclistica infatti avrà il suo inizio già da giovedi 22 quando le varie squadre con i rispettivi piloti andranno ad affollare il paddock. Paddock che in quei giorni sarà teatro anche di varie manifestazioni collaterali, che culmineranno sabato sera con la premiazione di “Miss Cronoscalata” e la selezione delle “ragazze ombrellino” che saranno al fianco dei piloti nella griglia di partenza della gara domenicale. Gli organizzatori del MotoClub Franco Mancini2000, dopo l’atteso successo della presentazione in piazza ad Isola del Liri, non hanno trascurato nulla per dare la migliore accoglienza ai circa 150 piloti attesi ed ai rispettivi team, alcuni dei quali provenienti da varie parti d’Europa.

 

I piloti si sfideranno sui 2.100 metri dei tornanti della provinciale 90 che dalla Stazione di Isola del Liri porta in località Vallefredda di Arpino, per 88 metri di dislivello, dieci curve dalle varie velocità di percorrenza e due chicane poste per diminuire la velocità massima di bolidi in grado di superare i 300 km/h. La gara si svolgerà domenica 25 giugno, ma già sabato pomeriggio i piloti scenderanno sul tracciato per le prove libere dopo le consuete verifiche tecniche e sportive. La Poggio Vallefredda, oltre ad assegnare punti pesantissimi per il Campionato Europeo ed il Campionato Italiano della Velocità in Salita, assegnerà anche la 23ma Coppa Astro (pseudonimo del centauro Franco Manicni), nonché il 20^ Memorial Peticca ed il 5^ Premio Benito Nicoli, tutti personaggi del mondo motociclismo noti agli appassionati. Al via anche se non nelle vesti di contendente il pilota di punta del MotoClub Franco mancini, il pontecorvese Armando Pontone, oggi protagonista a Misano Adriatico di una gara stupenda nella prova valida per il Campionato del Mondo Supersport 300.

Automobilismo
Nel corso dei decenni questo prestigioso appuntamento ha visto e vede tutt'oggi la partecipazione e la vittoria delle migliori case automobilistiche a livello mondiale
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di Paolino Canzoneri

LE MANS – Al via sabato alle 14.00 in Francia nel paesino di Le Mans la prestigiosa corsa automobilistica della categoria "Endurance" della durata di ben 24 ore senza sosta che quasi ogni anno dal lontano 1929 mette nel lungo percorso dal nome Circuit de la Sarthre di oltre 5 km una serie di 4 classi di diversa potenza e cilindrata in una sfida senza pari.
 
Alla guida per l'intera gara gireranno prevalentemente tre vetture per ogni team e si alterneranno 4 piloti per ogni vettura per un totale complessivo di 100 prototipi LMP1 (Le Mans Prorotype 1), LMP2 (Le Mans Prototype 2), LMGT PRO (Le Mans Gran Turismo Pro) e LMGT AM (Le Mans Gran Turismo 2) che correranno ognuna per la propria vittoria di classe nello stesso tracciato dovendo fare attenzione alle altre vetture di diversa categoria che possono essere più veloci o più lente. La gara unica nel suo genere e dall'enorme fascino richiama da tutto il mondo appassionati e "vip" perchè rappresenta anche un salotto "glamour" non indifferente e nella vastissima zona del circuito oltre ad alberghi e locali ci sono anche palchi dove sono previsti concerti di band internazionali che allieteranno ed intratterranno quella fascia di pubblico non esclusivamente interessata alla corsa.
 
