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Al 113 con tanto amore - Il dossier
Igino Murgioni: "Illustrerò le linee guida che facevano del Centro di Comando e Controllo della Questura di Roma, l’eccellenza nazionale del Pronto Intervento e Soccorso Pubblico"
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di Chiara Rai

 

Quando c’è tropo brusio intorno a un caso significa sempre che c’è qualcosa che non va. La capacità di ascoltare i campanelli d’allarme è sintomo di intelligenza e capacità di governare le situazioni. Ma se si arriva ad affermare che le polemiche sono strumentali e che i cittadini non capiscono come funziona il servizio allora c’è qualcosa che non va. Specie se si continuano a leggere episodi che fanno riflettere. Tra gli ultimi in ordine temporale quello di un uomo affetto da un tumore ai polmoni in stato avanzato, incosciente e con 41 di febbre che attende l’ambulanza per un’ora dopo la chiamata al Nue 112. Sia che si tratti di volante o ambulanza o altro mezzo di soccorso c’è un sistema che va rivisto e le risposte calate dall’alto che tentano di sviare la realtà dei fatti non vengono digerite bene dagli utenti.


“Non si può improvvisare sulla pelle dei cittadini”. “Alla popolazione lasciano credere che i reati sono diminuiti” “Vorrei stringere la mano a quei Geni che hanno inventato tutto questo!”

“Non si può improvvisare sulla pelle dei cittadini”. Così conclude il commento un utente, Igino Murgioni, a un post di Francesco Tagliente sull’articolo di “Libero” titolato “Il 112 ha un altro morto sulla coscienza”
“Bufera sul 112 Nue” scrive Tagliente. “Abbiamo una responsabilità sociale. Non possiamo aspettare che il cambiamento faccia regredire la sicurezza di chi si trova in una condizione di pericolo. Il 112 Nue doveva semplificare la vita ai cittadini e migliorare la gestione dei servizi di emergenza. Nella pratica, però, l’obiettivo del 112, il numero unico per le emergenze, è ancora lontano, e in alcune regioni che l’hanno già introdotto si registrano troppi ritardi e reclami”.

 

“Per coloro che non hanno mai operato in una Sala Operativa informatizzata – scrive Igino Murgioni - voglio illustrare brevemente le linee guida che facevano del Centro di Comando e Controllo della Questura di Roma, l’eccellenza nazionale del Pronto Intervento e Soccorso Pubblico. L’applicazione utilizzata era stata studiata e realizzata, in loco, da esperti di una grossa società di informatica, sulla scorta delle indicazioni che fornivano gli operatori dei vari settori della S.O. e testata direttamente sul territorio. L’intervento nasceva sulle postazioni del 113, i cui operatori disponevano di un computer collegato al server, al quale potevano accedere solo coloro che avevano titolo, collaudata esperienza ed erano stati opportunamente istruiti. Appena giungeva una segnalazione di qualsiasi natura che necessitava un intervento di qualsiasi organo Istituzionale, l’operatore istruiva una scheda elettronica che veniva immediatamente immessa in rete e tutti gli Uffici interessati venivano a conoscenza dell’evento nello stesso istante. Se si trattava di emergenza, per la quale anche i secondi potevano essere vitali, si acquisiva, dal richiedente al 113, l’indirizzo che veniva digitato nella scheda elettronica ed il sistema associava automaticamente il Commissariato di competenza e, poiché tutti gli interventi erano stati codificati numericamente, inseriva il codice relativo all’evento ed immetteva rapidamente in rete la richiesta.