Nel corso dei decenni questo prestigioso appuntamento ha visto e vede tutt'oggi la partecipazione e la vittoria delle migliori case automobilistiche a livello mondiale come Porsche, Audi, Peugeot, Ferrari, Ligier e molte altre e ha segnato in modo indelebile le carriere di grandi piloti passati alla storia dell'automobilismo. Lo sport della velocità ha da sempre suscitato interesse e passione e molti artisti ed attori vi hanno voluto partecipare per condividere quelle sensazioni uniche che si possono provare guidando prototipi proiettati ad oltre 360 km all'ora in una gara che richiede una preparazione fisica notevole per il protrarsi della durata di 24 lunghissime ore; ed è per questo motivo che la Le Mans vede correre anche personaggi da diversa provenienza come l'attore Patrick Dempsey notissimo per la serie televisiva dei dottori in prima linea che da autentico appassionato si è creato un suo piccolo team o addirittura Nick Mason, batterista storico dei Pink Floyd e altri che hanno voluto partecipare anche per poche edizioni un po per passione e un po per scommettere su se stessi. Come dargli torto vista la lunghezza di questa gara che fino all'ultimo scoccare del tempo tutto può succedere e non vi è assoluta certezza di risultato. Vince la vettura più affidabile nel tempo con i piloti più attenti a non commettere errori. L'intera gara sarà trasmessa da un canale satellitario digitale a pagamento che si occupa solo di sport a livello mondiale. Doveroso ricordare anche che Le Mans è stata teatro di una tragedia immensa risalente all'edizione del  1955 dove persero la vita 88 persone del pubblico a causa di un incidente di una vettura che rimbalzò oltre le transenne causando la morte tremenda di ignari spettatori intenti a seguire la corsa che non si accorsero minimamente del tremendo incidente che durò poco meno di 5 secondi. Quell'episodio ha segnato per sempre la pagina più nera dell'automobilismo a livello mondiale.
L'intervista
Mastella: "Per me e per tutti i miei concittadini è un sogno che finalmente si avvera"
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di Simonetta D'Onofrio

 

BENEVENTO- La conquista della massima serie del campionato di serie A, per la prima volta dalla sua fondazione, nel 1929, è stato un risultato straordinario per la squadra sannita, appena giunta lo scorso anno in serie B, che all'inizio del campionato era certamente meno accreditata rispetto a formazioni più titolate.

I sogni di gloria hanno iniziato a prendere forma alla penultima giornata della serie regolare, quando al Ciro Vigorito è giunta la squadra del Frosinone, una delle protagoniste del campionato cadetto, che in caso di vittoria avrebbe potuto conquistare la promozione senza bisogno di passare per la roulette russa dei Play Off. Invece i campani nella sfida diretta hanno costretto la formazione ciociara a tornare sconfitta, così come avvenne alle legioni romane nelle vicine "Forche Caudine".

Lo stadio amico ha visto poi, nella finale dei Play Off, la squadra di casa che ha piegato l'altra formazione retrocessa lo scorso anno dalla serie A, quel Carpi che alla vigilia era nettamente favorita. Ma George Puscas, un attaccante ventunenne che ha il nome somigliante al grande campione dell'Ungheria del Dopoguerra, ha messo in rete una palla velenosa che ha regalato all'allenatore Marco Baroni una soddisfazione ineguagliabile.

 

Abbiamo intervistato  Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che nel giugno dello scorso anno ha vinto brillantemente le elezioni amministrative, occupando il posto di primo cittadino, conseguentemente anche quello di primo tifoso.

Un sindaco è indubbiamente legato alla squadra della propria città, però Mastella, oltre al Benevento, ha una fede calcistica? È o è stato tifoso o perlomeno simpatizzante di qualche squadra più blasonata?

Come è noto, non sono un politico che scopre le virtù del calcio la domenica quando le cose vanno bene, sono sempre stato vicino al Napoli, di cui sono stato anche vicepresidente. In ogni caso, per me adesso viene prima il Benevento!

Cosa rappresenta per la città di Benevento questa promozione? Possiamo affermare che quando c'è l'impegno, i risultati si possono raggiungere ovunque, e questa filosofia può e deve essere utilizzata in qualsiasi campo, non solo quello sportivo?

Per me e per tutti i miei concittadini è un sogno che finalmente si avvera. Mai nella nostra vita avremmo immaginato di poter raggiungere un simile traguardo. Questa promozione ci insegna che davvero tutto è possibile e rappresenta un ulteriore e importante momento di crescita per la nostra città. È il riscatto della nostra terra, una rivincita per Benevento e per la società che, dopo 87 anni, sarà finalmente proiettata nella massima serie calcistica nazionale. Si accendono ora i riflettori sul Sannio che, conseguentemente, potrà beneficiare dunque anche di una maggiore visibilità mediatica.