L’Operatore radio la girava radiofonicamente alla Volante più vicina e, contemporaneamente, era gestita, per le ulteriori competenze, dal Capo Turno e Suoi collaboratori. L’operatore 113 continuava il dialogo con l’interlocutore dal quale acquisiva tutte le notizie utili all’intervento e le inseriva in tempo reale nella scheda già in lavorazione. Nell’arco di 10, 12 secondi dal primo squillo al 113, la Volante era già a conoscenza e si stava recando nel punto richiesto. La compartecipazione di altri Enti deputati a Servizi di Pronto intervento e Soccorso Pubblico, veniva richiesta in tempo reale. Come si evince era uno strumento efficientissimo gestito da operatori perfettamente sincronizzati. A tutto ciò si era giunti dopo un accurato studio di settore ed un analisi dettagliata di tutte le tipologie di intervento, effettuato da personale che operava da tempo in quel campo specifico”. “Non si può improvvisare sulla pelle dei cittadini” conclude.


“La cosa bella - aggiunge Barbara Floriani - è che alla popolazione lasciano credere che i reati sono diminuiti...ma in realtà con questo sistema come succede per i soccorsi dati in ritardo i rapinatori non si prendono più in quanto le segnalazioni devono passare di ente in ente allungando i tempi......una volante mandata per una rapina in atto in banca si è trovata il cartello "chiuso per rapina" fatto avvenuto circa 45 minuti prima. Ti spiego come funziona gli operatori del Nue da protocollo possono chiamare un solo ente e se arriva una segnalazione di incendio con persone intossicate loro inviano solo il 118, così come su una rapina in banca con ferito loro avvisano solo il 118. Noi a Roma che abbiamo capito che loro operano in questo modo fortunatamente spesso veniamo avvisati da personale del 118 o del 115.
“Non conosco Roma – aggiunge Don Turo - io parlo di Milano! Chiami il Nue per un incendio...arriva il 118 sul posto (intanto la casa brucia) il 118 a sua volta chiede l'intervento del 115 e a cose fatte...chiamano la Volante perché' c’è da fare qualche accertamento in più...Io comunque vorrei stringere la mano a quei Geni che inventarono tutto questo.

 


I vertici del 113 dalla sua istituzione ad oggi:
Ricordiamo che 113, numero unico e gratuito da utilizzare per le richieste di soccorso pubblico e di pronto intervento in caso di emergenza, dopo una breve sperimentazione nel Lazio e in Umbria, venne istituito, in ambito nazionale dal 1^ marzo 1968. Il centralino del 113 disponeva di 50 linee in entrata ed altrettante in uscita collegate direttamente con Carabinieri, Vigili del Fuoco, 118, Croce Rossa, Vigili Urbani, Finanza e via dicendo.
Il primo dirigente del COT - Sala Operative fu Guido Costa (dal 1969 al 1973) seguito da Antonio Clemente (dal 1973 al 1975). Nel 1975, con la radicale riorganizzazione del Reparto Volanti, da parte del Comandante Pietro Aparo, a capo della Sala Operativa arrivò un grande dirigente, Vincenzo Sucato, che si avvaleva di 6 giovani Funzionari ed Ufficiali, un vice dirigente, Augusto Cocola, e un Funzionario o Ufficiale proveniente dall’Accademia, per ciascuno dei turni di servizio articolati nel settore 113, tre postazioni radio (ordine pubblico, pronto intervento e informativo) e coordinamento. A seguire nel 1982 la direzione dell’Ufficio fu assunta da Augusto Cocola al quale dopo appena 5 mesi gli subentrò Gennaro Monaco rimasto a capo dell’Ufficio poco più di 1 anno e mezzo. Seguirono poi brevi periodi di direzione da parte di Raffaele De Astis (7 mesi) Antonio Esposito (5 mesi) e da Antonio La Mendola (3 mesi). Nel 1986, per una splendida intuizione del Questore Marcello Monarca, alla direzione della Sala Operative arrivò Francesco Tagliente che dalle prime decisioni prese si intuiva che avrebbe messo le radici in Sala Operativa, dando una svolta radicale alla organizzazione dell’Ufficio con un deciso cambio di passo. Tagliente rimase alla direzione della Sala Operativa per ben 9 anni a fronte dei suoi ultimi 3 predecessori che erano stati costretti a lasciare dopo pochi mesi. L’unico a batterlo in termini di durata è stato l’attuale dirigente della Sala Operativa Roberto Maugeri a capo dell’Ufficio dal 2007. Dopo Tagliente e prima di Maugeri alla direzione della Centrale Operativa si sono succeduti Luciano Tinari, Francesco Rallo, Antonio Del Greco, Laura Petroni, Valter Di Forti, Giuseppe Rubino e Massimo Giordano.