Lo stadio di Benevento, a detta di molti esperti, è una struttura di buon livello anche per la serie A. Come pensa che lo stadio e la città risponderanno alle "invasioni" di tifoserie come quelle delle grandi squadre del Nord, o di Roma e Napoli?

Sì, è una struttura di buon livello ma occorrerà comunque fare dei lavori per il rispetto delle norme. Sicuramente ci sarà il tutto esaurito in ogni partita e il fatto che verranno le tifoserie delle grandi squadre sarà per la città un'importante occasione per far conoscere i nostri tesori nascosti, le nostre eccellenze e il nostro straordinario patrimonio storico, artistico e monumentale, incrementando il turismo e concorrendo alla crescita del Pil.

Quest'anno in Campania tornerà il Derby di serie A, che mancava da qualche anno. Noi conosciamo la tifoseria napoletana come tra le più calde della penisola. Scommetto che, seppure sulla carta tecnicamente la squadra non può competere con i vicini partenopei, per quanto riguarda i tifosi non saranno certamente da meno. Cosa ci può dire?

Tra Benevento e Napoli non c'è livore, non come tra Napoli e Salernitana o Benevento e Avellino. Nella nostra città ci sono tanti tifosi del Napoli e nel capoluogo campano hanno festeggiato per la salita in A del Benevento: sono sicuro che sarà un bellissimo Derby, senza tensioni. La nostra squadra non deve essere la succursale del Napoli ma la seconda realtà della Campania e il Benevento ha tutte le potenzialità per poter competere.

Spesso nelle interviste lei ha rivendicato le origini sannite. Il Benevento è la prima squadra sannita a raggiungere la massima serie. Ci provò il Campobasso qualche anno fa, ma non fu fortunato. I sanniti erano famosi per il loro valore da combattenti. Crede che i ragazzi sul campo possano dimostrare di essere in qualche modo gli eredi?

Tutti i giocatori, a partire dal capitano Fabio Lucioni, in questo campionato, hanno saputo magistralmente interpretare lo spirito dei guerrieri sanniti portandoci finalmente nella massima serie calcistica. Adesso occorrerà lottare come solo il popolo sannita sa fare per poter rimanere in A. Vorrei che questa non fosse solo una parentesi: il Benevento deve guardare a modello a squadre come l'Udinese e il Chievo e dare il massimo per restare in serie A per tanti anni.

Ha parlato con il Presidente della squadra e con l'allenatore? Avete previsto qualche cerimonia in comune per festeggiare questo successo?

Proprio qualche giorno fa ho ricevuto a Palazzo Paolo V il presidente Oreste Vigorito, l'allenatore Marco Baroni, i calciatori e lo staff del Benevento Calcio per ringraziarli a nome della città, consegnando loro, insieme agli assessori e ai consiglieri comunali, delle targhe celebrative. D'altronde questo eccezionale risultato sportivo rappresenta un riconoscimento anche per la città di Benevento che, assieme a Napoli e Crotone, l'anno prossimo rappresenterà il Mezzogiorno d'Italia nel campionato di Serie A. Tutto ciò ci inorgoglisce. Ora, però, tocca a ognuno di noi fare la propria parte e dimostrare che siamo tutti all'altezza della nostra squadra di calcio.

Lutto nel mondo dello sport
Ricoverato in ospedale a Cesena in rianimazione per un gravissimo politrauma e una vasta lesione cerebrale
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Nicky Hayden non ce l'ha fatta. E il mondo del sport piange un altro campione di motociclismo. Il pilota nordamericano è morto all'ospedale Bufalini di Cesena, dopo l'incidente in cui è rimasto coinvolto mentre si stava allenando in bicicletta nel Riminese.

Da mercoledì, Kentucky Kid - così come era soprannominato Hayden - era ricoverato in rianimazione per un gravissimo politrauma e una vasta lesione cerebrale. Accanto al campione si trovano la madre Rose e il fratello Tommy, giunti dagli Usa, la fidanzata Jackie, al suo fianco fin dal ricovero e membri del team Red Bull Honda con cui Hayden corre nel Mondiale Superbike.