 

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Il numero unico delle emergenze continua a incassare un fiume di polemiche
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Redazione

 

Incalza la polemica sul nuovo 112 Nue che sta sostituendo quello che può definirsi un fiore all'occhiello nella gestione del pronto intervento: il caro e tanto amato 113 . Perché parliamo di polemiche? Perché aumentano sempre di più le lagnanze dei cittadini ma soprattutto le denunce. Tant'è che è di oggi la notizia del sequestro dei registri delle chiamate di soccorso disposto dalla Procura di Torino sui presunti disservizi del 112, il numero unico per le emergenze. Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha dato disposizioni alla polizia giudiziaria di acquisire i tabulati della centrale operativa e analizzare i tempi di reazione. Si dovrà chiarire se ci siano stati ritardi negli interventi, ma anche se siano stati coinvolti, e con quale tempestività, tutti gli enti preposti ai soccorsi: dalle forze dell’ordine ai Vigili del fuoco, fino ai nuclei specialistici. Niente meno che un’analisi a 360 gradi di come opera il numero unico delle emergenze per valutare se la gestione e il coordinamento funzionino o meno. 

 

Intanto acquistano sempre più importanza le testimonianze che mostrano come funzioni l'efficentissimo 113. Questo video realizzato da Marco Petruzzelli, postato sul social network Facebbok dal "padre" del 113, il Prefetto Francesco Tagliente già Questore di Roma, documenta modalità e tempi di intervento per un soccorso di persona colta da malore e pronto intervento per rapina in atto con presa d’ostaggio, a seguito di richiesta da parte dei cittadini, senza filtri, direttamente all’operatore della polizia di stato in servizio al 113 di Viterbo e Pisa dove ancora non è operativo il 112 NUe.

Viminale
Saranno presentati i dati relativi all'attività del ministero dell’Interno nell’ultimo anno
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Redazione

 

Anche quest’anno a Ferragosto si tiene il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Roma presieduto dal ministro dell'Interno Marco Minniti, accompagnato dal vice ministro Filippo Bubbico e alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli, dei vertici delle altre Forze dell'ordine e dei servizi di intelligence.
Il Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica è organo ausiliario di consulenza del ministro dell'Interno per l'esercizio delle sue attribuzioni di alta direzione e di coordinamento in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Il Comitato, che è disciplinato dagli artt.18 e 19 della legge 1° aprile 1981, n. 121, esamina ogni questione di carattere generale relativa alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e all'ordinamento ed organizzazione delle Forze di polizia.

Presieduto dal ministro dell'Interno, il Comitato è composto da un sottosegretario designato dal ministro, con funzioni di vice presidente, dal capo della Polizia - direttore generale della pubblica sicurezza, dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, dal Comandante Generale del Corpo della Guardia di Finanza, dal Direttore del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e dal Dirigente Generale Capo del Corpo Forestale dello Stato.

Dato l'interesse degli argomenti posti all'ordine del giorno, il ministro dell'Interno può chiamare a partecipare alle riunioni del Comitato dirigenti generali del Ministero, l'Ispettore generale del Corpo delle capitanerie di porto, altri rappresentanti dell'amministrazione dello Stato e delle forze armate; può invitare alle stesse riunioni componenti dell'Ordine giudiziario, d'intesa con il Procuratore competente.


Al termine del vertice è prevista la conferenza stampa per la presentazione dei dati relativi all'attività del ministero dell’Interno nell’ultimo anno.
 