Nicky Hayden, campione del mondo di MotoGp nel 2006, è stato travolto da un'auto, mercoledì, mentre si allenava in bicicletta a Misano Adriatico, nel Riminese, poco distante dal circuito che da anni ospita il gran premio di San Marino e che è intitolato alla memoria di Marco Simoncelli. Nei giorni precedenti aveva corso il gran premio di Superbike sul circuito di Imola. Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime: aveva infatti riportato numerose ferite dopo essere stato sbalzato sul cofano della vettura e avere sfondato il parabrezza mentre la sua bici, spezzata, è finita in un fosso ai lati della carreggiata. Da mercoledì era ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bufalini di Cesena.

Sul fronte delle indagini, spunta un video, ora al vaglio della Procura di Rimini, in cui si vede la dinamica dell'incidente. Il filmato, come riporta il quotidiano 'Corriere Romagna', è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza di un'abitazione vicina all'incrocio dove il pilota, alcuni giorni fa, si è scontrato con un'auto. Dalle immagini emergerebbe che Hayden ha tirato dritto allo stop e proprio in quel momento è passata l'auto che centrato in pieno la bicicletta.

Calcio
Per i bianconeri è il 33/o scudetto, è il sesto consecutivo. Campioni con un turno di anticipo. Allegri: il mio futuro è la finale di Cardiff
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La Juventus si è laureata campione d'Italia per la 33ma volta, la sesta di fila. I bianconeri hanno battuto allo Stadium il Crotone 3-0, portando a 4 punti il vantaggio sulla Roma, 2/a, a una giornata dal termine. "Bisogna fare i complimenti in primis a quei giocatori che hanno vinto i sei scudetti di fila, sono loro che entrano nella storia. E alla società, che assieme alla squadra ha fatto cose straordinarie. Marotta dice che la permanenza in bianconero dipende da me? Dipende da entrambi: io sono molto contento di essere alla Juve. Ora dobbiamo focalizzarci sul giocare, e possibilmente vincere, la finale di Cardiff". Massimiliano Allegri, ai microfoni di Premium Sport, si gode così lo scudetto con la testa alla finale di Champions.

"Abbiamo scritto delle belle pagine che entrano nel libro della storia del calcio. Vincere non è mai facile: al di là delle parole che si dicono, stare in alto è sempre sinonimo di sacrificio e abnegazione da parte di tutti". Lo ha detto un emozionato Gigi Buffon, dai microfoni di Premium Sport, poco dopo il fischio finale di Juventus-Crotone, match che ha consegnato il sesto scudetto consecutivo ai bianconeri. "Se si vuole vincere le gare - aggiunge - bisogna sempre avere la testa e le gambe giuste".

"Passione, umiltà è cattiveria... domani più che ieri. Leggenda". E' essenziale il tweet del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che commenta così lo scudetto bianconero.

Calcio
Trauma cranico per l'attaccante dell'Atletico Madrid
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M.D.R.

Il giocatore dell’Atletico Madrid Fernando Torres è svenuto in campo durante la partita contro il Deportivo.
Il calciatore, a seguito di accertamenti, ha riportato un trauma cranico.

Il fatto ha suscitato numerosi commenti su Twitter a tal punto che lo sportivo ha rassicurato i suoi sostenitori: "Grazie mille a tutti - scrive Torres - per la preoccupazione che avete avuto per me e per i vostri messaggi di incoraggiamento. E' stato solo uno spavento. Spero di tornare presto!".

Adesso l’attaccante spagnolo si trova ricoverato nell’ospedale di La Coruna, in giornata sono previsti nuovi accertamenti.