Al 113 con tanto amore
Intervista al Video Reporter TV Marco Petruzzelli, che oltre ad essere stato inviato di guerra per la Rai e Mediaset, conosce come pochi l'attività del 113
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di Chiara Rai

“Mio padre stava morendo e al 118 rispondeva solo un disco”. "Rimanga in attesa. Una cordiale voce di donna me lo ripete in italiano, inglese e spagnolo”. “Forse però non saprò mai perché ho atteso così tanto una risposta dal centralino unico del 112, perché abbiamo dovuto chiamare in tre, perché mi hanno rimesso altri minuti in attesa dopo aver parlato con l'operatore”. “Per mio padre forse non avrebbero potuto fare nulla, ma una voce umana mi avrebbe almeno aiutata, guidata, supportata. Ho dovuto caricare mio padre in macchina. Mio fratello ha dovuto guidare con le gambe tremolanti”. “Mio padre si chiamava Gianfranco e faceva il cameriere, era un uomo devoto al suo lavoro. Un padre e un marito con i suoi pregi e i suoi difetti. E questo racconto è perché nessun altro padre, marito o figlio, nessun altro amico o cugino, possa morire con una voce che ti dica Rimanga in attesa".

Queste frasi estrapolate dal racconto pubblicato mercoledì 9 agosto su La Repubblica da Valentina Ruggiu ci impongono una riflessione su cosa sta cambiando nel nostro Paese in tema di sicurezza e su cosa si può fare per evitare che questo sistema di gestione del nuovo numero unico 112 NUE possa essere attivato nelle province in cui ancora non è operativo.

A Roma prima dell’attivazione del 112 NUE il Questore Francesco Tagliente e la sua Squadra di operatori della Sala Operativa erano riusciti a garantire una risposta al servizio 113, senza filtri, mediamente entro 6 secondi. Al servizio 113 rispondevano operatori specializzati della Polizia di Stato.

Il dott. Tagliente, al quale abbiamo chiesto di conoscere come è riuscito a garantire questo livello di efficienza, probabilmente per non essere autoreferenziale, ci ha cortesemente suggerito di consultare un cronista che si è occupato in passato di inchieste sui tempi di risposta del 113.

 

Per saperne di più sulla strategia adottata da Francesco Tagliente per rendere il servizio 113 in modello di riferimento mondiale abbiamo ritenuto di intervistare il Video Reporter TV Marco Petruzzelli, che oltre ad essere stato inviato di guerra per la Rai e Mediaset, conosce come pochi l'attività del 113 e il Prefetto Tagliente per essere impegnato da oltre 25 anni a documentare in diretta quello che accade a seguito di una richiesta di soccorso o di pronto intervento. I suoi reportage hanno raggiunto oltre 96 milioni di visualizzazioni sul suo Canale Youtube e rientra nella Top List dei 500 Canali al Mondo del settore della Comunicazione con più visualizzazioni.

 

Marco Petruzzelli ci ha fatto questo Quadro del 113 e del Dirigente che ha portato ai massimi livelli l'efficienza del Servizio:
"Dal 1986, per circa dieci anni, Francesco Tagliente è stato al vertice della sala operativa della Questura di Roma. Dopo anni di studi, ricerche e interventi ha potenziato le installazioni per la sicurezza della gente riuscendo a far garantire ai cittadini che si rivolgevano al 113 una risposta entro una media di 6 secondi. Nel corso degli anni Tagliente si è mosso su più fronti coniugando il fare con il sapere. Già nel 1986 avvia una indagine conoscitiva sui sistemi adottati in altri Paesi. Si reca personalmente presso i centri di comando e controllo di Londra, Francoforte, Parigi e Madrid. Per avere una cognizione diretta delle esigenze degli utenti, gestisce in prima persona in tutti i casi critici e trascorre intere nottate a rispondere al 113 tenendo accanto un operatore specializzato in psicologia della comunicazione e della testimonianza. Coniugando le esperienze e la pratica operativa trentennale con gli insegnamenti degli studiosi delle scienze comportamentali riesce a portare il Servizio 113 ad un altissimo livello di efficienza. Nel 2011, da Questore della Capitale decide di assegnare alla Sala Operativa per le esigenze del 113 anche Funzionari del ruolo dei psicologi perché considera i 6 secondi in media come tempi di risposta solo una tappa e guarda oltre. La notte dell’emergenza neve del 5 febbraio 2012 grazie al potenziamento del Servizio gli operatori del 113 della Questura di Roma sono riusciti a gestire circa 24.000 segnalazioni e richieste di soccorso. Agli psicologi chiede di studiare ogni ulteriore possibile intervento migliorativo e una strategia per far sentire i cittadini, che notano un reato o una situazione di pericolo, protagonisti della sicurezza. Di lì a poco livello di efficienza raggiunto porta i primi risultati. Molti cittadini con le loro segnalazioni tempestive riescono a salvare vite umane. Tagliente per premiarli li invita nel suo Ufficio, gli stringe la mano davanti alla bandiera della Repubblica e annota i loro nomi nel “registro dei cittadini virtuosi”. Tagliente per testimoniare pubblicamente la sua gratitudine cittadini che grazie al loro intervento e a una telefonata al 113 sono riusciti a risolvere situazioni difficili, la sera del 14 marzo 2012 organizza un Concerto con la Banda musicale della Polizia di Stato, all’Auditorium della Conciliazione al quale invita 500 cittadini virtuosi e rispettive famiglie che presenta alle Autorità e alla stampa".

 

PUNTATE PRECEDENTI:

“Al 113 con tanto amore”: la nascita del 113 e degli altri numeri attivati negli anni

Primo bilancio sul call center 112 NUE, si allungano i tempi di risposta: sicurezza a rischio

“Al 113 con tanto amore”
Un servizio condizionato dalla capacità delle Regioni di tenere i conti in ordine
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Per anni il 113 è stato ritenuto il modello di riferimento mondiale per la gestione del soccorso pubblico. Centinaia di delegazioni estere hanno fatto visita alla Sala Operativa della Questura di Roma per conoscere la funzionalità del servizio (vedi foto allegata all'articolo)
Emergenza immigrazione
Si tratta della Iuventa della tedesca Jugend Rettet
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LAMPEDUSA - Primo giro di vite nei confronti delle ong che soccorrono migranti nel Mediterraneo dopo il codice di comportamento predisposto dal Viminale, che è stato sottoscritto solo da tre organizzazioni. La nave Iuventa battente bandiera olandese ed operante per conto dell'organizzazione non governativa tedesca "Jugend Rettet", che non ha firmato il protocollo, è stata dapprima bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana. In seguito gli investigatori del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d'Intervento della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo. La magistratura, secondo quanto si è appreso, procede per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

"Il fatto che la Ong non abbia firmato il protocollo non c'entra nulla con l'operazione odierna", ha poi puntualizzato procuratore facente funzioni di Trapani, Ambrogio Cartosio. "Persone che lavorano all'interno della Iuventa avrebbero trasbordato, per due volte, sulla nave migranti scortati da trafficanti libici", di qui il sequestro per evitare la reiterazione del reato. Anche se, ha spiegato, "abbiamo documentato incontri in mare ma siamo portati ad escludere collegamenti tra Ong e libici".

Dalla nave sono stati fatti scendere due siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell'isola. I due migranti erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ong tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Per scortare in porto la Iuventa sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze dell'ordine anche sulla banchina.

La ong Jugend Rettet, fondata nel 2015 da giovani dell'alta e media borghesia tedesca che hanno scelto di salvare i migranti in fuga dalle guerre e dalla fame, aveva acquistato due anni fa la Iuventa nel porto di Endem, in Germania, trasformando quel vecchio peschereccio in una vera nave adatta a missioni di search and rescue.