Il punto
Ranieri, trionfatore lo scorso anno col Leicester è stato esonerato dopo la sconfitta col Siviglia
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di Silvio Rossi

 

Pochi mesi fa era Sir Claudio, King Claudio, era il trionfatore. Oggi è stato mandato via dalla squadra che, per la prima volta nella sua centenaria storia, ha portato alla vittoria della Premier League.
Claudio Ranieri, romano di Testaccio, allenatore giramondo, che ha collezionato una serie di trofei minori in mezza Europa, impreziositi da una Supercoppa Europea, conquistata col Valencia nel 2004 (la squadra spagnola aveva vinto la coppa Uefa l’anno precedente con Rafa Benitez), ha costruito il suo trionfo con l’impresa realizzata lo scorso anno vincendo il campionato inglese con una squadra di secondo piano, portata al successo contro i pronostici di tutti.
Ieri, dopo la sconfitta del Leicester in Champions League contro il Siviglia, soprattutto anche a causa dei risultati in campionato, con la squadra quartultima a un punto dalla zona retrocessione, la società ha esonerato colui che solo otto mesi fa era portato in trionfo.
Una vicenda che nel calcio moderno succede troppo spesso, l’ansia di risultato, che stritola chiunque finisce, per colpe sue o di altri, nell’ingranaggio. Lo scorso anno il Leicester non era certamente la squadra più forte, se andiamo a prendere il valore tecnico dei singoli giocatori. La vittoria nel campionato è stato il frutto della determinazione di tutti gli attori, calciatori, dirigenti, pubblico e allenatore.
Pretendere che quest’anno la squadra ripetesse l’exploit è pura follia. Come diceva un film francese del dopoguerra, i miracoli non si ripetono. Certo, il risultato è comunque sotto le attese, era lecito supporre almeno una media classifica tranquilla, invece di una lotta per evitare la retrocessione, ma accusare oggi il tecnico romano per i pochi punti, appare un filo esagerato.
La cacciata è giunta, inoltre, dopo una sconfitta di misura, in trasferta con un gol segnato, avendo ancora tutta la possibilità di ottenere nella gara di ritorno la qualificazione per i quarti di finale in Champions, evento che sarebbe storico per il club delle Midlands orientali.
Si vocifera che il sostituto di Ranieri potrebbe essere un altro italiano, Roberto Mancini, che a Leicester ha terminato la sua attività di calciatore, e che come il collega ha già vinto una Premier da allenatore alla guida del Manchester City nel 2012.

Cronaca
La decisione: candidare Milano per ospitare la sessione del Cio del 2019
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di Vincenzo Giardino

 

"Questa mattina (martedì 11 ottobre) ho scritto al Cio la lettera con la quale interrompiamo il percorso di candidatura di Roma 2024". L'annuncio di Giovanni Malagò, presidente del Coni, arriva nel corso di una conferenza stampa al Foro Italico. "Il Cio - ha aggiunto riferendosi alla lettera inviata a Losanna dalla sindaca Virginia Raggi - riconosce come interlocutori istituzionali soltanto i comitati olimpici. Chiunque può scrivere al Cio, ma l'unica lettera che conta è quella del presidente del Comitato olimpico. Ho deciso - ha aggiunto Malagò di candidare Milano per ospitare la sessione del Cio del 2019.
E' la prima data utile visto che nel 2017 la sessione si terrà a Lima e nel 2018, anno olimpico, sarà a Pyeongchang. Credo - ha sottolineato il n.1 del Coni - che la sessione del Cio del 2019 a Milano sia il nostro primo passo per riavvicinare l'Italia dopo questa inaccettabile interruzione di Roma 2024. Ne ho parlato col governatore Maroni e col sindaco Sala che si sono detti entusiasti".

Fuori dai Giochi La Capitale d'Italia è definitivamente fuori dalla corsa per le Olimpiadi del 2024. L'Assemblea capitolina, riunita in seduta straordinaria e dopo lo scontro con il Coni in Aula, ha di recente approvato con 30 voti favorevoli e 12 contrari, alla presenza del sindaco Virginia Raggi, la mozione presentata dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle, Angelo Diario, Paolo Ferrara e Cristina Grancio che impegna il primo cittadino e la Giunta "affinché ritirino la candidatura della città a ospitare le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2024 e a tal fine adottino gli atti e le iniziative necessarie".