Il sequestro è stato disposto dal gip di Trapani Emanuele Cersosimo su richiesta del pm Andrea Tarondo. Il provvedimento nasce da una inchiesta avviata ad ottobre del 2016 che ha consentito - dice la polizia di Stato - di raccogliere indizi sull'uso della motonave "Iuventa" per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Iuventa è stabilmente utilizzata per il soccorso di migranti in prossimità delle coste libiche e per il loro trasbordo su altre navi sempre in acque internazionali, e naviga abitualmente nel mare Libico, in prossimità delle acque territoriali del paese africano, dice la questura trapanese. L'inchiesta trapanese sulle navi delle Ong che salvano migranti di fronte le coste libiche era stata resa nota lo scorso aprile. Poi il 10 maggio il procuratore facente funzioni di Trapani, Ambrogio Cartosio, in audizione alla commissione Difesa del Senato aveva detto: "La procura di Trapani ha in corso indagini sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che coinvolgono non le ong come tali ma persone fisiche appartenenti alle ong".

Anticorruzione
consolidATO il rapporto di collaborazione tra Dipartimento della Pubblica Sicurezza e ANAC
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Redazione

 

Oggi il Capo della Polizia, Direttore Generale della pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli e il Presidente dell’Autorità Nazionale anticorruzione Raffaele Cantone hanno firmato un accordo quadro che, nell’ottica di consolidare il rapporto di collaborazione tra Dipartimento della Pubblica Sicurezza e ANAC, ha come finalità il perseguimento del preminente interesse pubblico di prevenzione e contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione e l’affermazione dei principi di trasparenza, efficienza ed efficacia. L’accordo prevede la definizione di obiettivi comuni, ambiti e modalità esecutive di collaborazione interistituzionale fra Anac e Direzione Centrale per la Polizia Criminale, Direzione investigativa antimafia e Direzione Centrale Anticrimine. L’accordo definisce, altresì, schemi di collaborazione volti a supportare l’azione delle articolazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, laddove svolgano funzioni di Stazioni Appaltante ed individua percorsi formativi comuni del personale per rafforzare la cultura amministrativa e le capacità di prevenzione e contrasto del fenomeno corruttivo.

Economia & Finanza
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Redazione

 

Niente intesa tra Roma e Parigi su Stx. Al termine di un vertice lampo con Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, il ministro francese ha confermato la divergenza di opinioni, esprimendo la convinzione che vada rafforzata la cooperazione tra Italia e Francia, "Siamo due grandi popoli - ha sottolineato -, siamo come fratelli. Abbiamo una difficoltà, ma troveremo una soluzione adeguata".

La posizione dell'Italia resta ferma: "Non è possibile accettare" una ripartizione 50 e 50, ha affermato Padoan, "come abbiamo detto fino ad adesso. Nel colloquio con il ministro Le Maire abbiamo innanzitutto constatato che fra Italia e Francia permangono ancora differenze non sanate. E' intanto stabilito che ci sarà tempo da qui al 27 settembre, quando si svolgerà il vertice Italia-Francia con Gentiloni e Macron, "per valutare se è possibile colmare queste differenze. Abbiamo anche ribadito l'interesse comune di Italia e Francia per lavorare assieme alla costruzione di un grande gruppo cantieristico sia civile che militare, che potrebbe sicuramente avere la leadership globale".

"Per creare un grande gruppo occorre fiducia reciproca e la premessa è raggiungere una conclusione che rispetti gli accordi su Stx"., ha rilevato Calenda, aggiungendo: ''Per ora le posizioni sono ancora distanti".

Sicurezza & Cittadini
Assegnate in questi giorni al Reparto Operativo della Stradale di Roma 10 Giulietta in sostituzione di altrettante Bmw
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Redazione



ROMA
- Questa mattina presso il Compartimento Polizia Stradale di Roma sono state presentate dieci Alfa Romeo Giulietta, assegnate in questi giorni al Reparto Operativo della Polizia Stradale di Roma  per i servizi di scorta. Le nuove autovetture hanno sostituito altrettante Bmw che sono state dirottate nei servizi di controllo del territorio in un momento in cui l'emergenza incendi e l'esodo richiedono una maggiore presenza della specialità sulle strade.

Per fronteggiare le emergenze del periodo estivo il Compartimento ha messo in campo, oltre alle 110 pattuglie giornaliere, altre 90 pattuglie che    complessivamente andranno ad integrare i dispositivi di controllo sulle autostrade e sulla viabilità ordinaria principale, nelle fasce orarie maggiormente a rischio, per vigilare, informare e all'occorrenza soccorrere i viaggiatori in transito. Sono state inoltre, predisposte circa 50 pattuglie delle squadre di polizia giudiziaria per svolgere specifiche attività di contrasto alla microcriminalità nelle aree di servizio e nei pressi dei caselli autostradali.

Le pattuglie oltre ad avere a bordo gli etilometri ed i precursori avranno a disposizione 4 Top Crash, per il rilevamento satellitare degli incidenti e il Trucam, sistema di rilevamento della velocità di ultima generazione.

In linea con la recente Direttiva del Ministro dell'Interno l'obiettivo resta il medesimo: prevenire gli incidenti stradali, attraverso una capillare azione di contrasto dei comportamenti di guida pericolosi quali la velocità, la distrazione, il mancato uso delle cinture di sicurezza ma anche la guida in stato di alterazione da alcool e droga.

Dunque controlli mirati, uso delle nuove tecnologie ma anche educazione stradale soprattutto per i più giovani.

Partita già dallo scorso anno con l’unificazione del Centro Operativo Polizia Stradale, prosegue la riorganizzazione degli uffici della Specialità per una maggiore presenza di uomini e mezzi sul territorio ed una più moderna e efficiente gestione degli uffici.

Si è proceduto, pertanto, in questi giorni, ad accorpare il Compartimento Polizia Stradale per il Lazio con il Compartimento dell'Umbria e il Distaccamento Polizia Stradale di Cassino con la locale Sottosezione, che diventa a competenza mista, con il conseguente recupero di 24 uomini per la vigilanza e sicurezza delle strade e autostrade.

Meteo
Alte temperature a causa di un'ondata di calore africana
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Sta per arrivare un caldo da record. La settimana che comincia oggi sarà davvero rovente con una intensa e prolungata ondata di calore africana che ingloberà tutta l'Italia. Categoriche le previsioni del meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che avverte "questo evento potrebbe risultare per alcune regioni davvero eccezionale, il più intenso non solo dell'Estate 2017 ma anche degli ultimi anni."

"Le temperature subiranno un costante aumento, con picco dell'onda di calore entro mercoledì prossimo, quando sono attese punte di 38-40°C sulle aree interne lontane dal mare spiega l'esperto do 3bmeteo.com - in particolare in una prima fase le zone più roventi saranno quelle lungo il Po e in generale Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio dove i 40°C saranno un traguardo raggiungibile, anche 42-43°C sulla Sardegna. Per quanto riguarda il Sud l'acuto del caldo è atteso soprattutto nella seconda parte della settimana''.

Farà molto caldo anche in montagna con punte di oltre 31-32°C a 1000m su Alpi e Appennino ( qualcosa in meno sulle Alpi occidentali) e zero termico diurno generalmente superiore a 4300-4500m. Solo sulle coste la canicola verrà parzialmente mitigata dalle brezze, ma sarà comunque caldo e anche afoso per gli elevati tassi di umidità dovuti alla vicinanza con il mare". "Il caldo - continua il meteorologo - si farà sentire anche di sera, quando nelle grandi città le temperature potrebbero mantenersi oltre i 30°C fino alle 21-22, mentre le minime notturne potrebbero non scendere sotto i 25-26°C, in particolare nelle aree urbane" Una ondata di caldo non solo intensa ma anche duratura, tanto che potremmo portarcela dietro almeno fino al 6-7 Agosto, ma anche oltre al Centrosud. Al Nord la canicola potrebbe iniziare a smorzarsi dopo l'8-9 Agosto".

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