Il Commento
Gli azzurri escono sconfitti per 1-0 dalla sfida di Bergamo con l'Atalanta
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di Marco Martone


NAPOLI - Il Napoli più brutto della gestione Sarri non poteva che perdere. È andata di lusso all’Atalanta, che si è trovata nel posto giusto nel momento peggiore degli azzurri. Inspiegabile la prestazione della squadra di Sarri, mai entrata in partita e incapace di creare lo straccio di un’occasione da gol, ad eccezione di un tiro di Milik ben parato dal portiere avversario, sul finire del primo tempo.


I padroni di casa hanno trovato il vantaggio con Petagna, fortunato a ritrovarsi un pallone sul destro, a due passi da Reina ma  che ha sfruttato anche una serie di errori difensivi del trio Hysaj, Koulibaly, Ghoulam. Nel pomeriggio bergamasco, insomma, si è dissolto come neve al sole il Napoli spettacolare di Champions League e si sono riproposte le magagne, i limiti e i cali mentali di una formazione che fa maledettamente fatica contro le cosiddette provinciali, vedi Pescara e Genoa, che fanno dell’agonismo e dell’aggressività il proprio punto di forza. Le colpe di questa sconfitta, che mette il Napoli nelle condizioni, almeno per ora, di doversi guardare delle inseguitrici più che mirare alla capolista, ...

[ESTRATTO DALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA VIRTUAL PAPER - PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI PER APRIRE L'EDIZIONE DEL GIORNALE E ANDARE A PAG. 8]

Rio 2016
Pirati informatici sono entrati nel web dell'agenzia mondiale antidoping e hanno pubblicato documenti di atleti americani che hanno partecipato a Rio: "Vittorie macchiate"
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Redazione

Le star americane hanno partecipato alle Olimpiadi dopo aver assunto farmaci in abbondanza. Gli hacker del gruppo Fancy Bears, che si schierano «per il fair play e lo sport pulito», hanno violato il sito dell'agenzia mondiale antidoping (Wada) e hanno pubblicato documenti relativi a diversi atleti a stelle e strisce: le star avrebbero fatto ricorso a certificati medici assortiti per giustificare valori anomali, non regolari secondo le norme antidoping, prima e durante i Giochi. L'esenzione terapeutica consente l'assunzione dei farmaci: nessun illecito, quindi. Per Fancy Bears, associato recentemente anche alla diffusione di alcune email di Hillary Clinton, però ce n'è abbastanza per parlare di «vittorie macchiate». «Vi riveleremo come vengono vinte le medaglie olimpiche. Abbiamo hackerato i database della Wada e siamo rimasti scioccati da quello che abbiamo trovato», scrivono gli hacker.


Nel mirino di Fancy Bears finisce in particolare Simone Biles, la straordinaria ginnasta capace di vincere 4 ori nella rassegna a 5 cerchi alla quale -è bene ricordare- la Russia ha partecipato con una delegazione ridotta per le sanzioni legate alle accuse di doping di Stato Secondo gli hacker, la ginnasta «ad agosto 2016 è risultata positiva per metilfenidato, uno psicostimolante, rinvenuto nel suo campione». Inoltre, Biles avrebbe assunto «anfetamine per un certo periodo». Nel frullatore dei sospetti finiscono anche la cestista Elena Delle Donne e le sorelle Serena e Venus Williams, colonne del tennis americano. «Serena Williams, miglior tennista del pianeta, sta assumendo ossicodone, idromorfone (oppioidi), prednisone, prednisolone e metilprednisolone. Sua sorella Venus Williams è solita assumere prednisone, prednisolone, triamcinolone e formoterol». L'uso delle sostanze, autorizzato per uso terapeutico, non comporta irregolarità. Per gli hacker, però, non sembra essere così. «Dopo l'analisi dettagliata dei database hackerati abbiamo evidenziato che decine di atleti americani sono risultati positivi». «I medagliati di Rio - è l'accusa - hanno regolarmente usato potenti sostanze illecite giustificate dall'esenzione terapeutica. In altre parole, hanno avuto l'autorizzazione a doparsi. Questa è un'altra prova della corruzione della Wada e del Dipartimento medico scientifico del Cio».

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